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ECONOMIA E FINANZA . LUNEDI’ NERO PER BORSE EUROPEE. CROLLO DI WALL STREET

Posted by irpinianelmondo su ottobre 6, 2008

6.10.2008- QN -Lunedì nero per i mercati mondiali che hanno vissuto una delle giornate più drammatiche dall’inizio della crisi finanziaria americana, con Piazza Affari fra le peggiori in Europa. Il Mibtel ha chiuso in calo dell’8,24% a 17.976 punti, il ribasso più consistente dal 1998 che ha riportato l’indice sui minimi di maggio 2003. In calo dell’8,24% l’S&P/Mib invece che ha chiuso a 23.3776 punti, anche in questo caso sui minimi di maggio 2003, mentre l’All Stars ha ceduto il 5,74%. Complessivamente nella seduta odierna a Piazza Affari sono andati in fumo circa 40 miliardi di euro di capitalizzazione.

 

Perdite da capogiro anche per gli altri listini del Vecchio Continente: gli indici registrano ribassi record, con perdite comprese tra il 7 e il 9%, superiori a quelli dell’11 settembre 2001. Quella vissuta oggi è la seduta peggiore dal 1987: sono stati bruciati 400 miliardi di euro di capitalizzazione. L’indice DjStoxx 600, che raccoglie i titoli più capitalizzati, ha perso il 7,2%. A Londra l’Ftse 100 a Londra chiude in calo del 7,85% a 4.589,19 punti%, il Cac 40 di Parigi lascia sul terreno il 9,04% a quota 3.711,98, segnando il peggior ribasso dal 1988, anno del suo esordio. Il Dax 30 di Francoforte segna una flessione del 7,07% a 5.387,01 punti.

 

WALL STREET 

Seduta drammatica a Wall Street, dove il Dow Jones è scivolato anche sotto la soglia dei 9.700 punti fino a 9.694,57, minimo dal novembre 2003 e 630,81 punti in meno rispetto a venerdì. Il listino è poi leggermente risalito e ora perde il 5,93% a 9.713,29 punti. Profondo rosso anche per il Nasdaq (-7,06% a 1.809,85 punti) e l’S&P500 (-6,55% a 1.027,27).

 

UNICREDIT

Tornando in Italia, occhi puntati su Unicredit che, dopo un avvio in forte calo con il titolo che è entrato in negoziazione continua con un’ora di ritardo, ha chiuso in calo del 5,9% a 2,9. Ieri il Cda del gruppo ha approvato un piano di rafforzamento del capitale da complessivi 6,6 miliardi di euro approvato dal Cda domenica. In calo del 4,8% Generali: durante la conference call per presentare il piano approvato dal Cda, il numero uno di Unicredit Alessandro Profumo ha confermato che il 3,5% detenuto nel Leone di Trieste è fra gli asset da dismettere. Confermata invece la stretegicità di Mediobanca (-4,6%) di cui Unicredit è primo azionista con l’8,6% circa.

 
LE BORSE ASIATICHE

La giornata era iniziata con il tonfo delle borse asiatiche, con Tokyo ai minimi di quattro anni e mezzo, e l’effetto domino ha interessato tutti i mercati finanziari, con le borse di Mosca e di San Paolo costrette a interrompere le contrattazioni dopo aver realizzato perdite a doppia cifra poco dopo l’inizio della seduta.

 

FITTI COLLOQUI IN EUROPA

In Europa è stata una giornata di fitti colloqui tra i principali leader politici per mettere a punto un messaggio comune da rivolgere ai mercati. “Tutti i leader dell’Unione Europea rendono noto che ciascuno di loro prenderà qualunque misura sia necessaria per mantenere la stabilità del sistema finanziario, sia attraverso l’immissione di liquidità tramite le Banche Centrali, sia mediante azioni mirate su singole banche, sia attraverso il rafforzamento degli schemi di protezione dei depositi”, ha fatto sapere il presidente del Consiglio Berlusconi. Mentre la Germania pensa ad un piano di salvataggio nazionale per le banche tedesche, il premier spagnolo Zapatero ha convocato i vertici dei principali istituti di credito del paese. Madrid potrebbe agire autonomamente se la Ue non troverà una politica comune.

 

Proprio da Bruxelles è arrivato l’invito di Almunia ad un’ “azione coordinata” dei paesi dell’Unione. Intanto, Bnp Paribas ha annunciato l’acquisto di asset belgi e lussemburghesi di Fortis per 14,5 miliardi di euro, un’operazione che renderà l’istituto di credito francese la prima banca europea per depositi.

 

La preoccupazione per la tenuta del sistema bancario europeo ha spinto giù le quotazioni della moneta unica, che ha toccato un minimo di tre mesi sul biglietto verde, a quota 1,3595 dollari, e il livello più basso di due anni e mezzo sullo yen, a 139,96. In netto calo anche le quotazioni del petrolio. La crisi fa temere un arretramento della domanda globale, e il light crude è sceso sotto la soglia dei 90 dollari.

 

Il tasso Euribor a tre mesi ha invece toccato il massimo dal 1994, passando al 5,345% dal precedente 5,339%. E c’è chi nell’11 settembre delle borse mondiali vede un monito per l’intera umanità. “Vediamo adesso nel crollo delle grandi banche che i soldi scompaiono, sono niente – ha dichiarato oggi il Papa -. Chi costruisce solo sulle cose visibili, come il successo, la carriera e i soldi rischia poi di perdere tutto, solo la Parola di Dio è solida”.

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