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POLITICA. VALIANTE ATTACCA DE MITA: ” CHI NON LA PENSA COME LUI E’ CONSIDERATO UN OPPORTUINISTA”

Pubblicato da irpinianelmondo su Agosto 27, 2008

 27.8.2008-Sarà la crisi dei partiti, l’implosione del capitalismo, l’assenza di ideologie forti, pare che anche in politica vinca il ritorno a rassicuranti valori, quali l’amicizia. De Mita si sente tradito dagli amici «opportunisti » che sono rimasti nel Pd perché «tengono famiglia ». Uno di questi è Antonio Valiante, vicepresidente della giunta regionale, considerato un demitiano che, però, non ha seguito il leader di Nusco nell’Udc.

Assessore, Cicerone diceva: «La vita senza l’amicizia è nulla». E nella vita politica?
«L’amicizia aiuta, a condizioni che ci si rispetti, che si rispetti la capacità di elaborazione di tutti».
Lo dice a De Mita?
«Io conservo dentro di me un’amicizia per De Mita vera, non scalfita dagli eventi. Né ho perso stima per la sua elaborazione. Preferisco non valutare il De Mita reattivo».
Ma lei è rimasto nel Pd perché le è convenuto?
«La valutazione di De Mita rivela un po’ il suo carattere: le cose che decide lui sono politiche, gli altri invece ragionano solo in termini egoistici. Già un’altra volta è capitato».
Quando?
«Quando nel 2000 noi popolari sottoscrivemmo l’accordo per le regionali, alla base della vittoria, De Mita disse che io e la dirigenza del partito l’avevamo fatto per opportunismo. Vorrei ricordargli che il Ppi nel ‘97 quando corse da solo diede la Campania nelle mani della destra. Diciamo la verità..».
La dica.
«Questo discorso lo ha fatto solo dopo che non è stato candidato. Lui ci ha portato nel Pd, poi se ne è andato. Ha reagito in modo sbagliato ad un’azione sbagliata. È stato parte dell’attacco romano all’assetto politico campano, ma su questo non si riflette».
Chi si può definire amico in politica?
«Chi, come dice De Mita, è legato ad un percorso, non a fatti contingenti. I rapporti interpersonali valgono e creano solidarietà anche trasversali».
Ci fa qualche nome di suoi amici in politica?
«Vito Nocera, su cui penso di poter contare anche se abbiamo posizioni diverse».
Poi?
«Tino Iannuzzi. Lo conosco da anni, ci siamo frequentati. Io ero commissario del Ppi a Salerno e lui ne è stato il primo segretario. Ma direi anche Alfonso Andria».
E come considera Bassolino? Lei è stato di certo il più solidale con il governatore.
«All’inizio è stato un rapporto prettamente politico. Io mi sono anche dimesso per otto mesi da assessore. Oggi ritengo ci sia un sincero rapporto di solidarietà. Perché trovo ignobile questo attacco strumentale, che trova conferma nel fatto che si dice che Berlusconi abbia risolto il problema dei rifiuti. Ma non si dice che lo ha fatto con poteri nazionali, non regionali. Perché prima nessuno si è mosso?».
Viene da risponderle: che a non muoversi è stato un governo amico, quello precedente.
«Appunto. Il giudizio nei nostri confronti passa più per schemi che per dati reali. Quando De Mita parla del sistema di potere regionale, dovrebbe ammettere che dei meccanismi di governo ci stiamo occupando».
Il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, ha detto di essere disponibile a candidarsi alle regionali. Da tempo lo dice anche Luigi Nicolais. Cosa ne pensa?
«De Luca ha un’ottima capacità di governo, è molto determinato. Ma non ho ascoltato da nessuno, sinora, un progetto. Che tenga conto dei cambiamenti politici ed economici nazionali. Di questa incomprensibile idea di federalismo. Diciamo che le candidature sono premature ».
Ma secondo lei servono le primarie?
«A De Luca non piacciono, le primarie, e non ha tutti i torti, perché una classe dirigente seria deve avere il coraggio delle proprie scelte. Certo che questo comporta un assetto del partito che per ora non esiste».
Anche lei, come Bassolino, è per il congresso anticipato?
«Congresso anticipato e partito federale, proprio per evitare che certe scelte vengano calate dall’alto. Già lo abbiamo visto, basta e avanza. E poi c’è il tema delle alleanze ancor prima di quello delle candidature: non è pensabile che sia una discussione tutta interna al Pd».
Quindi non avanza nomi?
«Con grande rispetto per tutti, le proposte in campo in questo momento non le valuto essenziali. In Campania ci sono molte personalità, ma c’è ancora tempo».
Fino alla fine…
«Che dubbi ha, fino alla scadenza naturale del nostro mandato ». corsera

Una Risposta a “POLITICA. VALIANTE ATTACCA DE MITA: ” CHI NON LA PENSA COME LUI E’ CONSIDERATO UN OPPORTUINISTA””

  1. [...] sconosciuto: [...]

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