QUINDICI (AV). MAXI OPERAZIONE DEI CARABINIERI. IN MANETTE IL CLAN GRAZIANO
Pubblicato da irpinianelmondo su Maggio 5, 2008
5.5.2008 /Vasta operazione anticamorra in provincia di Avellino. Questa notte i carabinieri del comando provinciale hanno arrestato venti persone ritenute esponenti di spicco del clan Graziano di Quindici. In manette sono finiti presunti capi ed affiliati dell’organizzazione camorristica che controlla i traffici illeciti in diversi comuni dell’Irpinia.
Tutti gli arrestati sono accusati di associazione a delinquere di stampo mafioso finalizzata alle estorsioni, porto e detenzione illegale di armi, truffa aggravata ai danni dello Stato. Le venti persone fermate dai militari dell’Arma sono accusate anche di aver condizionato il voto elettorale in occasione del rinnovo del consiglio comunale del piccolo centro del Valle di Lauro, nel 2005.
Nell’operazione sono stati impiegati trecento carabinieri, coadiuvati da diverse unità cinofile e da un elicottero dei carabinieri di Pontecagnano. Le indagini, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, sono partire dopo la denuncia di una serie di estorsioni commesse ai danni di imprenditori della provincia di Avellino e Salerno.
Nell’ambito delle indagini durate circa due anni, sono state anche arrestate tre donne del clan: la moglie di Arturo Graziano, capo carismatico dell’organizzazione e la madre e la moglie di Felice Graziano, detto “Felicione”, arrestato nel febbraio del 2007 per una estorsione commessa ai danni di alcuni imprenditori irpini. Dalle indagini è emerso che le donne contribuivano in modo determinante alla gestione degli affari illeciti del clan, soprattutto nei momenti in cui gli uomini erano reclusi, ed è per questo che la Dda di Napoli, coordinata da Franco Roberti, ha chiesto il loro arresto.
Il ruolo delle donne nei clan di Quindici è tristemente noto dai tempi della faida ventennale che contrappone il clan Graziano a quello dei Cava. Nel maggio del 2002 furono trucidate due donne (una terza rimase paralizzata) della famiglia Cava da parte di appartenenti alla famiglia Graziano. Si parlò di “Strage delle donne” perchè donne erano le vittime dell’attentato e donne erano anche alcuni membri del gruppo di fuoco che le aveva uccis











