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ALITALIA : LA CASTA DEI PILOTI E DELLE HOSTESS. SONO I PIU’ PAGATI

Posted by irpinianelmondo su aprile 9, 2008

9.4.2008 -Piloti e hostess lavorano molto meno dei loro colleghi di altre compagnie. Però costano tanto di più. Grazie a una giungla di benefit, difesi con le unghie e con i denti e puntigliosamente elencati in un contratto degno di Harry Potter, dove tutti i mesi durano quanto febbraio e il giorno di riposo comprende due notti.
Un giorno è un giorno. Dal Circolo polare artico fino alle isole di Tonga, è uguale per tutti. Ma non per i piloti dell’Alitalia. È scritto nero su bianco a pagina 2 del Regolamento sui limiti dei tempi di volo e di servizio e requisiti di riposo per il personale navigante approvato, con la delibera n. 67 del 19 dicembre 2006, dal consiglio di amministrazione dell’Enac, l’Ente nazionale per l’aviazione civile. Il terzo comma dell’articolo 2 disciplina il «giorno singolo libero dal servizio».

Che viene così descritto: «Periodo libero da qualunque impiego che comprende due notti locali consecutive o, in alternativa, un periodo libero da qualunque impiego di durata non inferiore a 33 ore che comprende almeno una notte locale». Un giorno di 33 ore o con due notti? Quando si tratta del personale di volo della ex compagnia di bandiera italiana, e dei relativi regolamenti di lavoro, bisogna abbandonare ogni convenzione, dal sistema metrico decimale all’ora di Greenwich: per loro non valgono.

Vivono in un mondo a parte, dove tutto è dorato. Da sempre veri padroni dell’azienda, piloti e assistenti di volo si sono dati delle norme di lavoro consone al loro status (a proposito: i capintesta dei sindacati degli autisti dei cieli hanno una speciale indennità economica che percepiscono anche se se ne stanno incollati a terra tutto l’anno). Secondo il regolamento dell’Enac, dove è specificato che hanno diritto a riposare su poltrone con una reclinabilità superiore al 45% e munite di poggiapiedi regolabile in altezza, non devono volare più di cento ore nel corso del mese.

Anzi nei 28 giorni consecutivi, come hanno preferito scrivere: e si vede che per loro è sempre febbraio. Nell’intero anno, cioè nei dodici mesi (se non hanno modificato a loro uso e consumo pure il calendario) il tetto non è, come da calcolatrice, mille e 200 ore (100 per 12) ma 900, e vai a sapere perché. Nel contratto, che l’azienda si rifiuta di fornire ai giornalisti, come del resto qualunque altro dato sulla produttività dei dipendenti, l’orario però si riduce. Nel medio raggio, la barriera scende a 85 ore al mese. Che nel trimestre non diventano 255, ma 240. E nell’anno non arrivano, come l’aritmetica sembrerebbe suggerire, a mille e 20, ma a 900.

Ma non è neanche questo il punto: fosse vero che volano così tanto (tra gli assistenti di volo l’assenteismo è all’11%). I numeri tracciano un quadro un po’ diverso e dicono che nel medio-corto raggio gli steward e le hostess (alla fine del 2007, 480 di queste ultime su 4300, cioè l’11%, erano praticamente fuori gioco perché in maternità o in permesso in base alla legge che consente di assistere familiari gravemente malati) restano tra le nuvole per non più di 595 ore l’anno. Vuol dire 98 minuti al giorno, il tempo che molti Cipputi impiegano per fare su e giù tra casa e fabbrica. A titolo di raffronto, un assistente di volo della Lufthansa vola 900 ore, uno della Iberia 850 e uno della portoghese Tap 810. Restando in Italia, una hostess di AirOne si fa le sue belle 680 ore.
I piloti, poi, alla cloche sembrano quasi allergici: la loro performance non va oltre le 566 ore, che significano 93 minuti al giorno. I loro pari grado riescono a pilotare per 720 ore all’Iberia, per 700 alla Lufthansa e all’AirOne, per 680 alla Tap e per 650 all’Air France. I nostri, insomma, non sono esattamente degli stakanovisti: in media fanno, tra nazionale e internazionale, 1,8 tratte al giorno, contro le 2,4-2,75 dei colleghi di AirOne. In compenso, sono molto più cari di tutti gli altri. Un assistente di volo con una certa anzianità può arrivare a costare ad Alitalia 86 mila e 533 euro, contro i 33 mila che deve mettere nel conto la compagnia di Toto (AirOne, ndr ).
Il comandante di un Md80 dell’azienda della Magliana ha un costo del lavoro annuo pari a 198 mila e 538 euro. Per la stessa figura professionale i concorrenti italiani non sborsano più di 145 mila euro. Sempre restando allo stesso tipo di aereo, per pagare il pilota Alitalia ha bisogno di 108 mila e 374 euro, tra i 28 e i 33 mila in più di AirOne o di un’altra azienda italiana. Il mix di orari da impiegati del catasto e stipendi da superprofessionisti crea un cocktail che risulterebbe micidiale per qualunque azienda: facendo due conti viene infatti fuori che alla fine dell’anno Alitalia spende per ogni ora volata da un suo comandante qualcosa come 350,8 euro. Contro i 207,1 di AirOne. Una differenza del 69,4% che manderebbe fuori mercato chiunque. Soprattutto se si considera anche che un aereo della ex compagnia di bandiera viaggia con un equipaggio superiore di un buon 30% rispetto alla media dei concorrenti.

Il risultato finale è che in Alitalia il tasso di efficienza per dipendente è pari, secondo i calcoli dell’Association of European Airlines, a poco più della metà di quello che può vantare la Lufthansa. Che i passeggeri trasportati sono 1.090 per dipendente, contro i 10 mila e 350 di Ryanair. E che nel 2004 il ricavo medio per ogni lavoratore impiegato non andava oltre i 199 mila euro, poco più di un terzo rispetto a quanto registrava ad esempio Ryanair (513 mila euro).

In Alitalia comandano i sindacati (che nel solo primo semestre del 2005 hanno proclamato scioperi per 496 ore: quasi 3 ore ogni 24). E si vede. Il contratto in vigore dal 1° gennaio 2004 dice che, nel medio raggio, una hostess o un pilota non possono essere utilizzati per più di 210 ore al mese (che, con il solito giochino, diventano 600 nel trimestre e 1.800 nell’anno). Ebbene, se uno di loro parte da Roma per andare a prendere servizio a Milano la metà della durata del viaggio che lo vedrà impegnato nelle parole crociate viene considerata servizio.

La tabella dell’Enac che stabilisce, a seconda dell’orario di inizio del turno, su quante tratte continuative può essere impiegato il personale navigante prevede cinque diverse ipotesi. Che salgono a diciassette nell’accordo sottoscritto da azienda e sindacato. Dove è stabilito per il personale navigante il diritto a 33 giorni di riposo a trimestre (ad AirOne sono 30), che aumentano fino a 35 per chi è impegnato nel lungo raggio. In base al contratto, al termine di ogni volo deve essere garantito un riposo fisiologico di 13 ore, che sul lungo raggio deve risultare invece pari al numero dei fusi geografici attraversati moltiplicato per otto, con un minimo però di 24 ore. Boh.

