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SICUREZZA. L’ALLARME DEL ANM : CON IL DECRETO “SALVA-PREMIER” 100MILA PROCESSI BLOCCATI. FERMATEVI

Pubblicato da irpinianelmondo su Giugno 18, 2008

18.6.2008- L’allarme lo lancia l’Anm: la norma ’salvapremier’ paralizzerà “almeno 100 mila processi” e creerà un “caos senza precedenti” nel sistema giudiziario. Scatterà l’obbligo di sospendere quasi tutti i processi per reati di “maggiore allarme sociale”, dai sequestri agli stupri, alle rapine, ai furti, al traffico di rifiuti, all’immigrazione clandestina, per citarne solo alcuni. Una ipoteca pesante sull’emendamento al dl sicurezza che solo qualche ora prima la maggioranza aveva approvato in Senato. Norma che, è la “previsione” a cui si lascia andare il vicepresidente del Csm, Nicola Mancino, la Corte costituzionale “dichiarerà illegittima”. Sono passate ventiquattr’ore dal duro affondo del premier Silvio Berlusconi contro i giudici del processo che a Milano lo vede imputato per corruzione in atti giudiziari insieme all’avvocato Mills. E il clima dello scontro tra toghe e politica si accende sempre di più. Con i vertici del ’sindacato delle toghe’ che tornano ad esprimere la “solidarietà” ai colleghi vittime di “invettive ingiustificate”. Ma soprattutto ad avvertire: “L’uso privato dei pubblici poteri non è consentito dalla legge”, dice il segretario Giuseppe Cascini. Un collegamento tra la norma ’salvapremier’ e il processo a Berlusconi? “Lo leggiamo sui giornali, non ce n’è traccia nel dibattito in Parlamento”, taglia corto. Ma subito dopo aggiunge: sarebbe “molto grave” se questa norma fosse stata decisa “per fermare un solo processo”. “Ci rifiutiamo di credere che questo sia lo scopo: continuiamo a pensare che la cosa pubblica è un bene che va tutelato”. L’Anm continua ad invocare il confronto, il dialogo “pacato”, rilancia quella che considera la “priorità”: interventi “razionali” per restituire efficienza alla giustizia, “è quello che i cittadini chiedono”. Ma le cronache consegnano una realtà diversa, con il premier che è tornato ad attaccare: “E’ una situazione che abbiamo vissuto in passato, non vogliamo che si ripeta”, dice il presidente Luca Palamara. Che però coglie l’occasione per tornare a dire ‘no’ alle “denigrazioni”: “Singole vicende non possono trascinare l’intera magistratura su un terreno di contrasto con le altre istituzioni. Quanto sta accadendo ci allarma, siamo preoccupati. La denigrazione e la delegittimazione di singoli magistrati diventa denigrazione e delegittimazione dell’intera istituzione, e questo comporta un serio rischio per l’equilibrio tra i poteri dello Stato”. Un imputato, sottolinea ancora il leader dell’Anm, ha il diritto “di difendersi nel processo con i mezzi che l’ordinamento mette a disposizione, anche con le critiche”, ma tutto questo non può trasformarsi in “denigrazioni”. Ma non c’è solo questo. I leader del ’sindacato delle toghe’ si trovano oggi a fare i conti anche con il primo via libera a quella norma che “metterà in ginocchio la giustizia”, un intervento “spericolato”. L’appello è necessario: “Chiediamo alla politica di non imboccare la strada dell’invettiva e degli interventi irrazionali – è il messaggio dell’Anm – la giustizia non ha bisogno di questo, ma di un confronto sereno”. Il Parlamento si fermi a riflettere. Perchè l’impatto della sospensione dei processi “il sistema non è in grado di reggerlo”. Gli uffici, soprattutto le cancellerie, saranno “costretti per un anno a smistare processi e a comunicare l’avvenuta sospensione”: “Nei fatti è ai limiti dell’impossibile” celebrare altri processi rispetto a quelli già fissati e che dovranno essere sospesi, avverte il vicepresidente dell’Anm Gioacchino Natoli. L’allarme per le pesanti ricadute che la norma avrà sul funzionamento della giustizia lanciato dal ’sindacato delle toghe trova nel vicepresidente del Csm una sponda istituzionale: “La sospensione dei procedimenti penali, comunque spiegata, è un vulnus alla credibilità della giustizia italiana – avverte Mancino in un’intervista a ‘Repubblica’ – e pone seri problemi di rapporto tra chi indaga e chi giudica. Il pm può indagare, e a tanto lo obbliga l’articolo 112 della Costituzione; il gip o il tribunale devono fermarsi almeno per un anno, indipendentemente dallo stato del giudizio di primo grado. Prevedo che la Consulta dichiarerà illegittima la sospensione dei processi”. Parole contro le quali si scaglia uno dei ‘padri’ dell’emendamento, il forzista Carlo Vizzini: non può dire “quello che la Consulta dovrà o non dovrà fare”. E dalle quali prende le distanze il consigliere laico di Fi al Csm Michele Saponara: “parla a titolo personale”. In serata, è lo stesso Mancino a precisare il senso delle sue affermazioni: “Non ho mai detto d’essere certo che la Consulta dichiarerà incostituzionale la sospensione dei processi per non pochi reati commessi fino al giugno 2002. Ho solo fatto un’ipotesi e una previsione, l’una e altra ragionata. Si può condividere o meno l’opinione da me espressa, di certo non è nelle mie consuetudini cimentarmi in profezie”.

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Una Risposta a “SICUREZZA. L’ALLARME DEL ANM : CON IL DECRETO “SALVA-PREMIER” 100MILA PROCESSI BLOCCATI. FERMATEVI”

  1. emanuele detto

    tutto questo è scandaloso qualcuno lo fermi prima ke sia troppo tardi in nome delle costituzione che l’unico potere (per modo di dire) dei cittadini onesti

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