PUBBLICO IMPIEGO:SINDACATI VERSO LO SCIOPERO. 2500 LETTERE DI PROTESTA A BRUNETTA
Pubblicato da irpinianelmondo su Luglio 22, 2008
22.7.2008-Lo hanno annunciato con due comunicati separati, il Cisal e l’Ugl, ma il senso è lo stesso: se le decisioni prese dal ministro Renato Brunetta sul pubblico impiego non cambiano, dopo la pausa estiva ci sarà lo sciopero del settore. Sul fronte delle proteste si registra oggi 21 luglio quella, singolare, dei dipendenti dell’ex ministero della Salute. Invieranno all’indirizzo del ministero della Funzione pubblica ben 2.500 lettere. Cartacee, non elettroniche. E quindi, anche fisicamente, più ingombranti.
«Il nostro giudizio resta estremamente negativo su tutto il complesso delle misure previste per i dipendenti pubblici» Parole di Davide Velardi, segretario confederale della Cisal. Il riferimento è ovviamente agli ultimi provvediementi sulla pubblica amministrazione, sulel visite fiscali dopo un giorno di malattia, e soprattutto sui paventati tagli di 400 milioni in finanziaria. «Il ministro afferma che i fondi non sono in discussione, continua Velardi -, ma il testo del provvedimento non chiarisce il problema ed anzi, permangono per intero le perplessitá sui tagli che si intendono effettuare». «In tale situazione -conclude il sindacalista -, il ricorso allo sciopero generale appare inevitabile»
Nella stessa direzione sembra andare l’Ugl. Secondo quanto deciso oggi dal Comitato confederale presieduto dal segretario Renata Polverini, la mobilitazione già avviata nel comparto pubblico proseguirà fino a settembre con tutte le altre categorie, pubbliche e private. In assenza di segnali concreti da parte del governo, culminerà in una manifestazione nazionale nel mese di ottobre, senza escludere anche azioni di sciopero. L’ultima parola toccherà alla segreteria confederale mercoledì 23 luglio.
«Le ricordo che sono anni che subisco decurtazioni del mio stipendio per le assenze dal servizio e anche le famigerate visite fiscali non sono per me una novitá». E’ uno stralcio dalla missiva che gli ex dipendenti del Ministero della Salute si stanno preparando ad inviare a Brunetta. Non un’unica letterina con le rimostranze di tutti, ma una maxi consegna di 2.500 buste, una per ciascun lavoratore. «L’unica novità – continua lo scritto – è che oggi, se devo sottopormi a una visita medica, oltre al pagamento del ticket, vedrò tagliato il mio “ricco” stipendio giornaliero di una consistente parte di salario che arriva fino ad oltre il 30% e, inoltre, sarò costretto agli ‘arresti domiciliarì potendo comprare, se necessario, le medicine, il pane e il latte solo nell’orario di chiusura dei negozi». Oggi gli ex addetti della Salute hanno organizzato un sit-in di protesta davanti a Palazzo Montecitorio. In attesa che le lettere arrivino. (F.Cocco)
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