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CONFINDUSTRIA AVELLINO. IL PRESIDENTE SARNO: “LE BANCHE TORNINO ALL’ECONOMIA REALE E ASSICURINO LIQUIDITA’ ALLE IMPRESE”

Pubblicato da irpinianelmondo su Ottobre 12, 2008

10.10.2008-Riceviamo e pubblichiamno un interessante , nonche’ autorevole, intervento del Presidente dell’Unione Industriali di Avellino Dr. Silvio Sarno che rassegna una serie di considerazioni e di valutazioni sugli effetti della crisi finanziaria nel sistema economico irpino e le indicazioni che scaturiscono dagli Imprenditori irpini .

 

                Il rischio avvertito dagli imprenditori- dice Sarno – rispetto alla grave crisi finanziaria è che coinvolga il credito alle imprese e quindi corroda  l’economia reale, già di per sé indebolita da una congiuntura non favorevole.

 

                Le banche devono essere più oculate, ma non assumere l’atteggiamento di sostanziale inattività nella concessione del credito.

                Leggiamo una non perfetta corrispondenza tra le assicurazioni dei vertici bancari, emanate con dichiarazioni ai media, e il comportamento operativo nelle diverse filiali

                Non vorremmo che i responsabili territoriali interpretassero ultra petita i richiami alla prudenza o che nella concessione del credito ne aggravino l’onerosità.

 

                Già la situazione complessiva ha provocato tensioni nell’ambito dei rapporti commerciali tra imprese con dilazione degli incassi.

 

                In una condizione strutturalmente impegnativa, come quella delle aree meridionali, l’impatto della crisi finanziaria, se dovesse perdurare la situazione innanzi descritta, può provocare danni seri al sistema delle imprese.

 

                Sul piano generale si poteva fare di più per prevenire gli effetti devastanti di questa crisi.

 

                “La crisi del settore immobiliare – dicevo nella primavera 2007 nell’intervista riportata nel libro: Parole Incrociate di Maria Pia Morelli – è gravissima: si considerino l’aumento esponenziale  dei mutui subprime concessi a utenti dal passato macchiato da scarsa solvibilità, il crollo del valore immobiliare e la perdita dell’80% del titolo New Century, finanziaria specializzata proprio nei mutui subprime(…), con debiti, soprattutto con gli speculatori che dominano il mercato (Morgan Stanley, Goldon Sachs, Citigroup, Lehman Brothers) e che sono i principali responsabili di architetture finanziarie che si basano sul nulla, nelle migliori delle ipotesi, determinando una totale scissione tra economia virtuale ed economia reale.               

 

 

 

 

Non è una faccenda di ordine teorico: le ripercussioni sulla vita del cittadino medio sono percepibili”.

 

                Sarno, inoltre, esprime forti preoccupazioni per l’esplosione del boom del credito al consumo con scenari foschi se non si interverrà con decisione.

 

                Alle banche, aggiunge, bisogna chiedere oggi un più deciso ritorno all’economia reale:

a) dando una dimensione numerica agli effetti negativi della crisi sui propri bilanci, in modo da avere un quadro chiaro che elimini almeno in parte le incertezze che crescono in assenza di una chiara informazione;

 

b) stabilendo una politica del credito che abbia nitide condizioni anche in questo periodo;

 

c) assumendo la responsabilità di non far mancare liquidità al sistema delle imprese, per non innescare un’ulteriore spirale negativa, in presenza di recessione economica (dati del  Centro Studi Confindustria) e dei rischi connessi alla crisi finanziaria.

 

Diverse imprese sono in grado oggi di utilizzare la leva finanziaria.

               

Questa può essere ben sfruttata  dal sistema bancario per garantirsi profitti di intermediazione, ben tollerati dalla economicità della gestione delle imprese.

 

Quindi comprendiamo, dice Sarno, la necessaria prudenza degli Istituti di credito  ma ribadiamo nel contempo la richiesta di non essere eccessivamente stringenti per evitare che realtà d’impresa in crescita possano soffrire oltremodo di questa fase.   

 

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