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ASSENZE PER MALATTIA (DL.112/08). CIRCOLARE FUNZIONE PUBBLICA: I MEDICI GENERICI CERTIFICANO COME LE ASL. ALTRI CHIARIMENTI PER LA RIDUZIONE DELLO STIPENDIO

Pubblicato da irpinianelmondo su luglio 8, 2008

8.7.2008-Anche i medici di base potranno certificare le malattie lunghe o reiterate dei dipendenti della Pubblica amministrazione, vale a dire le assenze colpite dalla «stretta» imposta dall’articolo 71 del Dl 112/2008.
La stretta, per la verità, comincia ad allentarsi in sede applicativa, con il parere 45/2008 del dipartimento della Funzione pubblica, che estende appunto anche ai «medici di medicina generale» la possibilità di rilasciare i certificati giustificativi di queste assenze (si veda «Il Sole 24 Ore» del 5 luglio).
La norma si applica dal terzo evento di malattia del dipendente pubblico nel corso dell’anno solare e alle assenze, sempre per malattia, che si protraggono oltre i dieci giorni. Per giustificarle, dice il comma 2 dell’articolo 71, il dipendente deve presentare una certificazione rilasciata «esclusivamente da struttura sanitaria pubblica». Secondo una prima interpretazione, letterale, la previsione si sarebbe tradotta nell’obbligo per il dipendente pubblico di chiedere il certificato all’Asl o a un presidio ospedaliero. Questa lettura aveva sollevato più di una protesta nel pubblico impiego, viste anche le fasce ampliate di reperibilità (dalle 8 alle 13 e dalle 14 alle 20 di tutti i giorni, compresi i non lavorativi e i festivi, come stabilito dal comma 3 dello stesso articolo 71), che mal si conciliano con l’esigenza di andare all’Asl o in ospedale a chiedere il certificato.
L’interpretazione ufficiale della Funzione pubblica, che di fatto riavvicina la disciplina della certificazione alla situazione precedente l’ondata delle norme anti-assenteismo, risolve il problema attribuendo anche ai medici di famiglia la possibilità di certificare anche le assenze critiche. I «medici di medicina generale», scrive Palazzo Vidoni rispondendo a un quesito sottoposto dal ministero del Lavoro, possono essere equiparati alle strutture pubbliche in questo aspetto in forza delle convenzioni che regolano i rapporti fra loro e il servizio sanitario nazionale, come previsto dall’articolo 8 del Dlgs 502/1992 recepito nei contratti collettivi nazionali. Fra le attività disciplinate da queste convenzioni, sottolinea la Funzione pubblica, c’è anche il «rilascio della certificazione per incapacità temporanea al lavoro» (Accordo collettivo nazionale del 23 marzo 2005), che di conseguenza può essere continuata «utilmente» anche nella nuova disciplina».
Rimangono invece da chiarire, in particolare per quel che riguarda il comparto Regioni ed enti locali, i tagli allo stipendio introdotti al comma 1 dell’articolo 71 per scoraggiare le assenze brevi. Per i primi dieci giorni di malattia, la norma prevede che sia corrisposto solo il trattamento economico fondamentale, con l’esclusione «di ogni indennità o emolumento», sia quelli fissi sia quelli variabili. Il problema riguarda soprattutto l’indennità «di comparto», che è collocata nella retribuzione globale di fatto (articolo 10 del contratto del 9 maggio 2006) e di cui non è certa la natura di salario accessorio. Se la stretta non comprende questa indennità, gli effetti della norma si farebbero sentire solo per il personale titolare di posizione organizzativa. Per gli altri la penalizzazione si limiterebbe a pochi euro. Più semplice l’analisi della busta paga dei dirigenti, che nel trattamento accessorio, quindi colpito dalla misura, contempla la retribuzione di posizione. Per i segretari provinciali e comunali, però, la retribuzione di posizione rientra nel trattamento fondamentale , per cui il taglio in busta paga per i primi giorni di malattia nella pratica non avrebbe effetto.

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155 Risposte a “ASSENZE PER MALATTIA (DL.112/08). CIRCOLARE FUNZIONE PUBBLICA: I MEDICI GENERICI CERTIFICANO COME LE ASL. ALTRI CHIARIMENTI PER LA RIDUZIONE DELLO STIPENDIO”

  1. nicola ha detto

    sono dacccordo di combattere l’assenteismo, ma io che faccio parte del comparto sicurezza non posso essere considerato come un’impiegato statale perchè di notte lavoro nei giorni festivi lavoro e soprattutto quando un posto di servizio assegnato visto che lavoro nelle galere non mi posso muovere a fare la spesa. ma soprattutto all’ On. Brunetta gli voglio far sapere, che. dal 1982 quando mi sono arruolato e fino al 1990 quando è subentrata la riforma della Polizia Penitenziaria lo scrivente fruiva solamente di un riposo settimanale massimo due al mese e svolgeva dei turni che sapevi quando montavi in servizio, ma non sapevi mai quando smontavi tutto questo perchè eravamo militari e poco retribuiti. a mio modesto avviso questi anni di servizio sopracitati invece di otto dovrebbero essere conteggiati il doppio. aggiungo inoltre che i detenuti hanno diritto almeno a due ore di aria invece se uno di noi sta a casa in malattia anche con un braccio rotto a diritto solamente ad un’ora d’aria dalle ore 13.00 alle ore 14.00. grazie

  2. [...] ASSENZE PER MALATTIA (DL.112/08). CIRCOLARE FUNZIONE PUBBLICA: I MEDICI GENERICI CERTIFICANO COME L… 8.7.2008-Anche i medici di base potranno certificare le malattie lunghe o reiterate dei dipendenti della Pubblica [...] [...]

  3. cosimo ha detto

    Non comprendo le difficolta’ su questa norma.Il medico di base può certificare solo una volta, e questo per impedire quello che sappiamo bene e non vogliamo finisca. Se un dipendente è davvero ammalato non ha paura di nessuna visita fiscale, tanto meno di certificazioni ufficiali.Se siamo arrivarti a tanto non può che essere responsabilità del pubblico impiego.

  4. Kazzaniga ha detto

    Brunetta non ha perso l’occasione di fare la prima figura di m..da. Infatti si è rimangiato le misure draconiane , da terzo reich spinto dai Medici Italiani che di fatto hanno ristabilito la parità tra lavoratori privati e pubblici. Che dire? Ringraziamo i nostri bistrattatissimi Medici e aspettiamo seduti sulla sponda del fiume di veder passare il cadavere di brunetta, carfagna e compagnia danzante.

  5. natale ha detto

    sono piemamente d’accordo a combattere l’assenteismo, ma chiederei a brunetta qualora un infemermiere si trova con un braccio rotto l’azienda sarebbe nelle condizioni di farlo lavorare in altra figura al fine di non perdere tutto quello che brunetta vorrebbe fargli perdere?
    secondo me le azioni di forza non portano a nulla e andrebbero tratta con le parti sociali interessate non con un decreto.

  6. laveracomunione ha detto

    Trovo assolutamente giuste le misure di controllo del Ministro Renato Brunetta.
    Purtroppo siamo in un Paese dove la malattia, l’assenteismo, la frode sono legittimate
    da una malagiustizia e un malgoverno.
    Il Ministro ha avuto coraggio e lungimiranza,poichè anche portare il peso di tanti
    fanulloni intacca l’economia nazionale.
    Non lamentiamo il lassismo e il qualunquismo negli ambienti di lavoro, se poi chi vuole
    mettere dei paletti viene vilipeso e bloccato….quanti lavoratori inutili ci sono….!!!
    è giusto che lavorino sono i soliti coscenziosi?
    Lasciamo lavorare in pace quelli che vogliono riportare il nostro Paese ad essere un Buon Paese.

  7. laura ha detto

    norma corretta, mi sono stupita quando ho appreso che la pubblica amministrazione potesse “beneficiare” di certificazione medica bianca( quindi rilasciata da chicchessia medico anche non “in Convenzione” col SSN) a differenza degli altri lavoratori che da sempre hanno davuto produrre certificazione rossa in duplice copia per INPS. Forse sarebbe da chiarire e spero che il Ministro se ne occupi, come colpire medici “compiacenti” che incassata la parcella (magari privatamente) si prestavano a rilascire in modo compiacente false certificazioni….

  8. lolitarosy ha detto

    Accetto tutte le oppinioni io sono una dipendente pubblica sò perfettamente che cè chi se ne aproffitta. Per prima cosa noi forniamo i certificati in carta bianca perchè le Aziende sono in diretto contatto con l’imps seconda cosa il 99% delle volte anche per 1 solo giorno di malattia ci viene mandato il medico fiscale a case perchè ovviamente gli enti pubblici non li pagano come terza io lavoro nell’ambito sanitario per il lavoro che svolgo e le attrezzature non adeguate mi è venuta un’ernia e una protusione ( ho 25 anni ) se mi blocco con la schiena secondo te come faccio andare a lavorare? alzare girare lavare cambiare le persone? e quanti di voi ogni gg cambiano orario di lavoro, lavorano la notte, non hanno le domeniche o le festività a casa ? prima di puntare il dito pensa a tutte le persone che come me lavorano in un ente pubblico!!!

  9. franca protesti ha detto

    In merito alla circolare del Ministro Brunetta sulle assenze per malattia nel pubblico impiego vorrei far notare che non sono tenuti in considerazione gli appartenenti alle categorie protette con handicap inferiore a grave ma con invalidità superiore ai due terzi; queste persone, esperienza personale di mio figlio affetto da malattia rara, devono obbligatoriamente fare esami con ricoveri a tempi stabiliti, sono chiarimente più aggredibili da forme batteriche o virali; cosa devono fare? Oltre a soffrire per la loro malattia devono anche pagare una quota al Ministro Brunetta perche sono sporchi, brutti e cattivi? Il ministro ha stabilito che verranno ridotti gli stipendi durante la malattia, se ripetuta.Rispondetemi o se potete date risalto a quanto fatto presente.

  10. franca di giglio ha detto

    Sono una dipendente della pubblica amministrazione e volevo solo far presente che nell’ente in cui lavoro la visita fiscale è sempre stata mandata il primo giorno di malattia. quindi per quanto ci riguarda fin qui che nulla di nuovo.
    sulla decurtazione dello stipendio in base alla assenze per malattia mi sembra che si stia tornando indietro di almeno 100 anni quando i lavoratori non avevano diritti ma solo doveri.
    Mi chiedo come ci si comporterà con persone affette da gravi patologie o handicap? E quei genitori che hanno bambini piccoli che come succede a volte si ammalano sig. Ministro cosa dovranno fare? lasciare i piccoli a casa da soli?
    ci piacerebbe un chiarimento.

  11. riccardo ha detto

    come al solito, arriva la stretta che colpira’ i èiu’ virtuosi ed onesti. L’assenteista di professione sa bene come aggirare qualsiasi norma ed e’ pronto a ribattere sui cavilli. Da notare che chi firma la presenza e poi va a lavorarre da un’altra parte o semplicemente a fare un giro puo’ stare tranquillo, perche’ non ha certo bisogno di certificati medici. Caro Brunetta, stai sicuro che i soliti volponi continueranno a farlo. E chissa’ che chi lavora onestamente, ritenendosi offeso dal trattamento che riceve non decida pure lui di cominciare a mungere la mucca.

  12. Alessandro Blasetti ha detto

    In questo paese dove il primo che alza la voce comanda, è da quando sono nato che si teve tirare la cinghia e ho 42 anni, ci stanno fottendo la vita. Mi sta bene tutto, ma come contro partita cosa ci danno? Anche perchè continuo a vedere lo schifo che c’era 1 anno fa, 3 anni fa, 10 anni fa, avete capito dove è l’inganno,ci chiedono rigore ma non ci danno nulla in cambio. E intanto comprano Ronaldinho.

  13. MAURO ha detto

    Vorrei ricordare a Brunetta l’importo dei nostri stipendi ,vorrei ricordargli che siamo gli unici a pagare fino all’ultimo euro le tasse, perchè mi risulta che fin’ora buona parte dei dipendenti privati percepiscono una parte in nero, vorrei ricordargli che mentre noi abbiamo accettato delle condizioni 15 20 o 25 anni fa firmando un contratto di lavoro e quindi facendo delle scelte lo stato non l’ha rispettato (allungamento dell’eta lavorativa trasferimento personale entilocali allo stato e forse ora alle regioni) . Gli vorrei suggerire che forse sarebbe meglio che lavorasse (sempre che ne sia capace) per far pagare le tasse agli evasori amici suoi cioè artigiani, commercianti, liberi professionisti, e industriali che con le loro società fantasma si godono ville, yacht ,fuoriserie e lussi sfrenati fregando quotidianamente noi cittadini ,forse un po troppo malaticci ma vorrei ricordargli che noi le malattie CE LE PAGHIAMO SULLA BUSTA PAGA.
    Ma forse il problema non è questo forse è soltanto una ritorsione per punirci di aver in maggioranza votato per un partito onesto.

  14. Alessandro ha detto

    Pur rientrando nei dipendenti pubblici faccio parte della categoria delle forze di polizia; nell’anno in corso nel solo periodo di gennaio ho preso la febbre per due volte per un totale appunto di 11 gg, non è stata certo colpa mia ed ad oggi causa di una serie di servizi emergenti che si sono protratti su tre giorni per ben 12-14 ore continuative, alla barba dei diritti ma sempre e comunque disponibili per la collettività, sono dovuto rimanere a casa per una forte sciatica. Il mio stipendio consta di emolumenti fissi di base ed indennità, quest’ultime incidono del 60 % circa sul mio stipendio, facendo un conto abbastanza semplice, a fronte del mio stipendio giornaliero di circa 60 euro al giorno ne perderei circa 30-35 euro al giorno, ho anche la moglie a carico e non posso fare un secondo lavoro, nel solo mese di gennaio se il decreto fosse stato già attivo avrei perso 350 euro su 1400 che guadagno al mese. GRAZIE BRUNETTA NON AVRETE PIU’ IL MIO VOTO.- VERGOGNA!!!!!!!!!

  15. carmen ha detto

    CHE VERGOGNA !!!!!!!!!!Siamo tornati indietro di 100 anni e i sindacati dove sono a difendere i nostri diritti e perchè penalizzare i pubblici dipendenti con buste paghe da 1000 euro.SE I SINDACATI COME LA UIL HANNO DATO PLAUSO AL SIG BRUNETTA IN CAMBIO DI RINNOVI DEI CONTRATTI SONO DEGLI IMBECILLI QUESTO E’ UN NOSTRO DIRITTO

    • pietro attisani ha detto

      HAI PERFETTAMENTE RAGIONE IL D.L.112/08 CONVERTITO IN LEGGE 133/08 E’ UNA LEGGE DI STAMPO LATINO-AMERICANO. E’ UN ATTACCO PALESE AL PUBBLICO DIPENDENTE E I SINDACATI NON FANNO ALTRO CHE GUARDARE SENZA REPLICARE AD UNA INFAMIA DEL GENERE
      SONO SCHIFATO COME DIPENDENTE PUBBLICO E COME CITTADINO

  16. Rossella ha detto

    Sono una dipendente statale, trovo giusto che ci sia un controllo maggiore (visite fiscali) ma non trovo assolutamente corretto decurtare lo stipendio. NO non è giusto. Ho fatto un errore votare centro-destra..votare BERLUSCONI! Ecco il risultato.
    A noi dipendenti statli ci decurtano lo stipendio se siamo ammalati …influenza, coliche, eccc…mentre agli extra comunitari dobbiamo mantenerli noi.
    Basti pensare che ad Aviano provincia di Pordenone vi sono extracomunitari che alloggiano per ora in una scuola fino ad agosto e poi non si sa a questi ogni giorno vengono dati 77 euro. Gli si danno un pacchetto di sigarette al giorno e scheda telefonica, vitto e alloggio.
    E dai manteniamoli e a noi decurtateci lo stipendio già basso.
    NON E’ giusto ribadisco la decurtazione ma trovo giusto la visita fiscale e trovo giusto che ai falsi ammalati venga decurtato lo stipendio ma non alle persone oneste che veramente stanno male
    Ho votato BERLUSCONI, ma sinceramente mi sono pentita

  17. alessia ha detto

    sono insegnbante elementare e per quanto riguarda la circolare del ministro brunetta sono d’accordo però con qualche riserva.Noi insegnanti abbiamo sempre ricevuto la visita fiscale il primo giorno di malattia e spesso anche più volte,quindi la circolare fin qui non toglie e non mette.Per quanto riguarda la decurtazione dello stipendiodovrebbero esserci dei controlli più seri e ripetuti e se trattasi vi veera malattia lo stipendio non va toccato.La malattia è un nostro diritto.Però attenzione i furbi ci sono sempre stati e ci saranno sempre e quelli vanno presi e puniti e dovrebbero restituire l’intero stipendio.Nella mia scuolsa ci sono state colleghe che poìchè erano in combutta con il dirigente hanno fatto quasi un anno di malattia a singhiozzo a discapito degli alunni a loro assegnati e alle finanze del circolo.Come in tutte le cose ci vorrebbero controlli serissimi.

  18. jonny ha detto

    rispondo laveracomunione io sono uno che lavora nel pubblico impiego, guadagno 1000 euro al mese è sono un morto di fame. Berlusconi e Brunetta invece di colpire gli assenteisti di motecitorio che quando si vede in tv non c’è mai nessuno e guadagnano un sacco di soldi che vanno in pensione dopo cinque anni quando io devo fare una vita di sacrifici che per prendere più soldi la nostra pensione la passano dall’80% al 65%che guadagnano per incarico quasi un milione di euro ad incarico che si aumentano lo stipendio di 800 euro contro i nostri 40 euro che non pagano ristoranti, treni, stadio, aerei ed altre agevolazioni.
    quindi l’economia italiana siamo noi che la mandiamo in deficit loro che sono ladri autorizzati la risollevano.
    il tuo discorso vale solo se prima si adeguano loro con stipendi non da 20 mila euro al mese incarichi milionari ecc. ecc.
    ricordati che quando ai sete con la bottiglia ti disseti non con la goccia che rimane nella bottiglia

  19. Luca Neri ha detto

    Premetto che ritengo la proposta di Brunetta sciocca, irrealizzabile, inefficiace se non dannosa (come ho scritto qui (http://innovatorieuropeistlouis.wordpress.com/2008/07/18/tra-il-dire-e-il-farece-di-mezzo-brunetta/).

    E’ pero’ ovvio che la retribuzione del periodo di malattia non e’ un diritto ma un accordo contrattuale che quindi e’ soggetto ad essere modificato. In ogni paese, compresa l’Italia, esistono regolamentazioni sulla durata complessiva delle assenze. Ad esempio il lavoratore che si assenti per malattia per piu’ di 6 mesi nel privato e’ soggetto a licenziamento. E’ chiaro che il costo della incapacita’ del lavoratore di prestare la sua opera per ragioni di salute non puo’ essere scaricato sul datore di lavoro. Per quello esistono l’istituto della disabilita’ civile e lavorativa.

    Credo quindi che sia leggittimo per il datore di lavoro decidere quale sia il livello di assenteismo accettabile. In questo caso il datore di lavoro e’ il governo. E’ ovvio che questa decisione e’ oggetto di contrattazione (individuale o sindacale): in altre parole si e’ liberi di accettare o rifiutare il nuovo “contratto”, nessuno punta il fucile su nessuno…

    In tutti i paesi civili mediamente si fanno circa 10 giorni completi di assenze all’anno. Penso che sia ragionevole retribuire in pieno un numero di assenze inferiore ma non assenze piu’ prolungate. Dopo 10 giorni di assenza cumulativa (cioe’ sommando tutte le assenze nell’anno fiscale) lo stipendio andrebbe progressivamente decurtato fino alla sospensione.

    Da questo conteggio devono essere escluse malattie croniche che richiedono terapie invalidanti e continuative (dialisi, chemioterapia), ricoveri ospedalieri (inclusa la prognosi post-dimissionale), assenze per accertamenti diagnostici e procedure terapeutiche, assenze per malattie o infortuni professionali, che dovrebbero essere sempre retribuite completamente.

    In questo modo gli onesti non avrebbero nulla da temere….

    PS: Ad Alessandro, l’agente di polizia, consiglierei di rivolgersi al medico del lavoro delle forze di polizia per farsi riconoscere l’infortunio professionale se crede di essere stato temporaneamente costretto in malattia a causa dell’eccessivo sforzo fisico dovuto al lavoro.

  20. laveracomunione ha detto

    Per Luca Neri.
    Spiacente di non essere daccordo con te riguardo alla proposta del Ministro Brunetta,
    ma, il giro di vite che vuole attuare, penalizza solamente i falsi malati,perchè non sono
    incluse le patologie di grave entità.
    Anch’io lavoro nel pubblico impiego da molti anni e ho visto tante persone “scaltre”?,
    per me disoneste, mettersi in malattia per andare a vendemmiare, per andare dall’estetista,
    per andare a fare il secondo lavoro ecc…..e quant’altro;
    Siamo un popolo di sconsiderati, di qualunquisti, e individualisti, non guardiamo all’aspetto
    propedeutico delle proposte, subito ci scagliamo contro perchè è in nome dei diritti vilipesi
    che vogliamo muovere guerra. Ma di quali diritti parliamo? Chi non rispetta l’altro in realtà
    non rispetta neppure se stesso.
    Lavera.

  21. flo ha detto

    Sono daccordo con il ministro,
    Ma c’e un’altro problema di fondo che è stato trascurato…
    Chi ha una malattia cronica o più, per la quale però per legge le commissini non riconoscono la gravità (handicap”grave” L. 104) e che per un lungo periodo ha sconpensi che gli impediscono una vita normale, come il presentarsi ogni giorno al lavoro,ed inoltre con tutta la burocrazia che c’è solo per riuscire a reperire farmaci o richiedere visite specialistiche per curarsi doveva per forza aggiungerne ???
    Io penso che generalizzando si includono troppe persone che grazie alla L. 68 sono riusciti ad avere un impiego …
    Spero che Brunetta, o chi per lui, si svegli e che si inizi a pensare alla tutela, dele categorie deboli prima di fare una legge così drastica…

  22. sandro ha detto

    complimenti al ministro Brunetta. Finalmente qualcuno che cerca di mettere in riga i furbacchioni. Si comincia dal pubblico impiego? Va bene . Da qualche parte bisogna pur cominciare. Ricordiamoci che questa situazione l’abbiamo creata noi e che quanto il popolo intuisce del mondo del lavoro pubblico, dipende dal lavoratore pubblico. Non è possibile che uno vada in un ufficio pubblico e ti trovi gente che non ti da ascolto (quando ti va bene) oppure personale in pausa caffè – alle 8 – alle 9 – alle 11 . Questi sono i fatti. E’ pur vero che non si può “fare di tutta l’erba un fascio” ma gli “onesti” si diano una svegliata. Lavoro da circa trent’anni nella pubblica amministrazione. Ne ho viste di cose. BRAVO ministro . L’unico appunto che vorrei fare al decreto e alla circolare esplicativa: dovrebbero essere più chiare le situazioni: non si dovrebbe sempre essere costretti all’interpretazione.

    Per Luca Neri, per Alessandro l’agente di polizia,per Rossella e per gli altri che non trovano giuste le iniziative di Brunetta, rispondo, se mi è permesso, con le parole di Laveracomunione del 20 luglio : “Siamo un popolo di sconsiderati, di qualunquisti, e individualisti, non guardiamo all’aspetto propedeutico delle proposte, subito ci scagliamo contro perchè è in nome dei diritti vilipesi che vogliamo muovere guerra. Ma di quali diritti parliamo? Chi non rispetta l’altro in realtà non rispetta neppure se stesso.

  23. Luca Neri ha detto

    A quelli che mi hanno risposto per dar ragione a Brunetta mi chiedo se hanno letto quello che ho scritto sul mio blog. La mia proposta e’ piu’ severa e a prova di truffa…

    Quello che il ministro ha firmato e’ un provvedimento vuoto che non portera’ un centesimo nelle casse dello stato se tutto va bene. Se va invece come e’ logico che sia ci costrera’ un sacco di soldi.

    Per me la questione di giuste malattie o no non e’ importante. Quello che e’ importante e’ che il datore di lavoro e i dipendenti hanno diritto di decidere la soglia di accettabbilita’ della durata delle assenze independentemente dal fatto che siano veritiere o truffaldine.

    Il datore di lavoro ritiene che 10 giorni di assenza sono accettabili? Bene: retribuzione piena fino a 10 giorni e poi retribuzione a scalare fino alla sospensione dello stipendio. Se i dipendenti nel loro pieno diritto ritengono che questo benefit sia inaccettabilmente basso hanno il diritto di perseguire diverse strategie per tutelarsi, individualmente e/o collettivamente: 1- cercarsi un lavoro che offra benefits piu’ confacenti alle loro aspettative/necessita’; 2- contrattare con il datore di lavoro maggiori benefits personali; 3- stipulare un’assicurazione che integri il reddito per i gironi di malattia non coperti dal contratto di lavoro; 4- iscriversi ad un sindacato e contrattare maggiori benefits collettivamente.

    Difficile? non credo. Mi chiedo allora se i difensori di Brunetta abbiano emesso fiato per partito preso o abbiano letto quello che ho scritto. Brunetta si e’ dimostrato un buffone. Cosi’ come il suo curriculum dimostra che non ha alcun titolo come fustigatore della morale perche’ lui stesso e’ professore universitario senza averne i titoli. Ci dica ministro, chi l’ha raccomandata?

  24. laveracomunione ha detto

    Per Luca Neri.

    Ma di quali dipendenti parli?
    Mi sembra di intravedere un profilo che non rispecchia la pubblica amministrazione, poichè
    quella soglia di accettabilità di cui sei molto competente vale per i lavoratori di
    Aziende private. Prova a toccare la malattia agli statali e ci sarà una rivolta di popolo,
    di sindacati e di associazioni; forse non vivi in Italia è così? Lo spero, perchè altrimenti
    non mi spiego come tu possa non sapere che in questo Paese la malattia è un diritto
    sacrosanto e non si tocca; mai sentito che gli statali abbiano firmato un contratto a tipologia
    individuale con l’integrazione del reddito per i giorni non coperti dallo stesso.
    Non ti sei accorto che più hanno e più pretendono?
    Ma forse tu fai parte del “governo ombra”! Solo così mi posso spiegare tanto livore per
    un Ministro competente e titolato; inoltre, siccome non credo sia tuo fratello, faresti bene
    a chiamarlo con il titolo che gli spetta, quello di Ministro….poichè ti piaccia o no lo è.

  25. Luca Neri ha detto

    Senti comunione. Ho leggi attentamente quello che gli altri scrivono o e’ inutile la discussione. Se vuoi difendere brunetta perche’ e’ tuo cugino o perche’ te lo ha detto il prete fai pure.

    Ho chiaramente detto che:

    1- La malattia retribuita non puo’ essere un diritto ma deve essere ovviamente oggetto di contrattazione individuale e collettiva. I dipendenti pubblici che rivendicano questo diritto sbagliano. L’unico diritto che hanno e’ quello di lottare (individualmente o collettivamente) per avere gli “n” giorni di malattia retribuita che ritengono piu’ opportuni per se’. Allo stesso modo il datore di lavoro (in questo caso lo Stato) puo’ decidere il suo “n”. Ti faccio presente che il Sindacato ha implicitamente sostenuto questa posizione dicendo che la questione deve essere oggetto di contrattazione e non oggetto di un DL (per me e’ assolutamente equivalente, visto che ai sindacati nessuno nega il diritto di scioperare e ai dipendenti il diritto di licenziarsi). Per rendere il tutto funzionale si dovrebbe anche aggiungere il diritto di contrattazione individuale che nel pubblico impiego e’ conculcato.
    2- Nel privato, cara la mia comunione, esistono regolamenti per la retribuzione delle assenze per malattia e lo stipendio viene integrato persino da un’assicurazione pubblica obbligatoria della quale forse tu non conosci neanche l’esistenza (cioe’, le aziende private e i loro lavoratori usufruiscono delle nostra tasse per socializzare i costi delle assenze). Inoltre un dipendente puo’ essere licenziato dopo 6 mesi di assenza nell’arco di un anno.
    3- Nonostante questo, il decreto Brunetta rimane una sciocchezza. Perche’ al posto di dire “Quelli della PA sono comunque degli stronzi e mi fa piacere che vengano bastonati, anche se questo significa scrivere una legge inapplicabile e sciocca” (perche’ questo e’ il succo del tuo ragionamento) non provi a rispondere ai commenti specifici che ho fatto sul provvedimento?

  26. Luca Neri ha detto

    Brunetta e’ titolato de che? E proprio questo che ho chiesto al Ministro: quali titoli ha per essere professore visto che ha 1 sola pubblicazione di economia (la sua disciplina)? Come ha fatto a vincere il concorso? Non ho insultato nessuno con queste legittime domande.

    e tu che non sei mia/o cugina/o e che ti nascondi dietro uno pseudonimo, perche’ ti permetti di questo tono violento e di usare argomenti che sono solo insinuazioni e attacchi personali?
    Non fare l’educanda, vala’..

  27. laveracomunione ha detto

    Vedo che accusi il colpo! Mi dispiace, vuol dire che non sei in buona fede.
    Sei stato tu per primo ad offendere e a denigrare il nostro Ministro,e ti sei risentito
    solamente perchè io l’ho difeso. Non mi piace sparare a zero su nessuno, tanto meno su di
    te anche se non la pensiamo allo stesso modo, tuttavia questo non vuol dire che ciò che
    dici tu sia giusto e quello che invece vogliono esprimere gli altri sia sbagliato.
    Tu non sei la verità e il tuo pensiero pur avendo un grosso valore rimane il “tuo ” pensiero,
    giusto o sbagliato; e questo vale anche per chi si dissocia.
    Forse il tuo problema stà nel giudicare gli altri, cerca di ridimensionare il
    tuo alter- ego, e scoprirai che c’è tanta gente in gamba alla guida del Paese.
    Sai, chi giudica un fratello condanna se stesso.
    Lavera.

  28. Luca Neri ha detto

    Senti, 1- se voui far della psicologia spicciola, almeno usa le parole nel loro significato. con internet e’ facile.

    2- per concludere, poiche’ anche io conosco i proverbi:

    Sai, l’erba del vicino e’ semre piu’ verde…

  29. Luca Neri ha detto

    Ma cara Commi, questa dove te l’hanno insegnata?

    “Vedo che accusi il colpo! Mi dispiace, vuol dire che non sei in buona fede.”

    Prima provochi e fai la saccentella e poi se uno si incazza gli dici che non e’ in buona fede. E’ dall’asilo che non uso piu’ il trucchetto. Se vuoi discutere onestamente io sono qui, se vuoi fare giochetti retorici e impartire lezioncine popolari a suon di proverbi che non c’entrano niente col tema (tipo: “Sai, chi giudica un fratello condanna se stesso”) …vabbe’, fai pure, ma sappi che la butti sul patetico.

  30. vincenzo ha detto

    voglio dire al signor brunetta che tutta la categoria dei D.P. ci sentiamo gravemente offesi da questo sistema di repressione nei nostri confronti . lei e chi per lei conoscete bene tutti i truffaldini . quindi a loro dovete andare a cercare e senza perdere altro tempo e denaro . quello che naturalmente toglite dalle tasche di noi contribuenti ONESTI.

  31. vincenzo ha detto

    Caro il mio Signor Ministro BRUNETTA . Le faccio sapere di essere con immenso orgoglio un Assitente Capo della POLIZIA PENITENZIARIA . E inoltre le faccio sapere di essere colpevole di aver subito un infortunio in servizio. (frattura del III° dito della mano sn ) . Come premio l’amministrazione da cui dipendo,non mi ha inviato all’ospedale militare per l’eventuale covalescenza, tenendomi cosi’ segregato a casa.Questo grazie alla sua circolare in materia di visita fiscale e al suo geroso prolungamento della fascia degli orari. Guardi che io non ho commesso nessun reato che possa obbligarmi a stare peggio dei delinquenti agli arresti domiciliari. Se questo e’ il prezzo che bisogna pagare per chi fa il prorio dovere e paga le tasse comprese quelle del S.S.N. Io no ci sto. Non ci sto a lavore tutti i giorni sotto scorta, non ci sto a lavorare tutti i giorni con dei mezzi che non garantiscono ne efficienza ne sicurezza non si puo’operare bene in queste condizioni non per ultino facendo dei turni massacranti,e nella totale indifferenza di tutti. Si parla di diritti umani,a volte mi sembra di essere trattato peggio di una bestia. Tra le mille difficolta’ che esistono da sempre esitono i DOVERI che ogni buon padre di famiglia e’ tenuto a rispettare,ma si badi bene esistono anche i DIRITTI,ormai diventati un miraggio per noi disgraziati. SI dice sempre non ci sono soldi.Ma se e’ cosi’ deve esserlo per tutto e per tutti no si puo’pretendere sempre di risparmiare con le tasche del povero dipendente. Mi vorrei permette di suggerirle Le modalita’ per fermare i presunti falsi ammalati e non per ultimo quelli,che pur essendo presenti tutti i giorni a fare i loro porci comodi e vengono a recare disturbo a chi lavora il che e’ molto grave. Tutte le amministrazioni pubbliche di questa nazione e mi riferisco nello specfico a coloro che sono preposti atali controlli,a loro si deve rivolgere.Vedra’ che se fanno il loro dovere,si vedranno dei notevoli risultati.vorrei conclude nel dirle guadagniamo una miseria con questo maledetto Euro lei ha studiato questa bella formula per toglierci quel poco che ci e’ rimasto con la decurtazione della gia’ alleggerita e massacrata busta paga.Grazie Signor Minitro,e’doveroso da parte mia ringraziarla per questo che sta facendo.Milie GRAZIE……………

  32. isa ha detto

    appartengo al comparto sicurezza da 20 annie ne sono fiera. ho una 8a massima riconosciuta.stare a casa quando sto male non mi frega niente poiche’ sto male sul serio…ma chi cavolo me lo fa’ ,se serve il 3° certificato? il pronto soccorso? all’asl devo prenotarmi e aspettare almeno 15 gg…in ospedale almeno 4 mesi…..allora mi risolvete questo dubbio? e per le cure termali? ….mah…enigma……

  33. laveracomunione ha detto

    Per Luca Neri

    Caro amico, grazie per avermi definito una “saccente”, lo considero un complimento, ma
    spiacente di deluderti, poichè non lo sono neanche un pò.
    Io ascolto il cuore e parlo con le parole che mi suggerisce, perchè è l’unica voce che
    non mente mai.
    Tu, piuttosto, mi sembri un ragazzo in gamba… perchè ti ostini a difendere chi vuole
    trarre solo profitti ingiustificati, infischiandosene, e mettendo a rischio di delegittimazione chi è veramente è costretto a dover utilizzare la concessione della malattia per indubbia necessità?
    Certo è che questa normativa ha fatto discutere tanti,e farà discutere ancora!
    Poveri noi che non siamo capaci di distinguere la vera giustizia, dal falso diritto,
    poichè è quello che viene reclamato con tanta enfasi.
    Lavera.

  34. laveracomunione ha detto

    Per Isa

    Ma perchè ti occorre il terzo certificato? Non hai una patologia riconosciuta dalla ASL, visto
    che usufruisci pure delle cure termali?
    Non temere “Fiera” Lisa, ciò che ti spetta non ti verrà tolto!
    O vuoi ancora di più?

  35. Luca Neri ha detto

    Signora Comunione, Penso che non meriti una mia risposta. Grazie per il tempo che perde a rispondere a cose che manco legge. Me lo dice il mio cuoricino.

  36. isa ha detto

    no non voglio null’altro di cio’ che ho…e’ che per la mia patologia il nostro medico mi ha proposto la riforma totale e questo spiega le mie condizioni fisiche specialmente quando incomincera’ l’inverno e il freddo…io non voglio stare a casa x mesi ma solo quando non ne posso proprio piu’….e mi capitano alcuni momenti critici tra novembre e febbraio…quando sono in fase acuta non riesco ad alzarmi neppure x andare in bagno…alti e bassi fino alla primavera dopo….xche’ se mi opero sono fuori dall’amministrazione e io non voglio…devo resistere…

  37. laveracomunione ha detto

    Per Lisa.

    Il tuo è un problema vero, e quindi non devi farti degli scrupoli verso l’amministrazione,
    se stai male non puoi rendere neanche al lavoro…altro che resistere!
    Il certificato lo puoi fare alla ASL, oppure dal tuo medico del SSN;
    i tempi duri si prospettano solo per i finti malati, quelli che pretendono la malattia
    per andare a raccogliere le olive, o per vendemmiare, per tutti gli altri ci sarà il giusto
    riconoscimento. E ringrazia Dio che lavori nel pubblico impiego….pensa se avevi
    una tua attività privata….(…)

  38. isa ha detto

    grazie…..

  39. olly ha detto

    Come molti altri qui, sono anch’io una dipendente pubblica e precisamente di una ASL, dove da 15 anni mi occupo dell’integrazione di bambini disabili nelle scuole. Mi piacerebbe esporre molte questioni interessanti e dibattere a lungo sul lavoro nel pubblico impiego, ma troppi sarebbero gli argomenti da trattare. Certo però, voglio raccontarvi come si lavora nella nostra Ulss. Come risaputo i dipendenti pubblici non possono fare ore straordinarie, così per ovviare alle numerose richieste di assistenza a ragazzi diversamente abili, nel nostro “contratto interno” è stata prevista una sorta di banca ore, dove quando vi è necessità si lavora oltre il profilo orario e quando non vi sono richieste TI PIANTANO A CASA, senza lavorare…ore che ben inteso dovrai rendere quando ce ne sarà di nuovo bisogno, lavorando anche 8-9 ore al giorno e vi assicuro non è facile in questo settore. Io credo di fare la mia parte e di contribuire per quanto possibile al contenimento delle spese e alla gestione oculata delle risorse, ma non conosco nessun altro pubblico dipendente che lavori alle nostre condizioni. Ora mancava pure questa! In questi giorni mi trovo in malattia, poichè mi sono ferita e sono dovuta ricorrere alle cure ospedaliere, ma MI SENTO AGLI ARRESTI DOMICILIARI! Bel riconoscimento per lo sforzo che io e le mie colleghe ogni giorno portiamo avanti!!! SONO PROPRIO CONTENTA DI ESSERE UNA PUBBLICA DIPENDENTE!!! Terminado, sono convinta, come si diceva poco sopra, che le persone oneste al solito ci rimetteranno, mentre invece i furboni troveranno il modo per aggirare l’ostacolo. Aspetto, ansiosa di vedere come ci riusciranno!!!