Semplicemente geniale è poi il nuovo sistema retributivo, in vigore dal 1° gennaio 2005. Sono rimasti, ovviamente, lo stipendio base (quattordici mensilità) e l’indennità di volo minimo garantito: quaranta ore, che uno le faccia o meno. Le dieci voci che componevano la parte variabile della retribuzione di un pilota (compreso il cosiddetto «premio Bin Laden» corrisposto, dopo l’attentato alle Torri gemelle di New York, a tutti quelli che viaggiano in Medio Oriente e dintorni) sono state tutte sostituite da un’unica indennità di volo giornaliera (per un comandante è pari a 177 euro se è impegnato sul lungo raggio e a 164 se vola sul medio, cifre alle quali va sommata la diaria, che sono altri 42 euro, per un totale che può quindi arrivare a 219 euro). Indennità che scatta tutta intera anche se il pilota sta alla cloche solo per mezz’ora o semplicemente si trasferisce all’aeroporto da dove prenderà servizio. E perfino se il suo volo viene cancellato dopo che lui ha già raggiunto quello che doveva essere lo scalo d’imbarco. Per di più, aumenta se c’è uno spostamento dei turni rispetto al calendario originale.
Siccome poi lavorare stanca, il contratto prevede l’istituzione di una Banca dei riposi individuali dove confluiscono i crediti che si ottengono per esempio quando l’aereo viaggia con personale ridotto (un riposo ogni due giorni) e dalla quale hostess e piloti possono attingere pure degli anticipi. Non è invece dato sapere se le parti hanno raggiunto un accordo su una nuova indennità graziosamente prevista nell’ultima intesa: il premio di puntualità, che per i passeggeri assume davvero il sapore della beffa. Mentre è alla direttiva dell’Enac che bisogna tornare se si vuole conoscere la dettagliatissima disciplina della cosiddetta «riserva», i periodi di tempo nei quali il personale navigante deve essere pronto a rispondere a un’improvvisa chiamata.
Premesso che si può essere messi in riserva solo dopo aver goduto di un riposo, si stabilisce che la metà del tempo trascorso a casa con le pantofole ai piedi va considerata come servizio. Bingo. Di più: che se l’attesa si consuma inutilmente perché il telefono non trilla, e dev’essere proprio per lo stress, scatta un successivo periodo di riposo di almeno otto ore, che in alcuni casi salgono a dodici. Ed è sempre il premuroso Enac a stabilire che a piloti e hostess, una volta a bordo, deve essere dato da mangiare una volta ogni sei ore, come ai pupi, e adeguatamente, «in modo da evitare decrementi nelle prestazioni».
Di alcuni privilegi o istituti incomprensibili nessuno ricorda neanche l’esatta origine. Ci sono e basta. Così, le hostess continuano ad avere una franchigia di ventiquattr’ore al mese, che in pura teoria dovrebbe coincidere con l’inizio del ciclo mestruale, ma si racconta del caso di una di loro che ha chiesto la giornata del 31 come permesso per il mese di dicembre e quella del 1° per il mese di gennaio: misteri del corpo femminile. Sempre le assistenti di volo, quando vanno in maternità vengono retribuite per tutto il tempo con lo stesso stipendio guadagnato nell’ultimo mese di servizio, che, guarda un po’, svolgono regolarmente sul lungo raggio, per far salire l’importo della busta paga. I piloti, invece, non possono atterrare due volte nello stesso scalo in un solo giorno. La logica della regola, che pare non sia neanche scritta ma frutto della consuetudine, è imperscrutabile.
La conseguenza, però, è chiara: la crescita delle spese per le trasferte. A partire da quelle per gli alberghi, che in Alitalia vengono scelti da un’apposita commissione dopo attento esame dei loro requisiti: con il risultato che l’importo medio è superiore del 45% a quello sostenuto dagli altri vettori. Solo per le 300 stanze prenotate tutto l’anno per i dipendenti che, anziché essere trasferiti a Malpensa, vanno su e giù da Roma, la compagnia ha in bilancio 45 milioni. Nella babele dei benefit, per un certo periodo tutto il personale viaggiante ha poi goduto di una speciale indennità per l’assenza del lettino a bordo di alcuni 767-300: alcune centinaia di euro che venivano corrisposte anche a chi volava su aerei dotati delle cuccette in questione.
I lavoratori più coccolati d’Italia quando viaggiano per piacere godono di una politica di sconti davvero generosa. Argomento sul quale l’azienda ha di nuovo una tale coda di paglia da rifiutarsi di fornire chiarimenti. Ma è il segreto di Pulcinella: i dipendenti (e con loro i pensionati) hanno diritto ad acquistare (anche per i loro cari: figli e coniugi o conviventi) i biglietti con una riduzione del 90% sulla tariffa piena, se rinunciano al diritto alla prenotazione. Il taglio scende invece al 50% se vogliono il posto garantito, magari perché vanno a festeggiare l’ultima promozione, che in Alitalia non si nega davvero a nessuno. Nel 2007 la direzione per la finanza dell’azienda della Magliana poteva contare su 152 persone: 20 dirigenti, 52 quadri e 80 impiegati. In quella per il personale i soldati semplici (61) prevalevano di una sola unità sui graduati (60: 25 dirigenti e 35 quadri).
Dev’essere anche per questo che il consiglio di amministrazione dell’azienda ha sentito la necessità di garantirsi l’ombrello di una polizza assicurativa a copertura di possibili azioni di responsabilità nei confronti di chi ha guidato la baracca. E si è reso così complice dei sindacati. Ai quali invece nessuno potrà mai presentare il conto.

 

DA UN LIBRO DI  STEFANO LlIVADIOTTI : L’ALTRA CASTA

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57 Risposte to “ALITALIA : LA CASTA DEI PILOTI E DELLE HOSTESS. SONO I PIU’ PAGATI”

  1. vittorino said

    frustrato ……..

  2. Mauro said

    Quando la velina era solo un comunicato su carta sottile, il lavoro più ambito dalle teen-ager portava i guanti bianchi e volava tra le nuvole. Fare la hostess, girare il mondo e magari sposare un principe era l’ambizione delle ragazzine che oggi, più o meno alla stessa età, vorrebbero diventare ballerine in tv, rimanere a casa e fidanzarsi con un calciatore. Servire i passeggeri tra i sedili di un aereo non era considerata affatto una scelta frivola. Perché non era richiesta soltanto la bella presenza. Bisognava saper parlare, conoscere le lingue e soprattutto emanciparsi da quell’Italia che dal Friuli alla Sicilia, ancora all’inizio degli anni Settanta, imponeva alle donne di nascondere i capelli sotto il velo nero. Altri tempi. Nulla unisce più le hostess di allora, invidiate e corteggiate, alle colleghe di oggi, arrabbiate e agguerrite nel voler lasciare tutti quanti a piedi per difendere il proprio posto.

