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CASO UDEUR . PRIMARI NOMINATI DAI MASTELLA: ECCO COME FUNZIONAVA LA SANITA’ IN CAMPANIA

Pubblicato da irpinianelmondo su Agosto 26, 2008

26.8.2008-C’è un filo rosso che collega la sentenza 33843 depositata ieri dalla Corte di Cassazione e gli ultimi scandali scoperti nella Sanità campana (ultimo quello delle indebite indennità al Monaldi di Napoli, con i manager condannati a risarcire 4,5 milioni di euro). Nomine di dirigenti sanitari dettate da “criteri di appartenenza politica e non di competenza tecnica” che hanno determinato un “buco” mostruoso nei conti della Sanità regionale. I magistrati della Suprema Corte, respingendo il ricorso presentato da Lady Mastella per ingiusta detenzione con l’accusa di tentata concussione, con la sentenza 33843 delineano un quadro chiaro della principale attività dell’Udeur, il partito creato dall’ex ministro della Giustizia, Clemente Mastella.

La presidente del Consiglio regionale della Campania, Sandra Lonardo, “ha abusato dei suoi poteri per far nominare “persone di sua fiducia nel campo sanitario” al fine di “rafforzare la presenza” dell’Udeur “nelle istituzioni pubbliche, perpetuando una politica di occupazione e spartizione clientelare secondo criteri di appartenenza politica e non di competenza tecnica”. La Cassazione, in particolare, fa riferimento alle pressioni esercitate dal partito del Campanile nei confronti del manager ospedaliero Luigi Annunziata “che non aveva ottemperato ai diktat del partito”. L’Udeur, attraverso la presidente del consiglio regionale, aveva “messo alla prova” il manager ribelle che si era rifiutato di nominare due primari graditi al partito-famiglia.

Secondo la Cassazione, Lonardo – abusando della sua funzione pubblica – aveva infatti deciso di rinviare la discussione di un’interpellanza consiliare presentata proprio dall’Udeur che metteva in dubbio la regolarità della nomina del dirigente Annunziata. Un vero e proprio avvertimento per “convincere” il manager a piegarsi al potere mastelliano. Per i magistrati di Piazza Cavour è quindi legittimo il provvedimento restrittivo firmato dal procuratore di Santa Maria Capua Vetere il 16 gennaio scorso, e che prevedeva gli arresti domiciliari per Lady Mastella.campaniareport

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