  40. lorena ha detto

    Anch’io sono una dipendente pubblica,e precisamente di un comune.
    Il comune dove lavoro(in romagna)devo dire ,ha sempre applicato le direttive che riguardano le timbrature di entrara e uscita,i permessi,dei dipendenti,con rigore.
    Purtroppo nel settore dove io lavoro,c’e molta presenza di personale a tempo determinato,che
    sfrutta ,durante tutto il periodo di contratto,la possibilita’ di stare a casa per qualsiasi motivo ,con certificato medico,(per figli e ogni sorta di malessere fisico)senza avere mai avuto visite mediche fiscali.Tutto questo con il completo disinteresse dei dirigenti,ma con la preoccupazione di noi colleghi che ci dobbiamo sobbarcare ,anche il loro lavoro.
    Mi dispiace che per colpa di alcuni ,si paghi tutti.

  41. giancarlo ha detto

    come al solito cntinua a pagare il povero impiegato possibilmente monoreddito con 1.200 di stipendio caduto in disgrazia per un incidente si procura un infortunio sfortunatamente non sul posto di lavoro ma nel giorno di riposo con rotture o altro degenze superiori ai dieci giorni poi si aggiunge la mancanza di assistenza perche non sei ricoverato in ospedale e cominci con le visite in ambulatori privati perche in azienda ospedaliera ci sono liste di attesa dal mese ad arrivare ai sei mesi si aggiungera la decurtazione prevista dal decreto legge il mutuo devi pagare la famiglia devi mandenere insomma vuoi andare a lavorare con le gambe rotte questo problema chi i soldini ce li a non se lo crea possibilmente passa la sua malattia in villa con piscina gli ai fatto una sega per pensare come me ti ci devi trovare brunetta brunetta attento tu non sei migliore degli altri tu vuoi risanare alle spalle degli stessi cioe chi fatica nel quotidianno per fare quadrare i conti ogni tanto voltati indietro e dai una sbirciata ci siamo pure noi

  42. Fabri zio ha detto

    Brunetta è riuscito ha metterci in guerra tra poveri, cosa si poteva aspettare da un cosi detto economista, l’Italiano tra 5 anni non ricorderà più nulla.
    Abbiammo voluto questi governati, teniamoceli c’è lo merittiamo, dopo tanta disgrazia che passava sulle televisioni del padrone, oggi tutto va bene.
    Svegliamoci e mandiamoli ha casa, la festa è finita.
    Un servitore dello stato Italiano è dipendente del popolo Italiano, Viva l’Italia.

  43. laveracomunione ha detto

    Rispondo a Lorena

    Forse hai dimenticato di dire che le tue colleghe con il contratto a “tempo”, non hanno
    la stessa vostra malattia prevista dal CCNL.
    Io conosco persone con questa tipologia contrattuale, che possono usufruire solamente di
    20 giorni di malattia per anno, dopo di che l’intera giornata lavorativa gli viene
    decurtata dallo stipendio mensile. Tutti questi lavoratori “precari” vengono sfruttati
    da coloro che sono dipendenti tanto che, questi ultimi si mettono in malattia anche per
    andare dal parrucchiere, gli altri non se lo possono neppure sognare.
    Quelli di ruolo, sono arroganti e prepotenti, tendono a mobbizzare, quelli a tempo determinato,
    sono umili e dignitosi non si permettono neppure di alzare il tono della voce.
    Questo è quanto risulta a me!

  44. lorena ha detto

    per laveracomunione:

    No cara, il personale a tempo determinato che ha lavorato e che lavorera’ anche il prossimo anno non ha limite di giorni di mallattia in 10 mesi di contratto,e se anche fosse stato ,di sicuro le 3 (tre)precarie (solo loro)non avrebbero avuto circa 2 mesi di malattia………

  45. lolita ha detto

    vorrei sapere se tutte queste leggi sono solo per i civili statali
    o comprendono anche tutte le forze armate perchè il MINISTRO BRUNETTA, deve sapere che ai militari, non mandano mai le visite
    fiscali.poi al rientro dalla malattia passanola visita di idoneità dal medico militare, magari compiacente che prolunga la malattia,magari immaginaria.

  46. luca@73 ha detto

    Caro ministro Brunetta, sono un agente di polizia penitenziaria che presta servizio a 900 km dal proprio paese di nascita. Ho dovuto accolarmi un mutuo per comprare casa, invece da dove vengo avrei avuto una casetta senza troppe spese e tutto questo alla veneranda eta di 35 anni!!! Aggiungo anche le pessime condizioni di lavoro che ci troviamo ad affrontare ogni santo giorno(mancanza di personale, sicurezza al limite, stipendi che a fatica ci fanno arrivare a fine mese) ecc..ecc. Adesso ci si mette anche lei!!!! Combattere i fannuloni va bene, ma dare adosso a noi che garantiamo sicurezza giornaliera al paese mi sembra assurdo!! Se togliamo soldi a quei pochi spiccioli che prendiamo in caso di malattia, vuol dire morire di fame. La malattia e un diritto sacrosanto, e se no sbaglio, l’anno scorso lei e stato in mutua per circa 6 mesi. Si metta una mano alla coscienza e trovi un altro sistema per combattere l’assenteismo…….

  47. domenica ha detto

    sono una dipendente di ente locale: ho subito due infortuni sul lavoro per i quali ho avuto il riconoscimento della causa di servizio.
    Verificandosi episodi di assenza per le gravi patologie che ne sono derivate, come mi devo comportare? Cosa subisco dal punto di vista economico?
    Grazie Domenica

  48. Francesco ha detto

    buongiorno a tutti, lavoro da quindici anni a circa 800 km da casa, sono un ispettore che lavora nel comparto sicurezza e di questi 15 anni ne ho passati 10 per strada, che vuol dire girare sette ore al giorno in una macchina, col bel tempo (da me in estate si arriva anche a 40 gradi), col brutto tempo, vuol dire fare controlli, intervenire sul luogo di un incidente ecc. anche se devi stare ore sotto acqua o neve, lavorare di mattina, di giorno, di notte nei festivi, nei fine settimana e con mezzi e attrezzature che molte volte acquistiamo noi stessi, come computer, dotazioni personali (cancelleria, gradi, berretti, scarpe ecc.), non sapendo se a fine turo porto a casa la vita, per sentirmi, paragonare per quanto riguarda la malattia a un qualunque impiegato statale che lavora dal lunedì al venerdì in un ufficio magari anche con l’aria condizionata, che al massimo rischia di farsi male con il righello.

    Qualcuno di voi sa cosa vuol dire stare in pieno inverno 2 o 3 ore sotto la pioggia battente e con 5 o 6 gradi temperatura? Nessuno di noi è una macchina e pertanto è assurdo pensare che anche noi dobbiamo rientrare nella comune dicitura “impiegati statali”.

    Siamo diversi per mansioni, condizioni di impiego e per la pericolosità del servizio che svolgiamo, qualcuno se ne vuole rendere conto?

    Nei paesi civili c’è un periodo di malattia minimo oltre il quale si cominciamo ad avere decurtazioni dello stipendio, in Italia si comincia dal primo giorno con una decurtazione per noi militari di circa il 60%, vi sembra giusto? A me no!!!

  49. Marina ha detto

    Sono un’appartenente ad un corpo di Polizia Municipale, quindi dipendente comunale anche se per con rischi connessi alla particolarità del lavoro direi equiparati alle altre forze di polizia.. Un delinquente se deve spararmi addosso non pensa che non sono una poliziotta vera… spara comunque alla divisa. ma a parte questo.. è vero che molti lavoratori pubblici sono dei fannulloni, ma non tutti cavolo!! Io ho lottato per avere questo lavoro ed ho sempre cercato e tutt’ora cerco di farlo onestamente,, assenze per malattia forse totali 20 giorni in 5 anni! se mi assento sto male davvero e non ho problemi a ricevere visite fiscali ok ma mi chiedo come si permette il ministro Brunetta di additare tanto noi pubblici dipendenti quando l’assenteismo al Parlamento è altrettanto elevato… i banchi spesso sono vuoti. Ai parlamentari però tutto è permesso, di brindare se cade un governo di non presentarsi alle sedute e magari stare al mare, vero? Come al solito il governo e poi questo più che mai se la prende con coloro che non possono certo evadere le tasse con coloro i quali vedono da anni il loro stipendio fermo lì e i prezzi di tutto salire alle stelle…. e proprio senatori, ministri e compagnia bella che di fronte alla legge al codice della strada sembrano onnipotenti, ma non vi vergognate??? e ricordate signori cari non dipendenti pubblici, chi è senza peccato scagli la prima pietra… nel privato i datori di lavoro non stanno ogni momento a mandare visite fiscali in quanto si pagano…. ma i fannulloni ci sono pure nel privato, forse è + facile mandarli via ma ci sono lo stesso.. come ci sono lavoratori onesti nel pubblico.. quindi per favore basta generalizzare e mandare al patibolo una categoria che prima o poi serve a tutti nella vita, perché fornisce bene o male un servizio pubblico.

  50. Enrico ha detto

    Vuoi confondere il popolo, spostando i veri drammi dell’Italia, le mille colpe della politica italiana? Legifera in modo di far litigare i “sudditi” tra loro, cercando di togliere anche quei quattro soldi di stipendio, se poi riesci a far passare per “castigatutti” operazioni di facciata, che porteranno solo ad ulteriori spese, incazzature a chi veramente è malato.
    Io attendo dal 2004 che mi sia riconosciuta una patologia per causa di servizio, nel frattempo aggravata, ma che la stessa amministrazione pubblica ancora non è riuscita ad esaminare e cosa devo sentirmi dire nel frattempo? :”Sei un fannullone, ti decurto lo stipendio per ora, poi si vedrà.”
    Passeranno questi cinque anni, si ritornerà in cabina elettorale e il popolo non dimentica.

  51. Massimo ha detto

    Egeg. Sig. Ministro Brunetta, sono un dipendente della scuola con mansioni di collaboratore.Vorrei chiederLe di visitare una delle nostre scuole (primarie)così si renderà conto che qualcosa di veramente BUONO c’è nella nostra istruzione di base. Vorrei farLe notare che molti nostri istituti funzionano dal mattino alla sera dove moltissimi operatori prestano servizio straordinario non con retribuzione monetaria ma con ore di recupero.Ma sa quanto ne avremmo bisogno di qualche EURO in più visto i nostri stipendi da fame.Quindi col decurtamento di una quota di stipendio il dipendente si troverà costretto (dove riuscisse)a stare al proprio posto di lavoro magari non dando il massimo del suo operato,scusi così non danneggia il servizio? o magari si potrà tentare la carta dell’infortunio? per non lasciare la propria famiglia magari una settimana senza mangiare per una settimana. La ringrazio Sig. Ministro, se posso permettermi vorrei invitarLa a visitare di persona certi enti pubblici,magari così si renderà conto meglio prima di fare certe proposte.Ma non si dice che la miglior politica si fa’ sentendo i problemi della gente? magari cercando di risorverli non creandone dei nuovi.

  52. Luca Neri ha detto

    Il Corriere della Sera da qualche giorno annuncia entusiasticamente che le assenze nella pubblica amministrazione sono in crollo verticale: “tutto merito del decreto anti-assenteismo del prodigioso ministro Brunetta!”, affermano i giornalisti supportati dai dati forniti dal Ministero.

    Ma questi dati ci dicono qualcosa o sono un facile mentire con i numeri? In questo articolo ho elaborato i dati del ministero e ne emerge un quadro molto diverso da quello propagandato dal governo. Come prevedibile le assenze non sono affatto diminuite nonostante ci si dovesse aspettare un immediato e transitorio effetto annuncio.

    Buona lettura.

    http://innovatorieuropeistlouis.wordpress.com/2008/08/06/leffetto-brunetta-e-una-bufala/

  53. Antonello ha detto

    Sono un’Assistente della Polizia Penitenziaria e sarei felice se solo per un giorno e nel periodo invernale quando dalle mie parti la temperatura scende abbondantemente sotto lo zero, il Ministro Brunetta indossasse la nostra divisa e sotto la neve, l’acqua il gelo, ecc.ecc. esequisse un giro sopra il muro di cinta.
    Oppure nel periodo estivo quando il caldo arriva a sviorare i 40 gradi e tu sei sotto il sole cocente e devi aspettare che vengano a darti il cambio anche solo per fare la pipì, mi piacerebbe che non solo Brunetta ma anche tutti gli altri Ministri e il Presidente del consiglio dei Ministri si rendessero conto che non si possono penalizzare tutti gli impiegati, “perchè alla fine e quella la nostra categoria” non siamo diversi da un impiegato dello stato in servizio al Parlamento che lavora con l’aria condizionata e il riscaldamento, fa anche rima ma di certo non fa ridere, il nostro come tanti altri lavori usuranti sono soggetti a diverse patologie, ma questo alla S.V. non interessa. “””Grazie BERLUSCONI”””.

  54. Bianca ha detto

    Bianca

    Io sono una statale e vi assicuro che credo di essere un’onesta lavoratrice. Nella mia vita lavorativa è anche successo che, pur avendo un certificato per un mese di assenza di lavoro per malattia, sono comunque andata al lavoro!!!
    Questo lo voglio sottolineare perchè l’ondata mediatica che segue al decreto equipara tutti gli statali, ma proprio tutti a dei fannulloni.
    Non trovo giusto che per combattere l’assenteismo, vista la riduzione di stipendio in caso di malattia, alla fine debbano pagare i lavoratori onesti o ancor peggio, le persone veramente ammalate.

  55. Antonello ha detto

    Sono un’Assistente della Polizia Penitenziaria e sarei felice se solo per un giorno e nel periodo invernale quando dalle mie parti la temperatura scende abbondantemente sotto lo zero, il Ministro Brunetta indossasse la nostra divisa e sotto la neve, l’acqua il gelo, ecc.ecc. eseguisse un giro sopra il muro di cinta.
    Oppure nel periodo estivo quando il caldo arriva a sviorare i 40 gradi e tu sei sotto il sole cocente e devi aspettare che vengano a darti il cambio anche solo per fare la pipì, mi piacerebbe che non solo Brunetta ma anche tutti gli altri Ministri e il Presidente del consiglio dei Ministri si rendessero conto che non si possono penalizzare tutti gli impiegati, “perchè alla fine e quella la nostra categoria” non siamo diversi da un impiegato dello stato in servizio al Parlamento che lavora con l’aria condizionata e il riscaldamento, fa anche rima ma di certo non fa ridere, il nostro come tanti altri lavori usuranti sono soggetti a diverse patologie, ma questo alla S.V. non interessa. “””Grazie BERLUSCONI”””.

  56. Varone Romeo ha detto

    Sono un dipendente pubblico.
    Se ci fossero tanti Ministri come il signor Brunetta la Pubblica Amministrazione funzionerebbe certamente meglio.
    Non si dovrebbe controllare solo le assenze per malattia, delle quali sono compli anche i medici curanti che attestano ogni tipo di malattia, ma anche i vari raccomandati e non, che commettono piccoli abusi ai danni dei cittadini appartenenti alle categorie più deboli (Vecchietti semianalfabeti, diversamente abili ecc.) che danneggiano la Pubblica Amministrazione ancora di più delle stesse assenze per malettia.
    E’ mia opinione che nella sostanza non cambierà nulla.

  57. rosario ha detto

    Io poliziotto non lavoro più.
    Se vedo un delinquento non lo inseguo, ho paura di cadere e farmi male e poi chi mi paga lo stipendio se mi metto in malattia?
    Le auto non le fermo più basta a prendere caldo e freddo x strada.
    Me ne sto in auto e non rispondo neanche più alle chiamate, andasse brunetta al posto mio.

  58. Fabri zio ha detto

    Antonello, ai tutta la mia solidarietà,la stessa divisa la indosso anchio.
    Rosario, fai bene sono con te.
    Varone Romeo vieni ha lavorare in Polizia tu e Brunetta in inverno sei al caldo ed in estate sei al fresco!!!!!!!!!!!!!!!!!, gli altri non mi interessano.
    Un uomo che dal 1983 è protetto dalla scorta, dal 25-06-2008 D.L 112 con quale faccia guarda i suoi angeli custodi tutti i giorni.
    Vorrei dire a tutti i colleghi delle Forze Armate e comparto sicurezza non vi aspettate niente dalla stampa, vedette la scorsa settimana quando sono stati distrubuiti i volantini davanti al parlamento, che indicavano i motivi della prottesta, per il D.L 112 quanto spazio la stampa ci ha concesso “nulla” il padrone aveva dato ordini precisi ai servi, non far sapere il malcontento dei servitori dello stato, l’unico sceso al nostro fianco è stato L’on. Dott. Di PIETRO la quale lo stesso per tale vicinanza alle forze di polizia è stato sopranominato il “Questurino”

    ESTRATTO DELL’INTERVENTO ALLA CAMERA DEI DEPUTATI, DELL’ON. ANTONIO DI PIETRO SUL VOTO DI FIDUCIA SULLA MANOVRA FINANZIARIA.

    “…. E che fine ha fatto il Suo impegno per la sicurezza, sig Presidente del Consiglio che non c’è?
    Certo ha mandato alcuni soldati a spasso per le vie del centro …così per fare qualche foto ricordo col Ministro La Russa come fossero comparse di Cinecittà da utilizzare per “effetti speciali”, ma contestualmente ha tagliato ben 3 miliardi e mezzo dal comparto sicurezza per il prossimo triennio, ponendo ancora a maggior rischio la sicurezza e la tutela dei cittadini.
    E quest’accusa non ve la lanciamo solo noi dell’Italia dei Valori ma tutte le organizzazioni sindacali e le rappresentanze militari del comparto sicurezza e Difesa (Polizia di Stato, Carabinieri, Polizia penitenziaria, Corpo forestale dello Stato, Guardia di Finanza, Forze Armate tutte e certamente anche i tanto bistrattati Vigili del Fuoco).
    In queste ore, come si faceva anche sotto il regime fascista, avete riempito di propaganda i telegiornali, soprattutto di regime e di proprietà, con immagini idilliache di poliziotti e soldati che passeggiano a braccetto e sorridono ai passanti.
    Andate piuttosto a chiedere a coloro che tutti i giorni sono davvero impegnati a combattere la criminalità se hanno autovetture e benzina sufficienti, armi in dotazione moderne e funzionanti, divise e approvvigionamenti di prima necessità garantiti!
    Io li ho incontrati pochi minuti fa ancora una volta, tutti insieme proprio qui in Parlamento e posso assicurarLe che sono drammaticamente preoccupati per il complessivo indebolimento degli apparati di sicurezza che il decreto legge 112 comporta. “

  59. francesco ha detto

    sarà anke giusta la norma,ma bisogna diversificarla,cioè devono smetterla di fare tutta un’erba un fascio,è facile fare disposizioni in questo modo,andando ad infierire in un modo generico e mai specifico.Sono del parere che queste alkimie potrebbero risparmiasserle,anke se a “loro” fanno comodo.non mi stankerò mai di ripetere ke soluzioni a questi problemi non si trovano istituendo “TAVOLE ROTONDE”con luminari ……….,ke vedono il problema dall’ALTO delle loro SCRIVANIE”,ma persone ke lo vivono giorno x giorno.Come le mostruosità partorite per la sicurezza…….,ke escono fuori da divise vecchie ma con tanti sfavillanti luccikii.mi kiedo come fanno a sapere i problemi inerenti alla sicurezza ……quando loro sono anni ke li leggono solo dai giornali…????xkè non convocano persone ke da anni lavorano x strada e conoscono di persona le realtà odierne.ma a quanto pare conta sempre di più l’immagine ke la sostanza….i filmati purtroppo lo dimostrano……..!!!certe tavole rotonde dovrebbero farle solo al ristorante…..!!!!peccato,a noi comuni mortali rimane solo un malcontento ke non servirà a nulla………..purtroppo…….!!!!!

  60. cesare ha detto

    bravo brunetta daccordo a levare i lavoratori vagabondi ma se uno si ammala tagliarli lo stipendio mi senbra eccesivo ,abbiamo stipendi da fame caro brunetta noi noi noi (maledetto il giorno che o’ votato)

  61. tita ha detto

    in tutta questa storia ci si e’ dimenticati che tantissime persone sono ” single ” e questa forma di arresti domiciliari recuperata dal signor Brunetta fa’ si che si possa anche arrivare alla fame oltre al misero stipendio neanche la possibilita’ di comprare un pezzo di pane perche’ dalle 13 alle 14 i negozi sono chiusi! chissa che stando male e non facendo piu’ la spesa riesca ad andare in vacanza!

  62. alex ha detto

    sono un dipendente della Publica sicurezza….non ho votato Brlusconi e tutti i suoi buffoni di corte e ne sono fiero!!!Sono figlio unico a 900 km da casa da 10 anni con una madre con una l04/92 con gravi motivi…ora che i PL104 da giornalieri sono stati trasformati in orari…da queto maledetto decreto come farò?????poichè lavoro in turnazione e non posso assentarmi nemmeno per un’ora?????e se mi ammalo a -3 gradi sotto la pioggia per un controllo???questa non è dovuta a causa di servizio…quindi i soldi me li tolgono fin dal primo giorno…Aspetto un trasferimento da 9 ammi con la Legge/104 e non si sa nulla….
    Aspetteremo tutti il cadavere di Brunetta che scenderà dal fiume….e spero anche di tutto il clan di berlusconi…Milan compreso.E’ una vergogna….siamo in uno Stato dove vanno avanti solo veline calciatori e Ministri…e dove l’italiano medio…è la persona + indebitata del pianeta…Non rimmarrei sorpreso se un giorno ci fosse un bel colpo di stato…
    la gente è stanca e ora non si può + comprare un pezzo di pane…

  63. sal ha detto

    Concordo pienamente quanto espresso da Alex.Con il governo berlusconi dove il premier ci vorrebbe tutti imprenditori come lui, c’era da aspettarselo che un minestrello di turno si mettesse in luce anche lui.Ogni cretino, si alza la mattina e detta legge.Poi, questa di brunetta è una sciagura nazionale.Non sa dove sta la P.A. e si permette di stravolgere la vita dei pubblici dipendenti onesti e lavoratori, già vessati da mille tasse e con stipendi e pensioni da fame, ed oggi si vedono negare pure il diritto alla salute ed allo stipendio.Si sente già un divo, povero illuso.Per fare il ministro ci vuole saggezza, per essere uomo ci vogliono gli attributi che lui non ha.Secondo la sua mente malata, tutti dovremmo essere sempre in buona salute.Se poi questo non è possibile, per ricompensa ti toglie pure parte del tuo sudato e misero stipendio, con l’aggravante di tenerti segregato a casa.Agli arresti ci dovreste stare gran parte di ministri e parlamentari, non l’onesta e povera gente.Così non si può più andare avanti, è ora di insorgere e ribellarci contro questi manigoldi, che non sanno far altro che inveire tutti e sempre contro pensionati, famiglie e lavoratori onesti. Basterebbe che i medici prescrivessero la malattia a chi veramennte ne ha necessità, che i medici fiscali convalidino a chi è veramente ammalato, ai dirigenti che vedono e tacciono perchè loro per primi sono nel peccato e che non rispettano le regole.Svegliamoci

  64. franco ha detto

    come tanti colleghi della polizia di stato sono adirato a questo maledetto DL Brunetta che ha fatto tutta l’erba un fascio andando a colpire le forze di Polizia che no si possono equiparare agli altri impiegati della pubblica amministrazione.
    Mi sono arruolato nel 1980 quando i poliziotto morivano per strada senza misura, si montava di servizio e non si sapeva wquando si smontava senza nessuna retribuzione straordinaria.
    una cosa vorrei dire a Brunetta, le forze di polizia sono al servizio dei cittadini, ma spesso vengono distolte dai servizi d’istituto per scortare politici ed altre personalità, le sembra giusto che poi vengono trattati come pubblica amministrazione.
    avrei tante cose da scrivere, cose veramente vergognose da parte dei politici che quotidianamente le facciamo la scorta.

  65. manila ha detto

    BUON GIORNO A TUTTI
    Se una persona e’ in malattia da oltre 2 anni ,ha usufruito di tutti i periodi retribuiti, ha fatto domanda di conservazione del posto di lavoro per un periodo da 6 a 18 mesi , secondo voi con la legge BRUNETTA ci si deve aspettare la visita fiscale oppure no!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  66. acquaegin ha detto

    Certo è una vergogna grandissima.
    Sono stato male qualche giorno ed il medico mi ha fatto visita, prescrizione medicine e certificato.
    Ora però a distanza di qualche giorno ho avuto una ricaduta.
    Evidentemente il medico aveva sbagliato (come al solito)v la prognosi che era troppo breve.
    Ora, immagino sempre per lo stesso motivo, ovvero per non essere tacciato di rilascio certificati facili, mi dice che devo guarire cosi e che non puo’ farmi il certificato medico!!
    E cosi con febbre a 38 sudando come non mai e sottoposto a correnti d’aria il rischio di prendere una bronchite o una polmonite e vicinissimo!!
    Devo dire che mi sono rotto il c….o !
    Sul lavoro sono stato sempre diligente, onesto e rispettoso.
    Mai approfittato di malattie facili o altro.
    Se l’obiettivo è quello di darmi un calcio e buttarmi fuori dal lavoro nella P.A. beh allora ne saro’ felicissimo.
    Rimpiangeranno uno che non passa 3/4 ore al giorno al bar, o uno che non è in 4/5 in famiglia e si fà riconoscere la L.104 così come niente, o uno che si è fatto riconoscere una causa di servizio per un banale raffreddore con tutti i benefici del caso oppure rimpiangeranno uno che non stà in ufficio 4/5 ore con le mano in mano giocando, leggendo, dormendo o facendosi i ca…i suoi.
    Allora mi sentirei si un po’ più povero ma anche un po’ piu’ libero e con un po’ piu’ di dignita sapendo che io la mia parte la facevo.
    Insomma mi sentirei un po’ come Wallace/ Mel Gibson in BraveHeart !

  67. acquaegin ha detto

    Il problema che il governo non sa più dove prendere i soldi e allora rompe i c…….alla gente comune.
    Il fatto grave è che nella P.A. ci sono in misura uguale persone diligenti e oneste e persone parassite e adagiate dal fatto che tanto c’è chi fà…………..
    Inutile dire lo schifo che gira nelle P.A. ma invece di fare guerre mirate a tali persone si viene presi tutti indiscriminatamente.
    Anzi chi stava male ed aveva patologie o sintomatologie ricorrenti (pensate anche alle allergie) ora rimane fregato.
    Chi invece aveva riconosciuto diritti assurdi e immeritati continua imperterrito ad averli.
    Ripeto mi sono strar…..o i zebedei !!!!
    Se questa legge del c….a deve essere una scusa per licenziarmi ben venga.
    Io nella merdfa della PA ci rimango malvolentieri.
    E pazienza se diventerò povero e senza stipendio!
    Tanto quà oggi viviamo peggio che nel medioevo.
    Con il Re, i Principi, i Nobili, i Signorotti, I Vassalli etc etc da una parte e con la plebe, i contadini ed il popolo dall’altra.

  68. laveracomunione ha detto

    Caro amico o amica, hai mai pensato di affidarti a Dio?
    Lui solo non è ingiusto! Ricominciamo tutti a pregare di più e
    a lamentarci di meno,vedrai che qualche cosa cambierà!
    Coraggio, siamo tutti sulla stessa barca, chi governa e chi subisce, tutti dovremo rendere conto all’Eterno prima o poi….
    per ricevere il premio o la condanna. Tu da che parte vuoi essere?

  69. Lucaspreet ha detto

    Sono un onesto appartenente alle forze dell’ordine ed in merito a questo decreto vergogna voglio dire che mi sento altamento offeso dal Ministro e da questo governo (che sinceramente ho votato con convinzione). Quello che mi rammarica fortemente non è la voglia del Ministro di aggiustare la situazione assenteismo o finta malattia, perchè su questo argomento era ora di intervenire. L’unico certezza che ho, rileggendo lo stralcio della legge, è che i furbi continueranno a fare i furbi e che chi ne subirà le conseguenze sono i dipendenti onesti che saranno costretti, anche con una febbre, a decidere se è il caso di assentarsi dal lavoro o no. Vi sembra questo un modo civile per affrontare un problema così serio? Questo è il diritto di un malato in un paese civile?
    Brunetta vergognati… come al solito sono sempre gli onesti a pagare… e per una volta almeno cominciate a guardare l’assenteismo nel parlamento perchè forse i fannulloni siete proprio voi….

  70. Micheleguinea ha detto

    CARO MINISTRO, SEI ARRIVATO IN UN MOMENTO IN CUI TI ESPRIMI CHE SIAMO TUTTI UNA MASSA DI LAVATIVI, COME MAI NE TU NE I TUOI PREDECESSORI VI SIETE MAI PREOCCUPATI DI SALVAGUARDARE LA MIA SALUTE ( IMPEGNATO 24 ORE DI SERVIZIO CONTINUATIVO E FINO A POCHI ANNI ADDIETRO SVOLTI SOTTO IL SOLE E CON CAMICIA A MANICA LUNGA E CRAVATTA). ORA CHE IL MIO FISICO RISENTE DI TUTTI I MALTRATTAMENTI AVUTI PER SVOLGERE AL MEGLIO I MIEI COMPITI ORA LEI MI DICE CHE EVENTUALMENTE DOVREI CEDERE, LEI MI PENALUIZZA CON TRATTENUTE VERGOGNOSE. SONO SICURO CHE I FURBI TROVERANNO SEMPRE IL SISTEMA PER DARSI MALATI, MENTRE GLI ONESTI SARANNO COSTRETTI A COMPIERE TURNAZIONI LUNGHE PER COPRIRE I FURBI.
    COME MAI ANZICHE’ PUNIRE CHI VIVE DI UN SOLO STIPENDIO NON DECIDETE DI SVOLGERE UN’ATTIVITA’ SU CHI NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE CI LAVORA PER GARANTIRSI UNA PENSIONE E ANCHE, SE A MEZZO STIPENDIO, PER QUESTI SONO SOLDI GUADAGNATI, POICHE’ IL LORO PRINCIPALE LAVORO LO SVOLGONO TUTTI I GIORNI IN ALTRA SEDE.
    GOVERNO DI TANTE PROMESSE, RISCHI DI ESSERE PIU’ LADRONE DEL PRECEDENTE… VERGOGNATEVI

  71. mari ha detto

    Sono una collaboratrice scolastica,da 12 anni,dopo un brutto incidente uscita viva per miracolo,mi son venute ripetute crisi d’ansia e di panico.ora son in malattia forzata per ansia forte,non dovrei stare in casa perche’ peggioro la situazione.ma purtroppo con gli oraridi repaeribilita’ che ha messo il Caro Ministro Brunetta,mi sembra di essere agli arresti domiciliari.Fortunatamente ho un marito che mi aiuta,ma mi chiedo:chi e’ solo e non ha nessuno,come fa ad andare dal medico in farmacia…a comperarsi i viveri quotidiani????In piu’ ci troviamo anche con meno soldi nello stipendio,in caso di malattia,mi chiedo perche’ penalizzare solo gli statali?grazie!!!!!

  72. CERTO LUI GUADAGNA 46.000.00 EURO LORDI L’ANNO
    SENZA CONTARE I BENIFICI DA PARLAMENTARE,ONORE AL GRANDE ECONOMISTA.VORREI METTERLO AL MINIMO STIPENDIO DI 1200.00 EURO MENSILI PER VEDERE Q

  73. …..SEGUE PER VEDERE QUESTO GRANDE ECONOMISTA COME VIVE.

    PRESTO MOLTO PRESTO VEDRETE CHE QUESTO GOVERNO FINIRA’ E NOI CON LUI ALLA FAME GRAZIE.

  74. carmela ha detto

    Dopo 15 anni di onorato lavoro a stento siamo riusciti a comprare una casa che stiamo pagando amaramente.
    mi chiedo che mestiere faccia il Sig.r Fini per permettersi la barca, o le Signorone della politica per essere sempre cosi’ ben vestite e curate quando noi comuni mortali non andiamo in bagno per non comprare la carta igienica.
    Faccia comprare una bella quantita’ di tinture ai e alle signore e se li facciano a casa come me
    Io mi sono stancata di mantenere loro tutto questo lusso e negare invece tutto ai miei figli.
    Brunetta inizi da li’ dall’harem dove andate a lavorare voi la mattina

  75. Laprecaria ha detto

    A chi dice che i lavoratori a tempo determinato stanno meglio di quelli di ruolo:
    Sono un’insegnante precaria e per il nostro contratto dobbiamo distinguere tre categorie di supplenti:quelle annuali(dal 1 settembre fino al 31 agosto) quelle temporanee(01 sett fino al 30 giugno) e quelle brevi(quelle giornaliere per intenderci).Le supplenti annuali e quelle temporanee sono un pò più “fortunate”in verità, hanno diritto, o meglio avevano diritto a 30 giorni di malattia per anno scolastico pagati a stipendio pieno, dopo di che retribuzione ridotta del 50% per tutti gli altri giorni eccedenti i 30, fino ad un massimo di tre mesi,dopo i quali niente retribuzione.Ma ora oltre ad essere svantaggiate dalla situazione di precarietà viene negato pure il diritto alla malattia e alle cure del caso nei primi 10 giorni di quei 30. La supplente breve, invece quando fa una malattia ha una decurtazione del 50% dello stipendio già dal primo giorno, 50% da cui, grazie al signor Brunetta, la povera disgraziata, che già grazie allo pseudo-ministro Gelmini non ha alcuna prospettiva per il futuro, bisognerà decurtare pure il trattamento accessorio.Grazie MINISTRI!!!!!!!!!!!!!

  76. ELENA LETTI ha detto

    Sono una professoressa di 61 anni, non ho altro tipo di lavoro extra, vivo da sola, chiedo solo questo: dove sono i diritti del malato o della persona in generale?
    Se il medico fiscale mi lascia una sola ora in cui io possa “gestirmi” forse succederà che, mentre sono in bagno, non potendo aprire, mi riterrà assente!
    Il malato ha diritto di riposo. Per ricevered il suddedtto medico dovrà essere sempre a disposizione, senza un attimo di “riposo”, dovrà alzarsi con febbre, con vertigine, ecc e di corsa, altrimenti risulta ASSENTE. Allora, per ovviare a questi inconvenienti io vado in pensione e come me faranno tantik altri colleghi che ne hanno diritto, dove lo Stato pensa di reperire i soldi? Oppufre, cominciamo a chiedere tutti dal mese in su (di depressione se non siamo già ammalati, lo saremo presto tutti a causa di un nuovo stress) come pagherà i supplenti e magari i supplentgyi dei supplenti (gravidanze difficili, ecc)? O si spera che il personale docente muoia “in scena” come Molière?
    Infine che fine ha fatto la privacy? Io, se capiterà all’ora giusta, lo riceverò in bagno …..
    I signori ministri non vivono soli, eh, no! C’è il seguito, compreso il medico personale o, tutt’al più, nei casi più sospetti si fann o ricoverare in stupende cliniche private e CHI SE NE FREGA DEGLI ALTRI? Scusate gli errori, ma sono fuori di me, dopo 31 anni di servizio il mio stipendio è di 1600 euro e alla scuola ho dato tutto, ma ricevo solo dai miei colleghi, dal Preside e dagli alunni riconoscimenti e lodi, mi VERGOGNO DI ESSERE UNA INSEGNANTE ITALIANA

  77. betti paol ha detto

    Sono un’impiegata del pubblico impiego del m.p.i., non ho ancora capito bene dopo i 10 giorni di malattia quanto sarà la decurtazione sul mio stipendio.
    Se questo servirà a combattere i furbi ( ci sono tanti credetemi!)l’accetto volentieri.

  78. Franco ha detto

    sono un impiegato statale vorrei capire se le disposizioni per assenze per malattia valgono solo nel caso di periodi di 10 gg o se i 10gg derivano dalla sommatoria di tutti i periodi di assenza nel corso dell’anno.
    sono affetto da lupus LES ho bisogno di controlli periodici presso strutture pubbliche cosa mi succede nel caso superi i 10 gg di assenza nel totale dell’anno?
    grazie saluti

  79. marisol ha detto

    ho una patologia riconosciuta come causa di servizio e vorrei sapere se sono soggetta a visita di controllo fiscale in caso di assenza dal servizio per la suddeta patologia. ringrazio chi può darmi questo chiarimento.