    Nessun’assistente di volo in quegli anni avrebbe mai pensato di dover scioperare. Susy Mariani ha indossato, giovanissima, la divisa di Alitalia: “Negli anni ’70”, racconta, “dopo dieci anni di servizio si prendevano già 5 milioni di stipendio al mese. Anche perché il volo era percepito come qualcosa di eccezionale. Rimanevamo fuori di casa un paio di settimane per le tratte più lunghe. Allora la frequenza stessa dei voli era più bassa, quindi eravamo costrette a rimanere per qualche giorno all’estero prima di ripartire. Così c’era l’opportunità di visitare le città, di vedere il mondo. Ricordo la tratta Roma-Bangkok-Tokyo: restavamo almeno un paio di giorni in ogni città. Nella tratta Bombay-Singapore-Bombay si rimaneva una settimana a Bombay e qualche giorno a Singapore. A Rio De Janeiro stavamo dieci giorni prima di riprendere il volo di ritorno”.

    Susy Mariani ha volato dal 1971 al ’98 e non ha mai cambiato compagnia. Anna, 30 anni, una generazione dopo, di compagnie ne ha già cambiate cinque: Noman, Air One, Air Europe, un periodo in prestito all’estero e Azzurra, fallita in gennaio. Anna fa la hostess da dieci anni e non ha ancora avuto un contratto più lungo di qualche mese. A ogni rinnovo è come se il calendario venisse azzerato. Anzianità, stipendio, ferie: tutto ricomincia daccapo, tranne l’età. Chiede che il suo cognome non sia rivelato, e anche questo è segno dei tempi: “Le nuove compagnie aeree”, dice Anna, “non vogliono personale sindacalizzato e nemmeno gente che parla con i giornalisti”.

    Trent’anni fa dovevano avere dimestichezza con le procedure di emergenza, le sigle aeronautiche, la buona educazione. Ora hostess (e steward) hanno dovuto estendere le loro competenze a un linguaggio che sembra preso in prestito dai settori tipici del precariato: contratti a termine, lavoro stagionale, incarichi in affitto. Stefano Manurita, 50 anni, è rappresentante degli assistenti di volo Alitalia nel Sult, il sindacato che la compagnia aerea ha escluso dalle trattative: “Sugli aerei italiani ci sono milleduecento stagionali precari. Fra loro c’è anche gente che è al tredicesimo rinnovo. Ogni anno fanno domanda in molti per entrare in Alitalia. Ci sono colleghi che hanno volato già altrove, o quelli rimasti a piedi dopo il fallimento di VolareWeb. Prima affrontano una preselezione, poi il corso. Nel ’78 si poteva andare in pensione dopo quindici anni di volo. Oggi servono almeno trent’anni. Gli ultimi assunti a tempo indeterminato in Alitalia sono 15, presi nel 2000 a part-time, dieci mesi di servizio all’anno. Molti di loro erano all’undicesimo contratto stagionale”. In Alitalia una hostess neo assunta prende 900 euro netti al mese come stipendio minimo garantito più le indennità in base alle ore di volo. Un responsabile di cabina con 27 anni di esperienza riceve una paga minima di 2 mila euro più le indennità. Il sistema è praticamente a cottimo: più si viaggia più si guadagna. Il massimo consentito è di 14 ore di lavoro al giorno. E a fine mese si può raggiungere il doppio del minimo garantito. Ciò che in Alitalia ancora si ricordano con nostalgia sono le diarie: il rimborso spese per piloti e hostess. Negli anni della lira e dell’inflazione galoppante, chi volava a Tokyo poteva prendere fino a un milione di diaria al giorno. Alitalia provvedeva a far trovare alla reception degli alberghi una somma in valuta locale per le spese quotidiane. Erano anni in cui un comandante ben addentro ai meccanismi delle ore di volo, delle indennità e delle diarie poteva incassare anche 30 milioni in un mese. Anni irripetibili. La deregulation e la fine del monopolio hanno trasformato la vita delle hostess. Ora la diaria per le trasferte è scesa a 42 euro e viene rimborsata con lo stipendio del mese successivo. Così i dipendenti devono usare le carte di credito personali e pagare di tasca propria le spese di prelievo dal Bancomat.

    “La gente che viaggia è cambiata”, ricorda Susy Mariani, “prima era poca: viaggiavano solo i businessmen, gente di classe medio alta, oppure gli emigranti”. Un confronto ad alta quota tra redditi e generazioni nell’Italia che stava fuggendo dalla povertà. Adesso volano tutti e i racconti delle hostess parlano di gradassi che pretendono di fumare nei bagni o le insultano quando, per colpa degli aeroporti intasati, il volo è in ritardo. L’ultima storia è di pochi giorni fa su un volo charter per le Canarie partito da Bergamo. Il solito passeggero che si chiude in bagno con la sigaretta accesa. L’allarme antincendio che lampeggia. L’arroganza davanti al rimprovero della hostess. E poi gli insulti al comandante. È finita con un rapporto di livello 3 per passeggero molesto: quel turista non potrà più mettere piede sugli aerei della compagnia charter, nemmeno per il volo di ritorno. A volte più che gentilezza e buona educazione, servono doti da maestra d’asilo. E tanta pazienza. Soprattutto con i passeggeri che volano raramente. In Azzurra si ricordavano tutti di un tale che prendendo la cabina di pilotaggio per una toilette è finito accanto al comandante con i pantaloni slacciati.

    Maria Landi, hostess in Alitalia dagli anni Settanta, ha vissuto il cambiamento e andrà presto in pensione: “Adesso si vedono solo gli alberghi quando si sta fuori, e poco più. Non c’è più tempo per visitare le città. E soprattutto non ci si riposa mai, nemmeno quando si torna a casa”. Fuori di Alitalia non stanno meglio. ItAli, l’ultima nata, paga un minimo garantito di 800 euro al mese una responsabile di cabina, il massimo grado, e meno ancora un’assistente di volo junior. Stipendi che con le ore di volo salgono rispettivamente a 2 mila e 1.750 euro. Nel 1996 un neoassunto in Air Europe prendeva già 3 milioni al mese. Tagli drastici anche tra le hostess di EuroFly che dopo la privatizzazione hanno visto gli stipendi scendere da 2.900 a 1.900 euro, indennità di volo comprese. Con la crisi che c’è non sono certo cifre da buttare. Ma oggi i turni sono più lunghi del passato e possono raggiungere le 17 ore di servizio senza sosta. Con questi ritmi non c’è più bisogno di andare fino a Tokyo per provare l’effetto del jet-lag.

  3. luciana said

    Vorrei fare un po di precisazioni riguardo certi…o forse tutti…i punti toccati da questo articolo, che raffigura gli assistenti di volo come una classe privilegiata, che praticamente non fa niente apparte la bella vita, e si permette anche di scioperare. Le cose non stanno proprio cosi. Anzi.
    Premetto che sono anch’io un assistente di volo. E premetto che non lavoro in alitalia, che sicuramente avrà piu privilegi di altre compagnie, guadagnerà un po di piu…ma c’e’ sempre chi sta meglio (in italia ad esempio meridiana ha i contratti migliori).
    Innanzi tutto c’e’ da dire che ormai per fare l’assistente di volo, innanzi tutto si deve preventivare di iniziare il percorso con un corso, che se sei fortunato è gratuito, ma non ti permette di lavorare per un bel periodo di tempo, niente guadagno ne rimborso spese. Inoltre al corso ci sono i fortunati che vivono nella città dove si svolge il corso, mentre gli altri devono prendersi una casa o un albergo (altri soldi che nessuno ti rimborsa). E tutto questo per poi non sapere dove si va a finire, in quale città, fino a pochi giorni prima del contratto (vi lascio immaginare cosa significa trovare casa a milano e a roma in 2 giorni!!) Non voglio parlare di eventuali ricatti morali che fa l’azienda agli stagionali, ne dei mesi in cui si sta a casa senza lavorare e senza sapere quando cio succederà. Facciamo finta che le infinite stagioni siano finite, e arriviamo ai punti del contratto mensionati qui sopra.

