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POLITICHE 2008.STRAVINCONO PDL E LEGA. BERLUSCONI:” PRIMO CDM A NAPOLI”

Pubblicato da irpinianelmondo su Aprile 15, 2008

15.4.2008 -”In settimana” ci sarà la lista dei ministri del nuovo governo: lo assicura Silvio Berlusconi a ‘Radio Anch’iò spiegando che “non ci sono problemi” e che “domani ci sarà una riunione con gli alleati”.
Silvio Berlusconi conferma che sarà a Napoli “tre giorni a settimana” e che nel capoluogo campano terrà il primo Consiglio dei ministri del suo governo. “Ho già trovato una sede operativa – dice a ‘Radio Anch’iò – ci resterò per tre giorni alla settimana e verrò via solo quando avrò la certezza di avere avviato il problema dei rifiuti verso la soluzione definitiva”.
VINCONO PDL E LEGA, CROLLA SINISTRA ARCOBALENO
 Berlusconi ha vinto, anche grazie al grande successo della Lega al Nord. Alla Camera, Pdl, Lega e Mpa ottengono insieme il 46,7% (con la Lega oltre l’8%) contro il 37,6% di Pd e Italia dei valori. Al Senato, dove si temeva il pareggio, Berlusconi dovrebbe avere circa 30 seggi di maggioranza (mancano poche sezioni, ma i definitivi non ci sono ancora).

   Tra i ‘piccoli’ entra in Parlamento solo l’Udc di Casini, con il 5,6%. Tutti gli altri restano lontanissimi dal quorum (4% alla Camera, 8 al Senato). La Sinistra arcobaleno di Bertinotti supera di poco il 3%, la Destra di Santanchè e Storace è sotto il 2,5, i socialisti di Boselli sotto l’1. Bertinotti e Boselli hanno annunciato la loro uscita di scena. Il Pd fallisce anche il ‘premio di consolazione’ di partito di maggioranza relativa, sperato dopo i primi exit-poll (ancora una volta lontanissimi dal risultato finale). Il partito di Veltroni si ferma infatti al 33,2 mentre il Pdl è al 37,3. Buono il risultato dell’Italia dei valori di Di Pietro (4,4%). L’impressione è che il Pd sia riuscito a pescare voti più nel serbatoio della sinistra radicale che in quello del centro. Quando i risultati sono apparsi netti, Veltroni ha chiamato Berlusconi per dargli atto della sua vittoria. Oltre alla sinistra e alla destra radicale dei vari Bertinotti, Pecoraro Scanio e Storace, resta fuori dal Parlamento anche Ciriaco De Mita, candidato al Senato per l’Udc in Campania.

   ”Sono commosso per il risultato elettorale”, ha detto Berlusconi, che ha annunciato di voler governare per cinque anni e parlato di bicamerale per le riforme. Per la formazione del governo, il leader del Pdl ha detto che nella squadra di dodici ministri ci saranno ”almeno quattro donne”. Due dei ministri, ha precisato, saranno della Lega; Gianni Letta dovrebbe essere uno dei due vicepresidenti del consiglio. Per Fini, Berlusconi pensa alla presidenza della Camera, mentre il ministro degli Esteri sarà Franco Frattini. Il primo Consiglio dei ministri – ha dichiarato Berlusconi – sarà a Napoli per dimostrare come il governo ritenga l’emergenza rifiuti un fatto nazionale. Umberto Bossi rilancia subito il federalismo fiscale. In Sicilia si profila la netta vittoria di Raffaele Lombardo. Per gli altri risultati delle amministrative (il più atteso è quello del Comune di Roma) bisogna aspettare le 15, quando riprenderanno gli scrutini.

BERLUSCONI PREPARA GOVERNO, LETTA VICE E FRATTINI AGLI ESTERI
 ”Ho gia’ tutto in testa”. Silvio Berlusconi in queste ore, a vittoria non ancora ufficialmente proclamata, ha di fatto gia’ composto la squadra di governo: dodici ministri (quattro le donne), sessanta componenti in tutto, compresi i due vicepremier. Tra i primi annunci, nella prima notte di vittoria, il Cavaliere fa sapere che avra’ accanto a se’ come vicepremier a Palazzo Chigi il fedele Gianni Letta. ”E’ un dono di Dio al Paese”, aveva detto di lui nei giorni scorsi Berlusconi. L’altro vicepremier potrebbe essere Umberto Bossi, con la Lega che esce trionfante dalle urne. Se Zapatero porta nel suo esecutivo nove ministre, una delle quali al settimo mese di gravidanza, Berlusconi assicura che un terzo del suo esecutivo sara’ riservato alle donne. Le ‘nomination’ sono gia’ note dai giorni scorsi: Stefania Prestigiacomo avra’ certamente un dicastero (si parla della Sanita’), Giulia Bongiorno (An) potrebbe avere la Giustizia, la leghista Rosi Mauro il Lavoro, a Mara Carfagna potrebbero andare le Pari Opportunita’.