  80. mario ha detto

    CIAO.BE KE DIRE,ESISTE UNA COSTITUZIONE .ART 32 TUTELA DELLA SALUTE.MI PARE KE RESTARE TUTTO IL GIRONO A CASA QUNDO SI E’ MALATI NON SIA REGOLARE.IL TAR DEL LAZIO STA PROVVEDENDO E PROVVEDERA’ ANKE LA CASSAZZIONE. I LSIG. BRUNETTA E’ IGNORANTE.IO NON SONO STATO TROVATO A CASA,ERO MALATO E DIFFIDO LA MIA AMMINISTRAZIONE A TRATTENERMI QUALKOSA O A FARMI UN RIKIAMO,ESISTONO I LEGALI ED PENSO KE LO STATO DOVRA’ RISARCIRE UN BEL PO DI PERSONE INQUANTO I DANNI MORALI DA PAGARE A TUTTI I MALATI RECLUSI ,SARANNO MOLTI. PEKKATO KE POI NON PAGA DI TASCA SUA IL SIG BRUNETTA ,KE E’ UN NS SERVO PERKE PAGATO DA NOI, MA KE FA LE COSE NON GIUSTE -PERKE NON INIZIA AD ELIMINARE LE VARIE TUTELE DI POKI? AD ESEMPIO CERTE CORPORAZIONI TIPO AVVOCATI NOTAI MEDICI ETTC HANNO I LORO PROTETTORI KE SONO GLI-ORDINI – IL POVERO STATALE NON E’ DIFESO DA NESSUNO,SENONKE DOVREBBE DIFENDERLO LO STATO STESSO.I SINDACATI SONO STATI SPUTTTANATI TROPPO E PERTANDO NON RESTANO I TRIBUNALI.SAPETE KE DICO.LA VINCEREMO E BRUNETTA VADI PURE A VANC…

  81. Anita ha detto

    Sono una docente e continuo a fare terapia in ospedale ogni 21 giorni a causa di una grave patologia. La scuola dove lavoro mi ha chiesto un certificato che affermi che io faccio terapia salvavita e che sia rilascito esclusivamente dalla mia ASL di appartenenza,altrimenti ogni volta che vado in ospedale a fare terapia mi verra’ considerata come mALATTIA. quello che voglio sapere è se questo certificato può essere rilasciato anche dall’ospedale o dal mio medici di base o è obbligatorio portare a scuola il certificato dell’ASL di appartenenza? Mi farà piacere avere una risposta chiara da poter esibire alla segreteria della scuola.Vi ringrazio in anticipo

  82. anna ha detto

    Vorrei dire al caro ministro Brunetta che io prendo uno stipendio di circa 987 euro al mese,lavoro a tempo determinato, sono operata di due tumori maligni alla tiroide e devo fare controlli tutti gli anni e inoltre ho il glaucoma a tutti e due gli occhi con rischio di diventare cieca e devo fare le visite di controllo ogni tre mesi per questo, se non gli bastasse ho un abbassamento dell’utero da operare anche perché ho dei fibromi e ho gia’ tolto dei polipi, inoltre ho la sublussazione delle rotule e dovrei operarmi tutti e due i ginocchi, ma siccome sono precaria e per la convalescenza di queste malattie ci voglione parecchi mesi sto rimandando tutto sperando ma forse vanamente di non aggravarmi. A conseguenza dei tumori alla tiroide ho dovuto fare la radioterapia e poi ho il battito cardiaco accellerato cioè quando sono a riposo è gia a 90 e se faccio le scale o una piccola salita mi affatico moltissimo e rimango quasi senza respiro. Forse ho dimenticato qualche altra malattia che ho e spero che al ministro Brunetta non vengano mai tutte queste cose o forse sarebbe bene che per un periode le provasse per rendersi conto di come si può stare male, avere lo stipendio basso e poi avere anche delle decurtazioni. Forse lui pensa che noi prendiamo il suo stipendio e che qualcosa in meno non ci possa fare nulla di male forse aspetta che moriamo di fame.Vorrei sapere se alla fine sarò costretta a operarmi e non avrò la febbre, per quale motivo dovrò stare in casa in pratica dallle otto di mattina fino alle otto di sera. ciao a tutti in particolare a quelli purtoppo con diverse malatti come me auguri

  83. Aniello ha detto

    OK, ho letto molte risposte negative al questa normativo del sig.Brunetta, sono un responsabile di una azienda privata, Vi sembra logico che un lavoratore, pur di non scendere a lavorare va in un ospedale, dice di avere delle vertigine, il medico gli consiglia di fare un prelievo, Lui si rifiuta, allora gli viene proposto di rimanere in ospedale per accertamenti ma Lui si rifiuta e dice che vuole andarsene, si fa rilasciare la certificazione che è stato in ospedale, l’osdelale in tutto questo lo ha ben evidenziato, Lui firma, e consegna la certificazione all’azienda per la giustificazione dell’assenza e il relativo pagamento della giornata. Vi sembra un atteggiamento corretto questo o una vera è propria truffa nei confronti del privato? Quindi signori miei è vero che non bisogna generalizzare ma Io credo che moti casi di malattia dichiarati sono puramente falsi. e come qualquno dice se uno è ammalato che preoccupazione ha del controllo medico?

  84. Giacomo ha detto

    Non ho letto tutti i commenti, ma alcuni mi sono sembrati ridicoli e dettati solo da rabbia. L’assenteismo nella pubblica amministrazione è una cosa nota da anni, non facciamo finta di non saperlo. Nella mia città il bar vicino il comune è stato sempre pieno di impiegati a tutte le ore. Un amico mio ex impiegato della provincia mi racconta sempre, per dirne un’altra, che arrivavano in ritardo si incontravano con quelli che uscivano in anticipo, e si potrebbe ancora continuare. Era evidente che prima o poi sarebbe arrivata una mazzata, e che ci sarebbero andati di mezzo anche quelli che non hanno colpa alcuna. Da che mondo e mondo è stato sempre così; non stiamo pagando tutti, ad esempio, la follia di quelli che guidano ubriachi? Per colpa di questi imbecilli si dovrà rinunciare pure ad una birra, altrimenti si corre il rischio di risultare positivi al test. D’altra parte le trattenute sullo stipendio non sono affatto una novità; nella scuola questa norma c’era già, anche se non sempre veniva applicata, e riguardava come del resto riguarda la voce “professionalità docenti”. In un tempo non troppo lontano la trattenuta riguardava addirittura l’intero stipendio. Infatti il primo giorno di malattia veniva applicata una trattenuta di cui non ricorta la percentuale. In tempi più lontani esisteva la voce presenza, e su questa voce venivano applicate le trattenute. In ogni caso bisognerà leggere bene questa circolare per vedere se è così famigerata. Personalmente, pur essendo d’accordo su una stretta generale, trovo assolutamente ingiusta la scelta delle fasce orarie, la quale non tiene assolutamente conto della privacy. Ritengo inoltre che la proposta di Luca Neri contro l’assenteismo sia molto fantasiosa e impraticabile, ne è vero che l’assenteismo non sia diminuito. Conosco alcuni assenteisti abituali che allo stato attuale ci pensano due volte prima di fare un’assenza. Quelli che si assentavano per partecipare al matrimonio del figlio dell’amica o dell’amico, come spesso mi è capitato di vedere in passato, ci penseranno un pò prima di ripetere questa esperienza.

  85. marisol ha detto

    sos da Marisol qualcuno mi può rispondere? grazie

  86. marisol ha detto

    marisol Dice:
    Settembre 18, 2008 a 9:27 pm
    ho una patologia riconosciuta come causa di servizio e vorrei sapere se sono soggetta a visita di controllo fiscale in caso di assenza dal servizio per la suddeta patologia. ringrazio chi può darmi questo chiarimento.

  87. gabriella ha detto

    rispondo ad aniello……..non è affatto la visita fiscale che preoccupa,assolutamente!!è la decurtazione dello stipendio ad essere indegna e vergognosa!!per chi guadagna poco come me che faccio l’insegnante in un liceo anche 50 euro al mese sono importanti per la soprevvivenza di una famiglia!!ed un’influenza o una dissenteria può capitare a chiunque!!anche a brunetta ma spero che a lui la dissenteria venga in forma violenta……..sbaglio o finì così anche federico II di Svevia??
    Spero non mi venga cancellato anche questo commento…..

  88. puccipuccetta ha detto

    il nostro caro ministro si è dimostrato quanto vale escludendo dalla trattenuta per malattia le forze di polizie e le FF.AA..
    Mi chiedo e vi domando quanti di voi hanno un’esperienza ultratrentennale presso queste amministrazioni, lavorando a fianco di un poliziotto e/o militare che occupa la scrivania dallo stesso periodo? Ebbene per il sig. Ministro il raffreddore che colpisce il rappresentante della polizia e/o delle FF.AA. e ben diverso dal tuo e dal mio, pertanto, tu ed io ci becchiamo la trattenuta mentre per loro viene considerato come se dipendesse da causa di servizio (i sindacati dove sono?). Il pecor… del sig. ministro della pubblica istruzione, eletto anche con i voti degli impiegati pubblici in abito civile che hanno dato il c… all’amministrazione, ha tirato finalmente giù i pantaloni rimangiandosi in parte (solo per i poteri forti) quanto proclamato e sbandierato ai quattro venti. Mi domando e vi domando ma siamo diventati anche noi dei pecor… riamendo impassibil a tutto ciò che ci fanno. Svegliamo che qui oltre a romperci il c… ci tolgono anche la dignità.
    All’emerito prof.Brunetta, dall’alto della sua intelligenza, si dimetta almeno non calpesta la sua dignità di uomo.
    N.B. chi scrive non ha mai abusato dicertificazione medica per starsne a casa, anzi in trent’anni di servizio (stipendio 1200,00 euro al mese con moglie e n. 2 figli)i miei giorni di malattia si possono ocntare su quattro palmi di una mano, per non contare tutto il temp che ho tolto alla famiglia senza riceverne nè gratifiche economiche nè quant’altro ma solo per essere coerente, disponibile ed avere qualche bricciola di dignità.
    Svegliamociiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii

  89. giuseppina ha detto

    CIAO SONO GIUSY.
    HO RICEVUTO UNA RACCOMANDATA PER UN COLLOQUIO VISTO LA MIA RICHIESTA DI MOBILITA’.
    MA MI CERCANO UN CERTIFICATO DELLE ASSENNZE SENZA NESSUN TITOLO DEGL’I ULTIMI TRE ANNI.MAPER QUANTO RIGUARDA I DATI SENSIBILI?….E LA PRAIVACY? C’E’ QUALCUNO CHE PUO’ ESSERE COSI CORTESE A DARMI DELLE RISPOSTE? LO DEVO PRESENTARE?
    GRAZIE

  90. Giuseppe ha detto

    Salve, ma se non vengo trovato in casa durante l’orario delle visite medico – fiscali, in quali sanzoni incorro? Rischio il licenziamento?

  91. silvia ha detto

    Sono Silvia vorrei delle spiegazioni dal Sig. Brunetta, dopoi varie analisi chirurgiche é stato deciso il tipo d’intervento: protesi ginocchio, ora che devo sottopormi alla riabilitazione perchè non potrei muovermi, questa malattia come viene considerata?(non si puo’ paragonare all’influenza).
    Dopo questi mesi che sono in casa e ospedale mi paragono agli arresti domiciliari.
    Vorrei sapere con questa malattia lo stipendio ha cambiamenti? Quali? Perché?
    Nessuno mi sa dare spiegazioni…….spero.

    Distinti saluti

  92. Salvatore ha detto

    la legge dice che il modulo del bonus va consegnato al caaf perchè non voglio accettare e dicono che non è un documento è solo un cartaceo non hanno disposizioni delle loro sede centrali da ritirare i moduli io mi pongo un domanda ma ci stanno prendendo per il fondoschiena o il caaf è fuori legge?è pure io faccio isseo loro già sanno guando guadagno ho compilato il modulo del bonus ho il reddito basso siamo in quattro in famiglia loro dico che non hanno disposizionidelle loro sedi centrali alloro il decreto è legge o no? ci stanno solo ad illudere o per divulgare una falsa al popolo italiano o agli operai la mia mail è salvatore.cirillo91@gmail.com se avete qualche opinione fatemi sapere grazie a tutti

  93. giorgio ha detto

    Si dice che il caro Brunetta è stato il primo assenteista deputato europarlamentare.
    Per questo è molto pratico di fannuloni.

  94. anselma ha detto

    Sono un’assistente di asilo nido comunale a gennaio devo essere operata di ernia, il chirurgo che mi ha già visitato mi ha comunicato che dopo l’intervento devo stare ferma due mesi visto il compito e il lavoro che svolgo.
    La mia domanda è questa:gli orari di uscita durante il periodo della convalescenza sono quelli nuovi del decreto Brunetta?

  95. giorgio ha detto

    la patologia riconosciuta come dipenente da causa di servizio, come va indicata sul certificato medico. Il medico deve indicare che la malattia è causa di servizio oppure basta che indichi solo la patologia che deve essere quella che si menziona sul verbale della commissione di verifica?
    Grazie
    Se qualcuno mi può dare delle informazione

  96. Raffaele ha detto

    x Il sig. Giorgio. la patologia che deve essere menzionata, è quella indicata sul verbale della commissione ASL.Tuuta la certificazione inerente la causa di servizio , è già acquisita agli atti del fascicolo personale.
    Raffaele.

  97. Salvatore ha detto

    22 dic 2008 La Finanziaria 2009 è legge. La Camera ha approvato il testo definitivo della manovra finanziaria che si inserisce nel piano economico triennale 2009-2011 elaborato dal Ministro dell’Economia.

    Il provvedimento, che si presenta come una manovra light grazie all’anticipazione nella manovra d’estate (DL n. 112/2008) delle misure per il miglioramento dei conti pubblici e il perseguimento degli obiettivi programmatici del Governo, entrerà in vigore il 1° gennaio 2009.

    Tra le misure adottate, la manovra economica prevede lo stanziamento di risorse per il rinnovo del CCNL nel pubblico impiego e per il fondo per la cassa integrazione straordinaria, il blocco dell’emissione di derivati da parte degli enti locali e un maggiore controllo sui fondi per le aree sottosviluppate. Sono previste inoltre una serie di misure di carattere fiscale tra cui la proroga delle agevolazioni per le ristrutturazioni edilizie, per la frequenza di asili nido, per l’autoaggiornamento e la formazione dei docenti, per l’acquisto di abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale e per la piccola proprietà contadina. Interventi mirati, con agevolazioni fiscali, anche per il settore dell’autotrasporto, la piccola pesca e i soggetti che operano nel settore agricolo.

    Ecco in sintesi le principali misure di natura fiscale contenute nella Finanziaria 2009:
    Detrazione asili nido

    Viene confermata e portata a regime della detrazione IRPEF, nella misura del 19% delle spese documentate sostenute per il pagamento di rette per la frequenza di asili nido. La detrazione si applica al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2008 e per i periodi d’imposta successivi. Il limite di spesa su cui calcolare la detrazione è di 632 euro annui per ogni figlio che frequenta l’asilo pubblico o privato. Quindi la detrazione massima è di euro 120,08 euro a figlio.
    Detrazione formazione docenti

    Viene prorogata per l’anno 2009 la detrazione ai fini IRPEF, introdotta dalla Finanziaria 2008 per il solo periodo d’imposta 2008, relativa alle spese documentate sostenute per l’autoaggiornamento e la formazione dai docenti delle scuole. La detrazione spetta in misura pari al 19% delle spese sostenute dai docenti delle scuole di ogni ordine e grado, anche non di ruolo, con incarico annuale, per un tetto massimo di spesa non superiore a 500 euro l’anno. Lo sconto massimo, dunque, è pari ad euro 95.
    Detrazione per ristrutturazione edilizia

    Prorogata fino al 2011 la detrazione IRPEF spettante nella misura del 36 per cento prevista per:

    * le spese sostenute per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio, dal 1° gennaio 2008 al 31 dicembre 2011, invece del 31 dicembre 2010 come prevedeva la norma previgente;
    * gli acquirenti o gli intestatari di immobili facenti parte di fabbricati interamente ristrutturati da imprese di costruzione e da cooperative edilizie (il termine entro il quale devono essere eseguiti gli interventi è prorogato al 31 didembre 2011 e il termine entro il quale devono essere alienati o assegnati i beni è differito al 30 giugno 2012);

    In materia di imposta sul valore aggiunto è confermata l’aliquota ridotta al 10% per interventi di recupero del patrimonio edilizio realizzati su fabbricati a prevalente destinazione abitativa privata.
    Detrazione per abbonamento al trasporto pubblico locale

    Prorogata fino al 31 dicembre 2009 la detrazione IRPEF nella misura del 19 per cento delle spese documentate sostenute per l’acquisto di abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale nel limite di spesa di 250 euro l’anno. Il beneficio spetta anche se la spesa è sostenuta per familiari a carico, sempre entro lo stesso limite. Lo sconto massimo, dunque, è pari ad euro 47,50.
    Piccola proprietà contadina

    Prorogate al 31 dicembre 2009 le agevolazioni tributarie previste per l’acquisto di terreni finalizzati alla formazione e all’arrotondamento della piccola proprietà contadina. In sostanza viene prorogata l’applicazione delle imposte di registro e ipotecaria nella misura fissa di 168 euro. Resta dovuta l’imposta catastale nella misura ordinaria (1%).
    Agevolazioni sisma in Belice

    Prorogata al 31 dicembre 2009 l’esenzione dalle imposte di bollo, registro, ipotecaria e catastale nonché dalle tasse sulle concessioni governative per gli atti, contratti, documenti e formalità necessari per la ricostruzione o riparazione degli immobili distrutti o danneggiati nei comuni della valle del Belice colpiti dal sisma del gennaio del 1968.
    Autotrasporto

    Previste una serie di misure a sostegno del settore autotrasporto:

    * agevolazioni fiscali per le imprese di autotrasporto merci e loro dipendenti al fine di ridurre i costi di esercizio.
    1. Sono rideterminate, nel limite di 30 milioni di euro, la quota delle indennità percepite nell’anno 2009 dai prestatori di lavoro addetti alla guida, dipendenti dalle imprese di autotrasporto per le trasferte o le missioni fuori dal territorio comunale, che non concorre a formare il reddito di lavoro dipendente ai fini dell’imposta sui redditi; l’importo della deduzione forfetaria riguarda trasferte effettuate fuori dal territorio comunale nel periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2009 al netto delle spese di viaggio e di trasporto. La quota sarà definita da un provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate.
    2. È rideterminata, nel limite di spesa di 30 milioni di euro, la percentuale dei compensi per lavoro straordinario da percepire, per il 2009, da dipendenti di imprese di autotrasporto merci, esclusa dalla formazione del reddito imponibile ai fini fiscali e contributivo. Tali somme rilevano però ai fini dell’applicazione dell’imposta sostitutiva sugli straordinari, di cui all’articolo 2 del DL n. 93/2008.
    3. È prorogata, nel limite di spesa di 40 milioni di euro, la concessione del credito d’imposta corrispondente a una quota dell’importo pagato quale tassa automobilistica, per l’anno 2009, per ciascun veicolo di massa massima complessiva non inferiore a 7,5 tonnellate posseduto e utilizzato per l’attività di trasporto merci (ex articolo 83-bis, comma 26 del DL n. 112/2008). Ai fini della determinazione della misura del credito d’imposta la norma prevede che si rispetti il parametro secondo cui deve ammontare per i veicoli di massa superiore a 11,5 tonnellate, al doppio della misura del credito spettante per i veicoli di massa massima complessiva fra 7,5 e 11,5 tonnellate. Il credito d’imposta è usufruibile in compensazione, non è rimborsabile e non concorre alla formazione del valore della produzione netta ai fini IRAP, né all’imponibile agli effetti delle imposte sui redditi. Il credito non rileva ai fini del rapporto per la determinazione della quota di interessi passivi (articolo 61 del TUIR) o della quota di inerenza degli altri costi (comma 5 dell’articolo 109 del TUIR) ammessa in deduzione ai fini fiscali.
    * le somme versate nel periodo d’imposta 2008 a titolo di contributo al SSN sui premi RC auto per i danni derivanti dalla circolazione di veicoli a motore adibiti al trasporto merci, fino alla concorrenza di 300 euro per ciascun veicolo di massa complessiva non inferiore a 11,5 tonnellate, possono essere utilizzate in compensazione dei versamenti effettuati fra il 1° gennaio 2009 e il 31 dicembre 2009. La misura è vincolata al limite di spesa di 75 milioni di euro.
    * viene prorogata al periodo d’imposta in corso alla data del 31 dicembre 2008 la deduzione forfetaria di spese non documentate per i trasporti personalmente effettuati dall’imprenditore all’interno del comune in cui ha sede l’impresa, per un importo pari al 35% di quello spettante per gli stessi trasporti nell’ambito della regione o delle regioni confinanti.

    Agricoltura e pesca

    Viene stabilita l’applicazione a regime (non più transitoria) dell’aliquota agevolata IRAP dell’1,9 per cento, per l’anno di imposta 2008 e per i successivi, in favore dei soggetti che operano nel settore agricolo, delle cooperative della piccola pesca e loro consorzi.

    A decorrere dal 1° gennaio 2009, inoltre, viene stabilizzata a regime l’applicazione dei benefici previsti per la “gente di mare”. In particolare si applicano:

    * il credito d’imposta in misura corrispondente all’imposta sul reddito delle persone fisiche dovuta sui redditi di lavoro dipendente e di lavoro autonomo corrisposti al personale di bordo imbarcato sulla navi iscritte al Registro internazionale previsto dall’articolo 4 del Dl 457/1997;
    * gli sgravi contributivi per il personale imbarcato, consistenti nell’esonero dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali.

    Entrambi i benefici sono estesi nel limite dell’80% alle imprese che esercitano la pesca costiera e la pesca nelle acque interne e lagunari.
    Imposta su New slot

    A decorrere dal 1° gennaio 2009 il prelievo dell’Erario sugli apparecchi per il gioco collegati in rete (New slot) passa da euro 12,70 ad euro 13,40.

  98. Salvatore ha detto

    9 dic 2008 Sono approvati, con un provvedimento dell’Agenzia delle Entrate, i modelli per la richiesta del bonus straordinario per le famiglie, introdotto dal Decreto Legge n. 185/2008, da compilare e presentare da parte dei soggetti che ne hanno diritto.

    L’agevolazione consiste in un bonus straordinario, erogato quindi una sola volta, il cui ammontare può variare da 200 fino a 1.000 euro in considerazione sia del reddito sia dei componenti del nucleo familiare che ne fa richiesta.

    Il bonus non costituisce reddito né a fini fiscali, né a quelli previdenziali, né tanto meno per il rilascio della Social Card.
    L’agevolazione è riconosciuta ai cittadini residenti, lavoratori e pensionati, incluse persone non autosufficienti, che facciano parte di una famiglia qualificata come a basso reddito. In tal senso, il reddito complessivo familiare che dà diritto al beneficio non deve comunque superare la soglia dei 35mila euro l’anno.

    Le scadenze per richiedere l’agevolazione dipendono dall’anno d’imposta che viene preso come riferimento per la verifica dei requisiti previsti dalla norma per il riconoscimento del bonus.

    In merito sono previste due alternative:

    * i soggetti richiedenti che scelgono come anno di riferimento il 2007 devono presentare la richiesta al datore di lavoro o all’ente pensionistico entro il 31 gennaio 2009, utilizzando il modello predisposto per la richiesta del bonus al sostituto d’imposta e agli enti pensionistici, che erogheranno il beneficio nei successivi mesi, rispettivamente, di febbraio e marzo. Nell’ipotesi in cui il bonus non sia corrisposto dai sostituti d’imposta, la domanda potrà essere invece inviata, in via telematica, all’Agenzia delle Entrate entro il 31 marzo 2009, utilizzando il modello denominato “Modello per la richiesta all’Agenzia delle Entrate del bonus straordinario per famiglie, lavoratori, pensionati e non autosufficienza”.
    * coloro che richiedono il beneficio in base al nucleo familiare e ai redditi relativi all’anno di imposta 2008, hanno tempo fino al 31 marzo 2009 per presentare la domanda al datore di lavoro o all’ente pensionistico, che erogheranno il bonus nei successivi mesi, rispettivamente, di aprile e maggio, oppure entro il 30 giugno 2009 all’Agenzia delle Entrate, ma soltanto per i contribuenti esonerati dall’obbligo di presentazione della dichiarazione dei redditi.

    Infatti, i contribuenti tenuti alla presentazione della dichiarazione dei redditi potranno richiedere il bonus straordinario con la dichiarazione relativa al periodo d’imposta 2008.

    è vero
    la mia email
    salvatore.cirillo91@gmail.com

  99. Salvatore ha detto

    IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

    Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;

    Vista la legge 19 febbraio 1992, n. 142, ed in particolare l’articolo 43, recante delega al Governo per l’attuazione delle direttive del Consiglio nn. 89/391/CEE, 89/654/CEE, 89/655/CEE, 89/656/CEE, 90/269/CEE, 90/270/CEE, 90/394/CEE e 90/679/CEE in materia di sicurezza e salute dei lavoratori durante il lavoro;

    Vista la legge 22 febbraio 1994, n. 146, recante proroga del termine della delega legislativa contemplata dall’art. 43 della citata legge n. 142 del 1992, nonchè delega al Governo per l’attuazione delle direttive particolari già adottate, ai sensi dell’art. 16, paragrafo 1, della direttiva n. 89/391/CEE, successivamente alla medesima legge 19 febbraio 1992, n. 142;

    Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 7 luglio 1994;

    Acquisiti i pareri delle competenti commissioni permanenti della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica;

    Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 16 settembre 1994;

    Sulla proposta del Ministro per il coordinamento delle politiche dell’Unione europea, di concerto con i Ministri degli affari esteri, di grazia e giustizia, del tesoro, del lavoro e della previdenza sociale, della sanità, dell’industria, del commercio e dell’artigianato, dell’interno e per la funzione pubblica e gli affari regionali;
    Titolo I
    Capo I
    DISPOSIZIONI GENERALI
    Art. 1
    (Campo di applicazione)

    1. Il presente decreto legislativo prescrive misure per la tutela della salute e per la sicurezza dei lavoratori durante il lavoro, in tutti i settori di attività privati o pubblici.

    2. Nei riguardi delle Forze armate e di Polizia, dei servizi di protezione civile, nonchè nell’ambito delle strutture giudiziarie, penitenziarie, di quelle destinate per finalità istituzionali alle attività degli organi con compiti in materia di ordine e sicurezza pubblica, delle università, degli istituti di istruzione universitaria, degli istituti di istruzione ed educazione di ogni ordine e grado, degli archivi, delle biblioteche, dei musei e delle aree archeologiche dello Stato, delle rappresentanze diplomatiche e consolari, e dei mezzi di trasporto aerei e marittimi, le norme del presente decreto sono applicate tenendo conto delle particolari esigenze connesse al servizio espletato, individuate con decreto del Ministro competente di concerto con i Ministri del lavoro e della previdenza sociale, della sanità e della funzione pubblica (1).

    3. Nei riguardi dei lavoratori di cui alla legge 18 dicembre 1973, n. 877, nonchè dei lavoratori con rapporto contrattuale privato di portierato, le norme del presente decreto si applicano nei casi espressamente previsti.

    4. Le disposizioni di cui al presente decreto, si applicano nelle regioni a statuto speciale e nelle province autonome di Trento e Bolzano compatibilmente con i rispettivi statuti e relative norme di attuazione.

    4-bis. Il datore di lavoro che esercita le attività di cui ai commi 1, 2, 3 e 4 e, nell’ambito delle rispettive attribuzioni e competenze, i dirigenti e i preposti che dirigono o sovraintendono le stesse attività, sono tenuti all’osservanza delle disposizioni del presente decreto (2).

    4-ter. Nell’ambito degli adempimenti previsti dal presente decreto, il datore di lavoro non può delegare quelli previsti dall’art. 4, commi 1, 2, 4, lettera a), e 11 primo periodo (2).
    Art. 2
    (Definizioni)

    1. Agli effetti delle disposizioni di cui al presente decreto si intendono per:

    a) lavoratore: persona che presta il proprio lavoro alle dipendenze di un datore di lavoro, esclusi gli addetti ai servizi domestici e familiari, con rapporto di lavoro subordinato anche speciale. Sono equiparati i soci lavoratori di cooperative o di società, anche di fatto, che prestino la loro attività per conto delle società e degli enti stessi, e gli utenti dei servizi di orientamento o di formazione scolastica, universitaria e professionale avviati presso datori di lavoro per agevolare o per perfezionare le loro scelte professionali. Sono altresì equiparati gli allievi degli istituti di istruzione ed universitari e i partecipanti a corsi di formazione professionale nei quali si faccia uso di laboratori, macchine, apparecchi ed attrezzature di lavoro in genere, agenti chimici, fisici e biologici. I soggetti di cui al precedente periodo non vengono computati ai fini della determinazione del numero di lavoratori dal quale il presente decreto fa discendere particolari obblighi;

    b) datore di lavoro: il soggetto titolare del rapporto di lavoro con il lavoratore o, comunque, il soggetto che, secondo il tipo e l’organizzazione dell’impresa, ha la responsabilità dell’impresa stessa ovvero dell’unità produttiva, quale definita ai sensi della lettera i), in quanto titolare dei poteri decisionali e di spesa. Nelle pubbliche amministrazioni di cui all’art. 1, comma 2, del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, per datore di lavoro si intende il dirigente al quale spettano i poteri di gestione, ovvero il funzionario non avente qualifica dirigenziale, nei soli casi in cui quest’ultimo sia preposto ad un ufficio avente autonomia gestionale;

    c) servizio di prevenzione e protezione dai rischi: insieme delle persone, sistemi e mezzi esterni o interni all’azienda finalizzati all’attività di prevenzione e protezione dai rischi professionali nell’azienda, ovvero unità produttiva;

    d) medico competente: medico in possesso di uno dei seguenti titoli:

    1) specializzazione in medicina del lavoro o in medicina preventiva dei lavoratori e psicotecnica o in tossicologia industriale o in igiene industriale o in fisiologia ed igiene del lavoro o in clinica del lavoro ed altre specializzazioni individuate, ove necessario, con decreto del Ministro della sanità di concerto con il Ministro dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica;

    2) docenza o libera docenza, in medicina del lavoro o in medicina preventiva dei lavoratori e psicotecnica o in tossicologia industriale o in igiene industriale o in fisiologia ed igiene del lavoro;

    3) autorizzazione di cui all’art. 55 del decreto legislativo 15 agosto 1991, n. 277;

    e) responsabile del servizio di prevenzione e protezione: persona designata dal datore di lavoro in possesso di attitudini e capacità adeguate;

    f) rappresentante dei lavoratori per la sicurezza: persona, ovvero persone, eletta o designata per rappresentare i lavoratori per quanto concerne gli aspetti della salute e della sicurezza durante il lavoro, di seguito denominato rappresentante per la sicurezza;

    g) prevenzione: il complesso delle disposizioni o misure adottate o previste in tutte le fasi dell’attività lavorativa per evitare o diminuire i rischi professionali nel rispetto della salute della popolazione e dell’integrità dell’ambiente esterno;

    h) agente: l’agente chimico, fisico o biologico, presente durante il lavoro e potenzialmente dannoso per la salute;

    i) unità produttiva: stabilimento o struttura finalizzata alla produzione di beni o servizi, dotata di autonomia finanziaria e tecnico funzionale.
    Art. 3
    (Misure generali di tutela)

    1. Le misure generali per la protezione della salute e per la sicurezza dei lavoratori sono:

    a) valutazione dei rischi per la salute e la sicurezza;

    b) eliminazione dei rischi in relazione alle conoscenze acquisite in base al progresso tecnico e, ove ciò non è possibile, loro riduzione al minimo;

    c) riduzione dei rischi alla fonte;

    d) programmazione della prevenzione mirando ad un complesso che integra in modo coerente nella prevenzione le condizioni tecniche produttive ed organizzative dell’azienda nonchè l’influenza dei fattori dell’ambiente di lavoro;

    e) sostituzione di ciò che è pericoloso con ciò che non lo è, o è meno pericoloso;

    f) rispetto dei principi ergonomici nella concezione dei posti di lavoro, nella scelta delle attrezzature e nella definizione dei metodi di lavoro e produzione, anche per attenuare il lavoro monotono e quello ripetitivo;

    g) priorità delle misure di protezione collettiva rispetto alle misure di protezione individuale;

    h) limitazione al minimo del numero dei lavoratori che sono, o che possono essere, esposti al rischio;

    i) utilizzo limitato degli agenti chimici, fisici e biologici, sui luoghi di lavoro;

    l) controllo sanitario dei lavoratori in funzione dei rischi specifici;

    m) allontanamento del lavoratore dall’esposizione a rischio, per motivi sanitari inerenti la sua persona;

    n) misure igieniche;

    o) misure di protezione collettiva ed individuale;

    p) misure di emergenza da attuare in caso di pronto soccorso, di lotta antincendio, di evacuazione dei lavoratori e di pericolo grave ed immediato;

    q) uso di segnali di avvertimento e di sicurezza;

    r) regolare manutenzione di ambienti, attrezzature, macchine ed impianti, con particolare riguardo ai dispositivi di sicurezza in conformità alla indicazione dei fabbricanti;

    s) informazione, formazione, consultazione e partecipazione dei lavoratori ovvero dei loro rappresentanti, sulle questioni riguardanti la sicurezza e la salute sul luogo di lavoro;

    t) istruzioni adeguate ai lavoratori.

    2. Le misure relative alla sicurezza, all’igiene ed alla salute durante il lavoro non devono in nessun caso comportare oneri finanziari per i lavoratori.

    potete scrivermi
    salvatore.cirillo91@gmail.com

  100. Aniello ha detto

    Per quale motivo vi è una fascia d’orario per il controllo delle visite fiscale (10-12 e 16-18) nelle aziende Private mentre per gli enti Pubblici i controlli sono per l’intera giornata?, non vi è fascia d’orario, Sarei grato se qualcuno mi darebbe delucidazioni.

  101. Salvatore ha detto

    ASAC
    ASSOCIAZIONE DELLE SCUOLE AUTONOME DELLA CAMPANIA
    Sede operativa c/o ICS “ Teresa Confalonieri”. Napoli
    Tel/fax 0815517035 email:brevettifer@virgilio.it

    Ai Dirigenti Scolastici
    delle scuole campane di ogni ordine e grado

    OGGETTO: Pagamento Visite Fiscali

    Si trasmette,in allegato, il parere sull’onerosità delle visite fiscali fornito dal servizio di consulenza legale di italiascuola.it a questa Associazione, significando che si è già provveduto ad investire del problema, come suggerito, la competente Avvocatura dello Stato sede di Napoli e l’ufficio di consulenza legale del MIUR.
    Si rileva, inoltre, che l’Associazione aveva già suggerito alle scuole di rispondere con lettera motivata alle richieste avanzate dalle ASL.

    Si Allegano:
    - ALL 1 risposta degli esperti italiascuola.it
    - ALL 2 richiesta parere Avvocatura dello Stato
    - ALL 3 richiesta parere MIUR
    -
    Napoli,05/09/2003

    Il presidente dell’ASAC
    Fernanda BREVETTI

    ALLEGATO 1
    15-07-2003
    Parere sul quesito in materia di visite fiscali (Italiascuola.it)
    Le argomentazioni addotte dall’ASAC sono fondate poiché basate su riferimenti normativi che si prestano all’interpretazione che essa ne dà. E’da condividere l’ottica in cui l’ASAC ha operato, quella delle alleanze tra Autonomie Territoriali e Autonomie Funzionali, volte ad assicurare crescita e sviluppo delle comunità di riferimento, che nella logica del federalismo solidale non vanno trascurati.
    Nel merito, si suggerisce in primo luogo l’opportunità della richiesta di un parere all’Avvocatura dello Stato, nonché il coinvolgimento dell’ufficio legale del MIUR , perché si faccia carico del problema per competenza.
    Nelle more del necessario chiarimento della questione, le scuole possono sospendere i pagamenti delle prestazioni, rispondendo ai solleciti della ASL con una lettera motivata, in maniera da improntare i rapporti istituzionali sul piano della necessaria correttezza.
    Altri passi consigliabili sono:
    1) comunicazione all’USR o al CSA, territorialmente competente, nella quale si informano ufficialmente i dirigenti dell’accaduto specificando che la scuola non è autorizzata a pagare gli accertamenti medico-fiscali ma solo quelli medico-collegiali a decorrere dall’1.9.2000 (passaggio dell’autonomia a tutte le scuole);
    2) sollecitazione del parere della Direzione Regionale sulla legittimità della spesa;
    3) coinvolgimento per iscritto dei Revisori dei Conti che hanno il compito di controllo amm.vo/contabile e di risultato;
    4) invio, volta per volta, delle fatture inviate dalla ASL, all’USR con richiesta di accreditare i fondi per i pagamenti, ove l’USR stessa ritenga legittima la richiesta della ASL. Nella comunicazione all’USR va dichiarato che le fatture si riferiscono a controlli medici fiscali, che contrattualmente devono essere disposti a carico del personale assente per malattia.
    Sul tema va sottolineato che anche in Piemonte qualche anno fa alle scuole sono state inviate dall’ASL fatture per visite fiscali. Le scuole non le pagarono appellandosi alla C.M. n. 258 del 19.09.1988 la quale precisava che le visite mediche effettuate dalle ASL non danno luogo al rimborso di alcun compenso da parte degli uffici dell’Amministrazione dello Stato, atteso che il servizio in questione inerisce ai compiti istituzionali degli organismi stessi e ciò sia per quanto concerne le visite di controllo ambulatoriale che per quelle domiciliari. Si fece anche ricorso alla più recente C.M. del 3.04.1998, prot. R/8771, la quale ribadiva che risultano essere gratuite per l’Amministrazione statale le visite fiscali per assenze dal servizio, le visite per accertare l’idoneità fisica all’impiego dei vincitori di concorso in applicazione dell’art. 2 del DPR n. 3/1957 e gli accertamenti medici finalizzati alla dispensa dal servizio (a quest’ultima circolare l’Asac si appella più volte nelle sue lettere indirizzate alla Regione). Sta di fatto che oggi in Piemonte a queste non vengono più richiesti pagamenti per le visite fiscali prestate dalle ASL.
    Anche in altre regioni,sicuramente Lazio e Marche, ci sono stati tentativi delle ASL di far pagare alle scuole le visite fiscali, ma l’esito della vicenda è stato analogo a quello del Piemonte.
    Oltre alle circolari del MIUR, sulla materia si registrano interventi a favore delle scuole dell’allora Provveditorato agli studi di Torino e un parere dell’Avvocatura Generale dello Stato che analizza le linee generali del problema.