    Viene scritto che gli assistenti di volo “non devono volare più di cento ore nel corso del mese.” Come se queste ore siano pochissime, con i calcoli che fa questo geniale giornalista(?). Beh le 100 ore al mese in realtà sono ancora meno per il medio e corto raggio e sono sancite dall’enac, e c’e’ un motivo molto logico. Innanzi tutto 100 ore di volo chiusi in un tubo volante con tanto di pressurizzazione che ti fa scoppiare vene e capillari, ti crea problemi di stomaco, problemi alle orecchie…per non parlare delle radiazioni, non sonoi come 100 ore in ufficio. Secondo e piu importante 100 ore di volo corrispondono se sei fortunato a 200 ore di servizio. Fate un po i calcoli. Un impiegato che lavora 8 ore al giorno, 40 ore a settimana, 160 ore al mese. un asssistente di volo ne puo fare 200, con la pressurizzazione, con le radiazioni, chiuso in un tubo senza vie d’uscita, di notte o di giorno indistintamente!! e il diritto ad avere qualcosa da mangiare ogni 6 ore viene visto some un privilegio!!?? Beh a 10.000metri non ci sono bar dove andarsi a prendere un panino o un caffe…e un pezzo di pane con prosciutto ogni 6 ore non mi sembra un privilegio. Oltrettutto che pause pranzo non esistono in volo, e quindi per mangiare si deve fare i turni, a volte ingurgitare prima di un decollo, quando i passeggeri non ti vedono!!
    Vorrei far presente che le ore di lavoro consecutive nei limiti dei contratti superano spesso le 13 ore al giorno!Ma siamo una classe privilegiata!

    Sull’assenteismo non posso dir niente e non mi sento di dir molto, semplicemente non credo che nei ministeri (solo per fare un esempio)ci sia meno assenteismo. Sulla maternità…non credo ci sia da dire molto. Una bella hostess con il pancione? molto salutare per mamma e figlio!!!Non mi esprimo. Se anche questo è un privilegio. E pensare che purtroppo molte assistenti di volo non ci riescono a fare figli, e che in questo lavoro la percentuale di aborti è altissima! Ricordo pressurizzazione e radiazioni!

    Sulla riserva: è vero che metà del tempo che si sta a casa in caso di non chiamata viene conteggiata nei limiti di servizio mensili. Ma quelle ore di servizio in molte compagnie non vengono retribuite. Cioè uno è obbligato a restare chiuso in casa, con la valigia pronta in caso di chiamata, e se non viene chiamato non viene pagato! E viene anche descritta come un’assurdità le 8 ore di riposo tra una riserva e l’altra. Beh, dopo magari 12 ore chiusi in casa accanto al telefono, si avrà almeno la possibilità di uscire a fare la spesa, fare una doccia, dormire senza pensare a quel telefono che potrebbe squillare in qualsiasi momento e nel giro di 2 ore devi essere su un aereo diretto chissa dove e tornare chissa quando?

    Ci sarebbe ancora altro da ridire sul modo descritto nell’articolo di vedere questa classe privilegiata…ma credo che prima di inizare a scrivere bisognerebbe fermarsia riflettere. Oppure passare 3 giorni come assistente di volo con sveglie alle ore piu impensate, 12 ore di servizio, e un pezo di prosciutto a pranzo!!

  4. Elisabetta said

    E pensare che e’ sempre stato descritto come un lavoro da sogno…

  5. Nico said

    A proposito della “Riserva” come viene chiamate dalla Sig.A Luciana, io la “Riserva” o “Reperibilità” la faccio tutti i mesi per un settimana consecutiva e me la pagano a 7.50 euro al giorno e senza le otto ore di riposo.
    Ma noi nn siamo dipendenti Alitalia…

  6. lotar said

    perchè perdete tempo a risponder ad un tal somaro?????
    chiedetegli solo dove va a farsi ferrare gli zoccoli.

  7. C said

    La normale attività di lavoro delle “Assistenti di volo”, consiste principalmente nel fare le cameriere dell’aria, quindi non si comprendono tutti i benefits che gli sono stati sempre ed indiscriminatamente riconosciuti.
    Hostess che conosco normalmente rimangono in finta malattia tra i 5 e i 7 gg al mese, senza che si sia mai visto un medico fiscale a casa, oltretutto si lamentano di stipendi che in alcuni casi sfiorano i 3000 euro al mese!
    E’ ora di dire basta a questi vampiri dello società,i quali scioperano per un aumento di stipendio senza alcuna giustificazione riscontrabile nei carichi di lavoro, non sono professionali da nessun punto di vista e in molti casi sfiorano l’analfabetismo.
    Non credo che la situazione cambierà in alcun modo con la nuova società, avrei preferito di gran lunga il fallimento di Alitalia, la speranza comunque è l’ultima a morire.

  8. Claudio said

    La normale attività di lavoro delle “Assistenti di volo”, consiste principalmente nel fare le cameriere dell’aria, quindi non si comprendono tutti i benefits che gli sono stati sempre ed indiscriminatamente riconosciuti.
    Hostess che conosco normalmente rimangono in finta malattia tra i 5 e i 7 gg al mese, senza che si sia mai visto un medico fiscale a casa, oltretutto si lamentano di stipendi che in alcuni casi sfiorano i 3000 euro al mese!
    E’ ora di dire basta a questi vampiri dello società,i quali scioperano per un aumento di stipendio senza alcuna giustificazione riscontrabile nei carichi di lavoro, non sono professionali da nessun punto di vista e in molti casi sfiorano l’analfabetismo.
    Non credo che la situazione cambierà in alcun modo con la nuova società, avrei preferito di gran lunga il fallimento di Alitalia, la speranza comunque è l’ultima a morire.

  9. serena said

    Chiedo a tutti una cosa: se lavorate per un’azienda privata, magari piccola e rischiate il licenziamento, chi vi viene in aiuto? Lo stato? Con un’indennità di disoccupazione per 6 o 7 mesi pari al 60/70% del vs. ultimo stipendio che si annulla anche qualora doveste trovare un lavoretto a contratto occasionale di un mese a 100.00 euro?

    E’ una vergogna! Basta parlare di Alitalia e di privilegi!
    Adesso che la salvezza pare certa stanno già puntando i piedi per non perdere i loro privilegi! Poverini!!!!
    E perchè una donna in maternità deve percepire lo stesso stipendio per tutto il periodo? Non è una donna che ha fatto figli come tutte le altre? Vergogna e ancora vergogna!

    Per non parlare degli esuberi di personale: ogni giorno il numero varia di qualche migliaio. Ma allora, quanti sono effettivamente gli esuberi? Nessuno lo sa e soprattutto non lo sanno i tanti imboscati che lavorano in Alitalia grazie alle spinte ricevute: sicuramente loro non rischiano il posto di lavoro….

