FESTA PROVINCIALE DEL PD. IERI SI E’ DISCUSSO DI LEGALITA’ , MEZZOGIORNO E SCUOLA.OGGI CHIUDE IL SEN. DE LUCA
Pubblicato da irpinianelmondo su Ottobre 12, 2008
12.10.2008- 100 Comuni per la legalità. Nel corso del dibattito sulla legalità e la sicurezza, durante le festa provinciale del Pd a Grottaminarda, il Sindaco di Avellino Galasso ha lanciato la proposta di un dibattito aperto a tutti gli amministratori delle provincia di Avellino. Durante il quale, gli amministratori, e dunque le relative amministrazioni, assomuranno l’impegno di adottare il protocollo della legalità per garantire la trasparenza negli appalti pubblici nei singoli terriotri. Nel corso dell’incontro (la data sarà fissata nei prossimi giorni) i rappresentati dei 100 comuni si impegneranno congiuntamente ad adottare una linea univoca a sulla questione Fromicoso. In primo luogo adottando il piano Canapini e rilanciando a gran voce la smilitarizzazione, immediata dell’Irpina.
Ad aprire i lavori Salzarulo, il quale ha denunciato come oggi il tutto si sia ridotto ad una questione di ordine pubblico, strumentalizzando la questione sicurezza, ma allo stesso tempo privando i Sindaci di ogni strumenti minimo d’intervento.
Il sindaco Giuseppe Galasso, ha ricordato i significativi investimenti in corso nelle città, ovvero 54 cantieri per una cifra complessiva di 120 milioni di euro con l’aggiunta degli 80 del parco progetti, e sottolineando che la città è di per se sottoposta, quasi naturalmente sotto assedio per la posizione geografica. Ha proposto l’evento nel teatro Gesualdo di Avellino con la presenza di tutti gli amministratori per adottare immediatamente il provvedimento per la legalità.
Si è detto favorevole Lorenzo Diana, alla adozione del protocollo, avvertendo tutti sulla necessità di prendere atto che la commessa primaria del mezzogiorno e pubblica. Non è mancato il passaggio sulla questione tecnica dei ribassi, dichiarando impossibile la realizzazione delle opere, in maniera seria, senza rischiare infiltrazioni camorristiche.
Michele Caiazzo, ha ribadito la necessità di sollecitare un lavoro serio di intelligence rispetto alla mera, strumentale, militarizzazione del territorio.
Mezzogiorno tra crescita economica e fondi europei.
Intervenuti i segretari provinciali dei sindacati confederati (Cgil-Cisl-Uil), conclusioni dell’europarlamentare LOSCO.
Si è aperta con il confronto sulla crescita economica e i fondi europei la terza giornata della festa provinciale del Partito democratico.
A presiedere la tavola, Luigi FAMIGLIETTI (Sindaco di Frigento, Resp. Dipartimento Europa – Pd Provinciale), il quale ha aperto i lavori soffermandosi sul ruolo delle aree deboli, ed il loro ruolo rispetto alle politiche economiche che l’Unione Europea sta promuovendo. Non è mancato il richiamo alle condizioni delle aree interne, rispetto a quando sta accadendo in termini di competitività nell’ambito del mercato comunitario, che vede sempre più, la Spagna prevalere rispetto all’Italia, ed in particolar modo rispetto ad aree interne come la nostra. Infine, analisi sulle condizioni della politica in provincia di Avellino, ritenuta (Famiglietti) lenta rispetto i processi in atto, e poi, di fatto, ci riteniamo soddisfatto dell’intesa di vedute raggiunta con i sindacati e con CONFINDUSTRIA.
Il segretario Mario Melchionna (CISL), ha annunciato la presentazione della indagine sugli aspetti economici in Irpinia, puntando sui fattori legati alla infrastrutturazione ed al mercato, che auspica siano momenti centrali della conferenza programmatica, alla quale la CISL prenderà parte, per la quale, aggiunge Melchionna, necessità la sinergia tra imprenditori, sindacati, politica e territori, al fine di concentrare le convergenze per lo sviluppo del paese. In sintesi, occorre, unità, competenza, sinergia per raggiungere gli obiettivi comuni.
Sullo sviluppo in valle Ufita è stato sollecitato il segretario provinciale della UIL Antonio FESTA, il quale ha denunciato l’abbandono del mezzogiorno da parte del governo, il quale sta focalizzando i massimi sforzi, come al solito, verso il nord Italia. Inoltre, ha aggiunto Festa, la situazione economico-finanziaria è abbastanza allarmante in Iprinia alla quale si aggiunge la tragica situazione della discarica del Formicoso, che va ad aggiungersi alle altre già presenti. Infine, la Valle Ufita rappresenta, oggi, la grande possibilità di rilancio in termini di sviluppo, occupazione, nonché, cambiamento radicale delle politiche occupazionali adottate sin ora.
Su quale sia, oggi, il ruolo del sindacato rispetto alla condizione occupazionale giovanile, e quindi alla relativa fuga dei cervelli, che oramai da tempo caratterizza la nostra realtà provinciale, è stata la domanda sottoposta al segretario provinciale della CGIL, Vincenzo Petruzziello. Il vero problema legato alla condizione occupazionale giovanile oggi è figlia della non collaborazione da parte di questo governo, il quale non si preoccupa assolutamente di dar man forte a noi per debellare l’annoso problema della precarietà, la quale cancella ogni possibilità di prospettiva e di costruzione di futuro per le nuove generazioni. E poi, continua Petruzziello, l’emigrazione dei cervelli verso il Nord Italia sta desertificando, da anni, i nostri territori. Anche la CISL concorda sul fatto che la piattaforma logistica sia la vera sfida che questa provincia deve saper affrontare per riprendere, l’oramai interrotto processo di rilancio dello sviluppo in Irpinia.
