ROMA. 180 OPERE DI PICASSO IN MOSTRA AL “VITTORIANO”
Pubblicato da irpinianelmondo su Ottobre 11, 2008
11.10.2008-Ansa- I capolavori di Pablo Picasso realizzati tra le due guerre sono in mostra al Vittoriano. Circa 180 opere che testimoniano il genio dell’artista spagnolo e la sua rivoluzionaria concezione della pittura, che probabilmente maturò a partire dal soggiorno romano, nel 1917, ricostruito in una breve sezione introduttiva e celebrato dal ritorno, dopo 90 anni, de L’italienne (ora alla Fondazione Burhle) dipinta nella città eterna. L’importante esposizione si intitola Picasso 1917-1937. L’Arlecchino dell’arte ed è stata sponsorizzata dal Gioco del Lotto, partner delle iniziative del Vittoriano dal 2002 (che “intende in questo modo – ha detto l’amministratore delegato e direttore generale di Lottomatica Marco Sala – avvicinare la cultura al grande pubblico nei luoghi restaurati con i Fondi Lotto”) e curata dallo storico dell’arte dell’università di Princeton Yve-Alain Bois.
Si tratta di una mostra a lungo pensata, ha detto Alessandro Nicosia, patron di Comunicare Organizzando, che ha richiesto anni di lavoro. Perché ottenere prestiti dalle collezioni pubbliche e private più prestigiose del mondo non è semplice. Senza contare che rappresentare l’artista più prolifico di tutti i tempi (che vanta dalle 30.000 alle 50.000 opere in catalogo) è sempre un’impresa irta di difficoltà. Non a caso, l’ultima rassegna realizzata a Roma è quella storica della Galleria Nazionale d’Arte Moderna, curata nel 1953 da Picasso in persona. Bois ha quindi cercato una nuova sintesi per illustrare la complessità dell’artista, individuando proprio nella compresenza di una straordinaria varietà di stili la portata rivoluzionaria del suo linguaggio espressivo. A tal fine, il periodo tra le due guerre è quello che più rappresenta tale svolta, quando, ha detto il curatore, “Picasso smette di sostituire una data maniera con un’altra e non scarta più nulla, inventando stili sempre nuovi senza mai eliminare quelli precedenti”. Tanto che, nel corso degli anni, l’artista “si costruisce un incredibile arsenale di forme e approcci al quale attinge liberamente ogni volta che ne ha voglia e che lo ritiene opportuno”. Ecco, questa consapevolezza, che fa di Picasso il più grande del ‘900, secondo Bois prende corpo durante i due mesi trascorsi a Roma, dove si reca a meta’ febbraio del 1917 in compagnia dell’amico Jean Cocteau. Scopo del viaggio è collaborare con la compagnia dei Balletti Russi per la messa in scena di Parade, il “primo balletto cubista” su libretto di Cocteau, di cui Picasso cura scenografia e costumi.
Nella città eterna, l’artista, ha spiegato il curatore, scopre una stratificazione unica delle vestigia del passato, dalle antichità romane agli splendori della rinascenza e del barocco. Così sorprendente che Picasso, prosegue Bois, modifica la sua idea di storia, basata, secondo tradizione, sul concetto di evoluzione. “A Roma capisce che non è così – prosegue – e decide di non scartare più nulla, di lasciare che ogni cosa rimanga accessibile per il presente e per il futuro”. La mostra è dunque un percorso punteggiato dai confronti, dagli arlecchini astratti accanto a quelli cubisti o classici. Come quello di Barcellona, che apre l’esposizione affiancando L’italienne, scomposizione cubista piena di colore sullo sfondo del cupolone di San Pietro. Ecco le donne surrealiste, dolcemente arrotondate, le visioni marine, le figure astratte, la scomposizione dei corpi, la magnifica grafica della saga del Minotauro.












Vera Merighi detto
Perchè la sinistra e/o Di Pietro non propongono una vera e seria riforma della scuola? La contestazione in piazza non risolve il problema….gli italiani sono stanchi di proteste vane.
Michele Santulli detto
L’Italienne non raffigura una “ragazza italiana” bensì una ragazza ciociara in costume che lui conosceva bene perché sia a Montmartre e sia a Montparnasse la assoluta predominanza dei modelli e delle modelle erano solo ed sclusivamente ciociari. Ha usato questo termine L’Italienne (come fece Manet per la Sua ciociara, cone fece Corot, come fece Van Gogh per la sua modella ciociara e mille altre volte) perché non conosceva il termine ‘ciociaro’ come non lo conoscete voi oggi. Picasso di quadri con ragazze ciociare ne fece dodici nel 1917, ma ne aveva disegnata una già nel 1906 e ne ritrasse un’altra nel 1922. Inoltre il personaggio in costume ciociaro è stato il soggetto più ripetuto e più amato da tutti gli artisti europei nel corso del setteottocento.
Saluti
serena pasquini detto
buonasera e scusate il disturbo vorrei sapere come poter contattare qualcuno in toscana per far vedere un quadro firmato solo peblo raffigurante il volto di una madonnina, mi sembra di colore ocra. comprato nel’73 da mia madre..grazie e scusate il disturbo..
serena pasquini detto
pablo e basta