    Ultima cosa: si è detto che il personale in esubero verrà ricollocato nelle Poste, nei Ministeri ecc… Bene. Se licenziano noi, lavoratori del privato, dove ci ricolloca lo stato? A CASA.

  10. marco said

    Come gli assistenti di volo ho fatto un concorso poi un corso di un anno poi un altro esame finale il tutto per entrare in Polizia a 1200 € netti mensili.Prendo sputi insulti e sopporto perchè sono un professionista, sto in piedi dalle 6 alle 10 ore a vedere manifestanti e tifosi. Posso essere destinato in tutta italia isole comprese una volta destinato devo stare fuori almeno 4 anni per fare domanda di trasferimento, e se ti dice bene ‘amministrazione ti da un posto letto in camera con altre 4 px altrimenti è casa in affitto e con gli affitti che ci sono !!!!!!!!!!!!

  11. monica said

    sono stufa di sentir parlare dei licenziamenti dei dipendenti ALITALIA; MA TUTTI GLI ALTRI CHE PERDONO UN OCCUPAZIONE E CHE PERCEPISCONO DI CERTO DEGLI STIPENDI DA miseria; NESSUNO NE PARLA: Alitalia e’ sempre stata privilegiata.Io sono una dipendente statale e anche qui ci sono tagli del personale fino a 45.000 unità , ma nessuno ne parla. Questo governo è una cosa vergognosa, stiamo ritornando indietro nella storia. Il fascismo dicono che non esiste più, ma chi ci crede a queste bufale? w la scuola.

  12. roberto said

    PER MONICA.
    Se ti indigni per i tagli degli statali dovresti ugualmente indignarti per i tagli dell’Alitalia, un minimo di coerenza non guasta. Oppure soffri dell’italico male che fino a che non entrano nel mio orticello tutto va bene, in fondo degli altri chi se ne frega, e via giù a straparlare di privilegi senza nemmeno sapere di COSA si sta parlando. Un giorno di riposo di 33 ore!!! MIO DIO!
    Ma tutti voi quando avete un giorno di riposo non uscite dall’ufficio alle 17 o 18 per rientrare dopo due giorni alle 8? E quante ore sono? Oppure uscite a mezzanotte, andate a casa ed a mezzanotte di quello successivo tornate a timbrare il cartellino?
    Rimarremo sempre troppo italiani!!!!

  13. claudio said

    poco obiettivo, ma di contro ottimo azzeccagarbugli, capace di travisare, estrapolando dal discorso completo alcune parti, il significato delle norme contrattuali. ti auguro ogni bene in questa vita e la dannazione perenne all’inferno nella prossima

  14. mauele said

    vergognati!

  15. Peppa said

    Spero fallisca cosi’ questi BESTIONI VOLANTI si rimboccheranno le maniche e capiranno cosa vuol dire lavorare seriamente!

    Basta con queste caste, vi rendete conto 20.000 privilegiati (ovviamente raccomandati) hanno trascinato, complice la politica, la compagnia di bandiera nel baratro del fallimento … una morte lenta, sostenuta con le tasse dei contribuenti italiani!

  16. michele said

    X Piloti e assistenti di volo: potete difendervi quanto volete, ma non potete dire che fate la fame, come milioni di persone in Italia (voi vi comprate le borse Gucci noi la pasta più economica),non potete dire che il vostro é un lavoro duro e stancante, avete mai provato a lavorare in una raffineria come operaio a 1200 euro mensili?altro che radiazioni!!!!o come manovali!?e vi lamentate che vi alzate presto?????L’Italia e in crisi:ci sono disoccupati(tra i quali metto anche i liberi professionusti che non riescono a lavorare, ma non figurano come disoccupati), i precari e i sottopagati….e voi ritenete giusti tutti i vostri privilegi e i gli stipendi che per noi sono da favola?Dovete farvi un esame di coscienza e abbassare le vostre richieste del 50%, in linea con l’economia italiana che è in ribasso!!!Così farete uscire l’Alitalia dalla crisi, risparmiando soldi nostri, assicurando che nessuno degli altri vostri dipendenti di terra non vengano licenziati…tanto avrete sempre uno stipendio sempre altro….io farei il vostro lavoro anche a 1/4 della vostra paga e vivrei decentemente…invece sono lì a spaccarmi la schiena per 15 ore e dormendo solo 5 ore a notte, con affitto e tasse da pagare… non arrivo a fine mese!!!!!VERGOGNATEVI!!!!!!!!11

  17. gianni said

    Grazie alla politica di Alitalia, avete visto dove è arrivata.
    La gente va all’estero a imbarcarsi perchè chi si fida ancora di una compagnia del genere? io non di sicuro.

  18. ANTONIO MASOTTI said

    Signori PILOTI, amici fidati di sempre per tutti gli italiani. Peccato!!!!!! Perchè avete gettato nel baratro la vostra professionalità? Cosa credete di OTTENERE? la CGIL ha pensato solo alla sinistra impotente. I vostri posti di lavori non interessano. Un cordiale in bocca al lupo.
    Antonio Masotti

  19. ANTONIO MASOTTI said

    Concludo: Cosa faranno adesso Veltroni e compagni? Praticamente nulla. Sai mio nonno contadino diceva: meglio un uovo oggi che una gallina domani………

  20. Ferry said

    Avete infangato il nome della nostra nazione con decenni di scioperi improvvisi e selvaggi , Vi hanno stramaledetto i viaggiatori di 5 continenti , e voi dite che per il prestigio dell’ Italia bisogna mantenere un compagnia nazionale ?
    Fate un po di ricerche sul vostro passato e poi chiedetvi se la gente vi ama oppure no , voi ed i vostri amici controllori di volo.

  21. ALANCODE said

    Era ora! Sono un libero professionista operante nel settore della fotografia, con tanto di anni di studi, esperienze all’estero, laurea ed un CV di tanto rispetto: e sono stato costretto a chiudere la partita iva per le tasse allucinanti ed il poco lavoro che avevo disponibile in Italia…e voi vi ALITALIANI DI M.RDA vi lamentate????? Siete pieni di raccomandati, nepotismi, analfabeti che occupano posti dove la cultura e la gentilezza dovrebbe essere d’obbligo, ignoranti, scansafatiche, atteggiamenti da Reali di corte, hostess da calci nel c.lo per quanto sono maleducate, servizi altrettanto di m.rda, hotel a 5 stelle quando vi spostate, ristoranti di lusso, divise firmate, ore di lavoro inferiori a tutti i colleghi delle altre compagnie (tanto di cappello per loro)….e vi lamentate???? Alitalia è un polmone d’acciaio alimentato dagli onesti contribuenti italiani che pagano le stramaledette altissime tasse, e una sanguisuga peggio di quelle vere!
    Ho volato con voi purtroppo 2-3 volte e me ne sono pentito…ignoranza da parte di hostess che se la tirano anche per chiedergli un’informazione, applausi ai piloti all’atterraggio (ma che ca77o applaudite, ma che è una cosa da Guinness fare un atterraggio normale?)…solo in Italia…credo che presto andrò a vivere in un altro paese più civile ed onesto…mi fate vergognare quando vado all’estero a dire “sono italiano” li mortaççi vostri.
    Viaggio sempre con compagnie asiatiche (singapore airlines, thai, china, malaysian ecc. ecc.) e TANTO DI CAPPELLO! gentilezza, cordialità, professionalità, alti standard, assistenza nei momenti di bisogno, insomma questo è lavorare…perché voi, hostess italiane, non sapete neanche cosa vuol dire viaggiare, e stare all’interno di una compagnia aerea vi fa sentire delle Principesse sul pisello, per le vostre colleghe d’oltreoceano, volare, viaggiare e lavorare in una compagnia aerea è un bel lavoro, ma da fare in modo professionale come un altro.
    PILOTI: a guidare i tir a 1200 euro mese.
    HOSTESS: a fare le commesse a 800 euro mese.