   La Farnesina, lo ha reso noto ieri sera il leader del Pdl, andra’ a Franco Frattini. Gli Interni, invece, sarebbero in quota Lega con Roberto Maroni. Da Forza Italia il Cavaliere porterebbe con se’ a Palazzo Chigi anche il suo portavoce Paolo Bonaiuti, ai Beni Culturali, Giulio Tremonti all’Economia e Lucio Stanca, alla Funzione Pubblica e Innovazione della Pubblica Amministrazione. Roberto Formigoni potrebbe avere l’Industria, sempre che non si decida di destinarlo alla Presidenza del Senato, mentre anche ieri sera Berlusconi ha ribadito di vedere bene Gianfranco Fini alla Presidenza della Camera. Ancora in quota Alleanza Nazionale, la Difesa dovrebbe andare ad Ignazio La Russa e l’Ambiente ad Altero Matteoli. Ma un posto da ministro, quando sara’ chiusa la partita su Roma, potrebbe ‘compensare’ anche lo sforzo di Gianni Alemanno, che per la seconda volta si e’ cimentato nella corsa al Campidoglio. Infine, a Roberto Calderoli potrebbe tornare, con Bossi vicepremier, la titolarita’ delle Riforme. 

 VINCE BERLUSCONI: PRONTO A DIALOGO SU RIFORME

Il Popolo delle Libertà stravince le elezioni, insieme a Lega e Mpa. Silvio Berlusconi è “commosso” e abbraccia tutti gli italiani. Leggendo una identica breve dichiarazione in diretta a ‘Porta a Porta’, a ‘Matrix’, a Sky Tg24 ringrazia “con tutto il cuore” per “la prova di fiducia”. Ci sarà tempo per festeggiare domani, quando la vittoria sarà ufficiale. Per ora il Cavaliere lascia a Gianfranco Fini, con il quale si sente da Milano, il compito di esprimere la gioia per la vittoria al quartier generale del Pdl, allestito all’Eur. Ma intanto ricorda di sentire “una grande responsabilità, perché i mesi e gli anni che l’Italia ha davanti saranno difficili. Richiederanno una prova di governo di straordinaria forza e di capacità riformatrice”. “Io opererò con tutto il mio impegno – promette – mettendo a frutto tutta la mia esperienza per i prossimi cinque anni, che devono essere decisivi per l’ammodernamento del Paese. Rifiuti, piano casa, aiuti alle famiglie, Alitalia, grandi opere, senza prendere provvedimenti fiscali: sono alcune delle priorità indicate da Berlusconi, che ammette di aver “gradito” gli auguri di buon lavoro di Walter Veltroni e conferma “una assoluta apertura ad un fruttuoso dialogo con l’opposizione sulle riforme”. Fino a ipotizzare di rimettere in piedi una commissione bicamerale sul modello di quella presieduta da D’Alema. Il Cavaliere ha già la mente rivolta alla squadra di governo che, dice “non ci vorrà molto tempo a fare”. “Ho già parlato con Gianfranco Fini, ho parlato con Bossi. Ho già tutto in testa. Questa volta sarà tutto più facile – assicura – perché abbiamo bisogno di uomini esperti, che abbiano la conoscenza dei problemi del paese e che possano mettersi immediatamente al lavoro. E le donne saranno almeno quattro”. Anche a via della Scrofa si festeggia, dopo un pomeriggio trascorso in una altalena di forti emozioni, fino alla telefonata di “profonda soddisfazione” che Berlusconi e Fini si esprimono a vicenda. Fini arriva quando è già passato l’umor nero dei colonnelli di An per i primi dati degli exit pool, che avevano fatto pensare ad un ‘crollo’, dopo la scelta di portare la destra nel Pdl. Tanto che La Russa, Gasparri e Bocchino andavano compulsando i risultati delle politiche del 2001 e del 2006, comparando i dati. “Ricordiamoci però che l’ultima volta gli exit pool hanno sbagliato di 7 punti percentuali”, invitava alla calma il giovane Bocchino, con scaramantica cravatta blu confezionata per l’occasione da una sartoria napoletana, con tanto di piccolo corno ricamato in rosso. “L’Italia ha scelto il centrodestra – esulta poco dopo con i giornalisti il portavoce del partito Andrea Ronchi – e l’affermazione del centrodestra è per noi motivo di grande soddisfazione, così come la fedeltà dell’elettorato del centrodestra, che ha mostrato di comprendere ed accettare in pieno lo spirito della sfida del Popolo della Libertà”. E a rendere ancora più piena la soddisfazione, c’é per Ronchi “il risultato della Destra di Storace che conferma come il popolo di An si sia riconosciuto nella sfida del Pdl”. A Storace, insomma, non va che “quella piccola percentuale che da sempre c’é stata alla destra di An”. Ma un brivido corre per i risultati non ancora chiari del Senato, tanto che Fini lasciando la sede del partito non si sbilancia e dice cauto “aspettiamo, aspettiamo…”, per poi raggiungere nella notte il quartier generale del Popolo della Libertà all’Eur per festeggiare.