    ALLEGATO 2

    ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE “TERESA CONFALONIERI”
    Vico SS. Filippo e Giacomo. Napoli
    Tel/fax 0815517035

    ALL’AVVOCATURA DISTRETTUALE DELLO STATO
    NAPOLI

    OGGETTO: ONERI SU VISITE FISCALI AL PERSONALE DIPENDENTE DELLE
    ISTITUZIONI SCOLASTICHE. QUESITO

    PREMESSA
    La scrivente istituzione scolastica sta ricevendo, dalle ASL territorialmente competenti, con riferimento al periodo dal gennaio 2003, richiesta di pagamento di visite fiscali da loro predisposte per controlli su assenze dal servizio per motivi di salute del personale dipendente.
    In ragione di ciò sta ricevendo fatture accompagnate, o seguite, dall’assegnazione di termini perentori ( 10 o 30 gg.)per il pagamento, pena l’attivazione degli uffici legali dell’ASL di riferimento.
    La scuola, condividendo la posizione rappresentata dall’Associazione delle scuole Autonome della Campania, alla quale è associata, ha restituito le fatture unitamente con richiesta di motivazioni e con indicazione dei riferimenti normativi in base ai quali sembrerebbe essere escluso l’onere per le scuole. Al riguardo si allega copia di una nota inviata.
    Si rappresentano, di seguito i riferimenti normativi posti alla base della posizione della scuola
    RIFERIMENTI AMMINISTRATIVI E LEGISLATIVI
    q In materia di oneri a carico delle scuole per accertamenti medico-legali nei confronti del personale dipendente assente per malattia , la costante posizione sostenuta dall’Amministrazione , supportata da una ricca dottrina giurisprudenziale, è stata quella, mai rettificata, della gratuità degli accertamenti in quanto rientranti ex art. 14 u.c.l.833/1978 nella competenza istituzionale delle ASL.
    Si richiama al riguardo, il Consiglio di Stato(parere n.3316/94), ma più di recente, sent.Sez.IV,23.12.1998, con la quale, condividendo le argomentazioni difensive dell’Avvocatura Generale dello Stato, e confermando T.A.R. Umbria,22.09.1997 n.50, si afferma che le visite fiscali rientrano a pieno titolo nell’ambito delle prestazioni di medicina legale che le aziende sanitarie locali sono tenute a rendere agli assistiti in base all’art.19 l.23.12.1978,n.833. quindi, anche dopo l’entrata in vigore del d.l.vo 30.12.1992 n.602,deve essere ribadita la conclusione cui è pervenuta l’Adunanza generale del Consiglio di Stato nel parere 11.10.1984 n.27, che le ASL hanno una competenza generale nei confronti dei lavoratori dipendenti e che detta competenza è tendenzialmente esclusiva in ragione delle finalità del SSN. Infatti, poiché nel caso della visita fiscale l’interesse primario alla tutela della salute è strettamente connesso con l’esigenza del controllo amministrativo circa il “giustificato motivo” dell’assenza dal servizio, l’accertamento serio ed imparziale delle cause dell’assenza deve avvenire attraverso il SSN (art.14, lett.9 l.833/78). Pertanto, sottolinea la nota del 16.03.1999 dell’Avvocatura generale dello Stato al M.P.I., “i relativi oneri possono, al più, formare oggetto di concertazione nell’ambito della Conferenza Stato-Regioni, d’intesa con la quale viene adottato il piano sanitario nazionale e non possono essere posti a carico delle singole amministrazioni che beneficiano del servizio.”
    q Detta concertazione risulta intervenuta in quanto la Conferenza permanente Stato-Regioni, con accordo del 22.11.2001, pubblicato nel S.O.n.14 della G.U.n.19 del 23.01.2002, ha definito i nuovi livelli di assistenza(LEA);
    q L’accordo è stato recepito integralmente con Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 29.11.2001, pubblicato sulla G.U. 08.02.2002,n.33, in quanto, nell’allegato 1, punto G, è inserito, nell’ambito dei LEA, il servizio medico-legale, e sono definite puntualmente, nell’allegato 2, le prestazioni che non rientrano nei LEA, tra le quali, pertanto, non compaiono le visite fiscali dei pubblici dipendenti.

    Anche a voler spostare l’attenzione da provvedimenti normativi di dimensione nazionale ai provvedimenti adottati in materia dalla Regione Campania, si rileva che la Giunta Regionale della Campania:
    1. con delibera n.1082 “DPCM 29.11.2001 concernente i Livelli Essenziali di Assistenza. Disposizioni attuative”, assunta nella seduta del 15.03.2002, pubblicata sul Burc n.19 del 08.04.2002, ha recepito integralmente sia l’accordo Stato-Regioni del 22.11.2001, sia il Dpcm del 29.11.2001, disponendo sostanzialmente l’esclusione dai LEA delle prestazioni di cui all’allegato 2A del Dpcm29.11.2001 ed intervenendo sugli allegati 1B e 1C. Rimane, quindi, inalterata l’acquisizione dei LEA, in particolare del punto1G dell’allegato 1A.
    2. con delibera n.5506 “Tariffario Regionale per le attività in materia di Sanità pubblica svolte dal SSR a richiesta e nell’interesse dei privati o di enti con allegato” recepisce le nuove norme in materia contenute nel Dpcm 29.11.2001(tra i vari “considerato”).Nell’allegato viene esposto il tariffario.

    Per quanto su esposto, l’attività medico-legale con certificazioni sanitarie ai pubblici dipendenti assenti dal servizio per motivi di salute appartiene ai LEA, con esclusione delle certificazioni per idoneità fisica al servizio, cessione quinto stipendio, accertamenti medico-collegiali),
    D’altra parte una differente interpretazione è da considerarsi esclusa anche ad una puntuale lettura del precitato tariffario che, nell’individuare le prestazioni da considerare gratuite, ne ha sottolineato prioritariamente la tipologia, consistente in quelle “rese nell’esclusivo interesse delle amministrazioni e connesse con l’espletamento delle attività di stretta pertinenza delle stesse”, tipologia nella quale ,a pieno titolo, rientrano gli accertamenti medico-legali richiesti dalle scuole delle scuole.
    D’altra parte, l’accenno, nell’allegato, a visite mediche di controllo nei confronti dei lavoratori privati e pubblici assenti dal servizio a causa di malattia ex art.5 l.300/70 e successive modificazioni ed integrazioni, appare non significativo per le Pubbliche Amministrazioni, infatti, l’allegato 1A(LEA) dell’accordo Stato-Regioni per il punto 1G- servizio medico legale, certificazioni sanitarie ai dipendenti pubblici assenti dal servizio per motivi di salute -, nel fare la ricognizione della normativa vigente, con l’indicazione delle prestazioni erogabili, cita le seguenti norme: DPR 10.01.1957 n.3 “Testo unico delle disposizioni concernenti lo statuto degli impiegati dello Stato”, DPR 03.05.1957 n.686 “norme di esecuzione del testo unico…”, L.09.12.1977 n.903 “Parità di trattamento uomini e donne..”, L.08.03.2000 “Disposizioni per il sostegno della maternità “, Dl.vo26.03.2001 n.151 “Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità..”
    I predetti riferimenti normativi si richiamano in quanto alcune Asl hanno motivato alle scuole l’onerosità delle prestazioni in questione quale discendente dall’applicazione del nuovo tariffario regionale, né alcuna motivazione è stata fornita dai soggetti istituzionali che questa Associazione ha ripetutamente interpellato ( Presidente, Assessore alla Sanità, Assessore all’Istruzione della Regione Campania, Direttore Scolastico Regionale).
    Poiché il silenzio delle Istituzioni, lungi dal consentire la soluzione della preoccupante controversia in atto tra scuole ed Asl, ne ingigantisce le ormai ampie dimensioni, considerato che un comportamento amministrativo delle scuole non supportato da una corretta linea interpretativa configurerebbe il pericolo di danno erariale sia nel caso di illegittimità di richiesta delle Asl, sia nel caso di omissione di pagamento in relazione alle situazioni di morosità, si richiede di conoscere SE LE ISTITUZIONI SCOLASTICHE SIANO TENUTE A CORRISPONDERE ALLE ASL ONERI PER VISITE FISCALI AL PERSONALE DIPENDENTE ASSENTE DAL SERVIZIO PER MALATTIA
    Si allega, per conoscenza tutta la documentazione prodotta sulla problematica a far data dal decorso febbraio , che ha costituito riferimento da parte di questo istituto.
    Napoli 20.08.2003
    Il Dirigente Scolastico

    ALLEGATO 3
    ASAC
    ASSOCIAZIONE DELLE SCUOLE AUTONOME DELLA CAMPANIA
    Sede operativa c/o ICS “ Teresa Confalonieri” Vico SS. Filippo e Giacomo
    Napoli tel/fax 0815517035 email:brevettifer@virgilio.it

    AL MIUR
    DIPARTIMENTO PER I SERVIZI NEL TERRITORIO
    UFFICIO LEGALE
    Viale Trastevere. Roma

    OGGETTO: ONERI SU VISITE FISCALI AL PERSONALE DIPENDENTE DELLE
    ISTITUZIONI SCOLASTICHE. QUESITO

    PREMESSA
    LE Istituzioni Scolastiche ricadenti nel territorio regionale della Campania, a decorrere dal gennaio 2003, stanno ricevendo, dalle ASL territorialmente competenti,, richiesta di pagamento di visite fiscali da loro predisposte per controlli su assenze dal servizio per motivi di salute del personale dipendente.
    In ragione di ciò, stanno ricevendo fatture accompagnate, o seguite, dall’assegnazione di termini perentori ( 10 o 30 gg.)per il pagamento, pena l’attivazione degli uffici legali dell’ASL di riferimento.
    L’iniziativa, partita da alcune Asl, va diffondendosi a macchia d’olio a tutto il territorio regionale ed a tutt’oggi, nella provincia di Napoli, riguarda la quasi totalità delle Asl.
    Consta, all’Associazione, l’assenza di una valenza generale del provvedimento non solo sul piano regionale, ma anche sul piano nazionale in quanto non risulta che altre Regioni stiano operando in siffatta direzione.
    Le scuole sostengono la non sussistenza, da parte delle Asl, di pretese creditorie, che motivano con la nota di cui si allega copia (allegato 1), di accompagnamento alla restituzione delle fatture ai rispettivi uffici Asl.
    Al riguardo si fa presente che, alla maturazione di siffatta posizione, si è giunti sulla scorta dell’analisi che questa Associazione ha rivolto al problema, analisi condotta sotto il duplice profilo dell’opportunità politica e della legittimità in base ai riferimenti normativi, che doverosamente, di seguito, si esplicitano.

    RIFERIMENTI AMMINISTRATIVI E LEGISLATIVI
    q In materia di oneri a carico delle scuole per accertamenti medico-legali nei confronti del personale dipendente assente per malattia , la costante posizione sostenuta dall’Amministrazione , supportata da una ricca dottrina giurisprudenziale, è stata quella, mai rettificata, della gratuità degli accertamenti in quanto rientranti ex art. 14 u.c.l.833/1978 nella competenza istituzionale delle ASL.
    Si richiama al riguardo, il Consiglio di Stato(parere n.3316/94), ma più di recente, sent.Sez.IV,23.12.1998, con la quale, condividendo le argomentazioni difensive dell’Avvocatura Generale dello Stato, e confermando T.A.R. Umbria,22.09.1997 n.50, si afferma che le visite fiscali rientrano a pieno titolo nell’ambito delle prestazioni di medicina legale che le aziende sanitarie locali sono tenute a rendere agli assistiti in base all’art.19 l.23.12.1978,n.833. quindi, anche dopo l’entrata in vigore del d.l.vo 30.12.1992 n.602,deve essere ribadita la conclusione cui è pervenuta l’Adunanza generale del Consiglio di Stato nel parere 11.10.1984 n.27, che le ASL hanno una competenza generale nei confronti dei lavoratori dipendenti e che detta competenza è tendenzialmente esclusiva in ragione delle finalità del SSN. Infatti, poiché nel caso della visita fiscale l’interesse primario alla tutela della salute è strettamente connesso con l’esigenza del controllo amministrativo circa il “giustificato motivo” dell’assenza dal servizio, l’accertamento serio ed imparziale delle cause dell’assenza deve avvenire attraverso il SSN (art.14, lett.9 l.833/78). Pertanto, sottolinea la nota del 16.03.1999 dell’Avvocatura generale dello Stato al M.P.I., “i relativi oneri possono, al più, formare oggetto di concertazione nell’ambito della Conferenza Stato-Regioni, d’intesa con la quale viene adottato il piano sanitario nazionale e non possono essere posti a carico delle singole amministrazioni che beneficiano del servizio.”
    q Detta concertazione risulta intervenuta in quanto la Conferenza permanente Stato-Regioni, con accordo del 22.11.2001, pubblicato nel S.O.n.14 della G.U.n.19 del 23.01.2002, ha definito i nuovi livelli di assistenza(LEA);
    q L’accordo è stato recepito integralmente con Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 29.11.2001, pubblicato sulla G.U. 08.02.2002,n.33, in quanto, nell’allegato 1, punto G, è inserito, nell’ambito dei LEA, il servizio medico-legale, e sono definite puntualmente, nell’allegato 2, le prestazioni che non rientrano nei LEA, tra le quali, pertanto, non compaiono le visite fiscali dei pubblici dipendenti.

    Anche a voler spostare l’attenzione da provvedimenti normativi di dimensione nazionale ai provvedimenti adottati in materia dalla Regione Campania, si rileva che la Giunta Regionale della Campania:
    1. con delibera n.1082 “DPCM 29.11.2001 concernente i Livelli Essenziali di Assistenza. Disposizioni attuative”, assunta nella seduta del 15.03.2002, pubblicata sul Burc n.19 del 08.04.2002, ha recepito integralmente sia l’accordo Stato-Regioni del 22.11.2001, sia il Dpcm del 29.11.2001, disponendo sostanzialmente l’esclusione dai LEA delle prestazioni di cui all’allegato 2A del Dpcm29.11.2001 ed intervenendo sugli allegati 1B e 1C. Rimane, quindi, inalterata l’acquisizione dei LEA, in particolare del punto1G dell’allegato 1A.
    2. con delibera n.5506 “Tariffario Regionale per le attività in materia di Sanità pubblica svolte dal SSR a richiesta e nell’interesse dei privati o di enti con allegato” recepisce le nuove norme in materia contenute nel Dpcm 29.11.2001(tra i vari “considerato”).Nell’allegato viene esposto il tariffario.
    Per quanto su esposto, l’attività medico-legale con certificazioni sanitarie ai pubblici dipendenti assenti dal servizio per motivi di salute appartiene ai LEA, con esclusione delle certificazioni per idoneità fisica al servizio, cessione quinto stipendio, accertamenti medico-collegiali),
    D’altra parte una differente interpretazione è da considerarsi esclusa anche ad una puntuale lettura del precitato tariffario che, nell’individuare le prestazioni da considerare gratuite, ne ha sottolineato prioritariamente la tipologia, consistente in quelle “rese nell’esclusivo interesse delle amministrazioni e connesse con l’espletamento delle attività di stretta pertinenza delle stesse”, tipologia nella quale ,a pieno titolo, rientrano gli accertamenti medico-legali richiesti dalle scuole delle scuole.
    D’altra parte, l’accenno, nell’allegato, a visite mediche di controllo nei confronti dei lavoratori privati e pubblici assenti dal servizio a causa di malattia ex art.5 l.300/70 e successive modificazioni ed integrazioni, appare non significativo per le Pubbliche Amministrazioni, infatti, l’allegato 1A(LEA) dell’accordo Stato-Regioni per il punto 1G- servizio medico legale, certificazioni sanitarie ai dipendenti pubblici assenti dal servizio per motivi di salute -, nel fare la ricognizione della normativa vigente, con l’indicazione delle prestazioni erogabili, cita le seguenti norme: DPR 10.01.1957 n.3 “Testo unico delle disposizioni concernenti lo statuto degli impiegati dello Stato”, DPR 03.05.1957 n.686 “norme di esecuzione del testo unico…”, L.09.12.1977 n.903 “Parità di trattamento uomini e donne..”, L.08.03.2000 “Disposizioni per il sostegno della maternità “, Dl.vo26.03.2001 n.151 “Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità..”
    I predetti riferimenti normativi si richiamano in quanto alcune Asl hanno motivato alle scuole l’onerosità delle prestazioni in questione quale discendente dall’applicazione del nuovo tariffario regionale, né alcuna motivazione è stata fornita dai soggetti istituzionali che questa Associazione ha ripetutamente interpellato ( Presidente, Assessore alla Sanità, Assessore all’Istruzione della Regione Campania, Direttore Scolastico Regionale).

    RIFLESSIONI
    Qualora connesso con l’esercizio dell’autonomia finanziaria, riconosciuto agli Enti Locali ed alle Regioni, in base al nuovo art.119 della Costituzione, come modificato dall’art.5 L.19.10.2001, n.3, il provvedimento costituirebbe un grave precedente.
    Il sistema fiscale, nel suo complesso, deve poter assicurare i livelli essenziali delle prestazioni riguardanti i diritti sociali e civili che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale prima della determinazione dei meccanismi di perequazione e di coordinamento tra Stato, Regioni ed Enti Locali, previsti dal citato art.119.
    Diversamente verrebbero meno la funzione dello Stato di assicurare le garanzie di uguaglianza, anche attraverso interventi di riequilibrio territoriale, ed il dovere di solidarietà, indicati negli art. 2 e 3 della Costituzione, che ha fatto dello Stato Solidale il modello al quale tendere.
    Poiché il silenzio delle Istituzioni,che l’Associazione ha prontamente e ripetutamente interpellato e sollecitato ad intervenire, anche attraverso momenti di confronto, lungi dal consentire la soluzione della preoccupante controversia in atto tra scuole ed Asl, ne ingigantisce le ormai ampie dimensioni, considerato che un comportamento amministrativo delle scuole non supportato da una corretta linea interpretativa configurerebbe il pericolo di danno erariale sia nel caso di illegittimità di richiesta delle Asl, sia nel caso di omissione di pagamento in relazione alle situazioni di morosità, si richiede di conoscere SE LE ISTITUZIONI SCOLASTICHE SIANO TENUTE A CORRISPONDERE ALLE ASL ONERI PER VISITE FISCALI AL PERSONALE DIPENDENTE ASSENTE DAL SERVIZIO PER MALATTIA.
    Si allega, per conoscenza tutta la documentazione prodotta da questa Associazione sulla problematica a far data dal decorso febbraio , che ha costituito riferimento da parte di questo istituto e si fa presente che il parere di Codesto Ufficio viene richiesto dall’Associazione al fine di evitare che tutte le scuole che ne seguono le indicazioni inviino singolarmente il quesito , creando un preoccupante intasamento dell’Ufficio
    Napoli 20.08.2003 IL PRESIDENTE ASAC

    Prof.ssa Fernanda Brevetti

  102. Salvatore ha detto

    Problemi sociali
    idee e proposte per il Municipio Roma IX

    * = argomento sul quale è disponibile vario materiale su richiesta

    1. Igiene, sanità, problemi sociali e ottimizzazione delle risorse
    1. La situazione
    2. Le proposte
    * Iniziative per la A.S.L. RMC
    * Servizi sociali
    * Barriere architettoniche
    * Zingari, extracomunitari
    * Obiettori di coscienza
    * Locali pubblici
    * Discoteca Stellarium
    * Diritto/dovere all’istruzione
    2. Partecipazione, personale, edifici circoscrizionali, convenzioni
    1. La situazione
    2. Le proposte
    * Edifici demaniali
    * Convenzioni
    * Personale
    * Burocrazia
    * Partecipazione
    * Sessioni del Municipio
    * Ruolo del Municipio
    * Lotta ad abusi, illeciti e criminalità
    * Laboratorio di quartiere*

    Igiene, sanità, problemi sociali e ottimizzazione delle risorse
    La situazione

    I servizi del IX Municipio sono spesso fatiscenti: si pensi all’ascensore del poliambulatorio della ASL RMC di via Acqua Donzella, o ai locali dell’ambulatorio di via Eurialo. Di fronte a questo, nel dicembre 2004 era trapelata la notizia che la sede ASL di via dell’Acqua Donzella, così come anche altri poliambulatori (Circonvallazione Appia, via Eurialo) sarebbe stata soppressa, e i servizi trasferiti a via Nocera Umbra, accanto ad un supermercato, in 360 mq contro gli attuali 2.880 di via Acqua Donzella; si vociferava addirittura che questo sarebbe stato solo uno spostamento temporaneo, percheé la definitiva collocazione sarebbe in via Monza

    Le oltre 2000 firme di cittadini consegnate nel febbraio 2005 al direttore generale della ASL RMC, dott. Paolo Menduni, contro la chiusura del poliambulatorio di via Acqua Donzella hanno prodotto la rettifica della ventilata ipotesi di trasferimento e l’impegno della ASL a rendere la sede più funzionale e a mettere a norma l’ascensore.

    A volte gli uffici pubblici si trovano in locali privati per i quali la comunità paga affitti altissimi (ufficio postale di via A. Davila). Gli edifici scolastici sono tanto numerosi quanto in cattivo stato: dal liceo Augusto, che soffre il rumore dei treni sulla linea ferroviaria Roma-Pisa, al Duca d’Aosta ecc.

    Numerosi cittadini stranieri risiedono o lavorano (più o meno regolarmente) nel territorio municipale. Famiglie sfrattate, disoccupati, immigrati Rom rumeni di etnia moldava e persone senza fissa dimora completano il quadro. Il Municipio ha la responsabilità di fornire assistenza alle categorie svantaggiate, e nel 2004 ha investito 400.000 EURO per ridurre le liste d’attesa nell’assistenza agli anziani, ai disabili e ai minori (ma non si sa quanto sono lunghe né di quanto sono state ridotte), e anche per aprire un «Centro servizi per il benessere e l’orientamento del cittadino anziano» a via Terni 9: il centro, aperto nel 2004, dovrebbe offrire un servizio informazioni su richieste di invalidità riduzione ICI, esenzione tariffa rifiuti e ticket, abbattimento barriere architettoniche; poi dovrebbe essere presente un CAF UIL per consulenze fiscali gratuite (su appuntemento); poi un servizio sanitario con visite a domicilio, prenotazione di visite presso i presidi sanitari, consegna di farmaci a domicilio; organizza l’appuntamento “Un lunedì diverso” con attività sensoriali, corporee e intellettive; offre inoltre una scelta di artigiani per piccole manutenzioni e lldi professionisti con tariffe convenzionate; infine propmuove incontri periodici con la Polizia di Stato e iniziative culturali e ricreative. Il centro è aperto il martedì e il giovedì dalle 9.00 alle 17.00, e il sabato dalle 9.00 alle 13.00, tuttavia non la nostra associazione non è mai entrata in contatto.

    E’ stata inaugurata la sede del Centro d’incontro giovanile a via Luzio 61, che comprende un servizio di assistenza psicologica, ma non sappiamo né che attività vi si svolgono, né i criteri per accedervi.

    Singolare la vicenda dell’edificio in via Assisi n. 41; attrezzato dal Comune di Roma e dal IX Municipio alla fine degli anni ’90 come centro per l’emergenza freddo dotato di un centinaio di posti letto, è stato sfruttato dal Municipio in modo strategico tra il 1997 e il 2001 per accogliere temporaneamente gli immigrati rumeni e polacchi che si erano insediati nella Caffarella; nel 2002 il centro viene chiuso e non assumerà mai più questo fondamentale ruolo; oggi l’edificio sarebbe il “Centro cittadino per le migrazioni, l’asilo e l’integrazione sociale”, ed è stato messo dal Comune di Roma a disposizione di “Integra”, un progetto promosso dall’Ass.to ai servizi sociali del Comune di Roma per l’assistenza dei rifugiati; così i locali, anziché servire a risolvere i problemi dell’immigrazione nel territorio municipale, servono oggi a realizzare corsi di falegnameria, artigianato e Italiano.

    Presso la parrocchia di S. Antonio a piazza Asti è stato aperto uno sportello per famiglie con problemi di droga e alcolismo, ma non conosciamo nulla delle caratteristiche del servizio.

    Sono state investite risorse per realizzare un nuovo asilo nido a via Farsalo (60 posti), via Gela (30 posti), viale Castrense (44 posti), ed è in programma la costruzione di un nuovo asilo nido (60 posti) a Tor Fiscale. Quello che non è chiaro è se e quanto questi investimenti riusciranno a ridurre una lista d’attesa che nel 2003 e nel 2004 superava i 460, e nel 2005 superava i 490 bambini.

    A piazza Epiro è in costruzione il nuovo mercato, dotato di un parcheggio sotterraneo da 240 posti, di cui 60 pubblici, e infine è stato approvato un progetto pilota che apre a pagamento il parcheggio di villa Lazzaroni durante i fine settimana e include servizi aggiuntivi di pulizia lungo via Appia Nuova. Anche di questi interventi non è chiaro l’impatto sul quartiere, anche alla luce dell’esperienza di introduzione del parcheggio a pagamento al piazzale della Stazione Tuscolana, che ha svuotato il piazzale che oggi appare desolatamente vuoto.

    Da noi, come peraltro in ogni luogo, il conflitto sociale è sempre in agguato; è indispensabile allora che ognuno di noi si adoperi, secondo le proprie possibilità, per un rinnovamento della coscienza morale, civile e civica, in una genuina visione democratica della convivenza e affrontando i problemi in modo razionale.

    Come esempio crediamo che tutti i problemi legati alla presenza di extracomunitari coinvolgono la distribuzione mondiale delle risorse; perciò qualsiasi iniziativa di ordine pubblico non collegata a programmi di accoglienza (per non parlare poi delle iniziative militari) risulterebbe alla fine solo inutilmente costosa.

    Crediamo inoltre che l’istruzione sia un diritto/dovere per ogni cittadino; il miglioramento dell’educazione è un obiettivo strategico.
    Le proposte
    S1) Iniziative per la A.S.L. RMC

    Il Municipio si impegnerà a verificare tutto il funzionamento della A.S.L. RMC: il rispetto dell’orario di lavoro da parte dei medici e del personale, la riparazione immediata dei macchinari guasti, la fornitura regolare dei materiali sanitari, l’avviso in caso di rinvio di appuntamento. Gli edifici di via Monza [24] e di via Acqua Donzella [25] dovranno essere ristrutturati. L’ambulatorio di via Eurialo dovrà essere trasferito in una sede più adeguata.
    S2) Servizi sociali

    Tutte le strutture sociali del Municipio dovranno funzionare al massimo delle loro potenzialità; saranno sfruttate tutte le convenzioni già esistenti, e saranno svolte azioni di prevenzione contro la droga, l’AIDS e la devianza minorile.
    S3) Barriere architettoniche*

    Dovranno essere rese accessibili le stazioni della metropolitana tramite ascensori, i marciapiedi e gli scivoli dovranno essere protetti dalle auto in sosta, e dovrà essere garantita l’accessibilità di tutte le strutture pubbliche, biblioteche ecc.
    S4) Zingari, extracomunitari

    Saranno proposte iniziative che promuovano l’accoglienza e il pacifico inserimento dei cittadini stranieri.

    Resta inteso che anche gli stranieri sono tenuti ad rispettare le stesse regole che rispettano gli Italiani.

    Si potrà attrezzare meglio l’accampamento degli zingari di Arco di Travertino [26]. Naturalmente dovranno essere rispettate da parte degli utilizzatori tutte le norme igieniche e di comportamento civile, e soprattutto l’obbligo scolastico per i bambini; in questo modo vi si potranno trasferire anche gli zingari di porta Furba.
    S5) Obiettori di coscienza*

    Ad ogni ragazzo che raggiunge i 18 anni verrà inviato un volantino di informazioni nel quale, oltre alle informazioni principali sull’adempimento degli obblighi di leva, saranno dati tutti i ragguagli e i dettagli tecnici sullo svolgimento del Servizio Civile* alternativo al Servizio Militare.

    O.d.C. potranno essere richiesti per attività sociali e culturali nell’ambito circoscrizionale.
    S6) Locali pubblici

    Una attenzione particolare verrà posta sull’osservanza delle norme igieniche nei locali pubblici. Saranno controllate le condizioni dei bagni nei locali in cui questi devono essere accessibili al pubblico (Bar, ristoranti ecc.).
    S7) Discoteca Stellarium*

    Nonostante gli impegni presi a suo tempo, la chiusura dell’ex cinema Airone e la trasformazione in discoteca nel 1990 ha prodotto un gravissimo turbamento della quiete pubblica, con aumento di inquinamento atmosferico (dovuto alle automobili dei clienti che non trovano parcheggio) e acustico, e danno economico per gli esercizi commerciali del luogo.

    Va quindi revocata la licenza concessa a suo tempo, mentre un eventuale rinnovo va codizionato al superamento degli inconvenienti.
    S8) Diritto/dovere all’istruzione

    Saranno organizzati e/o promossi corsi di Italiano per stranieri, corsi professionali mirati per categorie in difficoltà.

    In collaborazione col XVII Distretto scolastico e con le scuole verranno organizzati seminari e incontri sul patrimonio storico-archeologico e ambientale della Circoscrizione, come forma di istruzione ed educazione civica.
    Partecipazione, personale, edifici circoscrizionali, convenzioni
    La situazione

    Nel nostro Municipio vi sono alcuni edifici di proprietà demaniale dei quali non risultano chiare le destinazioni.

    Il teatro di villa Lazzaroni è tuttora chiuso e inaccessibile anche per iniziative di pubblico interesse. In Caffarella esiste il casale “Tossini”, che un “atto d’obbligo” dichiarerebbe ceduto gratuitamente al Comune e che invece sta venendo trasformato in villa privata, e il casalino rosso sotto l.go P. Tacchi Venturi, demaniale su terreno privato. La ex filanda di viale Castrense non si sa da chi è gestita. Nello spazio verde di via Rocca Di Papa l’edificio di tre piani verrà affittato gratuitamente per attività commerciali col solo obbligo di mantenere pulita la metà del giardino sottostante.

    Un altro genere di problemi è il seguente: nonostante i meritevoli sforzi della maggior parte dei dipendenti circoscrizionali, è oggi opinione comune tra i cittadini che il Municipio sia un’organizzazione decisamente inefficiente, nella quale addirittura esistono elementi che compiono attività illecite.

    Da una parte, se l’impiegato risponde sgarbatamente ai cittadini o fa la spesa nell’orario di lavoro, il problema è il malcostume del singolo; d’altra parte, gli improvvisi cambiamenti di orario degli uffici o i quattro viaggi in Circoscrizione che in media occorrono per un semplice cambio di abitazione, costituiscono un problema di pessima gestione da parte di dirigenti e politici. E’ nostro impegno affrontare con decisione entrambi i problemi.
    Le proposte
    P1) Edifici demaniali

    Andrà verificata la situazione e la disponibilità del teatro di villa Lazzaroni [11], della ex filanda di viale Castrense [27] che non si sa come e a chi è stata assegnata, del casale Tossini* [34] in Caffarella*, e delle proprietà dell’ex Opera Pia Cartoni [28], attualmente affittate a un gommista e che invece potrebbero essere una prima attuazione del Parco della Caffarella*.

    Tutti gli edifici del demanio militare (in particolare l’ex sede di artiglieria di via Etruria [29]) dovranno essere ceduti alla Circoscrizione per essere riconvertiti in strutture di pubblica utilità; ad esempio, si potrà studiare la realizzazione di un ostello della gioventù, un asilo nido, una piscina coperta, una casa per anziani ecc.
    P2) Convenzioni

    Va verificata la possibilità di convenzione Comune-ENPAIA per utilizzare i locali dell’ex cinema Airone a servizi di quartiere.

    Andranno verificate e adeguatamente pubblicizzate tutte le convenzioni con le strutture sportive, e verificate tutte le convenzioni con ditte fornitrici di beni o servizi cercando di non sprecare denaro inutilmente; nel contempo la Circoscrizione dovrà rispettare i termini per i pagamenti.

    Ogni ente, gruppo, comitato o associazione che chieda il patrocinio di iniziative dovrà mettere parte delle proprie strutture a disposizione gratuita dei cittadini in misura corrispondente al sostegno ricevuto dalla Circoscrizione
    P3) Personale

    Per risolvere i vari problemi, studieremo approfonditamente l’organizzazione del lavoro negli uffici circoscrizionali, verificando il corretto funzionamento del Servizio Giardini, dei VV.UU., dell’A.M.A., delle Biblioteche e del personale circoscrizionale. Saranno sbloccate le carriere e i passaggi di qualifica secondo criteri di merito e non di clientela. Verificheremo le condizioni di lavoro, talvolta disagiate.

    Ogni impiegato porterà il cartellino con nome e qualifica, e verrà sorvegliato il rispetto dell’orario di lavoro da parte dei furbi.

    Si cercherà la collaborazione con la massima correttezza nei rapporti col Sindacato.
    P4) Burocrazia

    Si cercherà di velocizzare gli iter burocratici per ottenere licenze, permessi e concessioni. Saranno assicurati tempestivamente i finanziamenti per centri anziani, biblioteche ecc. Eventuali cambi di orario degli uffici comunali saranno annunciati con almeno un mese di anticipo.

    Saranno periodicamente stampati e distribuiti tra i cittadini i vari regolamenti comunali e le istruzioni per l’uso dei servizi circoscrizionali.

    Nell’U.R.P. (Ufficio Relazioni con il Pubblico) sarà affisso un cartello con i nomi di tutti i funzionari con i loro compiti.
    P5) Partecipazione

    Si prevede la massima partecipazione possibile dei cittadini; gli O.d.G. dei Consigli Municipali saranno redatti per tempo, affissi nelle biblioteche e pubblicati su internet; verbali di Consigli e Commissioni saranno diffusi su web in modo da essere accessibili a chiunque.

    Nell’U.R.P. sarà istituito un ufficio reclami.

    Ogni quattro mesi il Presidente del Municipio, la Giunta e i Presidenti delle Commissioni incontreranno i cittadini per illustrare l’avanzamento nella realizzazione del programma, gli ostacoli incontrati e le soluzioni adottate, oltre che per rispondere alle domande.

    Le riunioni saranno programmate con larghissimo anticipo.
    P6) Sessioni del Municipio

    Ogni riunione del Consiglio e delle Commissioni dovrà rispettare l’orario fissato. L’unico ritardo ammesso è il “quarto d’ora accademico”.
    P7) Ruolo del Municipio

    Il Municipio stimolerà ogni livello della Pubblica Amministrazione (A.S.L., Municipi confinanti, Comune, Provincia, Regione ecc.) riguardo a tutte quelle iniziative che, benché non di propria competenza, possono migliorare la qualità della vita nel proprio territorio.
    P8) Lotta ad abusi, illeciti e criminalità

    Sarà promossa una particolare cooperazione tra cittadini (sia singoli che associazioni), Municipio (Consiglio, Giunta, Commissioni, Consulte e Uffici Tecnici), e organi di vigilanza e polizia (VV.UU., Guardia di Finanza, Polizia e Carabinieri) con l’obiettivo di impedire abusi, illeciti ed evasioni da chiunque commessi.

    Verrà quindi potenziata sia la prevenzione, sia eventualmente la repressione, di: violazione dei regolamenti comunali; mancato rilascio di fatture e ricevute fiscali; discarica abusiva di rifiuti; sosta su marciapiedi e in posteggi per invalidi; permessi di sosta per invalidi ingiustificati; abusi da parte di pubblici ufficiali; spaccio di stupefacenti; affissioni e insegne abusive; evasione della tassa sui rifiuti; assegnazioni illegittime delle case popolari.
    P9) Laboratorio di quartiere*

    Verrà avviato un laboratorio di quartiere* per il collegamento delle attività nel Parco della Caffarella* con le realtà sociali, culturali e produttive della Circoscrizione.

    Queste sono le idee che il Comitato di azione sul territorio “Il Tarlo” proponeva fino all’estate 1997 con qualche aggiornamento.

    Per tornare alla home page:
    Notizie su Municipio Roma IX, Caffarella, Appia Antica e Tang. Est
    opinioni
    salvatore.cirillo91@gmail.com
    auguri a tutti voi
    ogni cosa cogliere l’attimo a volo e la vita

  103. Salvatore ha detto

    SNS CGILNotiziario di informazione
    Anno VI n°5 – Giornalino informativo della CGIL Scuola di Genova – Redazione: Via Assarotti 19/2, 16122 GE -Direttore Responsabile Lucia Munna – Stampa in Offset in proprio presso la sede del Sindacato.Sped. in a.p. art.2 comma 20/C Legge 662/96 Filiale di Genova – Aut. Trib. Genova 40/96 del 25/09/96.

    ED ECCO IL FUTURO DELLA SCUOLA PUBBLICA
    Per Confindustria e Centro-destra !!!!!!!!!!!!!

    ……(dal documento della Confindustria presentato a Parma)
    Introdurre un modello di finanziamento legato alla domanda e non all’offerta, più flessibile e basato sul principio che il finanziamento segue l’utente.
    ……..Il corrispondente del costo per alunno in ogni livello di scolarità verrà versato alla scuola privata e pubblica scelta dalla famiglia. ………….. Questo modello di finanziamento sarà attuato attraverso il buono scuola.
    Ogni scuola o rete di scuole avrà piena libertà di spendere il buono scuola per realizzare la sua offerta formativa.
    Per realizzare quest’ultimo obiettivo è indispensabile completare il processo di decentramento trasferendo la gestione del personale della Pubblica istruzione agli Enti Locali.
    Istituire accanto al Collegio dei Docenti ,un vero e proprio Consiglio di Amministrazione responsabile della gestione della scuola.
    …….Dare la libertà ad ogni scuola o rete di scuole di scegliere liberamente i propri docenti , di variare la loro retribuzione in relazione al tipo di impegno orario, alla funzione e alla qualità del lavoro svolto.
    Poichè si parte da una condizione di eccesso di occupazione il nuovo regime di reclutamento comporterà una riduzione di posti di lavoro che può essere fronteggiata:

    potenziando i rapporti di lavoro a tempo parziale
    attivando meccanismi di ricollocamento in altri settori del mercato del lavoro
    BENE!!!!!!!
    Ecco la Riforma a costo zero, anzi sottocosto!!!!!
    Il buonoscuola è la soluzione !!!!
    Via i concorsi pubblici e le graduatorie !!!!!!!
    E il personale ATA un’ inutile sacca di privilegi!!!!!!!!!
    E i contratti?????? E la contrattazione?????
    E i diritti sanciti dalla Costituzione per i cittadini di questo paese???????
    Che importa?

    La Costituzione la riscriveranno
    con un atto Amministrativo !!!!!!!!!!!!!!!
    CONVEGNO RSU – NAPOLI 19 E 20 APRILE 2001
    CONVEGNO RSU A NAPOLI 19 E 20 ARILE

    IL SALUTO DELLA CGIL SCUOLA ALLE RSU

    BRANI DALLA RELAZIONE DI E. PANINI

    Carissime compagne e cari compagni,

    andando in giro per l’Italia, in particolare in queste settimane, ho respirato spesso un aria che non mi piace.

    Ho trovato troppa sfiducia, troppo senso della sconfitta.

    Certo, non ho trovato solo questo ma ho registrato tanto, troppo, di questi sentimenti.

