AVELLINO. AL TEATRO GESUALDO IL BALLETTO DI MOSCA: ” IL LAGO DEI CIGNI”
Pubblicato da irpinianelmondo su Gennaio 9, 2009
09.01.2009-Grande appuntamento con la danza al Teatro “Carlo
Gesualdo” di Avellino, dove il Balletto di Mosca mette
in scena “Il lago dei cigni”, in programma sabato,
alle ore 21,00, e domenica alle 18,30. Orchestra dal
vivo del conservatorio “Domenico Cimarosa”, diretta
dal maestro Gianmario Cavallaro, e 50 tra i migliori
ballerini al Massimo per danzare
“Il Lago dei Cigni”, diretti da Melikov. La storia di
quello che è considerato uno dei più famosi balletti
dell’ 800 ma che all’ inizio non ebbe grande fortuna,
si svolge in quattro atti, e racconta dei
festeggiamenti a corte per la maggiore età del
principe Sigfrido e del suo amore per Odessa. La
versione completa e rinnovata del balletto, composto
nel 1875, debuttò il 27 gennaio del 1895 al teatro
Mariinskij di San Pietroburgo e interprete acclamata
fu la ballerina milanese Pierina Legnani. In scena,
sabato e domenica, nel Lago dei Cigni riproposto dal
Balletto di Mosca la Classique, 50 danzatori di
impostazione classico accademico provenienti dai
migliori teatri russi.
Composta, infatti, da 48 elementi fra corpo di ballo,
solisti e primi ballerini la compagnia, la cui
direzione artistica è affidata a Elik Melikov, il
Balletto di Mosca vanta in repertorio i più famosi
titoli della tradizione tersicorea: “Giselle”, “Il
lago dei cigni”, “Don Chisciotte”, “La bella
addormentata”, “Lo Schiaccianoci. In scena al Massimo
di Avellino un balletto di grande fascino, che prende
vita da scenografie curate nel minimo dettaglio e da
costumi magistrali, cuciti con rigore e rispetto di
una tradizione antica, per vestire un corpo di ballo
d’eccezione, Il Balletto di Mosca La Classique, la cui
eleganza, compenetrata dalla perfezione dei longilinei
corpi, toglie il fiato per lo stupore anche quando
questi sono fermi, in posa.
Considerato ai nostri giorni il balletto classico più
famoso al mondo è molto interessante per la forte
compenetrazione fra musica e storia e per
l’intensità del simbolismo che lo percorre: la lotta
fra il bene e il male, l’opposizione fra bianco e
nero, l’arcano della donna trasformata in cigno, gli
abbandoni languidi e di struggente dolcezza della
musica, pronti improvvisamente a sfumare in accenti
crudi e misteriosi. Il doppio personaggio
Odette-Odile, che si rivela con un forte, dolente
lirismo nella prima ed una seducente aggressività
nella seconda, contiene in sé quel tema conflittuale
tra bene e male tanto caro al romanticismo e che fa
della fanciulla-cigno l’immagine più famosa e
rappresentativa del balletto classico.