Su quale sia la sfida rispetto a queste tematiche che il Pd irpino deve affrontare, sono state al centro delle riflessioni di Lello De Stefano (dirigente provinciale del Pd), il quale ha esortato il Pd ad immaginare, Avellino, come vera cerniera del mezzogiorno, recuperandone la qualità e le prospettive per lo sviluppo territoriale. E dunque, ripartendo da ciò che di buono esiste sul territorio, analizzando gli errori commessi nel passato ed utilizzandoli come monito per il futuro. Quindi, secondo De Stefano, risultano centrali le risorse presenti sul territorio: acqua, energia, rifiuti stessi. Dalle quali risorse generare sviluppo del territorio stesso e non applicando, arbitrariamente, modelli esterni al territorio stesso.
Non è mancato la proposta da parte di Famiglietti, per Ariano Irpino, invitando la città a non lamentarsi per l’ingiustizia subita, in seguito alla cancellazione della propria presenza nella comunità montana, bensì rilanciando il ruolo della città come capofila di una unione più ampia dei comuni della zona.
Complimentandosi con Franco Maselli per l’incarico ottenuto, Famiglietti, ha chiesto quali siano le prospettive e gli obiettivi che attendono l’Alto Calore. Le riflessioni di Maselli, sono partite dal sottolineare il ruolo strategico della città di Avellino, ma più in generale della provincia tutta, attraverso il PTR, Avellino deve puntare a diventare un polo di eccellenza del sistema universitario e di ricerca dell’intera aree meridionale. Sulla piattaforma logistica, favorevole la posizione del presidente Maselli, il quale ha esortato, però, a non immaginare la questione come mera infrastruttura logistica, bensì, come un progetto d’ampio respiro per l’intero Mediterraneo che sappia sviluppare nell’area anche tutta una serie di servizi avanzati al sistema produttivo, gli unici, secondo Maselli, in grado di produrre nell’immediato risposte, anche di alta specializzazione, alla carenza occupazionale che attanaglia i nostri territori, e dunque, rilanciando la necessità di puntare sulla ricerca e l’alta specializzazione delle future classi dirigenti, ma più in generale, delle politiche di riqualificazione territoriale. Per quanto riguarda il Pd, il presidente Maselli, si è detto meravigliato di come si cerchi sempre, da l’unico partito che realmente sta alimentando il dibattito e la proposta politica, in questa provincia, vedi in ultima festa provinciale, considerando che quest’ultimo (il partito) è nato da meno di un anno, e che in questo periodo è stato sollecitato da tutta una serie di appuntamenti elettorali e congressuali, che l’ha visto protagonista, ma che in buona sostanza lo ha proiettato ad essere il primo partito di maggioranza relativa in Irpinia, con dei risultati in comparazione regionale, straordinari.
Le conclusioni del dibattito sono toccate all’europarlamentare, Andrea Losco, il quale è partito dal ricordare il suo mandato da presidente della Regione, quando, insieme al governo e alla provincia, presieduta dall’allora presidente Maselli, spinse ed ottenne lo sblocco dei fondi della legge 80, fermi nelle casse del ministero al bilancio da orami venntanni. Inoltre, Losco, ha ribadito la necessità di ripartire da una nuova classe dirigente che agisca, in termini di programmazione, utilizzando nuove visione dell’agire politico, e che abbandoni la vecchia gestione della cosa pubblica, che da sempre, almeno in questa terra è stata tutta incentrata sulla gestione dei finanziamenti, attraverso i quali gestire il consenso politico. Inoltre, l’Iprinia, “lo dico da irpino, sono di Torella dei Lombardi” deve assolutamente cogliere a pieno l’opportunità dei fondi strutturali 2007-2013, in quanto ultimo treno per la ripresa del territorio. Su questo, ha invitato ad abbandonare la concezione che associa ai fondi europei la loro capacità di spesa, senz’altro importante, ma certamente in secondo ordine rispetto alla qualità di quest’ultima. Inoltre, l’europarlamentare, ha concluso il suo intervento, ribadendo, come il mezzogiorno abbia nel Pd l’unica via di uscita possibile per far fronte all’abbandono, da parte del governo, il quale non è in grado di immaginare nuove politiche, e quindi non assistenzialistiche per il Sud. Infine, Losco, ha sottolineato la necessità di ripartire dalla ricerca e dalla alta formazione nelle aree interne.
Per salvare la scuola
Di stringente attualità, il tavolo di discussione sulla Scuola, presieduto da Paolo Saggese (dip. Cultura Pd) il quale ha visto la partecipazione di Dora Garofalo (preside emerito, nonché membro dell’esecutivo provinciale Pd), la quale ha parlato di assetto formativo della scuola italiana, totalmente stravolto dalla riforma Gelmini, sollecitando per un patto politico per la scuola, per evitare il rischio della dismissione, da parte di questo governo di destra, della cultura, trattata in termini ragioneristici.
Il segretario della Uil, Antonio D’Oria, ha sottolineato come questi tagli interessino, in particolar modo il mezzogiorno e la Campania, in quanto la qualità dell’istruzione è messa a rischio. Dello stesso avviso De Vincentis, segretario provinciale di CGIL Scuola. Cipriano, segretario CISL si è interrogato su cosa necessiti alla scuola irpina, in seguito allo stravolgimento democratico in corso, in seguito al decreto Gelmini, dichiarandosi sconcertato da quanto stia accadendo, in tal senso.
Diffidenza, insicurezza, profitto, questi sono i risultati ottenuti dalla politica del governo, questa la posizione di Rosanna Repole, la quale ha sottolineato come, in una fase così delicata, almeno la regione Campania si è fatta carico di garantire, le persone estromesse da questo decreto scellerato.