    C’è ancora poca consapevolezza che si sta giocando uno scontro decisivo anche per i destini delle singole persone, innanzitutto per i più deboli.

    Non mi appartiene la cultura degli apocalittici, ma ciò che vedo e leggo mi inquieta e mi indigna.

    Vedete, io sono convinto che da ciò che metteremo in campo in questi mesi dipenderà radicalmente il segno del futuro e della democrazia nel nostro paese.

    In una società nella quale ogni 5 anni raddoppia il patrimonio delle conoscenze, nella quale anche le mansioni più semplici comportano un grado di conoscenze elevato e complesso, sapere e saper imparare diventano la linea di confine che determinerà sempre più chi comunque potrà pensare di costruire e governare un proprio futuro da cittadino e chi invece sarà relegato ai margini di questa società, in quell’area grigia di donne ed uomini che non contano se non per la loro fatica che produce la ricchezza di altri.

    Costruire l’Europa delle persone significa superare le barriere culturali che generano l’indifferenza, l’isolamento, l’intolleranza, l’esclusione perché la prima discriminazione della società contemporanea passa per il non sapere.

    Questi valori, valori costituzionali, oggi sono in serissimo pericolo: Forza Italia in Parlamento e Confindustria, con il Convegno di marzo a Parma, pongono un obiettivo immediato: l’istruzione non è un valore di tutti e per tutti, l’istruzione è un bene privato da elargire in modo commisurato al reddito di ognuno.

    Questo è il buono scuola. Dividere il bilancio dello stato per l’istruzione per ogni studente, assegnarlo alle famiglie e che ognuna lo spenda dove vuole, nella scuola statale come nella scuola privata.
    Con questa scelta si butta a mare un sistema scolastico che è il frutto di 500 anni della cultura del nostro paese.

    Tante leggi regionali sul buono scuola (Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli), con le quali si riesce a dare di più a chi già ha, non sono un caso, rappresentano un’anticipazione secondo una regia nazionale ben precisa per porre le basi per lo scontro definitivo che ha come posta in gioco la privatizzazione dell’istruzione.

    Formigoni, dopo un buono scuola incostituzionale e liberticida, oggi aggredisce ancora una volta la scuola italiana e le famiglie proponendone con il suo referendum regionale la messa in liquidazione.

    Pensate, compagne e compagni, che bella prospettiva, per noi che con le nostre battaglie lavoriamo per chiudere definitivamente la scuola del Ministero, diventare la scuola dell’assessore regionale.

    Per noi che vogliamo andare da Viale Trastevere all’Europa e questi, al massimo, ti propongono in viaggio in piedi su una tradotta che ferma a Vimercate!!

    Noi, se si farà questo referendum ci saremo e diremo la nostra.

    Compagne e compagni,

    la Cgil scuola, diversamente dal Presidente D’Amato, pensa che l’intelligenza sia il vero motore dello sviluppo, l’unico capitale che tutti abbiamo, e vuole una buona scuola pubblica per tutti non il buono scuola.

    Questo è il nostro impegno.

    Per tutto questo e per niente di meno è la nostra sfida.

    Napoli, 20 aprile 2001

    Riforma dei cicli. Avvio della scuola di base

    E’ discutibile la forzatura fatta al CNPI alcune settimane fa.
    Dopo un lavoro di mediazione per modificare la proposta di Decreto sui curricoli della scuola di base presentata dal Ministro, si è voluto far pronunciare il CNPI sulla data di avvio dei cicli per rinviarli sine die.
    Il fatto che tutte le associazioni professionali laiche e cattoliche, non solo la Cgil, non abbiano condiviso quella iniziativa significa qualcosa.

    In una società nella quale ogni cinque anni raddoppia il patrimonio delle conoscenze, sapere e saper imparare determineranno sempre più la divisione tra chi potrà essere cittadino e chi sarà escluso.
    Per questo fermare il processo di riforma e mantenere ordinamenti pensati nel passato remoto o recente è un errore di conservazione.
    La riforma è urgente e indifferibile.

    Il valore costituzionale dell’istruzione oggi è in pericolo.
    Per la destra sociale e politica di questo paese l’istruzione non è un diritto di tutti e per tutti, è un bene privato che ciascuno acquisisce in base al reddito.
    Finanziare la domanda di formazione attraverso i buoni scuola, e non finanziare l’offerta pubblica in un sistema efficiente, pluralista, laico e democratico, significa smantellare il sistema pubblico per inserire scuola e formazione nei meccanismi di mercato
    Ridurre l’offerta pubblica di istruzione significa allargare la disuguaglianza dei cittadini rispetto a un diritto.

    Oggi la privatizzazione non riguarda tanto i rapporti tra Stato e Chiesa.
    Oggi chi è ricco tende a differenziare l’accesso al sapere, investendo nella formazione dei figli. E il bonus, integrato da risorse private, è usato come forma di selezione sociale.
    La scelta dell’individualismo proprietario è di far coincidere il ruolo della persona con il suo reddito.
    Il bonus aggiunge alle differenziazioni territoriali quelle sociali.

    A questo processo si collega l’idea di scuola del “cavaliere piazzista mediatico sorridente”:
    · inglese come modello di società nordamericana,
    · internet come pulsante che sostituisce la dialettica democratica,
    · impresa ovvero il mercato come unico regolatore.

    Questa pericolosa regressione va contrastata.
    La CGIL Scuola propone una scuola pubblica che consenta a ciascuno, non uno di meno, di raggiungere il successo scolastico al livello più alto possibile, per il pieno sviluppo della persona e la partecipazione di tutti alla cittadinanza attiva (Art 3 Costituzione).

    La cultura del non uno di meno, contrapposta a quella del bonus, non è contro l’eccellenza, ma è il modo per far coincidere eccellenza ed equità.

    Le leggi regionali sul buono scuola imposte dalla destra ( Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli ) preparano lo scontro decisivo per la privatizzazione dell’istruzione.
    Dalla scuola del Ministero alla scuola dell’assessore regionale?

    Condizioni di attuazione del curricolo della scuola di base
    Proposte della segretaria nazionale della CGIL SCUOLA

    1. E’ urgente dare alle scuole l’indispensabile quadro di riferimento attraverso il confronto con le parti sociali e il coinvolgimento del personale.
    2. Per attuare la scuola di base è necessario attribuire l’organico funzionale all’intero ciclo ed estenderlo dal prossimo anno alla scuola media
    Garantire una quota adeguata di contemporaneità dei docenti per attività di laboratori, recupero, arricchimento.
    3. Passare alle 30 ore dei primi due anni della scuola di base (contro le attuali 27) senza per forza aggiungere nuove attività, ma diversificando in modo disteso i percorsi formativi.
    4. La Cgil è contraria all’attivazione di contratti a prestazione d’opera per insegnamenti appartenenti al monte ore annuale obbligatorio. (Scelta che dovrebbe comunque essere oggetto di contrattazione).
    5. Formazione. Definire un piano di interventi a supporto del nuovo impegno professionale dei docenti, aumentando le risorse a disposizione delle scuole per percorsi mirati rispondenti al fabbisogno di formazione in servizio di ciascuna.
    6. Onda anomala. La Cgil è contraria ai salti di classe previsti dall’art 11.
    E’ invece opportuno sostenere gli istituti comprensivi, che già oggi costituiscono il 42% della rete scolastica di base, disponibili a un’attuazione più rapida della riforma.
    7. Le strutture scolastiche della scuola di base. In base al DL.vo 112/98 dal 1 settembre 2002 entrano in vigore le nuove competenze degli EE.LL. in materia di rete scolastica del territorio.
    E’ opportuno che le scuole siano informate sui tempi di avvio dei nuovi interventi di riorganizzazione della rete e sulle scuole più vicine cui raccordarsi per facilitare l’integrazione delle risorse professionali.

    Libertà di insegnamento

    Altro tassello riguarda l’aggressione alla libertà degli insegnanti, alla loro libertà di ricerca, di espressione, di proposta art 33.
    L’art 33 della Costituzione è stato scritto per contrastare l’asservimento della cultura e di chi vi opera.
    La Cgil si è rivolta alla Magistratura per difendere centinaia di insegnanti finiti nelle liste informatiche di proscrizione di An perché accusati di essere democratici.

    32 ORE NELLA SCUOLA SECONDARIA

    Il Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione ha votato all’unanimità un parere negativo sulla bozza di decreto che prevede la possibilità per tutte le scuole superiori di sperimentare la riorganizzazione di piani orari e programmi allo scopo di ridurre fino a 32 ore settimanali l’orario delle lezioni.
    Il CNPI non pone in discussione l’auspicabile riduzione degli orari del curricolo obbligatorio per gli allievi.
    Esprime però riserve sulle condizioni normative, sui tempi e le modalità, sulla opportunità di prevenire quanto l’apposita commissione appena insediata sta iniziando a predisporre in relazione ai curricoli del secondo ciclo.
    A seguito di numerose richieste di informazione e chiarimenti da parte del personale interessato, la Cgil Scuola fa rilevare che sperimentare è una possibilità non un obbligo per le scuole, che la materia è di competenza dei collegi, che sono prevedibili esiti positivi solo se le iniziative sono sostenute dalla motivazione e dal consenso della maggioranza del personale coinvolto. Non se imposte dall’alto con motivazioni di concorrenza tra scuole.

    Va chiarito, inoltre, che le eventuali modifiche ai piani di studio superiori alle 32 ore settimanali devono essere raccordate con il pieno utilizzo di tutto il personale nei progetti del POF, come previsto dalla risoluzione approvata dalla Camera il 12.12.2000.

    E poiché si tratta sperimentazione legata all’attuazione della legge 30, non dimenticare quanto la stessa prevede:”il personale in servizio mantiene la sede fino alla definitiva assegnazione, che si realizza tenendo conto delle richieste, degli interessi, dei titoli e delle professionalità di ciascuno” (art 7, comma 6).

    TESSERAMENTO 2001

    Come preannunciato nei numeri scorsi del giornalino le tessere sindacali sono state distribuite dalle RSU in molte scuole; a quei compagni nella cui scuola non ci sono RSU elette dalla lista CGIL la tessera è stata invece inviata per posta.

    Invitiamo i compagni RSU delle scuole in elenco a ritirare le tessere delle loro scuole in modo da completare la distribuzione e la verifica dei dati relativi agli iscritti.

    D.D. Prato S.M.S. Durazzo
    D.D.Recco S.M.S. Caffaro
    D.D. Chiavari 1° S.M.S. Arenzano
    Ist. Compr. Oregina S.M.S. Parini
    Ist. Compr. Vallestura S.M.S. D’Azeglio
    Ist. Compr. Valtrebbia Liceo King
    Ist. Compr. Voltri Liceo Doria

    I delegati RSU che invece hanno già consegnato le tessere sono pregati di ritornare i talloncini della privacy e le tessere degli iscritti non presenti nelle loro scuole in modo da permettere la consegna delle tessere rimaste e la verifica dei dati degli iscritti.

    Intenzione nostra è quella di completare le operazioni di distribuzione e ritorno di tutto il materiale entro la fine del mese di maggio in quanto come tutti sappiamo la tessera da diritto alla riduzione della quota per la compilazio-ne del mod. 730 da parte del CAAF CGIL.

  104. Salvatore ha detto

    WIMAX : Cosa è, come funziona e Stato dell’Arte della nuova tecnologia sbarcata in Italia
    Sta arrivando in Italia e molti non sanno nemmeno di cosa si parli. Vediamo se riusciamo a fare un minimo di chiarezza su questa tecnologia, su come funziona, quali reali vantaggi porterà e lo stato dell’arte del suo sviluppo. Come di dovere iniziamo dall’acronimo: WiMax sta per Worldwide Interoperability for Microwave Access. Si parla di onde radio, come noterete. Si perchè il Wi-Max è, detto in parole povere, una nuova tecnologia (o standard per i puristi) che mira a realizzare reti di telecomunicazione a banda larga (veloci) e senza fili (wireless) su un territorio vasto, circa 50 km di raggio. L’immagine iniziale dovrebbe maggiormente chiarire di cosa stiamo parlando senza ulteriori spiegazioni. Ma perchè si è arrivati a pensare ad una tecnologia simile quando ormai il Wi-Fi è entrato in quasi tutte le case? Semplicemente per risolvere il problema delcosiddetto digital-divide (sta per ritardo digitale): aree sperdute dove è difficile e molto poco economico arrivare con le tecnologie tradizionali come l’ADSL (tradotto in pratica col doppino telefonico). Queste antenne, come detto, coprono un raggio di 50 km ed è facile intuire come anche il posto più irraggiungibile possa essere effettivamente coperto dal segnale radio. Secondo una nota del Ministero, 4,2 milioni di cittadini italiani sono privi di banda larga, vale a dire il 7,5 per cento del totale della popolazione. Questi cittadini vivono in 2.556 comuni, il 32 per cento del totale.
    Ma non è tutto. Il Wi-Max può raggiungere i 70 Mbit/s (tanto per paragone le adsl raggiungono al massimo 8 Mbit in download) su un raggio 600 volte più ampio di quello di un normale Wi-Fi. E allora? Cosa aspettiamo in Italia? Andiamo per gradi. Il range di frequenze in cui questo standard opera va da 3,4 a 3,6 Ghz: queste frequenze, in Italia, sono in gestione al Ministero della Difesa per usi/scopi militari. Dopo annose battaglie,non molto tempo fa queste frequenze sono state cedute al Ministero della Pubblica Amministrazione per l’assegnazione delle licenze (35 suddivise in 14 per macroaree interregionali e 21 a dimensione regionale). E’ chiaro che colossi telefonici del calibro di Vodafone-Tim-Wind non hanno da subito visto di buon occhio lo sviluppo di questo standard che potrebbe soppiantare in breve tempo la tecnologia UMTS le cui licenze sono state pagate a carissimo prezzo. Per farla breve, pochi mesi fa, sono state assegnate le licenze Wi-Max ufficiali e tra gli operatori vincenti troviamo AriaDSL,A.F.T.,E-VIA GRUPPO RETELIT,Telecom Italia.
    Linkem è il primo operatore, tra le aziende che si sono aggiudicate le licenze WiMax per l’Italia, ad annunciare l’avvio della commercializzazione del servizio.
    Dopo il completamento dei test pilota, annunciati lo scorso giugno, Linkem è ora in grado di concretizzare l’offerta a partire dal primo giorno di ottobre con la copertura progressiva di Lombardia e Puglia: le prime aree in cui sarà offerto il servizio saranno le province di Bari e Brescia.
    Entro la fine dell’anno la disponibilità del servizio sarà estesa anche alle province di Bergamo e Cremona sino a raggiungere la maggior parte del territorio lombardo, mentre contemporaneamente si provvederà alla copertura di Veneto e Lazio.
    Tanto per capire e rendervi conto di che tipo di offerte economiche si parla date un’occhiata al sito di Linkem.
    a tutto ciò il mio commento:
    tutta questa tecnologia a chi è utile al cittadino non ha il tempo per mettere in opera e sarà un degrado per una massa non avendo il tempo opportuno
    saluto a tutti voi

  105. Salvatore ha detto

    Legge 9 gennaio 2004, n. 4
    Pubblicata in G.U. n. 13 del 17 gennaio 2004

    La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato;

    IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
    Promulga

    la seguente legge:

    Disposizioni per favorire l’accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici

    Art. 1
    (Obiettivi e finalità)

    1. La Repubblica riconosce e tutela il diritto di ogni persona ad accedere a tutte le fonti di informazione e ai relativi servizi, ivi compresi quelli che si articolano attraverso gli strumenti informatici e telematici.

    2. È tutelato e garantito, in particolare, il diritto di accesso ai servizi informatici e telematici della pubblica amministrazione e ai servizi di pubblica utilità da parte delle persone disabili, in ottemperanza al principio di uguaglianza ai sensi dell’articolo 3 della Costituzione.

    Art. 2
    (Definizioni)

    1. Ai fini della presente legge, si intende per:

    a) «accessibilità»: la capacità dei sistemi informatici, nelle forme e nei limiti consentiti dalle conoscenze tecnologiche, di erogare servizi e fornire informazioni fruibili, senza discriminazioni, anche da parte di coloro che a causa di disabilità necessitano di tecnologie assistive o configurazioni particolari;
    b) «tecnologie assistive»: gli strumenti e le soluzioni tecniche, hardware e software, che permettono alla persona disabile, superando o riducendo le condizioni di svantaggio, di accedere alle informazioni e ai servizi erogati dai sistemi informatici.

    Art. 3
    (Soggetti erogatori)

    1. La presente legge si applica alle pubbliche amministrazioni di cui al comma 2 dell’articolo 1 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, agli enti pubblici economici, alle aziende private concessionarie di servizi pubblici, alle aziende municipalizzate regionali, agli enti di assistenza e di riabilitazione pubblici, alle aziende di trasporto e di telecomunicazione a prevalente partecipazione di capitale pubblico e alle aziende appaltatrici di servizi informatici.

    2. Le disposizioni della presente legge in ordine agli obblighi per l’accessibilità non si applicano ai sistemi informatici destinati ad essere fruiti da gruppi di utenti dei quali, per disposizione di legge, non possono fare parte persone disabili.

    Art. 4
    (Obblighi per l’accessibilità)

    1. Nelle procedure svolte dai soggetti di cui all’articolo 3, comma 1, per l’acquisto di beni e per la fornitura di servizi informatici, i requisiti di accessibilità stabiliti con il decreto di cui all’articolo 11 costituiscono motivo di preferenza a parità di ogni altra condizione nella valutazione dell’offerta tecnica, tenuto conto della destinazione del bene o del servizio. La mancata considerazione dei requisiti di accessibilità o l’eventuale acquisizione di beni o fornitura di servizi non accessibili è adeguatamente motivata.

    2. I soggetti di cui all’articolo 3, comma 1, non possono stipulare, a pena di nullità, contratti per la realizzazione e la modifica di siti INTERNET quando non è previsto che essi rispettino i requisiti di accessibilità stabiliti dal decreto di cui all’articolo 11. I contratti in essere alla data di entrata in vigore del decreto di cui all’articolo 11, in caso di rinnovo, modifica o novazione, sono adeguati, a pena di nullità, alle disposizioni della presente legge circa il rispetto dei requisiti di accessibilità, con l’obiettivo di realizzare tale adeguamento entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore del medesimo decreto.

    3. La concessione di contributi pubblici a soggetti privati per l’acquisto di beni e servizi informatici destinati all’utilizzo da parte di lavoratori disabili o del pubblico, anche per la predisposizione di postazioni di telelavoro, è subordinata alla rispondenza di tali beni e servizi ai requisiti di accessibilità stabiliti dal decreto di cui all’articolo 11.

    4. I datori di lavoro pubblici e privati pongono a disposizione del dipendente disabile la strumentazione hardware e software e la tecnologia assistiva adeguata alla specifica disabilità, anche in caso di telelavoro, in relazione alle mansioni effettivamente svolte. Ai datori di lavoro privati si applica la disposizione di cui all’articolo 13, comma 1, lettera c), della legge 12 marzo 1999, n. 68.

    5. I datori di lavoro pubblici provvedono all’attuazione del comma 4, nell’ambito delle disponibilità di bilancio.

    Art. 5
    (Accessibilità degli strumenti didattici e formativi)

    1. Le disposizioni della presente legge si applicano, altresì, al materiale formativo e didattico utilizzato nelle scuole di ogni ordine e grado.

    2. Le convenzioni stipulate tra il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca e le associazioni di editori per la fornitura di libri alle biblioteche scolastiche prevedono sempre la fornitura di copie su supporto digitale degli strumenti didattici fondamentali, accessibili agli alunni disabili e agli insegnanti di sostegno, nell’ambito delle disponibilità di bilancio.

    Art. 6
    (Verifica dell’accessibilità su richiesta)

    1. La Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento per l’innovazione e le tecnologie valuta su richiesta l’accessibilità dei siti INTERNET o del materiale informatico prodotto da soggetti diversi da quelli di cui all’articolo 3.

    2. Con il regolamento di cui all’articolo 10 sono individuati:

    a) le modalità con cui può essere richiesta la valutazione;
    b) i criteri per la eventuale partecipazione del richiedente ai costi dell’operazione;
    c) il marchio o logo con cui è reso manifesto il possesso del requisito dell’accessibilità;
    d) le modalità con cui può essere verificato il permanere del requisito stesso.

    Art. 7
    (Compiti amministrativi)

    1. La Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento per l’innovazione e le tecnologie, anche avvalendosi del Centro nazionale per l’informatica nella pubblica amministrazione di cui all’articolo 4, comma 1, del decreto legislativo 12 febbraio 1993, n. 39, come sostituito dall’articolo 176 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196:

    a) effettua il monitoraggio dell’attuazione della presente legge;
    b) vigila sul rispetto da parte delle amministrazioni statali delle disposizioni della presente legge;
    c) indica i soggetti, pubblici o privati, che, oltre ad avere rispettato i requisiti tecnici indicati dal decreto di cui all’articolo 11, si sono anche meritoriamente distinti per l’impegno nel perseguire le finalità indicate dalla presente legge;
    d) promuove, di concerto con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, progetti, iniziative e programmi finalizzati al miglioramento e alla diffusione delle tecnologie assistive e per l’accessibilità;
    e) promuove, con le altre amministrazioni interessate, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, l’erogazione di finanziamenti finalizzati alla diffusione tra i disabili delle tecnologie assistive e degli strumenti informatici dotati di configurazioni particolari e al sostegno di progetti di ricerca nel campo dell’innovazione tecnologica per la vita indipendente e le pari opportunità dei disabili;
    f) favorisce, di concerto con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali e con il Ministro per le pari opportunità, lo scambio di esperienze e di proposte fra associazioni di disabili, associazioni di sviluppatori competenti in materia di accessibilità, amministrazioni pubbliche, operatori economici e fornitori di hardware e software, anche per la proposta di nuove iniziative;
    g) promuove, di concerto con i Ministeri dell’istruzione, dell’università e della ricerca e per i beni e le attività culturali, iniziative per favorire l’accessibilità alle opere multimediali, anche attraverso specifici progetti di ricerca e sperimentazione con il coinvolgimento delle associazioni delle persone disabili; sulla base dei risultati delle sperimentazioni sono indicate, con decreto emanato di intesa dai Ministri interessati, le regole tecniche per l’accessibilità alle opere multimediali;
    h) definisce, di concerto con il Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri, gli obiettivi di accessibilità delle pubbliche amministrazioni nello sviluppo dei sistemi informatici, nonché l’introduzione delle problematiche relative all’accessibilità nei programmi di formazione del personale.

    2. Le regioni, le province autonome e gli enti locali vigilano sull’attuazione da parte dei propri uffici delle disposizioni della presente legge.

    Art. 8
    (Formazione)

    1. Le amministrazioni di cui all’articolo 3, comma 1, nell’ambito delle attività di cui al comma 4 dell’articolo 7 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nonché dei corsi di formazione organizzati dalla Scuola superiore della pubblica amministrazione, e nell’ambito delle attività per l’alfabetizzazione informatica dei pubblici dipendenti di cui all’articolo 27, comma 8, lettera g), della legge 16 gennaio 2003, n. 3, inseriscono tra le materie di studio a carattere fondamentale le problematiche relative all’accessibilità e alle tecnologie assistive.

    2. La formazione professionale di cui al comma 1 è effettuata con tecnologie accessibili.

    3. Le amministrazioni di cui all’articolo 3, comma 1, nell’ambito delle disponibilità di bilancio, predispongono corsi di aggiornamento professionale sull’accessibilità.

    Art. 9
    (Responsabilità)

    1. L’inosservanza delle disposizioni della presente legge comporta responsabilità dirigenziale e responsabilità disciplinare ai sensi degli articoli 21 e 55 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, ferme restando le eventuali responsabilità penali e civili previste dalle norme vigenti.

    Art. 10
    (Regolamento di attuazione)

    1. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, con regolamento emanato ai sensi dell’articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, sono definiti:

    a) i criteri e i princìpi operativi e organizzativi generali per l’accessibilità;
    b) i contenuti di cui all’articolo 6, comma 2;
    c) i controlli esercitabili sugli operatori privati che hanno reso nota l’accessibilità dei propri siti e delle proprie applicazioni informatiche;
    d) i controlli esercitabili sui soggetti di cui all’articolo 3, comma 1.

    2. Il regolamento di cui al comma 1 è adottato previa consultazione con le associazioni delle persone disabili maggiormente rappresentative, con le associazioni di sviluppatori competenti in materia di accessibilità e di produttori di hardware e software e previa acquisizione del parere delle competenti Commissioni parlamentari, che devono pronunciarsi entro quarantacinque giorni dalla richiesta, e d’intesa con la Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281.

    Art. 11
    (Requisiti tecnici)

    1. Entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge il Ministro per l’innovazione e le tecnologie, consultate le associazioni delle persone disabili maggiormente rappresentative, con proprio decreto stabilisce, nel rispetto dei criteri e dei princìpi indicati dal regolamento di cui all’articolo 10:

    a) le linee guida recanti i requisiti tecnici e i diversi livelli per l’accessibilità;
    b) le metodologie tecniche per la verifica dell’accessibilità dei siti INTERNET, nonché i programmi di valutazione assistita utilizzabili a tale fine.

    Art. 12
    (Normative internazionali)

    1. Il regolamento di cui all’articolo 10 e il decreto di cui all’articolo 11 sono emanati osservando le linee guida indicate nelle comunicazioni, nelle raccomandazioni e nelle direttive sull’accessibilità dell’Unione europea, nonché nelle normative internazionalmente riconosciute e tenendo conto degli indirizzi forniti dagli organismi pubblici e privati, anche internazionali, operanti nel settore.

    2. Il decreto di cui all’articolo 11 è periodicamente aggiornato, con la medesima procedura, per il tempestivo recepimento delle modifiche delle normative di cui al comma 1 e delle innovazioni tecnologiche nel frattempo intervenute.

    La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sarà inserita nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica Italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.

    Data a Roma, addì 9 gennaio 2004

    CIAMPI
    Berlusconi, Presidente del Consiglio dei Ministri
    Stanca, Ministro per l’innovazione e le tecnologie

    Visto, il Guardasigilli: Castelli

  106. antonio ha detto

    salve
    volevo un informazione sulle malattie, sono statale comp scuola pers ata, ex comunale trasf allo stato come bidello,nel 1997 il comune ci sottopose a vista ospedaliere e mi trovarono i bronchi che non funzionavano bene, ed’altre patologie, e mi diete una certificazione che io non potevo fare ne riordino e ne pulizzie nella scuola, ma solo sorveglianza, trasferiti allo stato con la legge 124, mi hanno imposto di continuare a fare pulizie ed’altro, e si sono fregati di quel documento che mi aveva rilasciato l’ospedale e il comune, in quando quel documento att’oggi e nel mio fascicolo della scuola, e per questa patologia ho fatto molte assenze per malattia, ritornando al ministro brunetta dico:
    se il medico fa la certificazione del mio stato di salute, e viene anche il medico di controllo, vorrei sapere pche debbo pagare queste malattie??
    se gentilmente mi potreste dare un consiglio, e come mi potrei muovere, ho fare causa al ministero pubblica istruzione
    grazie
    sandomenico antonio
    napoli

  107. antonio ha detto

    sono un bidello statale
    ignorante in materia di medicina,
    con la mia ignoranza,e’ l’inteligenza dei dotti,ministri, avvocati, giudici etc etc
    vorrei capire: se un medico fa la certificazione di un paziente che sta male, e viene il medico di controllo attesta che il paziente sta male, pche dobbiamo pagare ste malattie?
    scusatemi della mia ignoranza

    • comunque e inutile scrivere sul vostro sito, perche nessuno dei grandi, cioe’ ministri e assessori li legge, ho scritto inutilmente, soldi indietro non li ho avuti, e nessuno dei ministri sene fregato
      vi saluto
      antonio sandomenico napoli

  108. raffaele ha detto

    X il Sig. Antonio, la grave patologia, deve essere documentata e certificata da una apposita commissione ASL, la quale, dopo apposita visita, provvederà ad emettere verbale ed inviarlo alla segreteria di appartenenza. Solo allora i giorni di assenza riconducibile a questo specifico evento di malattia, non le saranno decurtati.
    Raffaele.

  109. modestino ha detto

    il ministro brunetta non mica sa che i dipendenti che vanno a lavoro hanno una età oltre i 50 anni come il sottoscritto e diciamo la verità con tutte le malattie che abbiamo addosso che non si vedono perchè ci lamentiamo quanto nessuno ci vede e con tutto ciò andia l’ostesso al proprio posto di lavoro,
    fate una legge che si va in pensione per tutti a 50 anni di età
    e assumete i giovani anticipatamente e fate circolare continuamente la rotazione di assunzione e pensionamento e vedrete che dopo alcuni anni si stabbilirà il ciclo di rotazione ,cosi’ noi poveri 50 enni avremo più tempo in buona salute prima di morire.scusate il compimento della scrittura,al volo.

  110. ninni ha detto

    Il vero problema siamo noi, che qualsiasi cosa fanno e dicono noi ubbidiamo, invece dovremmo reagire con tutte le nostre forze e in qualsiasi modo per poter abbattere questi atti terroristici nei nostri confronti. La nostra paga si aggira intorno ai 1.200 euri e ci vogliono decurtare – tanto loro se ne fregano perchè i milioni a loro entrano sempre in tasca e il popolino paga sempre . Ma suona suona che sarai suonato.

  111. ninni ha detto

    Perchè il Sig. Brunetta non mette una legge anche per tutti i Sig.ri Ministri che a quando mi risulta sono i più assenteisti di tutti e si mettono palate di milioni nelle loro tasche a discapito di noi poveri impiegati statali? E come mai agli extracomunitari danno vitto e alloggio gratis con soldi , sigarette e carte telefoniche? Oè ribelliamoci e facciamo sentire la nostra voce che non se ne può più.

  112. ninni ha detto

    A Luca Neri e a tutti quelli che svolgono la propria attività in condizioni bruttissime , avete tutta la mia solidarietà perchè vi capisco benissimo.

  113. Luca Neri ha detto

    Ninni, grazie per la solidarieta’ ma io non sono un dipendente pubblico. Lavoro negli Stati Uniti come epidemiologo.

  114. elisabetta ha detto

    è una vergogna che molti vogliano essere pagati per malattie inesistenti, solo per il pretesto di non lavorare ed avere lo stipendio. Inoltre i periodi di malattia sono a carico di un Ente che comunque utilizza i soldi dei cittadini che lavorao. Questo è ancor pià vergognoso, ma anche il fatto che non esistono controlli.
    Che dire poi di un lavoratore (??) che ottiene un certificato medico di 1 mese dal curante, senza dire nulla a nessuno o chiedere autorizzazioni, parte per Costa D’Avorio per farsi curare (periodo richiesto 6 mesi )….. chi lo paga nel frattempo ? E’ a carico degli italiani anche questo ? Nessuno controlla ? E’ questo il valore aggiunto per il lavoro che gi stranieri portano all’Italia ? E se tutti gli stranieri si mettono in malattia per 6 mesi andando ai loro paesi di origine per le terapie ? Come si controlla questo ? Ma ragazzi ci pensate al disastro economico che già abbiamo e che è diventato un vortice e non so pià cosa potrà diventare a forza di riconoscere diritti e solo diritti ma niente doveri ??
    Io sono stanca di lavorare per pagare certi approfittatori. E voi ? Accetto una giusta immigrazione, con diritti e doveri, ma con il rispetto delle regole. E’ tutto molto discriminante e razzista nei confronti dei lavoratori italiani. Addirittura conosco casi di richiesta (e ovvio pagamento) di assegni familiari per figi inesistenti, dichiarati con le AUTOCERTIFICAZIONI !!!! Chi controlal anche questo ? Nessuno. Siamo messi male da oltre 25 anni con queste storie e il fondo del barile lo abbiamo rasciato da un pezzo; ormai siamo sotto e scaviaòo un tunnel. Questo costi di cui nessuno parla ed ha il coraggio di affrontare, sono il vero disastro economico italiano.
    Bonne chance !!

  115. Luca Neri ha detto

    Elisabetta, ma che c’entra l’immigrazione? Fai una confusione sconfortante.

    Gli immigrati sono una risorsa per il paese. Lo dicono tutti gli studi condotti in Italia e all’estero. Ma la nostra miopia e questo modo di discutere umorale fa in modo che in Europa e negli USA emigrino anche persone altamente qualificate. In Italia, purtroppo solo braccianti sfruttati indegnamente. D’altronde quale professionista viene in un paese che mette i figli degli immigranti in classe ghetto, dove l’evasione fiscale e il nero sono l’unica possibilita’ di trovare lavoro, dove i permessi di soggiorno sono gentilmente assegnati con anni di ritardo.

    Su tutto il resto si capisce solo una grande rabbia e una grande paura. Ma che cosa volevi dire?

    La legge fatta da Brunetta e’ una sciocchezza e i controlli costano. Ti invito a leggere questi miei commenti:

    http://innovatorieuropeistlouis.wordpress.com/2008/08/06/leffetto-brunetta-e-una-bufala/
    http://innovatorieuropeistlouis.wordpress.com/2008/07/18/tra-il-dire-e-il-farece-di-mezzo-brunetta/

    Come vedrai sono l’ultimo che difende l’assenteismo. Ma questo non significa che il ministro abbia fatto una buona legge.

  116. Salvatore ha detto

    ASSOCIAZIONE NAZIONALE GIUDICI DI PACE
    “la giustizia al servizio del cittadino”
    Via Teulada n. 40 00195 Roma
    http://www.giudicedipace.org http://www.magistraturadipace.it

    INAUGURAZIONE ANNO GIUDIZIARIO
    CORTE DI CASSAZIONE 25 GENN.2008
    CORTI D’APPELLO 26 GENN.2008

    Sig. Presidente, autorità convenute,signori partecipanti,

    l’Associazione Nazionale Giudici di Pace , fondata nel 1994 , la più antica e la più rappresentativa tra le associazioni dei gdp , ha scelto da sempre di partecipare al più ampio dibattito sulla giustizia che ogni anno si tiene in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario , al di là dell’aspetto formale e protocollare. Chiediamo la vostra attenzione per pochi minuti , consapevoli della gravità dei tempi per i noti fatti che si sono manifestati in questi ultimi giorni. Tuttavia non vogliamo sottrarci dall’esprimere le nostre osservazioni sull’anno decorso e sulle prospettive future per la giustizia in generale e per la giustizia di pace in particolare .

    Per i giudici di pace è stato un anno difficile . Molto difficile . Un carico di tensione , quasi una destabilizzazione , ci è stata scaricata addosso dal ministero di giustizia . Alla prospettiva di un consiglio giudiziario proprio per i gdp , che lasciava ben sperare ,ha fatto seguito un disegno di legge , presentato al consiglio dei ministri ,che determinava in peggio lo status del gdp : mancanza di certezza nei rinnovi degli incarichi, stop and go , trasferimenti obbligatori dopo otto anni , direzione e controllo degli uffici affidati ai giudici di carriera , lavoro in nero senza previdenza ed assistenza ed altro . Il disegno di legge si arenato dopo che la categoria è scesa in sciopero per una settimana ed ha trovato nello stresso consiglio dei ministri un ascolto attento e consapevole .

    Ritenevamo che un tavolo di trattative avrebbe reso possibile il raggiungimento di soluzioni soddisfacenti .Nulla di più errato . Il ministero abbandonava il progetto di status, rivolto ai soli gdp , e con ripetuti incontri presentava all’attenzione dei sindacati dei gdp un altro disegno di legge che stravolgeva totalmente la figura costituzionale del gdp sino alla sua identificazione con tutti i giudici onorari di tribunale e con i vice procuratori onorari .
    E’ all’o.d.g. del consiglio dei ministri , ed è enunciato nella relazione dell’ex guardasigilli Mastella la “Riforma della magistratura onoraria, riordino degli uffici giudicanti di primo grado e interventi urgenti per la definizione del contenzioso pendente “
    In pratica si sopprime l’ufficio del gdp (art. 3 e art.3 c.f)) , trasformandolo in articolazione dei tribunali , sotto la direzione di un giudice di carriera . Le relative competenze sono trasferite ai tribunali . Si elimina il grado di giudizio del gdp . Le conseguenze , non calcolate in alcun modo , saranno un ritardo enorme nel rendere giustizia . I tribunali diventeranno il luogo di tutti i contrasti. Altro che accelerazione dell’attività ! Proprio nel momento in cui le statistiche iniziano a segnare una positività presso gli stessi tribunali ! Nel mentre si scaricano sulle Corti d’Appello finanche i ricorsi per le multe del codice della strada . E’ quanto dire . Bel risultato . Vi è da essere facili profeti nel prevedere un disastro e ci si chiede in che mondo vivano i legislatori di oggi. -1-

    Sulla materia non abbiamo sentito alcuna voce che sia pervenuta dal mondo della giustizia. Quasi una rassegnazione o un’ attesa di chi la sa lunga . L’ANM , e l’avvocatura direttamente interessati , tacciono . Colpevolmente . Non immaginano che i gdp non si faranno sfruttare come i GOT ed i VPO . Gli scioperi che hanno interessato il 90% dei gdp non hanno insegnato nulla . Notiamo invece segnali di attenzione da parte delle Regioni , espropriate del loro diritto costituzionale ( art.116 ) di organizzare i gdp , e nel mondo delle associazione degli utenti della giustizia e più in generale dei cittadini , ormai convinti del buon operato dei giudici di prossimità , che in pratica scomparirebbero, presi come dovranno essere , se vorranno mantenere il posto , a portare la loro forza lavoro alla definizione del contenzioso pendente presso il tribunale . Infatti è lecito pensare che il dirigente di sezione, giudice di carriera ( non più coordinatore ) , spingerà in tale direzione e poi sorveglierà che i gdp partecipino ai corsi di formazione ed ai collegi e sostituisca il magistrato impedito e che sia presente per quindici udienze mensili . Un compito per i magistrati di carriera di cui è lecito ritenere che svolgeranno solo per spirito di servizio , essendo altro il lavoro che hanno scelto con tanti sacrifici quotidiani .
    Giova dire che il disegno di legge va in direzione opposta a quanto enunciato nello stesso programma dell’Unione , che al contrario prevedeva uno sviluppo ulteriore delle attività dei gdp . “il cui ruolo è ormai indispensabile per la nostra giustizia “ ( leggere per credere ). Di questo non si è accorto il ministro ,né il sottosegretario delegato. In tale ottica, inascoltati dal ministero , abbiamo formulato delle semplici osservazioni , senza stravolgere il sistema . 1. Si aumenti la competenza per valore e per materia del gdp . 2. Si dia al gdp l’arretrato pendente in tribunale in funzione delle nuove competenze , per come è già avvenuto in passato allorchè vennero soppresse le preture . Iniziative semplici che non mortificano i magistrati di tribunale , chiamati a prendere atto che è necessario l’intervento dei gdp per deflazionare il carico pendente ed a far da controllori –dirigenti dei nuovi GOA, in un’attività ovviamente non voluta da parte di chi ha scelto di amministrare la giustizia .
    Tutto questo è stato perpetrato in una ben congegnata campagna di stampa . Il giornale “La “Repubblica “ il giorno 24 dicembre u.s. pubblica testualmente ……”Se si aggiunge l’urgenza di rivedere la figura dei giudici di pace , che percepiscono la discreta somma di 72mila europio l’anno ma sono utilizzati in modo sporadico e disorganizzato, si capisce la necessità di rivedere la geografia degli uffici giudiziari con l’accorpamento dei tribunali minori “……………. Quanto di più falso non poteva essere scritto . Nel 2006 sono stati erogati per i gdp €83.000.000 per n.3234 giudici. Dividendo tale somma si ha una media di € 24.737 lordi per ogni gdp . Media si badi bene , giacchè siamo pagati a cottimo , con un ritardo di due mesi , senza ferie , senza previdenza ed assistenza medica . Nel disegno di legge tale retribuzione , basata esclusivamente sul cottimo , è stata eletta a sistema . Un fatto indegno per uno stato civile .
    Tutto questo ci è stato determinato verso i gdp nell’anno decorso .