    A CASA…lo griderei a squarciagola, anzi forse domani vengo a Fiumicino in macchina con gli striscioni appesi al finestrino, “a FARE LE COMMESSE ad 800 euro al mese a tor pignattara! “

  22. marco said

    Dopo i fatti di ieri e oggi mi auguro che questa storia finisca davvero. Altro che referendum per i dipendenti: facciamo un referendum tra gli italiani e vediamo se non hanno proprio voglia di chiudere questa storia troppo lunga e troppo amara dell’Alitalia e di partiti politici mascherati da sindacati…

  23. marco incazzato said

    7 anni di ammortizzatori sociali….ma stiamo scherzando..!!!
    E hanno fatto pure gli schizzinosi….nonchè festeggiato…perchè “l’Alitalie è un fiore all’occhiello..” ma dde che!!!??
    Vi ammortizzo io ma sotto l’auto…andate a spalare il sale nelle miniere…98 minuti…

  24. Omar said

    E’ incredibile quanta ignoranza ci sia in giro e quanta poca consapevolezza dei propri diritti che grazie ad un efficace lavaggio del cervello o ad una forma di autolesionismo vi porta a commenti scellerati.Sono un assistente di volo AirOne.La battaglia combattuta assieme ai colleghi dell’alitalia ha assunto un valore simbolico anche perchè il terreno di scontro non era solo la proposta CAI irricevibile nei contenuti e nel modo in cui è stata presentata.Le scelte fatte dai sindacati dei lavoratori e la stessa opposizione della stragrande maggioranza del personale navigante comporta la piena consapevolezza delle responsabilità e delle conseguenze anche drammatiche che potrebbero verificarsi.
    La questione dei privilegi è francamente ridicola e non trova riscontro nella realtà.
    Ma il punto è un altro.Non è sbagliato far valere i propri diritti.E’ sbagliato non farsi valere quando ti impongono per pochi spiccioli di lavorare 13 o 14 ore al giorno.Chiedendoti pure di stare zitto altrimenti sei fuori,licenziato.A prescindere dall’esito di questa battaglia vorremmo che prendeste maggiore consapevolezza che il mondo del lavoro oggi è follemente contro chi lavora ma favorisce eccessivamente speculatori e imprenditori con scarso senso morale.Volete passare la vostra vita a lavorare come schiavi?Io non mi voglio adeguare!
    Qualcuno dice che non ci sono soldi.Caro mio di soldi ce n’è fin troppi in giro e la lehman bros. insegna. Ma sono nelle mani sporche di finanzieri,industriali che hanno ormai perso il senso del pudore anche perchè gente come te ha alzato bandiera bianca.Prima del lavoro c’è la dignità.
    Un imprenditore deve fare l’imprenditore e deve giustamente raccogliere i frutti del suo impegno ma un lavoratore dipendente deve poter vivere bene senza che passi tutto il giorno a lavorare e sprofondi nella miseria con 1000 euro al mese.
    Quando vi sveglerete!!??

  25. Un pirla che lavora said

    Omar: io ci lavoro 10-12 ore al giorno a 1000 euro, MA NON HO ALTERNATIVE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!1
    Lasciatelo dire: MAVAFF………………………… TU E LA TUA SPOCCHIOSA VOGLIA DI FAR VALERE I DIRITTI!! LAVORA! MA LAVORA, NON RIGIRARTI I POLLICI!

  26. ferry said

    Il fatto che Berti si dica disposto a ridurre gli stipendi anche del 30 % ed uniformarsi alle altre compagnie europee la dice lunga sulla tua filosofia da ex paraculato statale caro Omar…La mucca ha finito il latte … gli avete infiammato le mammelle a forza di mungere.
    Ora se dite di essere veramente solidali fate un bel fondo mutualistico interno e autosostenetevi in modo equo per questi 7 ( sette !! ) anni di mobilità che vi spettano.
    Se durante questi lunghi anni avrete tempo, andate davanti a qualche fabbrica in crisi a vedere quelli da 1000 euro al mese con due anni di mobilità .

  27. Omar said

    Lavoro in Airone e non in Alitalia. Non avrei comunque diritto alla mobilità perchè sono un lavoratore stagionale prossimo al contratto a tempo indeterminato.Se avessero adeguato gli stipendi alle compagnie europee(quali?)probabilmente anche i piloti avrebbero firmato.
    Torno a ripetere che lavorare 13 e 14 ore al giorno (cosa che capita anche a me) non è una medaglia da appuntare al petto ma qualcosa di cui preoccuparsi.Soprattutto se la retribuzione non è adeguata.E’ tutto tempo rubato a se stessi,alla propria famiglia o agli affetti più cari,agli amici ,alle proprie passioni al semplice relax.Si deve lavorare ma non da schiavi.Le alternative ci sono e la vicenda alitalia insegna. Tra quelle persone infatti c’erano tanti ragazzi che non percepiranno una lira di mobilità e dovranno cercarsi un altro lavoro.
    Per un pirla che lavora:se ritieni che sia giusto lavorare per 100 euro al meso massacrandoti sei libero di farlo.Però non lamentarti perchè è la vita che probabilmente hai scelto.

    p.s:io personalmente se fosse passato il contratto cai avrei abbandonato questo lavoro.

  28. romano said

    gradirei sapere a riguardo del probblema alitalia,gli stipendi dei piloti,ostes,dirigenti,e tutte le ditte che operano per far funzionare questa compagnia di bandiera.E confrontarla per esempio aon aier franz. Grazie

  29. marco incazzatissimo said

    Allora come mai i contratti del personale di volo Alitalia non si trovano da nessuna parte?
    Provate a cercarli..Sono un mistero assoluto e nascosto proprio perchè sono vergognosi!
    L’Alitalia ha vissuto costantemente al di fuori delle leggi di mercato: il suo personale non ha la minima idea di cosa siano i concetti di economia competitiva che si debba confrontare con il mercato globale.
    Siate voi, onesti, una volta tanto!
    Se non vi piace la proposta della CAI perchè non andate a lavorare alla Lufthansa o alla KLM o alla Emirates…visto che siete così bravi, efficenti….perchè volete stare a casina vostra
    I soldi ormai ci sono solo per la gente che lavora a determinate condizioni: Colaninno non è la Befana che vi porta i doni, è un imprenditore che hanno tirato per la giacchetta e che poteva anche lasciarvi colare a picco e basta.
    Il sistema politico-sindacale e voi con esso non accettò la proposta di KLM di 10 anni fà che era l’ultima vera spiaggia? Ora sono cazzi vostri.
    Ci sono fior fior di piloti anche stranieri che vi possono sostituire: a noi interessa che il pilota sia bravo a prescindere dalla nazionalità e non che sia italiano magari bello, abbronzato e che esca dalla cabina di pilotaggio sentendosi un dio in terra.
    Ci interessa una compagnia italiana non necessariamente fatta solo di italiani.

