ALITALIA. PER IL PRESTITO DI 300 MILIONI L’UE VUOLE VEDERCI CHIARO
Pubblicato da irpinianelmondo su Aprile 23, 2008
23.4.2008 -Il prestito-ponte di 300 milioni in favore di Alitalia secondo il governo italiano non è un aiuto di Stato, perché si tratta di un provvedimento di emergenza motivato da ragioni di ordine pubblico. Ma Bruxelles – che ha ricevuto le carte – vuole vederci chiaro, e si riserva di dare una risposta nei prossimi giorni. Intanto il commissario Ue ai trasporti, Jacques Barrot, ribadisce il secco ‘no’ a qualunque ipotesi di aiuto pubblico. A illustrare agli uffici di Barrot i contenuti del decreto legge approvato ieri dal Consiglio dei ministri è stata la Rappresentanza permanente italiana presso l’Ue nel corso di un incontro informale. Dunque, per il momento nessuna notifica ufficiale, come in mattinata la Commissione Ue aveva continuato ad auspicare. Ricordando come senza la notifica di un aiuto il rischio è che le compagnie concorrenti possano presentare ricorso a un tribunale nazionale, provocando così il congelamento del prestito e il suo rimborso.
“Non si tratta di una notifica – hanno però spiegato i funzionari della Rappresentanza italiana presso l’Ue al termine dell’incontro al palazzo del Berlaymont – perché la notifica si fa per gli aiuti di Stato e questo non è un aiuto di Stato”. Il decreto – è la linea del governo italiano – si basa infatti su motivazioni di ordine pubblico e dunque non deve essere sottoposto alla procedura formale che le regole comunitarie riservano ai finanziamenti erogati dalle autorità pubbliche per il sostegno alle imprese.
Anche il portavoce del commissario Barrot ha confermato come per il momento da parte di Roma ci sia solo “la consegna di una una lettera del governo e di alcuni documenti che illustrano le misure decise dal Consiglio dei ministri sul dossier Alitalia”. “Le stiamo analizzando – ha aggiunto – e terremo informate le autorità italiane del seguito che intendiamo dare”.
Il primo verdetto di Bruxelles, dunque, è rinviato ai prossimi giorni: sulla base della documentazione presentata, gli uffici di Barrot dovranno stabilire se l’operazione del prestito-ponte per Alitalia è compatibile o meno con la normativa europea sugli aiuti di Stato e sulla concorrenza. Possibile anche che la Commissione Ue chieda alle autorità italiane ulteriori informazioni. Intanto tiene banco la nomina del prossimo commissario italiano (molto probabilmente l’eurodeputato forzista Antonio Tajani) che – come deciso da Barroso – avrà il portafoglio dei Trasporti, e dunque sul tavolo si ritroverà anche il dossier Alitalia.
Per la Commissione Ue – come ha affermato il portavoce dello stesso presidente Barroso – non c’é il rischio di un conflitto di interessi. “Le decisioni in materia di aiuti di Stato, infrazioni e concorrenza – ha spiegato – sono assunte collegialmente dai membri della Commissione, e i commissari non sono rappresentanti dei loro Paesi. La nazionalità non può essere un motivo qualificante o squalificante”.