    E’ dovuto al nostro senso dello stato se , nonostante tutto , mantenendo i nervi saldi , abbiamo contribuito al pari degli altri operatori , a far muovere la macchina della giustizia , dando risposte celeri ,nonostante siamo sotto organico di 1466 unità sulle 4700 previste , con problemi enormi anche per la mancanza di personale amministrativo . Nessuna frettolosa statistica , come quella contenuta nel programma ministerile , fatta di più e di meno , senza essere corroborata da numeri , ci potrà mai convincere del contrario .
    Anche quest’anno , orgogliosi del nostro lavoro , vogliamo concludere con un ringraziamento verso tutti i giudici di pace e verso i collaboratori in ogni sede per quanto ciascuno fa e porci ancora una volta una semplice domanda : : “ che ne sarebbe della giustizia italiana senza il milione e mezzo di cause definite dai 3243 gdp , con una media di 463 procedimenti per ogni giudice ? La risposta è lapalissiana . La giustizia italiana dal conclamato collasso si avvierebbe inesorabilmente ad una morte sicura. -2-
    Grande sarebbe il disdoro per tanti cittadini , per i meno abbienti , meno tutelati da un sistema di norme che sembrano fatte apposta per allontanarli dalla giustizia , in favore di chi si può permettere lunghe e costose cause sino al raggiungimento dell’obiettivo ,che in penale si chiama ,di volta in volta, prescrizione, indulto , amnistia ed in civile tempi biblici e dilatati sino allo sfinimento delle parti.

    Concludendo : duecento anni fa i governanti napoleonici , a fronte di una giustizia amministrata dai Tribunali , istituirono anche in Italia i giudici di pace , con i gdp dislocati nei quartieri delle grandi città , affinché questi , veri giudici di prossimità, potessero meglio adempiere sia alla conciliazione che ad amministrare la giustizia più rapidamente , in modo che questa abbia un senso compiuto, se esercitata nel luogo ove il vulnus sia avvenuto ( pensiamo all’ingiuria, alle molestie ,alle lievi lesioni ecc. )
    Nel 1991 il legislatore ripropose tale ordinamento . Nel 2002 i gdp vennero riconosciuti in Costituzione (art.116). Riteniamo che tutto sia andato per il meglio , se solo riprendiamo le relazioni dei procuratori generali ,prima e dei presidente i delle Corti dopo , nell’inaugurazione degli anni giudiziari . Certo tutto è migliorabile e su questo siamo impegnati . Nel 2008 , a distanza di duecento anni si vorrebbe di nuovo cancellare un’esperienza , ormai da tutti consacrata come insostituibile , per tornare indietro . Al giudice monocratico . adiuvato in funzione ancillare da giudici più o meno onorari . Confidiamo nel buon senso di tutti per scongiurare un simile evento .

    Ma vogliamo dire con grande chiarezza che se anche nel corrente anno le attese dei gdp verranno frustrate ancora una volta c senza che si intraveda un reale cambiamento di rotta nel senso auspicato dal comune sentire , l’Associazione Nazionale , forte del consenso acquisito in quattordici anni di attività presso l’opinione pubblica , e che in questa sede ho l’onore di rappresentare , trarrà le dovute conseguenze , senza nulla escludere , con azioni di imputazione di carattere nazionale ed internazionale , ricorrendo anche ai parlamenti ed alle corti in difesa di diritti, che uno stato di antica civiltà giuridica non può ignorare ulteriormente .

    Con questo spirito , che è di servizio nei confronti dei cittadini, ci auguriamo che l’anno appena iniziato, sia foriero di un lavoro sereno e tranquillo anche per i gdp e per tutti gli operatori della giustizia, nell’interesse di tutti gli Italiani.

    Il presidente distrettuale Il presidente nazionale
    Avv. Francesco Cersosimo

    -3-

    Andrea Riccardi (Chiesa Cattolica)

    “Quell’evento (di Assisi) non poteva rimanere isolato. Aveva infatti, una forza spirituale dirompente: era come una sorgente…” – così ha scritto Giovanni Paolo II ai leader religiosi presenti a uno dei quindici incontri internazionali seguiti a quella memorabile giornata. Nel 1986, il mondo era bloccato nella guerra fredda. Ma non abbiamo pregato invano ad Assisi e nello spirito di Assisi!

    Abbiamo visto come la preghiera libera nuove energie di pace. Ci sono stati cambiamenti epocali: le transizioni pacifiche dal comunismo nell’Est europeo, le pacificazioni in America del Centro e del Sud, in Asia. Ho visto da vicino ritornare la giustizia in Sud Africa, la pace in Mozambico. Nuove energie d’amore preparano la pace.

    Con la sua preghiera insistente, la Chiesa non accetta che la guerra sia ineluttabile. Sono aumentati gli operatori di pace. Nel secolo passato non pochi di essi sono caduti: dal loro sangue è germogliata la pace! Il loro sangue ha raggiunto quello di missionari, dei caduti per la carità e la giustizia. I nuovi martiri del Novecento testimoniano la forza, umile e debole, dei cristiani, più forte del male. Anche per la loro testimonianza, non siamo rassegnati alle povertà del mondo e alla guerra, madre di tutte le povertà.

    Tanti conflitti sono ancora aperti. La Chiesa non dispera né si rassegna. Ricorda la dimensione interiore della pace. Gli operatori di pace saranno chiamati figli di Dio e i miti erediteranno la terra.
    All’inizio dell’anno i messaggi per la Giornata mondiale della pace svegliano dalla rassegnazione alla guerra o dall’irresponsabilità verso il male. Dove è proclamato e vissuto il Vangelo, si apprende a non disperdere il gran dono della pace, come diceva il beato Papa Giovanni XXIII. Ogni Chiesa locale, ogni comunità cristiana, ogni famiglia diventa il santuario della pace.

    La lezione storica degli ultimi decenni e di tutto il Novecento ci dice: la pace è possibile e la guerra è un’avventura senza ritorno. Infatti, noi cattolici, con tutti i cristiani, con i credenti delle grandi religioni, abbiamo compreso meglio che solo la pace è santa, mai la guerra! Per questo, oggi, di fronte alla durezza di questi tempi accogliamo con speranza ed entusiasmo l’invito del Papa ad aprire “il cuore e l’intelligenza alle sfide che ci attendono”.

  117. Salvatore ha detto

    adesso l’ENPAM a Roma vuole vendere i palazzi ma noi portieri con età 44 anni che facciamo gli ci ussume?il sindacato non viene incontro al nostro operato? o noi non siamo considerati ogniuno di noi ha famiglia da mantenere ,o forse siamo solo buoni a pagare le tasse alla nostra bene amata patria senza riconoscimento il sidacato promette senza avere esito di ciò che è stato stipulato con i grandi capi (vergogna)PROPRIETARI DI FABBRICATI, Integrativo ENPAM 28/02/2003
    VERBALE DI INCONTRO

    In data 28/02/03 presso l’E.N.P.A.M. in Roma, Via Torino 38, si incontrano i rappresentanti delle organizzazioni sindacali nazionali dei portieri nelle persone dei Sigg.ri :

    – DOTT. M. NOZZI per la FILCAMS-CGIL;
    – DOTT. S. FALCONE per la FISASCAT-CISL;
    – SIG. B. CARLI per la UILTUCS-UIL
    – SIG. C. DE MATTEO per la RSA Portieri Enpam/Filcams
    – SIG. C. CELESTINO ’’ ’’ ’’

    e l’Enpam rappresentato dal Vice Presidente Dott. Angelo PIZZINI coadiuvato dai Funzionari Ing. Luigi CACCAMO e Avv. Cesare BIANCHINI.
    La presente riunione è conclusiva di una serie di riunioni, richieste dai sindacati nazionali dei portieri, aventi ad oggetto la stipula di un contratto integrativo di quello nazionale scaduto il 31/12/2002.
    In tali riunioni l’Ente ha spiegato le ragioni per le quali non intende sottoscrivere un contratto integrativo ed ha comunque manifestato la disponibilità ad operare unilateralmente modifiche ad alcuni istituti contrattuali che di seguito saranno tassativamente elencate.
    Nelle predette riunioni l’Ente ha altresì ribadito, e le OO.SS. ne hanno preso atto, che il rapporto di lavoro che lega i lavoratori con mansione di portiere degli immobili da reddito all’ENPAM è strettamente discendente dalla circostanza che l’Ente è attualmente proprietario di immobili e che, pertanto, qualora l’Ente dovesse alienare immobili dotati di servizio di portierato il rapporto di dipendenza con l’E.N.P.A.M. verrebbe conseguentemente a cessare.
    Si riportano di seguito l’elenco delle modifiche al rapporto contrattuale che gli uffici sottoporranno al vaglio del Consiglio di Amministrazione.

    MODIFICHE AL TRATTAMENTO CONTRATTUALE VIGENTE

    A – RIDUZIONE DA 3 A 2 GIORNI DEL PERIODO INIZIALE DI MALATTIA SENZA RETRIBUZIONE; IL TERZO GIORNO VIENE RETRIBUITO CON L’INDENNITA’ DI Euro 25,82 LORDE COSI’ COME PREVISTO PER I GIORNI SUCCESSIVI DAL CCNL; DAL 4° ALL’8° GIORNO DI MALATTIA INDENNITA’ DI Euro 25,82 GIORNALIERE; DAL 9° AL 20° GIORNO OLTRE ALL’INDENNITA’ DI Euro 25,82 GIORNALIERE PREVISTE DAL CONTRATTO VERREBBE EROGATA UNA INTEGRAZIONE DI Euro 7,74 GIORNALIERE; LA SOMMA DELLE DUE VOCI PERALTRO NON DOVRA’ SUPERARE IL 90 % DELLA RETRIBUZIONE GIORNALIERA DI FATTO. DAL 21° GIORNO DI MALATTIA IN POI VERRA’ APPLICATO IL NORMALE TRATTAMENTO CONTRATTUALE ( Euro 28,40 GIORNALIERE FINO AL 180° GIORNO). POICHE’ IL CCNL DI LAVORO PREVEDE CHE L’INDENNITA’ VENGA EROGATA CON L’ESCLUSIONE DELLA DOMENICA IL LAVORATORE SARA’ INDENNIZZATO NELLA MISURA DI Euro 25,82 PER OGNI DOMENICA E COMUNQUE NELLA MISURA PREVISTA DAL CCNL.
    B – IN CASO DI GRAVE LUTTO FAMILIARE (MORTE DI PARENTI ENTRO IL SECONDO GRADO O DI AFFINI ENTRO IL PRIMO GRADO) SI CONCEDE UN ULTERIORE GIORNO DI PERMESSO RETRIBUITO OLTRE I TRE PREVISTI DAL CCNL IN CASO DI COMPROVATA NECESSITA’ DI RECARSI PER ESEQUIE O ALTRO IN LOCALITA’ OLTRE I 200 KM DAL LUOGO DI LAVORO.
    C – VIENE CONCESSO UN GIORNO DI PERMESSO RETRIBUITO PER LA NASCITA DI FIGLI.
    D – VERRA’ STIPULATA CON ONERE A CARICO DELL’ENTE (Euro 51,64 PER ANNO) LA POLIZZA SANITARIA GIA’ PREVISTA PER GLI ISCRITTI PREVIO ACCORDO CON LE ASSICURAZIONI GENERALI.
    E – PER QUANTO RIGUARDA L’ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO E QUINDI L’ARTICOLAZIONE DEGLI ORARI PREVISTI DAL CCNL NONCHE’ LE DOTAZIONI DI SICUREZZA (TUTE, GUANTI, STIVALI, ECC.) PROVVEDERANNO IN SEDE LOCALE I GESTORI DEGLI IMMOBILI DELL’ENTE.

    Le suddette modifiche saranno sottoposte al vaglio del Consiglio di Amministrazione per l’eventuale approvazione e diverranno operative solo successivamente alla medesima.
    Da parte delle Organizzazioni Sindacali viene espressa analoga riserva circa l’approvazione definitiva da parte dei propri Organismi.

    Campagna contro il razzismo
    Filcams CGIL Nazionale Via Leopoldo Serra,31 00153 Roma
    http://www.filcams.cgil.it

    Anonymous

  118. La Società del Marketingâ

    Titolo: Addio, Dolce Vita. A survey of Italy

    Gennaio 2006

    Autore: John Peet

    Editore: The Economist, Nov 26th, 2005

    A prima vista la vita in Italia sembra ancora dolce, ma le imprese (soprattutto le PMI familiari) sono sotto pressione e perdono competitività sui mercati esteri, perchè i costi sono aumentati ma la produttività no; i prezzi sono aumentati dopo l’euro e hanno indebolito il potere d’acquisto; le infrastrutture (strade, ferrovie e aeroporti) scendono sotto gli standard europei; scuola e università sono indietro e la spesa in R&S è bassa; la famiglia tiene, ma il 40% dei giovani 30-34enni vive con i genitori perché non lavora o non guadagna abbastanza; l’evasione fiscale, l’abusivismo edilizio e la criminalità sono in aumento; il quadro demografico è terribile: bassa natalità da anni, allungamento della vita (e delle pensioni) e – quel che è peggio – solo il 57% di occupati.

    Il governo vuole dare la colpa alla congiuntura internazionale (che non ha aiutato) e all’euro, che invece ha tenuto bassa l’inflazione (e il costo del debito). Il vero problema è non poter più ricorrere al vecchio modello “alta inflazione – alto debito pubblico – frequenti svalutazioni monetarie”. Ma di ciò l’euro non è la causa, bensì la conseguenza. Dopo le forti svalutazioni del ’92 e del ‘95/’96, gli altri Paesi europei (specialmente la Francia) erano furiosi, e se l’Italia avesse continuato così, il mercato comune europeo sarebbe finito. In effetti l’euro ha messo in luce le debolezze dell’Italia, che sono di natura microeconomica: rigidità nei prodotti e nel mercato del lavoro e insufficiente concorrenza. Secondo l’OCSE, per l’Italia “è ironico che l’ingresso nell’euro ha rilassato la percezione della necessità di riforme strutturali”. L’euro è stato percepito come un punto d’arrivo, non come il preludio alle riforme strutturali. Ecco le principali cause dei problemi economici.

    La famiglia. È il motivo per cui la partecipazione delle donne al lavoro è bassa, la mobilità sociale e lavorativa è scarsa e, soprattutto, le imprese sono piccole e chiuse ai capitali di terzi. La famiglia è stata un vantaggio dell’economia italiana (che ha dato vita ai “distretti industriali”) negli anni ’60 e ’70, quando era sufficiente vendere nel mercato domestico o al massimo esportare nei mercati vicini (Francia e Germania) e affidarsi alla banca locale. Ma oggi la competizione globale (e asiatica) premia molto la dimensione, che consente di vendere ovunque e produrre dove è più conveniente. E poi troppe PMI operano nel settore sbagliato, dove competono ancora sul basso costo del lavoro, invece di puntare a nuove nicchie di mercato con il design, il marketing e la tecnologia.

    La scarsa concorrenza. Le liberalizzazioni sono incomplete. Lo Stato controlla ancora ENI ed ENEL. Le banche, privatizzate, hanno fatto progressi, ma la Banca d’Italia ha tenuto fuori i capitali stranieri, cosa che spiega come mai le tariffe delle banche (e i profitti) sono tra i più alti d’Europa.

    La burocrazia e la giustizia. Sono lente. La P.A. è inefficiente e spesso corrotta.

    Il turismo sottosviluppato. Ha bisogno di più investimenti e più concorrenza. Il settore è sorprendentemente sottosviluppato e i prezzi di hotel e ristoranti sono inspiegabilmente alti. Nel ’70 l’Italia era la prima destinazione al mondo, ora è la quinta dopo Francia, Spagna, America e Cina.

    I servizi. Pesano per 2/3 del Pil ma soffrono tutti (negozi, taxi, farmacie, professioni) di scarsa concorrenza. Il concetto stesso di servizio è piuttosto sottovalutato. L’Italia sembra soffrire di una diffusa cultura anti-business e anti-customer. Gli italiani saranno anche intraprendenti e creativi, ma assolutamente non pro-market. Del resto, DC, PCI e la Chiesa hanno sempre disdegnato il profitto.

    Le infrastrutture inadeguate. Richiedono investimenti che il Paese non attrae.

    L’alto costo del lavoro. Causato soprattutto dal “cuneo fiscale” (tra i più grandi d’Europa).

    Il Sud. Un’economia povera, troppo dipendente da attività statali, con un’alta disoccupazione, una corruzione diffusa e la criminalità organizzata. L’Italia è fatta di due paesi: 37 milioni di affluenti che vivono nel centro/nord e 20 milioni molto più poveri che vivono al sud. Finora le cure non hanno funzionato: né l’emigrazione (ha sottratto le risorse migliori e non ha creato nuova economia), né le cattedrali nel deserto che poi sono state chiuse (per bassa produttività, scarsa qualità del prodotto e costi elevati), né lo stimolo alle PMI (in un territorio che non ha spirito imprenditoriale né flessibilità nel lavoro, considerando che i salari sono fissati a livello nazionale, mentre dovrebbero essere più bassi al sud, dove c’è molto lavoro nero). Napoli, che 200 anni fa era una grande capitale europea, ora è famosa per la camorra e la violenza. La Sicilia dovrebbe impegnarsi seriamente nel turismo e diventare il gioiello del Mediterraneo: ha clima, scenari, cibo, vino, tesori culturali, l’Etna. Anche la “mafia” potrebbe attirare turisti. Invece ha gli stessi turisti di Malta e molti meno di Ibiza. È un paradigma dei mali italiani: ha un distretto high-tech (l’Etna valley), ma il settore turistico e la cultura dei servizi sono sottosviluppati.

    Il governo Berlusconi ha fatto alcune cose giuste, come la riforma Moratti (le proteste dei professori indicano che qualcosa di buono contiene) e la politica estera meno deferente verso Francia e Germania (schierandosi nettamente a favore di USA e Israele). Ma anche cose sbagliate, come aver azzerato l’avanzo primario di bilancio (che era al 5,1%) e soprattutto i condoni fiscali che, pur se nell’immediato hanno aiutato il bilancio, hanno fatto aumentare l’evasione, e soprattutto, insieme agli attacchi ai magistrati e alle leggi ad personam, hanno svalutato l’etica civile e pubblica.

    In generale, l’Italia economica liberale è stata delusa dalla Casa delle Libertà, perché ha sprecato tempo ed energie dedicate a risolvere i problemi giudiziari di Berlusconi, perché l’economia senza crescita ha reso più difficile la deregulation e la spinta alla concorrenza, perché nel sistema bipolare l’influenza dei partiti minori è sproporzionatamente forte e rende difficile introdurre misure impopolari, e perché lo stesso Berlusconi non crede nel libero mercato, ma piuttosto nelle amicizie politiche e nella corruzione.

    Nel lungo periodo la creatività degli italiani dovrebbe bastare a risollevare quello che è ancora un Paese ricco in tutti i sensi. Le PMI potrebbero trasformarsi di nuovo in un vantaggio, a patto di coniugare flessibilità e cambiamento. Però nel breve servono riforme strutturali per aumentare la produttività e tenere bassi i costi, oltre a sistemare la finanza pubblica. Sono quelle indicate da Confindustria: concorrenza e privatizzazioni, scuola e università, infrastrutture, P.A. e giustizia, innovazione e investimenti in R&S. Ma il problema non è decidere quali riforme fare, bensì farle.

    Se vince Prodi, nonostante le dichiarazioni e il successo alle primarie, sarà comunque ostaggio dei partiti della coalizione. Come ha detto Monti, nessuna delle due coalizioni è in grado di fare le riforme. I politici di ambo le parti evitano di prendere decisioni difficili e pensano che chi fa le riforme perde le elezioni. I governi in Italia possono prendere decisioni dure, ma solo se c’è un’emergenza evidente e una forte pressione dall’esterno (come è stato per l’ingresso nell’Euro). Dunque, le cose devono peggiorare, prima di essere sistemate. In conclusione, ciò che davvero manca all’Italia è un partito realmente liberale e leader politici di maggiore spessore, preparati a contrastare la resistenza alle riforme anche in assenza di una crisi immediata.

    Ma a parte le critiche sostanziali, ci sono alcune espressioni che, pur incidentali, fanno trasparire e perpetuano i pregiudizi di cui godiamo all’estero. Cose che conosciamo e a cui non diamo importanza, quali ad esempio: … Andreotti non è stato giudicato mafioso dalla corte d’appello, ma solo “amichevole”…, … aumentato il livello già elevato di evasione fiscale…, … non poter comprare abiti nuovi è una vera privazione per un popolo così sensibile al design…, … rispetto per regole e leggi mai alto…, … per quanto incompetenti le altre istituzioni potessero essere, almeno della Banca d’Italia potevi fidarti…, … molti uomini d’affari sono più bravi a sfruttare relazioni e ottenere favori dallo Stato che a costruire imprese o servire meglio i clienti…, … la cosa piacevole del lavoro di professore universitario in Italia è che non devi lavorare…

  119. Ornella Amodio ha detto

    Sono insegnante da 33 anni, di cui sedici come supplente, nelle più disparate e disagiate sedi delle montagne svizzere. Da quasi due anni sono affetta da artrite reumatoide, malattia della quale tutti parlano ma nessuno ne conosce le vere peculiarità ( tranne gli specialisti)e poliomelitica dall’età di cinque anni.I medici di base, poi, elevarli al ruolo di “scribacchini” è troppo. In effetti, a parte scrivere certificati e ricette di farmaci dati dagli specialisti, non hanno altre capacità professionali.Sono sempre troppo impegnati ad aggiornarsi con i rappresentanti farmaceutici, che prendono il turno ai pazienti, aggioramento che si conclude con “bustarelle” del tipo viaggi ed altro… La legge Brunetta? Bene mi son vista decurtare lo stipendio pur essendo gravemente malata, in quanto il mio medico di base, che ignora, non ha citato la dicitura standard per le malattie gravi. Mi rivolgo al ministro Brunetta – ” Gentile signore, desidero con ardore assolvere al mio dovere, dimostrando di non essere una fannullona (non lo sono mai stata) e, desidero altresì, risanare le finanze dello Stato con la mia presenza ed il mio operato sul posto di lavoro. Detto questo, devo precisare che, durante le crisi reumatoidi i dolori sono talmente forti e invalidanti (La prego di documentarsi)che inibiscono la funzionalità articolare rendendo impossibile gli atti del vivere quotidiano. La informo inoltre che pur essendo invalida al 75%, lavoro come chi è abile al 100%. Per quanto reso noto, pur se in maniera estremamente riduttiva, Le comunico che, alla prossima crisi invalidante non chiamerò l’Istituto dove esercito la mia professione ma, usufruirò di tutto ciò che Lei sicuramente (in quanto non FANNULLONE) metterà a mia disposizione. Chiedo quindi, con rispetto, quanto segue: che venga messa a mia disposizione una persona che al mattino mi aiuti a rendere decorosa la mia presenza a scuola; un autista che mi prenda in carico per il tragitto casa scuola e ritorno (potrebbe prestarmi la Sua auto blu, dato che ho contribuito anche io al suo acquisto, poi, visti i Suoi chili di troppo Le farebbe bene recarsi al lavoro(?)correndo); che in classe abbia il supporto di chi eserciti la funzione di scrivano al mio posto; di avere a disposizione in ambiente salubre,un lettino medico sul quale riposare quando la crisi mi toglie anche la facoltà di star seduta; di avere a disposizione personale formato per la sicurezza dei portatori di handycap… e tutto ciò di cui Lei vorrà farmi attenzione…
    In conclusione, non potendomi permettere di perdere neppure un centesimo dal mio stipendio,(in quanto le spese per curarmi sono ingenti, il mio salario da fame e non percepisco assegni di invalidità), La pregherei di agevolarmi.

    Nel frattempo La ringrazio e GIOISCO al pensiero diuno Stato così attento al benessere del lavoratore disabile.

  120. FLORA ha detto

    CARO MINISTRO ,E FORSE SONO L’UNICA A CHIAMARLA COSI’, HO 60 ANNI 34 ANNI DI SERVIZIO COME ASSISTENTE AMMINISTRATIVO,P.A., ERO INSEGNANTE VINCITRICE DI CONCORSO MA NON HO POTUTO INSEGNARE PERCHE’ SOFFRO DI CRISI EPILETTICHE ,POCHE ASSENZE E PER QUELLE POCHE ORA DEVO ANCHE VEDERE IL MIO MISERO STIPENDIO DECURTATO ,LAVORO COME GLI ALTRI IN UFFICIO TRANNE NEI GIORNI IN CUI STO PER AVERE UNA CRISI ,SE MI ASSENTO MI GIUSTIFICO CON CERTIFICATO PER LOMBOSCIATALGIA (LA MIA MALATTIA FA SCHIFO ALLE PERSONE NON HO MAI CHIESTO L’INVALIDITA’)ED ORA MI ACCORGO CHE SI POSSONO ASSENTARE SOLO CHI USUFRUISCE DELLA 104 PER SE O PER GLI ALTRI ……CHI SONO I FANNULLONI? QUELLI CHE COME ME RINUNCIANO AL SOGNO E AL LAVORO DELLA LORO VITA ,INSEGNARE, O CHI APPROFITTA DELLA LEGGE PRENDENDOSI SENZA RITEGNO LE TRE GIORNATE MENSILI,PER QUALCHE FAMILIARE CON ACCOMPAGNAMENTO E DONNA DI SERVIZIO ,MAGARI VANNO PURE A SCIARE …

  121. ma le altre professione che operano come il porterato come andra a finire il suo operato viene licenziato e aspasso lui e famiglia? siccome è la mia professione mi interessa sapere,per me il progresso èèè degresso per famiglie. Secondo la legge 410 del 2001, CARTOLARIZZAZIONE dei beni immobili, l’Enpam avrebbe dovuto rispettare alcune norme e regole prima di procedere alla vendita di sue proprietà. Cioè un abbattimento del 50% dei costi di acquisto, e inoltre avrebbe dovuto escludere dalla vendita tutti quei beni da ristrutturare. E’ stato fatto questo? Secondo gli inquilini, no, anzi pare che secondo un’indagine del 12 12 2002, gli immobili abbiano subito un aumento spropositato a danno dei compratori. In più quella che doveva essere un’agevolazione a chi abitava gli stabili ora sembra essere solo una volgare speculazione a danno di chi non può permettersi nemmeno di dimorare negli stabili in oggetto. Che controllo ha avuto la situazione? Lo stato ha dato spazio alla vicenda? Certo, è paradossale non considerare detti avvenimenti in una nazione dove Ricucci è in prigione per lo stesso motivo. Forse L’Enpam gode di privilegi che la comunità ignora? Noi tutti lo vorremmo sapere.

  122. La strada che abbiamo intrapreso nel secolo scorso ha messo a rischio le nostre libertà, la nostra sicurezza e la nostra prosperità. Nonostante queste preoccupazioni di lunga data, vi sono giorni – che diventano sempre più frequenti – in cui mi sento convinto che siamo giunti ad un momento nel quale accadranno dei fatti di grande importanza.

    L’arrivo imminente di questi fatti non passerà inosservato. Essi toccheranno le vite di tutti noi. Non saranno limitati ad alcune zone del paese, ma l’intero mondo economico e il sistema politico saranno coinvolti nel caos che sta per scatenarsi.

    Per quanto il mondo abbia già sofferto a lungo per l’insensatezza di guerre che potevano essere evitate, la mia paura maggiore è che la rotta in cui ci troviamo porterà ancora maggiori conflitti e sofferenze economiche per tutti gli innocenti del mondo, a meno che cambiamo drasticamente la nostra direzione.

    L’America, con la sua tradizione di libero mercato e di diritto alla proprietà ha aperto la strada verso grande ricchezza e progresso, sia nel mondo che a casa nostra. Da quando abbiamo perso la fiducia nei principi di libertà, autosufficienza, duro lavoro e frugalità, e ci siamo invece messi a costruire imperi finanziati con il debito e l’inflazione, tutto questo è cambiato. Questo è certamente un evento storico spaventoso.

    Il problema che abbiamo di fronte non è nuovo nella storia. L’autoritarismo esiste da lungo tempo. Per secoli inflazione e debito sono stati usati dai tiranni per mantenere il potere, promuovere le aggressioni, e offrire “panem et circenses” alla popolazione. L’idea che si possa avere la botte piena e la moglie ubriaca ["guns and butter" = letteralmente, "fucili e burro"], senza pagarne le conseguenze in maniera significativa, esisteva già prima degli anni ’60, quando divenne uno slogan popolare. In quei tempi ci fu detto che la guerra del Vietnam e una forte espansione dei sussidi statali non sarebbero stati un problema. Gli anni ’70 hanno dimostrato il contrario.

    Oggi le cose sono diverse, sia dai tempi antichi che dagli anni ’70. Non ha torto chi sostiene che viviamo in una economia globale. Il mondo è più popolato, ed è più integrato grazie alla moderna tecnologia, alle comunicazioni, ai viaggi. Se la moderna tecnologia fosse stata usata per promuovere le idee di libertà, di libero mercato, di moneta solida e di scambi commerciali, avrebbe introdotto una nuova età dell’oro, e una globalizzazione che potremmo accettare.

    Invece la ricchezza e la libertà di cui disponiamo si stanno restringendo, e poggiano su una fragile infrastruttura ideologica. Un po’ come le dighe e i ponti del nostro paese, che il nostro sistema di guerre e sussidi statali ci ha portato ad ignorare.

    Temo che le mie preoccupazioni fossero legittime, e che le cose possano essere ancora peggio di quanto pensassi all’inizio: ormai sono giunte alla soglia di casa nostra. C’è poco tempo per fare una correzione di rotta, prima che questo grandioso esperimento di libertà venga messo in profonda ibernazione.

    Vi sono buoni motivi per credere che la crisi in arrivo sarà diversa, e molto più grande di quanto il mondo abbia mai vissuto prima. Invece di usare il globalismo in maniera positiva, è stato usato per globalizzare tutti gli errori dei politici, dei burocrati e dei grandi banchieri.

    Essere l’unica superpotenza senza avversari non è mai stato vissuto da noi con senso di umiltà e rispetto. La nostra arroganza e aggressività sono state usate per promuovere un impero mondiale sostenuto dal più poderoso esercito della storia. Questo interventismo globale crea dei problemi a tutti i cittadini del mondo, e impedisce di contribuire al benessere della popolazione mondiale. Pensate soltanto a come sono state calpestate le nostre libertà personali negli ultimi dieci anni.

    La crisi finanziaria, ancora allo stadio iniziale, è evidente per tutti: prezzo della benzina oltre i 4 dollari al gallone, costi di educazione ed assistenza medica alle stelle, crollo della bolla edilizia, crollo della bolla NASDAQ. Borse che crollano, disoccupazione che cresce, sotto-occupazione massiccia, eccessivo debito governativo, e incontrollabile debito personale. Ci sono pochi dubbi che arriveremo a una stagflazione (http://it.wikipedia.org/wiki/ Stagflazione). La domanda che presto verrà fatta è questa: quando la stagflazione diventerà depressione inflazionaria?

    Vi sono vari motivi per cui l’economia mondiale è stata globalizzata, e i problemi che ci troviamo di fronte sono mondiali. Non possiamo comprendere ciò che abbiamo di fronte senza capire la “fiat money” [soldi creati dal nulla] e la bolla a lungo termine del dollaro.

    Vi sono state diverse fasi. Dalla formazione del sistema di Riserva Federale, fra il 1913 e il 1933, la Banca Centrale si è imposta come controllore ufficiale del dollaro. Dal 1933 in poi, gli americani non potevano più possedere oro, togliendo così l’impedimento per la Federal Reserve di inflazionare a favore della guerra e del sussidio pubblico.

    Nel ’45 altri impedimenti sono stati tolti, con la creazione del sistema monetario di Bretton Woods, che ha fatto del dollaro la moneta di riserva nel mondo. Questo sistema è durato fino al 1971. Fra il ’45 e il ’71 i federali avevano ancora qualche limitazione. Gli stranieri, ma non gli americani, potevano convertire dollari in oro a 35 dollari all’oncia. A causa dei troppi dollari che venivano stampati, questo sistema ha avuto fine nel 1971.

    Il sistema post-Bretton Woods è stato responsabile per la globalizzazione dell’inflazione e dei mercati, e per la nascita della gigantesca bolla del dollaro mondiale. Quella bolla sta per esplodere, e stiamo vedendo cosa significa pagare le conseguenze per troppi errori economici fatti in precedenza.

    Ironicamente, negli ultimi 35 anni noi abbiamo beneficiato di questo sistema profondamente distorto. Poiché il mondo accettava dollari come se fossero oro, dovevamo semplicemente falsificare altri dollari, spendere oltre oceano (incoraggiando in maniera indiretta anche il trasferimento del nostro lavoro all’estero) e goderci una prosperità immeritata. Coloro che prendevano i nostri dollari, e ci davano in cambio dei servizi, non vedevano l’ora di poter tornare a prestare quei dollari a noi. Questo ci ha permesso di esportare la nostra inflazione e ritardare le conseguenze che ora stiamo iniziando a vedere. Ma non era comunque destinato a durare, e ora ci tocca pagare il conto.

    Il nostro debito estero deve essere pagato o liquidato. Gli altri debiti sono maturati proprio ora che il mondo è diventato più riluttante ad accettare dollari. La conseguenza di quella decisione è un’inflazione dei prezzi nel nostro paese, questo è ciò a cui stiamo assistendo oggi. L’inflazione all’estero è addirittura più alta che da noi, come conseguenza della volontà delle banche centrali estere di monetizzare il nostro debito.

    Stampare dollari per un lungo periodo di tempo può anche non far aumentare immediatamente i prezzi, ma nel tempo lo farà certamente. Ora stiamo assistendo alle conseguenze per avere inflazionato nel passato la disponibilità di moneta. Per quanto possa sembrare grave oggi 4 dollari al gallone, siamo solo all’inizio.

    È una grossolana distrazione mettersi a dire “perforiamo, perforiamo, perforiamo” come soluzione alla crisi del dollaro e all’alto prezzo della benzina. Va bene aumentare le disponibilità sul mercato e le perforazioni, ma l’argomento è di grave distrazione dalle colpe del deficit e dai peccati commessi dalla banda monetaria della Federal Reserve.

    Questa bolla è diversa e più grande delle altre per un altro motivo. Le banche centrali del mondo si accordano segretamente per centralizzare la pianificazione dell’economia mondiale. Io sono convinto che degli accordi fra le banche centrali, per monetizzare il debito americano negli ultimi 15 anni, siano esistiti, per quanto in forma segreta e fuori dalla portata delle orecchie di chiunque, specialmente del parlamento americano, che non se ne preoccupa o semplicemente non capisce.

    Ora che il nostro “regalo” si esaurisce, i nostri problemi peggiorano. Le banche centrali e i diversi governi sono molto potenti, ma prima o poi i mercati si saturano, e quando la gente si ritrova in mano il sacco di dollari senza valore comincia a spendere in un’economia di tipo emotivo, scatenando la febbre inflazionaria.

    Questa volta – poiché abbiamo a che fare con così tanti dollari e così tante nazioni – la Fed è riuscita a “cartolarizzare” ogni crisi in arrivo, negli ultimi 15 anni, specialmente sotto la presidenza di Alan Greenspan alla Federal Reserve, che ha permesso alla bolla di diventare la più grande di tutta la storia.

    Gli errori commessi con troppo credito concesso a tassi artificialmente bassi sono enormi, e ora i mercati richiedono una correzione. Questo riguarda l’eccessivo debito, gli investimenti mal diretti, gli investimenti eccessivi ed altri problemi causati da un governo che spendeva soldi che non avrebbe mai dovuto avere.

    Militarismo all’estero, elargizione di sussidi statali, e 83 biliardi [trillion] di impegni in titoli stanno tutti per venire a termine. Non abbiamo nè i soldi nè la capacità di creare una ricchezza che ci permetta di rispondere a tutte le necessità di oggi, poiché abbiamo rifiutato l’economia di mercato, la moneta solida, la fiducia in noi stessi e i principi di libertà.

    Poiché la correzione per l’errata allocazione delle risorse è necessaria, e dovrà arrivare, si può cercare di vedere anche degli aspetti positivi mentre questi grandi eventi accadranno.