  30. ansel said

    Tutte boiate!!! L’assenteismo più alto della media nazionale è perchè se un assistente di volo ha un semplice raffreddore non può andare a volare perchè rischia di forarsi il timpano con un barotrauma.provateci voi con il raffreddore a fare una discesa a 3000 piedi al minuto!!! Gli ignorantoni che attaccano queste professioni sono solo degli invidiosi che magari sono stati segati in passato alle selezioni. I benefits esistono perchè i contartti vengono rinnovati con due o tre anni di ritardo e si perde il potere d’acquisto. I piloti stranieri non ci vengono in Italia a fare gli schiavi dei nostri inqualificabili imprenditori italiani. Leggeteli tutti i libri non solo quelli che vi fa comodo!!! Non sono un pilota, ne un assistente di volo e non c’entro niente con gli aerei. Ma leggo e mi documento al contrario di tante pecore credono alle parole delle marionette di giornalisti.

  31. tiberio said

    ad irpinia nel mondo i somari oltre che volare, scrivono pure! Mai lette tante c…te in un solo articolo. Te farei fare per sei mesi questo lavoro, così, tanto per punirti. Un milione al giorno la tokio??? Un milione si ma per tutto l’avvicendamento e comunque se volevi portarlo a casa dovevi stare a dieta, tanto è cara tokio. Ma questo non conveniva dirlo vero?

  32. tiberio said

    Tutti illuminati a trenta cm dal proprio didietro e quando john holmes non è nei paraggi….

  33. chiara said

    Mi rivolgo a tutti i piloti hostess che hanno “tentato” di far valere le loro ragioni su questo sito e vi chiedo:

    vi sembra giusto che Alitalia una società fallita da decenni che ha ricevuto finanziamenti a fondo perduto dallo stato per anni, tutt’ oggi debba ancora incassare soldi dai contribuenti italiani?

    non vi vergognate a scrivere su questo sito voi che prendete 3000,00 al mese e
    svolgete un part time?

    non vi vergognate di parlare di fronte a tanti cittadini che ogni giorno
    si sporcano le mani nelle officine meccaniche, nelle fabbriche, nelle industrie
    con le tute blu, le divise, gli elmetti e che rischiano la vita da un’ impalcatura, voi che girate con i tacchi a spillo e i lustrini sulle giacche?

    non vi sentite un pò in imbarazzo di fronte ai cittadini italiani dicendo che dopo aver fatto una tratta intercontinentale potete trascorrere una settimana di vacanza col culo al sole nei migliori alberghi serviti e reveriti?

    fino ad ora avete continuato ad incassare ……. ora è arrivata la resa dei
    conti …. spero che Alitalia fallisca e che voi tutti andiate a finire in una di quelle compagnie straniere che vi prendano a calci in culo così capirete davvero cosa vuol dire andare a lavorare !!!!!!!!!!!!

  34. Mr.Dark said

    Le chiacchere stano a zero. Molti nemici, molto onore.
    Chi si lamenta dei 1200 euro, cambi lavoro…poteva fare il pilota.

  35. Claudio said

    1.500 ESUBERI solamente!!!
    Vergogna, questa non è la rinascita di una compagnia ma il solito teatrino di raccomandati che mandano a casa quei quattro assunti meritevolmente e solo per fare scena, rimangono in servizio migliaia di nullafacenti con stipendi alti e voglia di lavorare zero.
    L’unica speranza è che duri poco, la prima volta che la famigerata CAI presenterà i bilanci si vedranno le 10.000 persone di troppo.

  36. Ketty said

    Dopo aver letto tutti questi commenti, mi sento ancora piu’ terrorizzata. Sono una ragazza che tra un paio di settimane iniziera’ il corso di hostess, per poi lavorare con Raynair. Le condizioni di lavoro offerte non sono per niente buone e solo il corso costa ben 2000 euro. Come dicevo sono terrorizzata. Io non immaginavo cosa ci fosse dietro il lavoro di hostess ed anch’io ammetto che pensavo che fosse un lavoro facile e ben pagato. Beh, e’ sempre vero che prima di esprimersi su di un argomento bisognerebbe essere ben informati. Nessuno si puo’ permettere di giudicare. Dico solo una cosa, sono senza lavoro gia’ da quasi un anno, e la mia situazione economica e’ drastica, ma comunque alla fine non so se accettero’ il lavoro. Ed anche se dovessi accettarlo sarebbe soltanto fino a quando non trovo un’alternativa, per ovvi motivi. Auguro a tutti gli hostess in giro per il mondo salute e tranquillita’ visto che in questo lavoro sembra che servino proprio.

  37. Opus Mei said

    Non sono nè pilota nè assistente di volo, ho trovato questo blog cercando qualche informazione possibilmente attendibile sui veri o presunti “privilegi” dei piloti ed assistenti di Alitalia e sui loro stipendi.
    Dopo aver esaminato un pò la questione credo che il commento di Omar del 19 settembre, che parla di “ignoranza” e “lavaggio del cervello”, sia del tutto pertinente.

    E soprattutto bisognerebbe riflettere su queste sue frasi:
    “Ma il punto è un altro. Non è sbagliato far valere i propri diritti.E’ sbagliato non farsi valere quando ti impongono per pochi spiccioli di lavorare 13 o 14 ore al giorno.Chiedendoti pure di stare zitto altrimenti sei fuori,licenziato.A prescindere dall’esito di questa battaglia vorremmo che prendeste maggiore consapevolezza che il mondo del lavoro oggi è follemente contro chi lavora ma favorisce eccessivamente speculatori e imprenditori con scarso senso morale.”
    e
    “Qualcuno dice che non ci sono soldi.Caro mio di soldi ce n’è fin troppi in giro e la lehman bros. insegna. Ma sono nelle mani sporche di finanzieri,industriali che hanno ormai perso il senso del pudore anche perchè gente come te ha alzato bandiera bianca.Prima del lavoro c’è la dignità.”

    Ad ALANCODE voglio dire: anch’io sono professionista a Partita IVA (consulenza informatica) e conosco le difficoltà dell’esserlo.
    E da professionista a professionista mi permetto di dirgli: in un paese come l’Italia, che MORTIFICA SISTEMATICAMENTE LE PROFESSIONALITA’, non crede che prendersela con quelli in Alitalia che forse sono non dico gli unici ma tra i pochi che la PROFESSIONALITA’ in quell’azienda la DIMOSTRANO davvero, (anche perchè devono dimostrarla per vincoli normativi internazionali), ovvero i PILOTI (non mi pronuncio sugli assistenti, che però non mi sembra nuotino nell’oro e nei privilegi) sia davvero SPARARE SUL BERSAGLIO PIU’ SBAGLIATO?
    Cosa dovrebbero fare i piloti e gli assistenti Alitalia, di fronte ad un Berlusconi che REGALA la parte SANA dell’azienda ai suoi amici (e facendo pagare i DEBITI agli italiani), i quali amici (da bravi imprenditori italiani arroganti, oltre che incompetenti) non contenti del regalo cercano addirittura di “sbancare” riducendo gli stipendi e violando gli accordi presi sulle ricollocazioni del personale? Dovrebbero dire “va bene così, siamo noi gli unici fessi e siamo contenti di essere mazziati e cornuti”?
    Perchè la gente se la prende con i piloti e non con gente come Berlusconi, che ha fatto saltare un accordo con Air France che sarebbe stato di qualità insperata (ce ne stiamo acorgendo oggi …), e con i suoi amici della “allegra brigata Colaninno”?

