MANOVRA ECONOIMICA. SULLE PENSIONI E’ SCONTRO SINDACATI GOVERNO
Pubblicato da irpinianelmondo su Luglio 26, 2008
26.7.2008-Scoppia la polemica sull’ipotesi ventilata dal ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, di innalzare l’età minima pensionabile dei 62 anni a partire dal 2013.
“Non c’è nessun bisogno di innalzare l’età pensionabile”. È netto il no della Cgil all’ipotesi del ministro del Welfare Maurizio Sacconi di elevare l’età minima pensionabile dei 62 anni a partire dal 2013, contenuta nel Libro Verde sul futuro del modello sociale.
“Naturalmente non siamo d’accordo - ha dichiarato il segretario nazionale della Cgil con delega al Welfare, Morena Piccinnini - Quel Libro verde lo leggeremo con attenzione ma ci auguriamo un confronto vero”. La Cgil contesta che nel Libro verde quello che si legge è “meno welfare pubblico, ognuno si arrangi e meno welfare pubblico nella sanità e nell’assistenza”.
Non solo, aggiunge Piccinini: “L’assegno sociale non viene più legato alla povertà ma al fatto di aver lavorato. Tutta la filosofia in sè non è accettabile – commenta – non è positiva perchè si chiede meno finanziamento pubblico e quindi si parte dall’età ma questo è sbagliato, perchè a 62 anni la pensione è prevista per chi ha l’età contributiva già elevata. Se anche per l’anzianità si alza a oltre i 62 anni vuol dire che non c’è più la pensione di anzianità”. Questo significherebbe che “c’è irrigidimento – conclude – mentre il sistema deve essere flessibile”.
ANGELETTI: E’ FOLKLORE
“Siamo nel 2008: parlare di quello che accadrà tra cinque o sei anni è folklore”, attacca il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti. La proposta, che è contenuta nel Libro Verde, secondo il leader sindacale “non sta nè in cielo nè in terra. Noi leggeremo il Libro Verde e spero che conterrà cose più valide – ha aggiunto – ma sarebbe meglio discutere di quello che succede oggi”.
IL MINISTRO: TEMI SOLO ACCENNATI
“Sono rinviati temi, come l’età di pensione, che nel Libro Verde sono solo accennati e in forma dubitativa”. Così il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, risponde ai sindacati. “il Libro Verde sul futuro del modello sociale in Italia – spiega il ministro – è un prodotto disegnato – anche attraverso ricorrenti interrogativi – per stimolare una pubblica e diffusa consultazione degli attori istituzionali e sociali come dei singoli cittadini. Lo scopo è quello di pervenire ad un Libro Bianco condiviso almeno dall’80 per cento degli italiani, perchè dovrebbe contenere i valori e la visione di un nuovo modello di protezione sociale con l’ambizione di rafforzare l’autosufficienza di ciascuna persona lungo tutto l’arco della vita, dal concepimento alla morte naturale”.
“Solo a valle di questo testo condiviso – continua – il governo disegnerà il suo concreto programma di legislatura. Ringrazio tutti coloro che, come Enrico Letta e altri dirigenti di organizzazioni sindacali o sociali, hanno compreso lo spirito dell’iniziativa – aggiunge – poi ci sarà sempre qualcuno che, quando il saggio indica con un dito il cielo, è portato a guardare il dito. L’Italia ha bisogno di questo confronto sincero e senza pregiudizi per costruire insieme una dimensione più alta della laicità e per acquisire elementi di condivisa identità nazionale”.
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