    La gente ha di fronte due scelte. La scelta che non è disponibile per noiè quella di continuare a trascinarci nella presente situazione, cercando di sorreggere il sistema con ulteriore debito, inflazione e bugie. Questo non accadrà. Una delle due scelte, che è stata praticata così sovente dal governo nel passato, è quella di rifiutare i principi di libertà e ricorrere ad un governo ancora più burocratico e autoritario. Qualcuno sostiene che dovremmo dare al Presidente dei poteri dittatoriali, nello stesso modo in cui gli abbiamo permesso di comandare l’impero americano. Questo è il grande pericolo, e in questa atmosfera post-11 settembre troppi americani preferiscono la sicurezza alla libertà.

    Abbiamo già perso troppe delle nostre libertà personali, e la vera paura di un crollo economico potrebbe portare i pianificatori centrali ad intervenire con misure che farebbero apparire il New Deal degli anni ’30 come la Dichiarazione di Indipendenza di Jefferson.

    Più si concede al governo di gestire l’economia, più profonda diventa la depressione, e più a lungo questa dura. E’ stata la storia degli anni ’30 e ’40, e gli stessi errori saranno commessi di nuovo, se non ci sveglieremo.

    L’aspetto positivo è che le cose non devono per forza essere tragiche, se faremo le giuste scelte. Ho visto “qualcosa di grosso” succedere negli ultimi 18 mesi di campagna elettorale, e sono stato incoraggiato dal fatto che noi siamo in grado di svegliarci e fare le giuste scelte. Ho conosciuto letteralmente migliaia di studenti, del liceo e dell’università, che sono particolarmente disposti ad accettare le sfide e le responsabilità di una libera società, rifiutando quel sussidio statale “dalla culla fino alla tomba” che ci viene promesso da così tanti politici “benefattori”.

    Se più persone ascoltano questo messaggio di libertà, più persone si uniranno in questo sforzo. I fallimenti della nostra politica estera, del sistema di sussidio statale e delle politiche monetarie, e virtualmente tutte le soluzioni governative sono così chiare all’apparenza, che non ci vuole molto per convincere la gente. E’ urgente un messaggio positivo su come funziona la libertà e sul perché sia possibile ottenerla.

    Uno degli aspetti migliori nell’accettare la fiducia in se stessi, in una libera società, è che possiamo raggiungere nella nostra vita delle vere soddisfazioni individuali. Questo non avviene quando il governo si assume il ruolo di guardiano, genitore o custode, poiché ti toglie il senso dell’orgoglio. Ma il vero problema è che il governo non è in grado di farci avere la sicurezza economica di cui va parlando.

    I cosiddetti vantaggi che il governo sostiene di poterci procurare vengono sempre ottenuti a spese della libertà altrui. E’ un sistema fallimentare, e le giovani generazioni lo sanno.

    Ritornare ad una libera società non elimina la necessità di mettere le cose in ordine, per pagare le spese stravaganti. Ma il dolore non durerebbe a lungo, se faremo le cose nel modo giusto, e soprattutto l’impero avrebbe fine per motivi finanziari. Le nostre guerre finirebbero, gli attacchi alle libertà civili finirebbero, e la prosperità farebbe ritorno. Le scelte sono chiare: non dovrebbe essere difficile, ma il grande evento che sta per avere luogo ci offre la grande opportunità di invertire la marea, e riprendere la vera grande rivoluzione americana iniziata nel 1776.

    L’ opportunità si presenta nonostante l’urgenza e i pericoli che abbiamo di fronte. Facciamo in modo che il “Grande Evento” ci porti alla scoperta che la libertà funziona e diventi popolare, e che il grande evento politico ed economico al quale stiamo assistendo sia in realtà una benedizione sotto mentite spoglie.

    * Ron Paul è un Senatore del Partito Repubblicano fra i più attivi e con più progetti di legge presentati; è conosciuto come “Mister No” o “Dr. No” a causa di tutti i suoi voti negativi sui progetti di legge che vadano contro i principi della costituzione.

  123. TANTO SI SA io ed altri siamo sempre fusticati con questa socità si sono inventato co ennesima volta una delle loro .che bella idea brillante ,ma noi non serve mettono solo in pericolo la mia professione da portire la nuova società GEFI-CIDS intimoriscono il critero umano è metteno panico solo per un loro lucro interesse il fattore è molto delicato che lavorano con I MEDICI cioè con ENPAM vergogna!!!!! non pagano a chi fa il servizio )cioè a ME CIRILLO SALVATORE in VIA VAGLIA 37/49 ROMA il mese di aprile pagato giorno 29 2009 non è ancora stato emmesso vergogna per E.N.P.A.M. ed odontoiaftri ,lo spipedio di chi preta un servizio deve essere garantito bella stronzata per chi amministra non è l’atteza delle sue capacità si sono carantite il contratto EU ma va!!!! /lqa massima è il operatore è degno del suo salario , a titolo in formativo chi lavora aspetta premio e va tutelato si leggano lo statuto della costituzione ITALIANA . noi che facciamo tanta umanità l’africa ed hai paesi bisognosi non siano noi tutelati vergogna!!!!!
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  124. nino ha detto

    Scustate tanto ma questa repressione esercitata da Brunetta contro i dipendenti pubblici non mi convince.Primo perchè le repressioni nella storia hanno avuto sempre un senso antidemocratico,al di là dei risultati.secondo perchè prendersela con i lavoratori e non con i loro Dirigenti che a mio giudizio gli unici colpevoli di una situazione attuale.Gli strumenti c’erano.Perchè si aspettasse che un Ministro ci mettesse mano?In vita mia non ho mai visto un dirigente-manager penalizzato per gli errori che pure fa ai danni delle amm.ni.Ci sono ogni anno nella p.a.centinaia di lavoratori che compaiono davanti ai consigli o uffici disciplinari.Ma questi signori drg non sbagliano mai? sono sempre perfetti?Chi controlla il cosiddetto manager?Ecco perchè,caro Ministro io non credo alle tue intenzioni.Stai facendo solo repressione nei confronti del 93%dei lavoratori Pubblici(sono dati suoi).Quando sono stato in Albania,gli abitanti mi raccontavano che all’epoca del governo filocinese in albania c’era meno delinquenza.Poi ho scoperto che questo governo esrcitava repressione nei confronti del suo popolo,come per esempio era vietato circolare per le strade dopo le 19,oo.Oppure chi commetteva un reato venica arrestato con tutta la sua famiglia.Perciò caro Ministro lasci stare la repressione e segue i dettami della democrazia,che i problemi si risolvono con più soddisfazione.Mica doveva dircelo Lei che con la repressione si ottiene di più.

  125. vince ha detto

    Perchè il Ministro Brunetta non controlla i dipendenti che usufruiscono della legge 104, che invece che badare al familiare (con certificato falso in quanto sono più sani di chi scrive) vanno sempre in gita usufruendo dei relativi permessi. Il ministro faccia un controllo su tutte queste persone che sono invalide con certificati pagati ai Sig.ri medici che compiacenti rilasciano attestazioni false. Infatti nella mia città vi sono invalidi che fanno lavoro nero non pagando nemmeno le tasse, e danno ad un familiare la possibilità di usufruire dei relativi permessi.
    Caro ministro Brunetta faccia i fatti ed i relativi controlli.

  126. melina ha detto

    ho letto molti dei commenti precedenti e vorrei anch’io dire la mia in quanto dipendente di ente locale (casa di riposo x anziani non autosufficienti)da 23 anni. vorrei chiedere al ministro brunetta che cataloga come “fannulloni” tutti i dipendenti delle pubbliche amministrazioni, se ha mai fatto un giro nelle case di riposo come l’ente dove io lavoro (circa 200 dipendenti)io credo che se lo facesse magari inizierebbe a fare qualche distinzione…. visto che di fannulloni quì non vi è nemmeno l’ombra. vi sono casomai molte lavoratrici che sono diventate disabili totali o parziali a causa di servizio, con turni massacranti, io sono tra quelle purtroppo…. e vorrei anche chiedere a brunetta se secondo lui una persona che ha subito un intervento di protesizzazione di entrambe le anche cosa deve fare x non fare malattia? c’è un posto dove possa essere collocata subito dopo l’intervento? o bisogna commettere dei crimini x poter avere la libertà vigilata che è sicuramente meglio dell’attuale reperibilità x malattia?grazie.

  127. amici se noi ci siamo scritti al sindacato e tesserati FILCAMS.CGIL di Roma e LAZIO e paghiamo sulla busta paga le tasse imposte mese per mese . Ma noi da chi siamo tutelati io penso da nussuno i portieri noi siamo designate come le ( buone donne) i grandi cioè le grande sigle ENPAM et.ecc. non stanno rispesto per chi fa il suo operato .qui in Italia si parla di sicurezza che il governo o lo stato sarebbe da garante ma dove? io dico un paese multietnico come la nostra patria le forze dell’ordine in generale non coprono tutte le infrazioni che si commettano a livello nazionale ,e le grosse societrà scaricano sui i loro dipendenti ma così penso che le regole di buon senso verso altrui andranno a finire questo è un mio parere
    la mia posta elettronica
    E-mail salvatore.cirillo91@gmail.com

  128. william ha detto

    Sono dipendente di un comune (polizia municipale)della provincia di roma.
    Ho subito un ricovero ospedaliero con intervento chirurgico con conseguente periodo di convalescenza, il tutto durato circa 20 giorni.
    Qualcuno sa dirmi se è giusto che mi sia stata applicata la decurtazione prevista dall’art. 71 del decreto bunetta per i primi 10 giorni?

  129. liliana ha detto

    qualcuno puo dirmi se l’assenza per malattia dovuta all’insorgneza di sintomi legati a patologia per le quali si è stati dichiarati invalidi ( quindi invalidante e croncia ma non grave) puo essere causa di decurtazione dell’indennità di produttività?
    grazie per l’aiuto

  130. ho appena rinuciato l’aseblea sindacale dei portieri dipendenti dellr casse di previdenza perchè la circolare non specifica a quale azienda solo a chi fa comodo ma me non è di buono uspicio io sono dipendente ENPAM .tutto ciò si svolgeva verso IL SALINCINO DELLA FILCAMS/CGIL in via Buonarroti 51 al primo piano (Roma).
    io cercavo dal sindacato delle proposte più presente per la categoria che occupo no per favorire le altre aziende ,perchè loro fino adesso niente hanno fatto per me ed altri distintamente saluto

  131. io non ho modo di giudicare ill’ ministro istruzione Germini sotto certi aspetti la disciplina verso una buona cooperazione ,per il risparmio nazionale non va fatto ,togliere posizionid’inpiego ma sul sprego energetico ,perchè qui a Roma in via :Vaglia istituto Archimede ha un largo consumo ,tutto cò dico per arrivare al bagett. per me è una falsa
    che poi ricade sui cittadini e pure sui portieri ma la IV circoscrizione non inporta nulla .
    intanto noi paghiamo tasse regionali ,comunali sul nostro prospetto busta paga e sian mo tartarsati ed afflitti come classe minori i portieri A4 .una riflessione noi non abbiamo rinnegato Gesù(Dio).

  132. Giovanni Ciuci ha detto

    sonostato ricoverato di urgenza all’ospedale epr diversi giorni.
    In dimissione l’opedale mi ha disposto di recarmi presso lo stesso tre volte a settimana.
    Tra andata, parcheggio, attesa, medicazione e vista, rientro supero el tre ore e prendo, quindi, la giornata di malattia.
    Deve avvenire la decurttazione del salario accessorio oppure discendendo da visiste sepcialistiche post regime ospedaliero si è esenti?
    grazie
    le visiste diabetologiche sono specialistiche?? e se si le assenze per malattia vanno decurtate dal salario accessorio?

    grazie epr i contributi

  133. Rita ha detto

    33 anni di servizio come assistente amministrativo,mi è venuta una spondilodiscite per mia sfortuna diagnosticata dopo 4 mesi qundi con tutte le conseguenze subite,dolori atroci,non potevo alzarmi dal letto i medici certificavano grave patologia, la commissione medica un anno di malattia per non poter svolgere nessun tipo di lavoro e la mia amministrastione mi fa sullo stipendio il 50% di riduzione perchè non c’era la terapia invalidante (stipendio già vergognoso) sono separata con un figlio e casa in affitto ditemi voi caro ministro cosa mi resta da fare.

  134. foosdertqwe ha detto

    Наткнулся насайт [u]http://najti-lubovnizu.narod.ru/[/u] и знаете задумался, какой который думает применительно этому поводу?

  135. ma vi siete resi conto sulla nostro busta paga scrivono di tutto tasse regionali tasse cominali,e poi dicono chge abiamo casa in comodato d’uso quando poi noi e altri paghiamo le bollette ama smaltimeto rifiutiecc. che il nostro comune non matiene bene ,e fa consumo di urno le luce dei pali civici ,ma ci sta prendere in giro? io con 65 mq di casa fa pagare ogni sei mesi 110 euro ,e poi c’è sprego ,io già sonopagato molto bassa di redito ,azzardo a dire governo ladro verso i cittadini.

  136. ANTONIO ha detto

    sono pensionato da settembre 2009, e agosto 2009 per motivo che ho fatto troppo malattie, si hanno trattenuto un sacco di soldi, e in piu’ la mia partira stipendiaria e ancora aperta, pche hanno fatto gli imbrogli e non sanno come chiuderla, in piu’ non hanno avuto il coraggio di mandarmi lo statino paga di agosto 2009 per paura che li denunziavo, in oltre ancora non mi hanno dato neanche gli otto mesi di tredicesima, ora e venuto il momento di denunziarli, sperando che vi interessate di questa situazione e non ditemi di andare al tesoro, che gia ci sono stato senza conclude niente. NB CHE LA SCUOLA MI HA RILASCIATO TUTTE LE MALATTIE CHE HO FATTO NEGLI ULTIMI 5 ANNI PER DENUNCIARLI-VOGLIO LO STATINO PAGA DI AGOSTO 2009 PER METTERE NEGLI ATTI DI DENUNCIA
    VI RINGRAZIO ANTICIPATAMENTE, SANDOMENICO ANTONIO

    INVIATO AL MELFI
    STIPENDI PUBBLICA AMMINISTRAZIONE IL GIORNO 5 APRILE 2011
    AL ASSISTENZA UTENTI
    VEDIAMO CHE MI RACCONTANO O NON MI RISPONDERANNO

  137. domenico.iannicelli ha detto

    gentilissimo,sono Domenico Iannnicelli,docente scuola dell’infanzia , vorrei sciogliere un quesito.
    Sono stato trapiantato di rene e come tale ogni mese a secondo dei risultati degli esami devo assentarmi. Gradirei sapere se tali giorni possono ricadere nelle gravi patologie, da premettere che gli esami vengono effettuati presso ospedali pubblici.grazie e a presto

  138. iloverparymanff ha detto

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  139. zampottina ha detto

    caduto durante il servizio mentre scendevo le scale della caserma con diagnosi del p.s. di faenza con traumi alla colonna vertebrale lombare e cervicale nonchè alla spalla sinistra. . . da circa sette mesi in malattia per problemi di dolori alla zona lombare e cervicale con infiammazioni e sciatalgie che avvengono 1 o 2 volte al mese. . . risonanze magnetiche alle parti interessate hanno mostrato discopatie a livello lombare e cervicale -dimensione ridotta oltre la norma di una vertebra cervicale nonchè ernia lombare con pressione su nervo schiatico arto inferiore sinistro e sacrale. DOMANDA: se la malattia dovesse persistere quanto percepirò di stipendio nei prossimi mesi…e se per questa malattia posso essere riformato.

  140. Luca Cirillo ha detto

    il: ”Golpe”, Cisl e Uil domani sotto il Senato
    L’ira di Susanna Camusso (la video intervista). Un presidio dei sindacati a Palazzo Madama.
    Michela Rossetti
    Mentre Silvio Berlusconi interviene a Studio Aperto e si dice “soddisfatto” della manovra, che definisce “più equa e sostenibile”, esplode la rabbia dei sindacati.
    La novità è che stavolta non si ribella solo la Cgil, che aveva già proclamato lo sciopero generale del 6 settembre, ricevendo accuse da più parti (altri sindacati inclusi).
    Ora, se Susanna Camusso non usa mezzi termini, definendo l’intervento sulle pensioni “un golpe gravissimo”, anche la Uil è sul piede di guerra, pronta allo sciopero generale nel pubblico impiego (da decidersi in data 16 settembre) contro “i gravi effetti della manovra economica sui dipendenti pubblici”.
    In particolare, la Uil considera “inaccettabile il mancato computo degli anni di laurea e del servizio militare già riscattati ai fini previdenziali”. Chiarendo che questo provvedimento “si aggiungerebbe allo slittamento di un ulteriore anno del rinnovo dei contratti, al posticipo di due anni per l’erogazione della liquidazione, alla messa in mora delle tredicesime e agli specifici interventi previdenziali relativi alla scuola”.

    L’ira della Camusso: “Rafforzate le ragioni dello sciopero”
    “Dopo il vertice di Villa San Martino ad Arcore le ragioni del nostro sciopero generale (ndr: fissato per il 6 settembre) sono non solo confermate, ma anche rafforzate”: ha detto la leader della Cgil Susanna Camusso (qui il link alla videointervista). E ha chiarito che sulle pensioni è stato fatto “un golpe gravissimo, della cui gravità forse ancora non ci si è resi conto”.
    “Se la stagione che si apre – ha aggiunto – è quella delineata dal vertice di ieri vi toccherà fare ancora lunghe presenze nelle piazze”.

    Sbagliata la cancellazione del contributo di solidarietà
    Il giudizio della segretaria sulla manovra è pesantissimo: “Se era possibile, il vertice di Arcore l’ha peggiorata”. Il riferimento è, per esempio al contributo di solidarietà, la cui cancellazione vede la contrarietà della Camusso: “Sbagliata l’idea di farlo sparire, si nega il principio di solidarietà secondo cui chi ha di più dà di più”.

    Preoccupazione per la misura sul riscatto
    Quanto al provvedimento che annulla il riscatto degli anni della laurea, la leader aggiunge: “Dà un messaggio preoccupante alle giovani generazioni. Dice che il contratto con lo Stato non vale, dice che studiare non serve a nulla”.

    La misura sulle coop una vendetta del governo
    Il sindacato attacca poi gli interventi sul lavoro e la riduzione delle agevolazioni fiscali per le cooperative, che bolla come una vendetta del governo.
    “Dopo le rinnovabili – spiega la Camusso – con le cooperative sono stati colpiti gli unici due settori in crescita nel Paese. Viene ovviamente il sospetto che si colpiscano tutti quei settori che in questi anni hanno avuto opinioni diverse rispetto al governo”.

    Domani Cisl e Uil sotto il Senato

    Anche Cisl e Uil si mobilitano, dopo aver accusato nei giorni scorsi la Cgil per aver indetto lo sciopero generale del 6 settembre.
    Una riunione congiunta delle segreterie di Cisl e Uil ha prodotto una nota che ribadisce un giudizio di “forte iniquità sociale” delle modifiche alla manovra, a partire dall’intervento sulle pensioni che “chiedono con grande determinazione al governo di ritirare”.
    Così come “vanno ritirate le disposizioni sia su tredicesima mensilità e tfr, che rappresentano un inaccettabile accanimento punitivo nei confronti dei lavoratori pubblici, sia sulle finestre pensionistiche per gli addetti della scuola, in considerazione delle peculiarità del settore”.
    Per sostenere queste richieste Cisl e Uil “proclamano la mobilitazione generale nei prossimi giorni di lavoratori e pensionati, con il presidio del Senato del primo settembre e con iniziative analoghe di manifestazione e presidio delle Prefetture in tutti territori da realizzare in questa settimana”.
    io non lo so noi ci dobbiamo credere ,questi ci stanno affligere con tasse e riforme sui i nostri soldi che ci aspettano ,ma su quale stratuto stanno ad adoperare ,il popolo è sovrano e puo decidere!!!!

  141. Luca Cirillo ha detto

    il: ”Golpe”, Cisl e Uil domani sotto il Senato
    L’ira di Susanna Camusso (la video intervista). Un presidio dei sindacati a Palazzo Madama.
    Michela Rossetti
    Mentre Silvio Berlusconi interviene a Studio Aperto e si dice “soddisfatto” della manovra, che definisce “più equa e sostenibile”, esplode la rabbia dei sindacati.
    La novità è che stavolta non si ribella solo la Cgil, che aveva già proclamato lo sciopero generale del 6 settembre, ricevendo accuse da più parti (altri sindacati inclusi).
    Ora, se Susanna Camusso non usa mezzi termini, definendo l’intervento sulle pensioni “un golpe gravissimo”, anche la Uil è sul piede di guerra, pronta allo sciopero generale nel pubblico impiego (da decidersi in data 16 settembre) contro “i gravi effetti della manovra economica sui dipendenti pubblici”.
    In particolare, la Uil considera “inaccettabile il mancato computo degli anni di laurea e del servizio militare già riscattati ai fini previdenziali”. Chiarendo che questo provvedimento “si aggiungerebbe allo slittamento di un ulteriore anno del rinnovo dei contratti, al posticipo di due anni per l’erogazione della liquidazione, alla messa in mora delle tredicesime e agli specifici interventi previdenziali relativi alla scuola”.

    L’ira della Camusso: “Rafforzate le ragioni dello sciopero”
    “Dopo il vertice di Villa San Martino ad Arcore le ragioni del nostro sciopero generale (ndr: fissato per il 6 settembre) sono non solo confermate, ma anche rafforzate”: ha detto la leader della Cgil Susanna Camusso (qui il link alla videointervista). E ha chiarito che sulle pensioni è stato fatto “un golpe gravissimo, della cui gravità forse ancora non ci si è resi conto”.
    “Se la stagione che si apre – ha aggiunto – è quella delineata dal vertice di ieri vi toccherà fare ancora lunghe presenze nelle piazze”.

    Sbagliata la cancellazione del contributo di solidarietà
    Il giudizio della segretaria sulla manovra è pesantissimo: “Se era possibile, il vertice di Arcore l’ha peggiorata”. Il riferimento è, per esempio al contributo di solidarietà, la cui cancellazione vede la contrarietà della Camusso: “Sbagliata l’idea di farlo sparire, si nega il principio di solidarietà secondo cui chi ha di più dà di più”.

    Preoccupazione per la misura sul riscatto
    Quanto al provvedimento che annulla il riscatto degli anni della laurea, la leader aggiunge: “Dà un messaggio preoccupante alle giovani generazioni. Dice che il contratto con lo Stato non vale, dice che studiare non serve a nulla”.

    La misura sulle coop una vendetta del governo
    Il sindacato attacca poi gli interventi sul lavoro e la riduzione delle agevolazioni fiscali per le cooperative, che bolla come una vendetta del governo.
    “Dopo le rinnovabili – spiega la Camusso – con le cooperative sono stati colpiti gli unici due settori in crescita nel Paese. Viene ovviamente il sospetto che si colpiscano tutti quei settori che in questi anni hanno avuto opinioni diverse rispetto al governo”.

    Domani Cisl e Uil sotto il Senato

    Anche Cisl e Uil si mobilitano, dopo aver accusato nei giorni scorsi la Cgil per aver indetto lo sciopero generale del 6 settembre.
    Una riunione congiunta delle segreterie di Cisl e Uil ha prodotto una nota che ribadisce un giudizio di “forte iniquità sociale” delle modifiche alla manovra, a partire dall’intervento sulle pensioni che “chiedono con grande determinazione al governo di ritirare”.
    Così come “vanno ritirate le disposizioni sia su tredicesima mensilità e tfr, che rappresentano un inaccettabile accanimento punitivo nei confronti dei lavoratori pubblici, sia sulle finestre pensionistiche per gli addetti della scuola, in considerazione delle peculiarità del settore”.
    Per sostenere queste richieste Cisl e Uil “proclamano la mobilitazione generale nei prossimi giorni di lavoratori e pensionati, con il presidio del Senato del primo settembre e con iniziative analoghe di manifestazione e presidio delle Prefetture in tutti territori da realizzare in questa settimana”.
    io non lo so noi ci dobbiamo credere ,questi ci stanno affligere con tasse e riforme sui i nostri soldi che ci aspettano ,ma su quale stratuto stanno ad adoperare ,il popolo è sovrano e puo decidere!!!! scrivetemi sul mio sito web salvatore.cirillo91

  142. danilo pietro ha detto

    sono un ipendente pubblico, rischio di superare una malattia di sei mesi per problemi seri ad una spall. ho 54 quattro anni di eta’ e 33 di servizio ,il problema che volevo porre era questo visto che non si riesce mai a capire un tubo .a cosa vado in contro se mi riscontrassero una inidoneita’ alle mansioni che svolgo ,autista mezzi con patente c ,,b3,,sarei grato veramente ad una risposta seria.

  143. noi paghiamo le tasse ad un governo fantasma ,che non fà ne diritti ne doveri ai cittadini ,non garantisce il posto di lavoro a nessuno Questo è il governo tecnico
    Domenica 8 gennaio pulizia dell’aera del parco della Serpentara da parte dei volontari del comitato di quartiere dopo l’allontanamento degli sbandati dalla zona e che adesso si sono stanziati a ridosso dell’ipogeo di epoca romana in prossimità della stazione nuovo salario, come sempre il comitato supplisce alla completa assenza di tutti quegli organismi istituzionali che dovrebbero avere a cuore la tutela del verde e la conservazione di un bene comune. Sono stati raccolti decine e decine di sacchi della spazzatura pieni di ogni genere di rifiuto vediamo adesso quanto tempo ci mette il municipio e l AMA a bonificare la zona da questi sacchi che abbiamo depositato e segnalato.
    La situazione denunciata circa un anno fa dal sottoscritto a Valmelaina, e per nulla migliorata. La zona demaniale Inpdap, antistante il mercato comunale
    http://www.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.youtube.com%2Fwatch%3Fv%3D3x_OhSrPKvM%26feature%3Dyoutu.be&h=mAQHGACYIAQFYhXfxmgDATsuTIACFlMgmAgre67SamJ0Bjg.

  144. Un amico questa mattina mi ha fatto notare un problema che propongo volentieri: che controllo c’è sulle entrate dei sindacati?

    Mi diceva l’amico che una recente inchiesta ha fornito cifre di tutto rilievo riguardo alle entrate dei sindacati: circa 600 milioni di euro dai prelievi sulle buste-paga dei lavoratori, altri 300 milioni circa dall’INPS, più altre entrate da patronati, ecc., in totale saremo sui 1200-1300 milioni di euro annui, euro più euro meno.

    Non certo una bazzecola, eppure i sindacati sono le uniche associazioni in Italia ad essere esentate dalla pubblicazione di un bilancio, che certifichi l’impiego e la destinazione di quelle risorse.

    E’ noto che in passato i sindacati si sono sempre opposti all’ipotesi di registrazione prevista dall’art. 39 della Costituzione italiana, con la motivazione che la registrazione avrebbe consentito un controllo troppo invasivo delle loro risorse economiche e della loro attività.

    Ma questa motivazione, è evidente, può essere sostenibile in un regime non democratico, non certo in una moderna democrazia, nella quale qualunque soggetto e organizzazione deve permettere un controllo, soprattutto se le risorse che raccoglie non sono modeste, ma sono centinaia di milioni di euro.

    Con che coraggio alcuni sindacalisti vengono a lamentarsi del sommerso e dell’evasione, quando proprio le loro organizzazioni non permettono ai cittadini e perfino ai loro iscritti di sapere come vengono impiegate le risorse economiche di cui dispongono?

    Senza considerare che, quando un’organizzazione così grande raccoglie risorse così ingenti, è facile che possano esserci sprechi, inefficienze, o addirittura illeciti.
    Le associazioni, per quanto buone e rispettabili, sono pur sempre fatte di persone, e le persone possono sbagliare.
    Insomma, sarebbe ormai ora che anche i sindacati accettino le regole democratiche, tra cui registrazioni e controlli, che se valgono per tutti non si capisce perchè nopn dovrebbero valere anche per loro.
    E’ di oggi la notizia che anche la banca d’italia segnala che gli stipendi, dei giovani specialmente, in questi ultimi anni non solo non sono aumentati ma sono rimasti al palo e hanno il valore di anni addietro. Oramai solo l’ISTAT e i SINDACATI sono convinti che lo stipendio medio di un operaio sia sufficiente per vivere in maniera decorosa. Mentre posso sforzarmi a capire l’ISTAT i cui dati sono mirati e suggeriti da indicazioni del governo e da una certa ottusità (siamo sicuri che ci sia qualche addetto al rilievo dei costi andando in giro per mercati o negozi, o chiedono direttamente alle industrie), per quanto concerne il SINDACATO continuo ad esprimere il mio disappunto per una istituzione, che nata per difendere gli interessi dei lavoratori e con loro essere solidale, oggi abbia perso questo fine ed abbia assunto quello di seguire le indicazioni della politica, specie di una sinistra che sempre più cerca di assomigliare alla destra. Gli interessi dei lavoratori sono e devono essere quelli di una dirigenza chiusa nelle loro scatole dorate, con la convinzione che sia sufficiente l’indicazione e il pensiero di alcuni dirigenti che mirano ad assumere uno scranno in quello che viene definito nassimo esempio di democrazia, il Parlamento.
    Io credo che questa forma di pseudo-dittatura per cui bisogna seguire le indicazioni che vengono da chi ci governa, perchè non si può essere opposizione a chi dirige (specie ora che al timone di questa triste barca, c’è la sinistra).
    Già quando lavoravo non riuscivo a capire a pieno l’operato dei sindacati, ora da pensionato faccio ancora più fatica. Invece che difendere gli interessi ed il futuro dei giovani, procurando posti di lavoro sicuri con una retribuzione decorosa, stanno li inerti e a discutere su sottigliezze linguistiche e di politica. Mi rammentano quella poesia di Trilussa dedicata al quel deputato, che pur avendo un sacco di affari da sbrigare al comizio si sforzò di andarci e allora arringò la folla con tanto convincimento che … quasi ci credeva puro lui…
    Ma io sono come quello che spaparanzato all’ombra di un pagliaio … ecc. ecc.
    ge45

  145. secondo il blog del sen. Elio Lannutti
    dismissioni immobiliari ENPAM -Portieri
    Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n,4-06879
    Atto n,4-06879
    pubblicato il 15 febbraio 2012
    Seduta n,675
    ai sensi dell’art.43.comma 19 ,della legge n,388del 2000, modificato dalla legge n,3 del 2003.
    noi che diamo tante prestazioni a l’ente ,siamo ridotti così ,ma noi ancora paghiamo le tasse al governo ed non siamo riconosciuti come cittadini Italiani ,non abbiamo prelazioni con le cooperative che emergono ,ma che siamo carne da macero, per questo governo .
    io nel mio piccolo in Italia toglierei i senatori a vita ,noi ne abbiamo troppi.

  146. - Il tuo commento sarà pubblicato alla prossima sessione (ore 6, 10, 14, 18, 22, 2)
    cirillo salvatore – 23 febbraio 2012 14:41

    Unione inquilini di Roma e Lazio: “Gli inquilini hanno ottenuto così un triplo risultato: la stabilità abitativa con un contratto regolare di 8 anni, un canone basso e sono state sottratte risorse agli speculatori”

    L’INCHIESTA Università con i bilanci in rosso
    L’INDAGINE Evasi 3 milioni di euro

    Sono circa 450 le persone che in poco più di due mesi hanno registrato presso le Agenzie delle entrate il loro contratto in nero, anche di sole camere. Si tratta di lavoratori, studenti, giovani e immigrati che in base al citato decreto legislativo 23 del 2011, che dal momento della registrazione hanno ottenuto un contratto 4+4 e un canone annuo più equo, pari a “tre volte la rendita catastale dell’unità immobiliare occupata”. La notizia arriva da Massimo Pasquini, della Segreteria Unione inquilini di Roma e del Lazio, in una nota in merito alla “Campagna nazionale contro i canoni neri” promossa in seguito all’entrata in vigore dell’art 3 commi 8 e 9 del decreto legislativo 23 del 2011.

    Secondo i dati relativi a queste prime registrazioni l’affitto mensile si riduce di almeno il 70% mentre il risparmio ogni mese, rispetto al canone in nero è di circa 700 euro. “I 450 inquilini che hanno proceduto alla registrazione dei canoni in nero – fa sapere l’Unione inquilini – trasformandoli in contratti regolari con canoni bassi derivanti dall’applicazione della legge hanno ricevuto un risparmio mensile di 315mila euro (circa 700 milioni delle vecchie lire) ovvero, in un anno risparmieranno oltre 3,7 milioni di euro (circa 7 miliardi delle vecchie lire) e nell’arco degli 8 anni del contratto avranno avuto un risparmio, rispetto al canone nero, di 30, 240 milioni di euro (circa 60 miliardi delle vecchie lire), soldi rimasti nelle tasche di inquilini prima vessati dai canoni neri ed ora con contratto regolare, una vera battaglia anticrisi”. Ma a guadagnarci non sono solo gli affittuari. “Con le registrazioni da noi assistite – continuano – l’Agenzia delle entrate ha avuto un introito di oltre 500mila euro (circa un miliardo delle vecchie lire)”.

    Un triplo risultato raggiunto, quindi. La stabilità abitativa con un contratto regolare di 8 anni, un canone basso e sono state sottratte risorse agli speculatori che affittano case con contratti a nero e senza registrazione.