LEGA: BOSSI SI GODE COLPO DA KO, ‘CHE DESTRO POPOLARE’

Se la ride e se la gode, Umberto Bossi, quando sono le dieci della sera, circondato dall’ entusiasmo dei suoi, nella sede di via Bellerio, ma se l’era goduta anche nel pomeriggio, praticamente da solo, mentre gli altri dirigenti leghisti restavano abbottonati davanti ai primi risultati. Era arrivato alle 15 in via Bellerio il leader. E incrociando il cronista nei corridoi, prima di andare nel suo studio, aveva stretto il pugno, aveva sorriso e aveva detto: “siamo forti!”. Non aveva dubbi sul successo elettorale, Bossi, però ha atteso fino alle 20, e in concomitanza con i telegiornali della sera ha lasciato il suo ufficio ed è sceso per incontrare i giornalisti, in un caos colossale. C’erano infatti Roberto Maroni e Roberto Calderoli, appena arrivati, zitti, in attesa delle dirette. Lui ha scompigliato le carte. E’ entrato con fare baldanzoso, ha mostrato l’avambraccio con il pugno chiuso e, usando una metafora del pugilato, sport a lui caro, ha detto “avete visto che destro popolare!”. A quel punto è stato un accavallarsi di telecamere, di cronisti costretti dalla ressa a inginocchiarsi pur di carpire le parole del leader. Con Maroni e Calderoli a farsi da parte per lasciare la scena completamente al capo. “La gente ci vuole bene e chiede che cambiamo il Paese – ha esordito Bossi – bisogna fare in modo che parte dei soldi restino sul territorio”. Poi, rispondendo ai giornalisti, spiega che si è sentito al telefono con Berlusconi: “sì l’ho sentito, era tanto contento” e, a proposito del leader della Pdl, aggiunge: “con me Berlusconi mantiene sempre i patti”, riferendosi al fatto che è sicuro che le riforme si faranno. Ecco, le riforme, uno dei leit motiv della campagna elettorale di Bossi: “federalismo fiscale subito”, dice. E poi un pensiero a Malpensa: “con questo risultato le cose cambieranno a favore del nostro aeroporto”, spiega. Ma torna più volte su un concetto: “adesso dobbiamo partire dalla volontà popolare: i padani hanno mandato un messaggio forte, bisogna fare le riforme perché cominciamo a perdere la pazienza”. Tutt’intorno, intanto, scoppia la festa a lungo trattenuta. Certamente gli elettori e i sostenitori padani si erano già scatenati sulla radio del movimento dalle 15, telefonate in diretta per esprimere il giubilo. Ma i vertici leghisti avevano prudentemente atteso il consolidarsi dei risultati. Bossi no, per quanto prudente questa volta non si è trattenuto e nel pomeriggio – tra un orecchio tenuto attaccato al telefono e un occhio buttato ai risultati elettorali che correvano sugli schermi tv -, ha trovato il tempo di andare in giro per la sede a complimentarsi con i suoi uomini, a esultare e perfino a ‘battezzare’, come fossero dei cavalieri, i ragazzi che si erano impegnati in campagna elettorale con uno spadino di legno. Di una cosa è convinto Bossi, parlando in televisione e parlando con i suoi. “Questa volta abbiamo la forza per cambiare davvero”. Non chiude al dialogo, in fondo non lo ha mai fatto nella sua carriera politica, ma mette dei paletti. Quando gli chiedono se sulle riforme intenda dialogare con il Pd, risponde: “dipende da loro, ce ne accorgeremo già quando andranno in commissione. L’altra volta mandarono un battaglione di costituzionalisti all’ unico scopo di bloccare tutto. Ma questa volta noi abbiamo la forza per cambiare, anche senza il Pd”. E non si fa mancare neppure un’altra battuta, una punzecchiatura forte alla sinistra: “La Lega l’hanno votata i lavoratori che non ne potevano più di votare a sinistra. Siamo noi il partito nuovo dei lavoratori”. I ministri? “Si tratta di capirsi bene…si tratta di mettersi lì e ragionare”. Ma a questo punto c’é la festa che incombe e anche Bossi si lascia trascinare dall’entusiasmo dei suoi ed è tutto sorrisi, abbracci e pugni tesi al cielo come dopo un gol o dopo un incontro di boxe appena vinto. E mentre Roberto Calderoli dice che “siamo andati ad un passo dal risultato del ‘96”, per sottolineare un esito oltre le previsioni, il leader annuncia: “vado da Berlusconi a festeggiare brevemente e poi vado a dormire”.