    Qui siamo davvero al sistematico e pianificato LAVAGGIO DEL CERVELLO mediatico, la gente non distingue più i bersagli veri dagli specchietti per le allodole.
    Ed iniziative del tutto sbagliate come l’odierno sciopero selvaggio di PARTE dei piloti (senza alcuna approvazione da parte di ALCUN sindacato) non faranno altro che supportare tale propaganda.
    Tanto che ho perfino pensato se di mezzo non ci sia il “metodo Cossiga”, ovvero ciò che il (fortunatamente ex) presidente Cossiga vergognosamente suggeriva in questi giorni per la scuola: infiltrare provocatori per dar fuoco alle polveri e giustificare una reazione con la forza.

  38. pizza spaghetti e mandolino said

    questo articolo è vergognoso..la gente pensa davvero che sia vero cio che scrivono..alcuni precisazioni:il personale navigante viene preso a casa( ma x questo servizio sono trattenuti dei soldi dalla busta paga!)con macchine e pulmini ma è una cosa assolutamente normale per ogni compagnia europea..pensate a quando voi tornate da un viaggio e siete stanchi e siete solo stati seduti..pensate a quello che sta li davanti e porta un affare da 150 tonnellate lungo 70 m e lo fa andare per terra a 320km/h dopo dieci ore di volo(e ci sono stati gia numerosi morti per gente che dopo 12 ore di volo tornava a casa da solo in macchina)..2)gli stipendi sono tra il 20 e il 30% piu bassi rispetto ai loro colleghi europei..tutte le soste sono ridotte ai minimi di legge capito x esempio x la caracas di fare 22 ore di volo e 24 di sosta..senza contare quell infinità di radioazioni che di prendono stando a 10000 m dentro un tubo di ferro x meta della proprio vita a differenza di un qualunque impiegato…cerchiamo di informarci e di nn farci prendere in giro !

  39. silvia said

    Però…qualcuno fa i soldi sparando a 0 sul personale Alitalia e commentando un contratto che non conosce.
    Sarebbero da ricorreggere tutti i punti, ma mi limiterò ad uno, per gli altri se avete voglia, potrete reperire i limiti di volo Enac (e non Alitalia, vecchia o nuova che sia) con il solo avvertimento che detti limiti devono essere letti nell’insieme e non presi in considerazione singolarmente.
    Faccio un esempio e cito una frase tratta dal libro:

    e si vede che per loro è sempre febbraio. Nell’intero anno, cioè nei dodici mesi (se non hanno modificato a loro uso e consumo pure il calendario) il tetto non è, come da calcolatrice, mille e 200 ore (100 per 12) ma 900, e vai a sapere perché. Nel contratto, che l’azienda si rifiuta di fornire ai giornalisti, come del resto qualunque altro dato sulla produttività dei dipendenti, l’orario però si riduce. Nel medio raggio, la barriera scende a 85 ore al mese. Che nel trimestre non diventano 255, ma 240. E nell’anno non arrivano, come l’aritmetica sembrerebbe suggerire, a mille e 20, ma a 900.

    900 ore annue di volo sono un limite Enac e non Alitalia!! Valido per tutte le compagnie!! 900:11 (12 mesi meno uno di ferie) fa 81 e qualcosa al mese. Se un mese voli un po’ meno, il mese dopo puoi volare un po’ di più, Enac stabilisce un massimo di 900 ore di volo annue ed inserisce anche delle limitazioni trimestrali perchè i carichi di lavoro vengano spalmati su tutto l’anno, ma lavori per Alitalia, lavori per un’altra compagnia, sempre non più di 900 ore di volo si possono fare!!!!!

    Complimenti genio!!!!

  40. Moloch said

    Beh! Ora possiamo tirare le conclusioni. La vicenda è finita: fallita l’Alitalia… un sacco di lavoratori a casa, solo parlando dei piloti 1800 a casa. Alcuni lavorano fuori, altri sono in cassa integrazione, nessuno più commenta nulla, la stampa non se ne occupa. Chi voleva i piloti a guidare i camion e le hostess commesse si è ritirato contento… Solo un piccolo particolare: gli stipendi sono molto più alti di prima (si lavora di più) e le condizioni invariate. Forse era meglio lavorare un po’ meno e lavorare tutti, magari anche per le casse dello Stato!

  41. zambon raiany said

    vorrei lavorare come ostes e no so come fare? me piacerebe molto anche per que sono brasiliana c la cidadinanza italiana. vorrei informazione dei corsi. mio ind via chiavica n 5 occhiobello prov di rovigo vicino a ferrara Emilia romag,tel 0425750577

  42. matteo said

    sono un padre di tre figli la mia seconda figlia laureata in lingue,inglese e spagnolo, con il massimo dei voti e la lode ormai da quattro anni,non riesce a trovare un lavoro.A febbraio ha partecipato alle selezioni in alitalia con esito positivo però siccome non ho la possibilità di conoscere qualcuno importante, altri ragazzi invece meno preparati e con poca conoscenza delle lingue vengono chiamati a lavorare.Io abito a Brindisi sede di aereoporto vi chiedo una gentilezza, se avete a disposizione l’indirizzo e-mail di qualche anima buona che potrebbe aiutarmi.

    P.S.SONO DISPERATO. GRAZIE matteo.

  43. Dave said

    Vaffanculo stronzo. Tu chi cazzo sei per parlare del lavoro degli altri?

  44. giacomo said

    @matteo

    http://lavoro.corriere.it/Annunci/Cabin_Crew_325993460.htm

  45. sergio said

    Liviadotti scrisse queste stronzate per vendere qualche copia in più ( una a caso? Due notti consecutive per considerarlo riposo. Qualunque lavoratore fa due notti consecutive per considerarlo riposo, prendi per esempio la domenica. ). Sono tutte facilmente controbattibili ma all’epoca bisognava assecondare il padrone che voleva regalare alla Cai l’azienda facendola pagare ai coglioni italiani. Ora, a distanza di anni è evidente il fallimento di quell’operazione e i sempre più coglioni di titaliani hanno pagato il debito e ancora lo pagheranno mentre l’alitalia andrà all’air france che la pagherà molto meno di quanto la voleva pagare all’epoca. Il tutto per l’italianità invocata da berlusconi. Evviva l’italia dei coglioni e di chi li asseconda

  46. flavia said

    Il poverino avrà fatto la selezione e poi sarà stato scartato per problemi psicologici!!!!!

  47. roberto said

    Fino a quando sarà data facoltà di parlare a vanvera a gente come questo pseudo giornalista Liviadotti, non ne usciremo.
    Questo tizio è solo uno dei tanti servetti del potere……Fanculo a lui ed a quelli come lui…che i hanno portato a questo punto.!

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