    L’Unione inquilini denuncia però “l’atteggiamento degli uffici delle Agenzie delle Entrate che, non tenendo conto delle campagne televisive contro gli evasori fiscali, né della circolare nazionale del 1 giugno 2011, continuano a frapporre difficoltà agli inquilini arrivando al punto che i vari uffici applicano meccanismi diversi e troppo spesso divergenti tra loro per la registrazione”. Nel complesso, però, il giudizio sulla campagna pubblicitaria è positivo: “Funziona e produce effetti concreti, invitiamo tutte e tutti gli interessati che subiscono i canoni neri a ribellarsi”, conclude la Segreteria dell’Ufficio inquilini di Roma e Lazio.
    società:26-X-2011

  147. Maximo ha detto

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  148. REGOLAMENTO DELLE PRESTAZIONI ASSISTENZIALI AGGIUNTIVE
    DEL FONDO DELLA LIBERA PROFESSIONE -
    “QUOTA B” DEL FONDO GENERALE
    (Approvato dal C.d.A. con delibera del 26 gennaio 2007 e successive modifiche)
    Art. 1
    (Beneficiari delle prestazioni)
    1. Le prestazioni di cui al presente regolamento sono riservate agli iscritti attivi ed ai
    pensionati del Fondo della libera professione – “Quota B” del Fondo generale, nonché ai
    loro superstiti. Si intendono iscritti attivi, ai fini dell’applicazione del presente regolamento,
    i medici e gli odontoiatri che abbiano contribuito alla gestione per almeno un anno nel
    triennio anteriore alla presentazione della domanda.
    2. Ai fini della concessione delle prestazioni si tiene conto del reddito complessivo del nucleo
    familiare, di qualsiasi natura, riferito all’anno precedente, non superiore a 6 volte
    l’importo del trattamento minimo INPS nel medesimo anno. Tale limite è aumentato di un
    sesto per ogni componente il nucleo familiare, escluso il richiedente.
    Art. 2
    (Prestazioni assistenziali per invalidità temporanea)
    1. A favore dell’iscritto attivo che sia colpito da infortunio o malattia possono essere concesse
    prestazioni assistenziali nelle misure di seguito precisate.
    2. Sono sottoposti a tutela le malattie e gli infortuni che determinino la temporanea e totale
    inabilità all’esercizio dell’attività professionale, con conseguente sospensione dell’attività
    stessa, per periodi precedenti l’età prevista per il pensionamento di vecchiaia. Tali
    prestazioni sono erogate a partire dal 61° giorno dall’insorgenza dello stato di inabilità e
    non possono essere corrisposte per un periodo continuativo superiore a 24 mesi, ovvero
    per un periodo anche non continuativo superiore a 24 mesi nell’arco degli ultimi 36 mesi.
    3. Qualora l’evento patologico che ha determinato l’inabilità assoluta temporanea si manifesti
    nuovamente entro 30 giorni dalla ripresa dell’attività professionale, le relative prestazioni
    sono erogate a partire dal 1° giorno dall’insorgenza del nuovo stato di inabilità, fermi
    restando i limiti temporali di cui al precedente comma.
    4. Le prestazioni di cui al presente articolo non sono cumulabili con il trattamento di invalidità
    assoluta e permanente previsto dagli artt. 20 e seguenti del Regolamento del Fondo di
    previdenza generale né con l’indennità di maternità corrisposta ai sensi degli artt. 70 e
    seguenti del Decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151.2
    5. L’importo della prestazione viene stabilito in € 2.100,00 mensili indicizzati, corrispondenti
    ad € 70 giornalieri per le frazioni di mese.
    6. La domanda di prestazione assistenziale, corredata di idonea documentazione, deve essere
    inviata per il tramite dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di norma non
    prima di 90 giorni dall’insorgenza dell’evento e, comunque, non oltre 30 giorni dalla
    cessazione dello stato di inabilità.
    7. In caso di infortunio o malattia che comportino inabilità temporanea assoluta all’esercizio
    professionale per una durata prevedibile superiore a sei mesi, l’iscritto deve presentare la
    domanda entro 180 giorni dall’insorgere della malattia o dal verificarsi dell’infortunio, per
    consentire all’Ente, nei casi previsti dall’art. 8, comma 4 del Regolamento del Fondo, di
    effettuare i necessari accertamenti per il tramite del competente Ordine dei Medici
    Chirurghi e degli Odontoiatri. La comunicazione può essere effettuata anche oltre il
    predetto termine nel caso in cui, all’atto della segnalazione medesima, persista lo stato di
    inabilità temporanea assoluta all’esercizio dell’attività professionale.
    8. L’Ente, per accertare la permanenza dello stato di invalidità, può disporre un ulteriore
    controllo, a cura della Commissione Medica Provinciale, tra il dodicesimo ed il quindicesimo
    mese dall’insorgere dell’evento. Nel caso in cui il professionista non risulti più inabile in
    modo assoluto all’esercizio dell’attività professionale o risulti che lo stesso abbia ripreso
    tale attività, le prestazioni vengono revocate e si adottano gli opportuni provvedimenti per
    il recupero delle somme indebitamente percepite, comprensive degli interessi al saggio
    legale.
    9. Ai fini della concessione delle prestazioni di cui al presente articolo, nella valutazione del
    requisito di cui all’art. 1, comma 2, dal reddito complessivo del nucleo familiare possono
    essere dedotte le spese documentate sostenute successivamente all’evento che ha
    determinato lo stato di inabilità.
    Art. 3
    (Prestazioni assistenziali straordinarie nei casi di invalidità e premorienza)
    1. I pensionati del Fondo della libera professione che siano titolari del trattamento per
    invalidità assoluta e permanente di cui all’art. 20 del Regolamento del Fondo, possono
    chiedere una prestazione assistenziale straordinaria di importo annuo non superiore ad €
    4.000,00 indicizzati.
    2. Le domande di prestazione assistenziale straordinaria devono essere inviate alla
    Fondazione per il tramite del competente Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri
    corredate della documentazione di spesa.3
    Art. 4
    (Sussidi assistenziali continuativi aggiuntivi per l’assistenza domiciliare)
    1. Ai pensionati del Fondo della Libera Professione, al coniuge convivente ovvero al coniuge
    superstite, che percepiscano i sussidi per l’assistenza domiciliare, previsti dalle norme di
    attuazione delle disposizioni di cui al titolo IV del Regolamento del Fondo di Previdenza
    Generale, può essere concessa, su domanda motivata, una maggiorazione di detto
    sussidio, pari al 50% dell’importo previsto.
    Art. 5
    (Interventi aggiuntivi per calamità naturali)
    1. Possono essere erogati contributi, in aggiunta a quelli disposti in via generale con Delibera
    del Consiglio di Amministrazione dell’Ente, in favore degli iscritti e dei pensionati, di cui
    all’art. 1 del presente Regolamento, e dei loro superstiti, residenti in comuni interessati da
    calamità naturali riconosciute con Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri, i quali
    abbiano riportato danni a beni mobili ed immobili in conseguenza delle calamità medesime.
    2. Ai fini della determinazione del diritto all’erogazione delle prestazioni aggiuntive, i danni a
    beni immobili saranno presi in considerazione esclusivamente se gli immobili medesimi
    costituiscono la prima abitazione o lo studio professionale del richiedente, e questi sia
    titolare di un diritto di proprietà o di usufrutto su di essi; in caso di beni immobili in
    comproprietà le prestazioni aggiuntive previste saranno erogate in misura proporzionale
    alla quota di proprietà.
    3. Gli interventi consistono in una prestazione straordinaria “una tantum” per un importo
    pari nel massimo al 30% del limite fissato in via generale con Delibera del Consiglio di
    Amministrazione.
    4. In favore dell’iscritto che esercita esclusivamente attività libero professionale, il quale sia
    stato costretto ad interrompere l’attività stessa a causa dell’evento calamitoso con
    conseguente azzeramento del reddito, può essere concesso un sussidio di importo pari a
    quello previsto dall’art. 2 comma 5 del presente Regolamento. Le prestazioni sono erogate
    per un massimo di dodici mesi, a partire dal giorno di sospensione dell’attività, e cessano
    alla ripresa dell’attività stessa, se l’interruzione è inferiore al periodo suddetto.
    5. Le relative domande debbono essere presentate dagli interessati entro e non oltre un anno
    dal Decreto del Presidente della Repubblica che ha dichiarato lo stato di emergenza.
    6. Ai fini dell’erogazione delle prestazioni assistenziali per calamità naturali, non si tiene
    conto del limite reddituale di cui all’art. 1, comma 2.4
    Art. 6
    (Misura delle prestazioni assistenziali aggiuntive)
    1. Le erogazioni complessive delle prestazioni assistenziali aggiuntive di cui al presente
    Regolamento devono essere contenute annualmente entro il limite costituito dalle risorse
    economiche individuate dall’art. 18, comma 9 del vigente Regolamento del Fondo di
    previdenza generale.
    Art. 7
    (Entrata in vigore e revisione del presente Regolamento)
    1. Le disposizioni di cui al presente Regolamento decorrono dal 1° febbraio 2007 e sono
    oggetto di verifica annuale da parte del Comitato Consultivo del Fondo della libera
    professione – “Quota B” del Fondo generale.
    2. Gli importi di cui al presente Regolamento sono annualmente indicizzati – a decorrere
    dall’anno 2008 – nella misura del 100% dell’incremento percentuale fatto registrare
    nell’anno precedente dal numero indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed
    impiegati elaborato dall’Istat.
    3 Il presente Regolamento è approvato con Delibera del Consiglio di Amministrazione
    dell’Ente e può essere modificato con deliberazione del Consiglio medesimo, sentito il
    Comitato Consultivo del Fondo della libera professione – “Quota B” del Fondo generale

  149. Manifesto
    per
    Uomo e Lavoro
    esperimento di pensiero
    per dare un contributo al bene comune
    1986
    roberto perinato
    DEMOCRAZIA ECONOMICA INDUSTRIALE PARTECIPATIVA
    L’uomo deve avere il coraggio di riprendersi la vita e dividere con
    tutti le ricchezze della terra senza Egoismi e potere di uni sugli altri
    per avere una ricaduta buona su chiunque di tutto quello che si fa
    DATE A CESARE QUEL CHE E’ DI CESARE E A DIO QUEL CHE E’ DI DIO
    (reddite quae sunt Caesaris, Caesari et quae sunt Dei, Deo) Così nel Vangelo di Matteo (cap.22 v.21)
    prefazione
    Nello scrivere ho voluto evidenziare la mia esperienza (con il sapere e il pensiero di tutti), di questo mio vivere che alla fine del suo percorso di lavoro,ha capito che non ci si può mai dimenticare che siamo solo di passaggio in questa terra e che ogni cosa che abbiamo avuto deve essere lasciata, questo mi ha fatto riflettere che solo con la speranza in Dio e l’amore ,l’Uomo può trovare anche sulla terra con il suo percorso breve, parte del paradiso dovuto se meritato,con il contributo di tutti gli Uomini,
    Ringrazio tutte le persone che in questo mio vivere
    mi hanno accettato e amato.
    L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro
    FOLLE O VISIONARIO
    SPERANZA O UTOPIA
    DEMOCRAZIA ECONOMICA INDUSTRIALE PARTECIPATIVA
    Credo che finalmente dopo un secolo di guerre e rivoluzioni sociali sia arrivato il grande momento per l’uomo di mettere a frutto tutte le sue esperienze vissute ed avviarci in un nuovo rinascimento dove l’uomo ritorna alla sua origine, riconquistando la natura in un nuovo equilibrio, ultima possibilità di sopravivenza .
    La mancanza di regole fra le conquiste tecnologiche ,il lavoro, la società e la natura,ci ha allontanato dai veri valori che accomuna l’uomo nella sua vita,evidenziando sempre di più i mali che viviamo creando difficoltà di portare rimedi per eliminarli
    credo che solo con il coraggio e l’onesta di lasciare ai nostri figli un mondo migliore o almeno non peggiore di quello che ci hanno lasciato,ci si debba impegnare tutti ad andare avanti per migliorare la vita di ogni uomo,partecipando con qualsiasi contributo possibile , in questo grande progetto di vita , dove ci si possa permettere nel tempo di vivere nei valori del rispetto,della tolleranza della solidarietà e soprattutto nella libertà rispettosa di tutto e di tutti.
    Dalla fine degli anni settanta mi ero convinto che era giunto il momento di assumere responsabilità diverse nella vita sociale di ognuno di noi , dove l’elemento più importante è l UOMO e il LAVORO, ed è su questo fattore importante che mi sono fermato per analizzare tante questioni mai risolte , e possibilmente di trovare soluzioni per migliorare il rapporto e la condizione di vita .
    Ponendo quindi l’ uomo al primo posto , e analizzando ogni cosa a 360° , per vederne il pro e il contro, e pensando ad ogni elemento che può influire sulle condizioni e rapporti, ci si convince che Lui”l’uomo” è la priorità su tutto, e su questo concetto ho rivisitato tutti i rapporti che lui stesso ha in questa nostra Società,partendo dalla nostra costituzione nei suoi
    PRINCIPI FONDAMENTALI
    Art. 1.
    L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
    La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.
    Art. 2.
    La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.
    Art. 3.
    Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
    È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
    Art. 4.
    La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.
    Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.
    Art. 5.
    La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell’autonomia e del decentramento.
    Art. 6.
    La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche.
    Art. 7.
    Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.
    I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale.
    Art. 8.
    Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge.
    Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l’ordinamento giuridico italiano.
    I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze.
    Art. 9.
    La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.
    Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.
    Art. 10.
    L’ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute.
    La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali.
    Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge.
    Non è ammessa l’estradizione dello straniero per reati politici.
    Art. 11.
    L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa
    alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.
    Art. 12
    La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni.
    Ed è chiaro e fondamentale la tutela dello Stato per la FAMIGLIA dove “gli articoli dal 29 al 31 affermano che la Repubblica italiana riconosce la famiglia come società naturale(uomo-donna) fondata sul matrimonio, e afferma anche che è di dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli.” e soprattutto nella tutela del LAVORO dove le prime stesse parole della nostra Costituzione dicono” già dall’ art. 1
    “L’ITALIA E’ UNA REPUBBLICA DEMOCRATICA FONDATA SUL LAVORO”e dall’art.2 al 4 dove dice che il lavoro non deve essere solo un rapporto economico, ma anche un valore sociale che nobilita l’uomo ,e non è solo un diritto, bensì anche un dovere che eleva il singolo.
    A questo punto mi sono posto un quesito
    -perché avendo noi tutti i stessi diritti nel lavoro non esiste un rapporto uguale per tutti che dia la possibilità anche a partecipare al progresso materiale della nostra società con la responsabilità della crescita e dello sviluppo umano dove sia tenuto conto di un nuovo rapporto che non può più
    essere paragonato al solo costo salariale ma deve tenere conto dei stessi diritti e dignità sociale che tutti noi abbiamo “con proprie possibilità e proprie scelte”.nel rispetto della
    prima cosa che sancisce la nostra costituzione,e dalle nostre origini cristiane che non ha mai sostenuto, il diritto di proprietà come un qualcosa di assoluto e intoccabile .Al contrario,esse le a sempre intese nel più vasto contesto del comune diritto di tutti di usare i beni dell’intera creazione:il diritto della proprietà privata come subordinato al diritto dell’uso comune ,alla destinazione universale dei beni”,la proprietà si acquista prima di tutto mediante il lavoro perche essa serva al lavoro o alla esistenza dell’uomo,quanto ai mezzi di produzione,non possono essere posseduti contro il lavoro,ne essere posseduti per possedere ,perché l’unico titolo legittimo al loro possesso, e ciò sia nella forma della proprietà privata sia in quella della proprietà pubblica o collettiva -e che essi servano al lavoro,con ognuno di noi in base al proprio lavoro,abbia pieno titolo di considerarsi al tempo stesso il comproprietario del grande banco del lavoro,al quale s’impegna insieme con tutti “con proprie possibilità e proprie scelte”.nel rispetto della prima cosa che sancisce la nostra costituzione e cioè il “LAVORO”
    Da questo primo quesito parte la mia curiosità nell’approfondire il vero rapporto che oggi esiste fra chi cerca lavoro e chi invece offre il lavoro .
    Considerazioni generali:
    un ragazzo finito gli studi deve cercare un lavoro , cosa trova ? pochissimi i fortunati che da subito riescono esprimere le loro personalità e attitudini , e gli altri ?
    Sono costretti ad accettare un lavoro e un salario dove limita in tutto la propria vita ed espressione in contrasto con i principi fondamentali della nostra costituzione ,e tutto ciò è regolato da leggi dello stato e accordi sindacali nazionali e locali per varie categorie.
    Quindi milioni di persone devono poi alla fine confrontarsi con una limitazione di posti di lavoro e un salario che porta a limitare la propria vita senza potersi esprimere, e concorrere al progresso materiale o spirituale della società, mentre tanti altri non possono partecipare in quanto disoccupati impedendo cosi ad una uguaglianza di diritti sanciti dalla nostra costituzione.
    Il risultato di queste prime riflessioni è che in realtà ci troviamo con una mancanza di responsabilità nei diritti e doveri nel partecipare allo sviluppo della persona nel contesto sociale e di solidarietà reciproca. Quindi con un rapporto poco diverso da fine ottocento non essendoci più schiavi….ma SCHIAVI MODERNI.
    E’ difficile decidere di esprimere nello scritto in quello che si e sempre creduto e cioè nell’ “onestà, e nei valori sociali” pensavo e penso che la migliore parola sono i fatti,che ognuno di noi deve tener presente sempre nel rapporto di lavoro,riconoscendo nella nostra Costituzione i più alti valoriche esprimono nell’uomo i suoi diritti e doveri.
    Rileggendo le cose scritte sopra sembrano altro che una contestazione facile da farsi come quel detto che dice “che chi predica bene razzola male” invece e solo descrivere come sono le cose oggi, certo difficili nell’amministrare problemi cosi grandi , ma anche correggibili, soprattutto nel pensare che la vita di ogni uomo e regolata dalla sua natura temporanea e con un spazio di vita breve, cercando la partecipazione di tutti sarebbe tutto diverso con meno conflittualità e più amore.
    E allora cosa fare ? non è facile ma proviamoci,ed ecco il contributo scaturito senza nessuna pretesa di essere il risolutore del problema.
    L’analisi del lavoro e variegata dalle molteplici attività che l’uomo a disposto alle sue necessità di cui una parte consistente di persone lavorano nei servizi che lo Stato dà ai sui cittadini ,come polizia-forze armate- uffici pubblici – scuola – università – ospedali-ecc, e la maggioranza lavorano nelle attività commerciali e nei settori produttivi, e su queste due ultime posizioni che mi soffermo per verificare le possibili varianti che si possono ottenere nel rispetto completo del nostro essere all’interno di questa nostra Repubblica.
    La prima cosa che sovviene e il rapporto non naturale dell’uomo con Il lavoro,perché questo?
    Partendo da dove si lavora, il rapporto individuale e regolato dalla produzione dove il risultato del prodotto deve avere caratteristiche concorrenziali di prezzo e qualità ,a livello ormai di globalizzazione, e sarà pertanto sempre più difficile avere prodotti di qualità e prezzo avendo come concorrenti paesi che non hanno le stesse condizioni di tutela come il nostro, e per questo motivo che le industrie stanno spostando sempre di più la parte manifatturiera in quei paesi dove i costi e le regole sono inferiori, il risultato è che si impoverisce sempre di più la nostra società facendo mancare proprio il lavoro ,parte fondamentale della nostra costituzione dove nel suo primo articolo dice che la nostra “Repubblica è fondata sul lavoro”
    Il legislatore ha cercato con le parti sociali di trovare nuove soluzioni nel rapporto stesso del lavoro,cercando di arginare la disoccupazione istituendo nuove figure flessibili dove le aziende possono attingere con risparmi consistenti e soprattutto per la totale mancanza di impegno nel rapporto della continuità come previsto invece nelle assunzioni a tempo indeterminato.
    E evidente che senza un progetto politico e sociale a lunga distanza queste soluzioni portano alla discriminazione e all’impossibilità per “Ogni cittadino che ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione per concorrere al progresso materiale o spirituale della società”(art.4 dei principi fondamentali) , ne rimanga escluso,con conseguenze sociali immaginabili.
    La parte più vulnerabile rimane quindi la famiglia, togliendo con la precarietà del posto di lavoro ogni possibilità,di investire parte del suo salario anche nella casa e soprattutto nel “dovere e diritto di mantenere e istruire ed educare i figli” (art.29-31),non essendoci tutela e sicurezza nella continuità di lavoro.
    Oggi la nostra società non trova più soluzioni per il lavoro nel rispetto dei principi fondamentali della nostra Costituzione , cercando solo di intervenire con degli strumenti come gli ammortizzatori sociali ecc. per aiutare chi sta perdendo il lavoro e chi non lo ha,tutto questo rimane solo un impegno sociale irrinunciabile,ma non sufficiente a far rispettare la nostra Costituzione.
    In questa situazione non si può dare ai propri figli nessuna sicurezza e avvenire per formare la propria famiglia anche se riconosciuta dalla nostra costituzione come parte importante, che negli art.29-31 stessi riconosce “la famiglia come società naturale fondata sul matrimonio”
    Tutto questo non è una critica ma una considerazione Importante per trovare soluzioni ,che tutti siano rispettati Nei suoi diritti dove nell’art.4 la nostra “ Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.”
    Si deve riconoscere però le enormi difficoltà che stiamo attraversando non solo per il debito pubblico sproporzionato alle nostre vere possibilità,ma per la globalizzazione avvenuta ormai senza regole ,dove invece di attenuare le diversità fra popoli nel rispetto di leggi e regole comuni,porta allo sfruttamento delle popolazioni più deboli,da parte di industrie multinazionali,rendendo gli equilibri sociali più deboli anche nelle popolazioni più industrializzate , togliendo posti di lavoro nelle proprie industrie manifatturiere ,senza sostituirle con altre forme di lavoro.
    Qualsiasi iniziativa di regolarizzare con norme trattati ecc. da parte delle organizzazioni Mondiali,finiscono sempre con un nulla di fatto,solo le organizzazioni a livello finanziario riescono a regolarizzare i propri interessi, che partono da quelli valutari a quelli, commerciali e bancari.
    Constatiamo che sarà difficile risolvere nel suo insieme interessi troppo diversi fra popoli diversi,pertanto ogni cambiamento dovrà esserci partendo dal singolo,come la stessa storia dell’UOMO,non dobbiamo pertanto chiamarla rivoluzione ,perchè nessuno può essere dimenticato o lasciato fuori da questa nuova evoluzione dell’uomo, dove con la nuova tecnologia può trovare risorse ed equilibrio sociale.
    CONSIDERAZIONI
    Parto dalla mia esperienza personale di vita dura ma fortunata,”imprenditore per forza ma felice di poter fare un lavoro che mi piaceva,progettare e costruire”,non ho mai voluto sentirmi dire padrone (nome usuale all’epoca rivolto dal dipendente verso il titolare dell’azienda) dalle persone che collaboravano con me,in quanto ho sempre ritenuto che ognuno di noi era padrone ma solo di se stesso ,pertanto la responsabilità nel lavoro doveva essere propria dando la massima collaborazione,senza avere persone a cui si doveva obbedire se non nella funzione tecnica del lavoro stesso. Questo mio modo di trattenere i rapporti con i dipendenti era premiato con un ambiente più sereno e responsabile.
    Già dalla fine degli anni settanta mi ero convinto che il rapporto nel lavoro poteva cambiare sostanzialmente senza avere dei costi aggiuntivi,tenendo presente le esigenze delle aziende ma riqualificando la vita di ognuno di noi.
    Esaminando la vita di una persona che ha un lavoro dipendente andiamo a verificare come trascorre la sua giornata:
    Per ragione di traffico e di pochi servizi di trasporti pubblici a causa di soluzioni urbanistiche casuali e non organiche ,per poter cominciare il proprio lavoro alle ore 8 , si deve alzare al massimo alle 6.30 lavorare per otto ore + un’ora di intervallo mensa, quindi arriva alle ore 17 del pomeriggio,il tempo per vestirsi dei propri panni e poi via per andare a casa ,se uno è fortunato ci arriva alle 18, è evidente che dopo un’assenza di quasi undici ore da casa uno ci si senta stanco ,e desideroso di tranquillità,quindi con tutta la buona volontà non può avere tante attenzioni verso i figli e moglie se non solo di affetto, alle 19 (di solito)si cena ,guardando il telegiornale ,quindi si parla poco e si mangia in fretta alla fine si collabora per le piccole cose e dopo mentre la moglie continua a lavorare per accudire a tutti(lavare-stirare-preparare il mangiare per il giorno dopo-pulire la casa-controllare e aiutare i figli nei bisogni personali e della scuola, far tornare i conti della spesa con le proprie entrate ,ecc)si va a letto, si vede un pò di TV, (a quell’ora tutti programmi sono per la maggior parte formati di telegiornali o dibattiti belligeranti fra politici), prima di addormentarsi chiama la moglie,sperando nella sua compagnia,purtroppo questa per tutte le cose da fare prima delle 23 non può andare a letto,trovando il marito addormentato, e cosi si succedono i giorni.
    Le considerazioni sono semplici, e un modo di vivere che è vincolato esclusivamente ai tempi del lavoro, rendendo la qualità della vita e i loro valori che non elevano certo socialmente il singolo, rendendo cosí la famiglia vincolata a subire.
    La soluzione che ne è scaturita tiene presente soprattutto del singolo lavoratore nei suoi valori famigliari e sociali ,senza toccare per ora il valore del salario,puntando solo sulla qualità della vita senza che ci siano aumenti di costi anzi ottenendo buoni risparmi sulla produzione,migliorandone anche la qualità
    Riscontrato i tempi di produttività nelle varie ore del lavoro attuali, si riscontra che le 4 ore sosta pranzo e successive 4 ore danno una produttività Inferiore alle 6 ore continuate con solo una pausa break, questa analisi porta a considerare che le sei ore continuative darebbero più produttività delle otto ore ,con un risparmio del costo del pranzo e utilizzo delle ore giornaliere per due turni di lavoro di 6 ore cadauno,con utilizzo delle strutture della azienda per 4 ore in più con evidente meno costi sugli investimenti di macchinari ecc.
    Analizziamo ora le conseguenze che si avrebbero con una soluzione del genere.
    L’azienda non avendo nessuna perdita anzi aumentando i vantaggi, può pagare lo stesso salario delle otto ore ottenendo inoltre un rapporto migliore con i propri dipendenti,con riduzione dello spazio aziendale e macchinari del 50% mantenendo lo stesso standard di produzione, o aumentando del 100% la produzione e conseguente aumento della forza lavoro del 100% con gli stessi spazi e investimenti .
    Il lavoratore con le sei ore continuative potrebbe scegliere secondo le esigenze aziendali uno dei turni ad esempio o dalle 6 all12 o dalle 12 alle 18,queste scelte sono anche interagibili con le necessità della famiglia (lavoro della moglie, esigenze dei figli e delle persone anziane della famiglia),potendo inoltre dedicare anche del tempo ad attività socialmente utili , ai propri sport o Hobby,tutte cose che non possono fare con il tempo di lavoro predisposto attualmente.
    I risultati sarebbero considerevoli sotto tutti profili, per la famiglia il lavoro e la società, e soprattutto nell’adempimento della costituzione nei suoi valori fondamentali dove sono evidenziate nella persona il suo progresso materiale o spirituale.
    Tutto ciò porterebbe a risolvere tanti problemi sociali soprattutto nei confronti dei bambini e anziani che avrebbero più assistenza da parte della famiglia.
    La possibilità delle aziende di avere personale più predisposto alla attenzione del suo lavoro e quindi a più produttività,e all’utilizzo delle strutture per un 50%in più,risolvendo inoltre gran parte del problema della disoccupazione,utilizzando il secondo turno di lavoro, fattore importantissimo socialmente e per lo stato che risparmierebbe cifre consistenti ,che potrebbero essere messe a disposizione soprattutto per la scuola-università e ricerca ,base essenziale di un paese moderno in competizione globale.
    Una soluzione del genere ne trarrebbe grandi vantaggi per primo chi lavora e soprattutto dal lato economico , le strutture Sanitarie in quanto l’uomo avrebbe meno malattie e incidenti sul lavoro, tante di queste causate dallo stress e dal modo di nutrirsi.
    E evidente che questa proposta soluzione non risolve tutti problemi, ma potrebbe essere di grande utilità pensando all’inizio di una società nuova che si evolve sempre di più verso i veri valori dell’uomo ,che danno senso ad una vita che appartiene ormai alla globalizzazione della terra, con le sue aspirazioni spirituali.
    Pensiamo per un attimo che viviamo già in questa piccola evoluzione sul Lavoro, e che possiamo quindi a risolvere con lo stesso concetto altre problematiche, ad esempio il costo della cassa integrazione e la probabile perdita di posti di lavoro.
    Se prendiamo sempre come punto di riferimento l’uomo e i principi fondamentali della nostra costituzione , constatiamo che ad oggi la persona non è tutelata nel rapporto di lavoro nella ugual maniera,come essa parla che “tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge”, il perché, si trova nella differenza fra gli operai sottoposti alla cassa integrazione e a quelli della stessa azienda che continuano a lavorare,è evidente che i primi prendono un stipendio più basso e nello stesso tempo corrono il rischio di essere licenziati alla fine del periodo di cassa integrazione .
    Tutto questo fa si che la persona e la società stessa abbiano un danno irreversibile dovuto non solo al costo sociale ma anche ad una perdita di professionalità,che diventa costosa nel suo recupero.
    Penso che solo con una legge dello stato si possa risolvere il problema che porterebbe benefici per tutti,(persona-stato-azienda),legge che dovrebbe imporre alle problematiche
    aziendali temporanee una suddivisione delle ore previste per la cassa integrazione su tutto il personale dell’azienda,o in altri casi utilizzare i cassaintegrati per Utilità pubblica ,come manutenzioni ecc con il solo costo della differenza da quella percepita dalla cassa integrazione al 100% dello stipendio intero mensile ,tutto ciò risolverebbe non solo il lato economico del lavoratore, che senza una soluzione alternativa sarebbe costretto a recuperare la parte di reddito sottratta lavorando in nero , onde dare continuità economica alla famiglia, detto utilizzo porterebbe anche dare altre opportunità di possibili impieghi ,sopportati da corsi didattici preparatori.
    Tutto ciò sarebbe un grande risparmio di spesa per lo stato e soprattutto porterebbe a risolvere situazioni sia dal lato di vari servizi che a tutela e manutenzione del patrimonio Immobiliare dello stato-regione comune ecc. eliminando uno spreco che non è più sopportabile socialmente.
    Certo che i problemi possono anche non finire dopo la cassa integrazione, altre problematiche possono insorgere nella azienda stessa,dipendenti dalla globalizzazione e dalla finanza,tutto ciò però non deve creare differenze nei diritti sanciti dalla nostra costituzione.
    Vorrei tornare all’idea che ogni cosa e in rapporto con l’Uomo e la sua Spiritualità, cerchiamo di paragonare l’uomo con tutti i suoi simili come ad corpo unico,nel nostro corpo ogni elemento a una sua funzione e tutte le parti hanno bisogno di funzionare all’unisono, altrimenti si corre il rischio di ammalarsi, e allora come pensiamo di dimenticarci di tanti uomini che fanno parte dello stesso sistema, senza pensare che gli stessi non partecipando alle funzioni del sistema ci porteranno ad un collasso irreversibile , penso allora che come ogni cosa ha bisogno di energia per funzionare , anche il sistema Uomo potrà funzionare solo con l’amore e la spiritualità rispettando tutte le sue componenti di vita.
    Proviamo a guardare la vita di ognuno di noi,cosa troviamo, sempre delle conflittualità , di tutti i tipi, ritengo che la più importante sia il diritto all’uguaglianza nei rapporti sociali senza togliere a nessuno la diversità nel raggiungere obiettivi e risultati propri nel rispetto delle leggi comuni.
    Sino ad oggi l’uomo in generale ha difficoltà di sentirsi libero e responsabile perchè anche se esistono leggi che lo tutelano,non ha possibilità reale di poter dare un suo contributo libero, e non da schiavo moderno.
    Perché il nostro paese ricco di storia ,e di spiritualità nell’insegnamento della parola viva di Gesù,con una Costituzione che ci invidiano tanti stati, non rimuove gli ultimi ostacoli per dare dignità alla persona nel diritto al lavoro con la propria responsabilità nel contribuire allo sviluppo della persona umana e del paese e con la partecipazione effettiva all’organizzazione economica politica e sociale .
    Oggi la maggioranza delle persone vive senza possibilità alcuna di esprimersi e partecipare realmente allo sviluppo del paese, vivendo senza avere responsabilità diretta se non solo per dare la propria opera ,regolarizzata in ogni sua parte da leggi e accordi sindacali,dove gli stessi dovrebbero coprire un indispensabile elemento della vita sociale per il solo giusto bene e non per una lotta contro gli altri, evitando anche che le richieste salariali possano trasformarsi in una specie di egoismo di gruppo o di classe senza confondersi nella politica e abusare dello sciopero legittimo nei giusti limiti ,specialmente per giuochi politici.
    Oggi i tempi sono maturi per dare ad ognuno la propria responsabilità nei confronti dello stato della società e della famiglia per il suo progresso cominciando dal lavoro,
    “Il diritto alla proprietà non deve essere come un qualcosa di assoluto e intoccabile ma al contrario come un comune diritto al più vasto contesto del comune diritto di tutti ad usare i beni alla destinazione universale,i stessi non possono essere posseduti contro il lavoro ne posseduti per possedere,prevedendo la comproprietà dei mezzi del lavoro”
    A tutt’oggi invece “ il lavoratore e privato dei mezzi di produzione, viene anche espropriato radicalmente del suo sapere e della sua capacità ideativa,che vengono incorporate nelle macchine,trasferiti
    agli organismi burocratici specializzati di fabbrica (i famosi uffici tempi e metodi),tutto questo sta provocando costi tecnologi talmente alti da superare i costi del lavoro e troppo rigidi nella gestione delle varianze,il recuperare e rivalutare il fattore umano e il valore del lavoro risolvendo il contrasto fra tecnologie sofisticate , aumentando l’intelligenza del potenziale umano del lavoro,garantirà all’impresa il governo migliore con la collaborazione dei lavoratori, disponibili ai rischi attraverso la partecipazione agli utili e alle risorse di potere dell’impresa .
    Pertanto il salario deve essere ristrutturato dando responsabilità e dignità a chi lavora, facendolo partecipare come azionista del proprio lavoro per la costruzione del prodotto che da reddito sia all’azionista del lavoro che all’azionista del capitale.
    AZIONISTA DEL PROPRIO LAVORO
    Il concetto di salario percepito dalla persona nella quantità di denaro necessario alla sua sopravvivenza ,è visto a tutt’oggi solo come acquisto di forza lavoro,e non come un fattore diverso da una merce che influisca sul prodotto solo come costo per la sua riproduzione,oggi e doveroso allontanarsi da concetti ottocenteschi dove già all’epoca diverse ideologie mettevano in evidenza.
    Per realizzare le istanze programmatiche di eguaglianza e di partecipazione contenuti nella nostra Costituzione “fondata sul lavoro” ponendo l’UOMO come soggetto da tutelare come ricchezza che deve avere dignità con doveri e diritti e partecipare allo sviluppo della nostra società,quindi deve acquisire il diritto ad una partecipazione reale legata alle vere capacità di partecipare alla costruzione del prodotto non solo materialmente ma anche intellettualmente, acquisendo il diritto a partecipare ai rischi del mercato e alla suddivisione del profitto del plusvalore acquisito dal prodotto fra i partecipanti come azionisti del lavoro e gli azionisti del capitale,in questo modo si garantisce la partecipazione dei lavoratori attivamente al processo di governo della produzione e della distribuzione della ricchezza,identificando una comunione di interessi.
    Sarebbe superata così la condizione attuale di retribuzione come salario, che diventerebbe una retribuzione legata alla partecipazione agli utili del proprio lavoro regolata da nuovi parametri di partecipazione.
    Cosi non sarà il rischio d’impresa esclusivamente dell’imprenditore ma di tutta la forza lavoro subordinati al suo risultato finale a garanzia di tutti di una responsabile direzione.
    Queste nuove condizioni porterebbe ad eliminare tutti i conflitti legati al lavoro,con una riduzione drastica delle Persone senza lavoro, con una produttività e risparmio interessata a tutte le forze partecipanti alla costruzione del prodotto,che dovrà confrontarsi solo con il mercato globalizzato, rendendo tutti responsabili della qualità e costo del prodotto che deve risultare concorrenziale per poter essere venduto e dare profitto.
    Il conflitto industriale viene tendenzialmente annullato ” il mutamento del rapporto con la tecnica che determina il cambiamento della struttura dell’impresa” in modo che il proprietario imprenditore diventa manager,e gli operai perderanno il ruolo tradizionale di bruta forza-lavoro, per coordinare i loro interessi con quelli della produzione,diventando somma positiva per entrambi le parti,riconoscendo reciprocamente la legittimità ad esistere”strumento idoneo a spezzare la più ampia solidarietà fra i lavoratori per ricomporla in solidarietà di impresa”
    E evidente che questo modo nuovo di valorizzare il lavoro di ogni uomo deve essere regolato da nuove regole che tengono conto del vero valore del singolo elevandone dignità sociale ,con diritti e doveri e
    responsabilità proprie,dove lo stato e le organizzazioni sindacali dovranno tutelare l’onesta e i valori sanciti dalla nostra costituzione,nell’interesse comune sociale di tutti.
    Si potrebbe ipotizzare come primo momento uno studio sulla partecipazione del lavoro come azionista del lavoro, in questo modo la percentuale di partecipazione all’azionariato del lavoro dovrà essere inizialmente comprensivo dei valori dei salari attuali come differenziazione fra varie professionalità e responsabilità . e una % uguale per tutti dando cosi un “ profitto complessivo variabile secondo la capacità di interagire con il prodotto da commercializzare globalmente”,i pagamenti dovranno essere dati con acconti mensili, e saldo al bilancio annuale.
    La tassazione,assicurazioni sul lavoro, fondo pensioni ecc. dovranno essere regolate da nuove regole. mentre le azioni del capitale saranno remunerate con gli utili di bilancio da rapportare agli utili dell’azionista del lavoro.
    Potrebbe essere una soluzione pagare tasse-pensione ecc con una tassazione su prodotti di consumo
    Tassando inoltre con diverse aliquote tutti i proventi finanziari e da capitale (immobili ecc).
    Tutto questo eliminerebbe in gran parte l’evasione fiscale portando a detrarre sulla denuncia dei redditi annuale tutti i consumi ,ottenendo in questo modo a più giustizia sociale .
    Potrebbe sembrare utopia tutto ciò, dovuto ad un percorso impensabile impercorribile pieno di egoismi e interessi personali, tutte queste difficoltà non ci deve fermare dal cercare possibili soluzioni per portare nuova dignità ad ognuno di noi con diritti e doveri a partecipare allo sviluppo della nostra società,nel rispetto e ai valori della nostra costituzione,senza dimenticare nessuno.
    OGGI NELL’ANNO 2010 CREDO CHE IL MIO PENSIERO ANCHE SE VELLEITARIO VISIONARIO E UTOPISTICO DOPO 24 ANNI PUO’ ANCORA ESSERE UNA SFIDA POSSIBILE PER IL BENE DI TUTTI.
    L’uomo deve essere sempre il fine di ogni cosa nella società nella politica e nel suo contesto con tutto il creato, sino ad oggi ogni cambiamento sociale si e avuto tramite scontri sociali rivoluzioni e guerre , non c’è mai stata una continuità nel progredire socialmente anzi la politica e la finanza cede sempre all’ ingordigia e poco rispetto per chi lavora sudando per guadagnarsi a mala pena il pane, e cosi dopo ogni periodo di miglioramento sociale c’è il declino ,dovuto
    soprattutto per la mancanza di regole che dovrebbero limitare il potere soprattutto alla finanza internazionale unica vera globalizzazione e all’alleato oscuro la moneta mai stabile e pronta ad accettare ogni speculazione.
    La mancanza di integrazione dell’uomo e non del prodotto provoca ancora situazioni di ribellione e guerre ,aumentando gli atti dinamitardi che provocano morti di uomini giusti ,danno cosi giustificazioni a repressioni e
    a nuove forme di dittatura che portano sempre di più a squilibri sociali .
    In tutto questo l’uomo ha una vera ricchezza dentro di lui ,la sua intelligenza e forza che se unita a tutti nella globalizzazione supera enormemente ogni struttura finanziaria e alle instabilità delle monete.
    L’uomo deve avere il coraggio di riprendersi la vita e dividere con tutti le ricchezze della terra senza Egoismi e potere degli uni sugli altri, e soprattutto deve superare ogni tipo di ideologie nate per dividere e non per unire dando cosi a pochi il potere su tutti.
    Non dobbiamo più perdere tempo con false medicine per far guarire la società da problemi millenari,oggi ci sono i mezzi tecnologici per poter dare giustizia e equità a tutti, abbiamo istituzioni importanti come l’ONU , sede di tutti i popoli, che non trova democrazia nelle sue decisioni,dove ancora pochi stati possono decidere su tutti, bisogna partire da qui dando regole giuste democratiche alle decisioni,eliminando ogni supruso e dando a tutti gli uomini il diritto al vivere degnamente.
    E evidente che in ogni crisi si colpisce sempre la fascia più debole della società soprattutto chi vive solo con il proprio lavoro,su questo punto le regole mancano totalmente,in quanto esistono solo regole (contratti)nel rapporto di lavoro quando le cose vanno bene per la proprietà o azionisti, ma quando entra la crisi gli azionisti o la Proprietà si mettono al riparo di eventuali perdite di capitali, lasciando solo l’operaio che da la vita per il suo lavoro ,la scusa di questo modo di fare e di pensare e che si pensa che deve essere lo stato ad occuparsi di queste situazioni sociali, nascondendo che questo non sarà possibile in quanto lo stato si finanzia soprattutto con i redditi da lavoro,quindi tutto peserà gran parte sul singolo e sulla famiglia.
    A tutto ciò bisogna trovare urgentemente soluzioni , che devono essere chiare e semplici ,ricordando sempre,che tutti noi siamo solo di passaggio sulla terra e che tutto di noi viene assorbito dalla terra stessa,rimanendo responsabili di quello che lasciamo.
    E impossibile trovare soluzioni senza modificare le regole e i trattati fra nazioni, soprattutto nel WTO (organizzazione mondiale del commercio) dove il liberismo a portato a speculazioni finanziarie soprattutto da banche e da grandi multinazionali dell’energia dell’agroalimentare, impoverendo sempre di più i paesi del terzo mondo,non potendo gli stessi competere per le regole rigide imposte ,subendo allo stesso tempo lo sfruttamento nella produzione dei prodotti per il basso costo della manodopera .
    Una società lassista nei valori ,costumi,principi e onesta porta solo allo sfascio della famiglia delle istituzioni della società dei popoli, lasciando ai furbetti alle cricche al malcostume e alle organizzazioni criminali lo sfruttamento degli onesti.Il credere in quell’uomo GESU’che con il suo sacrificio ci ha dato la speranza e i motivi giusti per accettare la vita come un dono di DIO ci porterà ad una società più giusta e soprattutto al rispetto di ogni Uomo.

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