FINI: PRESIDENTE CAMERA? DECIDEREMO TRA QUALCHE GIORNO

“Ringrazio Silvio Berlusconi per avere espresso il suo auspicio in pubblico, dopo avermelo espresso in privato. Ne dovremo parlare insieme con lui e con Bossi e decideremo insieme tra qualche giorno. Così Gianfranco Fini commenta l’ipotesi che lui possa ricoprire l’incarico di presidente della Camera. “Chi fa politica – prosegue Fini – sa che le scelte non sono mai di tipo personale. An garantirà stabilità, buongoverno e che il progetto del Pdl arrivi in porto. C’é da costruire un partito, decideremo assieme quale sarà il mio ruolo futuro”.

“Avevamo già detto che se avessimo avuto una maggioranza politica ampia non avremmo percorso questa strada e i numeri parlano chiaro”. Così il leader di An, Gianfranco Fini, ribadisce la volontà del Pdl di non assegnare all’opposizione la presidenza di un ramo del Parlamento.

“Ho sentito Berlusconi oggi, ma l’ho fatto anche nei giorni scorsi: circa l’accordo sui 12 ministri non vedo problema di sorta. La coalizione è più coesa che nel passato, un governo potremmo farlo anche domani”. Lo afferma il leader di An, Gianfranco Fini, in collegamento con ‘Porta a Porta’ dall’Auditorium della tecnica, quartier generale del Pdl in questa lunga maratona elettorale

 ”Se la sinistra spera di prendersi la rivincita con divisioni tra noi del Pdl e la Lega è meglio che cambi strategia: se no rischia di rimanere a lungo all’opposizione…”. Lo afferma Gianfranco Fini riferendosi ai timori di fratture nella coalizione per il peso della Lega. “Non si può assolutamente dire – ribadisce – che la Lega sia un fattore di instabilità”.

“Se ci sarà dialogo sulle riforme dipende dall’opposizione e da come vorrà interpretare il suo ruolo”. Lo afferma Gianfranco Fini a “Porta a porta”. “Se sarà pregiudiziale e dirà no – prosegue – a prescindere dal contenuto delle proposte è un conto. Se invece Veltroni terrà fede all’impegno di valutare volta per volta ogni singolo provvedimento si apre uno scenario diverso e si potrà dialogare nel rispetto dei ruoli. Del resto, è stato Berlusconi ad avviare una nuova fase perché gli auguri di Berlusconi a Veltroni non è solo bon ton ma l’apertura di una fase nuova, mettendoci alle spalle una fase in cui la campagna elettorale proseguiva anche dopo il voto”

“Non c’é stata nessuna emorragia di voti da An o Fi” lo dice Gianfranco Fini specificando che “il risultato del Pdl va oltre la somma aritmetica dei voti di Fi ed An alle ultime politiche”. Per questo, Fini si dice “molto soddisfatto dal risultato del Pdl: la scelta di fare un passo indietro per privilegiare un progetto politico è stata compresa dagli elettori”.

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