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CAMORRA. SETOLA SFUGGE ALLA CATTURA . IN CELLA LA MOGLIE

Pubblicato da irpinianelmondo su Gennaio 12, 2009

tombino 12.01.2009- Ansa- Giuseppe Setola, stamattina, ha capito o saputo del blitz, nel suo rifugio a Trentola Ducenta (Caserta), in tempo: e giù per una botola, si è calato in un cunicolo che portava alle fogne.

L’ha fatta franca per la terza volta. Nella fuga, ha rapinato una donna e si è impossessato di un’Alfa 145, ritrovata poi in serata a Lago Patria: c’era dentro pure il caschetto munito di lampada, che usano i minatori. La caccia al superlatitante dei Casalesi, ritenuto capo dell’ala stragista del clan casertano, prosegue senza tregua, dopo lo smacco.

E’ stata intanto arrestata la moglie, Stefania Martinelli, in casa al momento del blitz. L’arresto è scattato dopo un lungo interrogatorio in caserma: in casa è stata trovata una pistola con delle cartucce, e la donna risponde di detenzione e ricettazione di arma e munizioni. Nell’Aversano, ma anche in alcuni comuni confinanti della provincia di Napoli, polizia e carabinieri continuano le ricerche: Setola è accusato di una serie di omicidi, tra cui la strage di Castel Volturno del 18 settembre scorso; è fra i 30 latitanti più pericolosi d’Italia.

I carabinieri del comando provinciale di Caserta, diretto dal colonnello Carmelo Burgio, e i militari del comando territoriale di Aversa, erano riusciti a localizzare il suo rifugio, in un appartamentino di un vecchio edificio di via Cottolengo, a Trentola Ducenta.

Setola, però, che forse ha potuto contare ancora una volta sulla collaborazione di alcuni suoi fiancheggiatori, si è accorto della loro presenza in tempo. Spalleggiato da almeno due fedelissimi, il boss si è calato da una delle due botole del covo – una è proprio in camera da letto, l’altra nel cortile – e ha percorso circa un chilometro e mezzo di cunicoli.

E’ riemerso dal sottosuolo in via Nuziale S. Antonio, davanti a un caseificio, a pochi passi da un distributore di benzina: dove si è appropriato dell’Alfa di una donna, e ha proseguito la fuga, raggiungendo, forse, uno dei numerosi rifugi della zona.

Nonostante l’attività di intelligence di carabinieri e polizia, coordinata dalla Dda di Napoli, il capo dell’ala stragista della fazione dei Casalesi guidata un tempo da Francesco Bidognetti – ‘Cicciotte ‘e mezzanotté, da anni in carcere dove sta scontando una condanna all’ergastolo – può contare su numerosi fiancheggiatori, che gli hanno favorito la latitanza, ormai dalla primavera dello scorso.

Da quando, cioé, evase dagli arresti domiciliari ai quali era costretto, in una clinica di Pavia: dove si era fatto ricoverare per problemi agli occhi. Ama leggere, questo ‘cane sciolto’ – come lo definiscono alcuni degli ex fidati collaboratori – e infatti nel covo è stato trovato un volumetto di Papa Wojtyla, ‘Alzatevi, andiamo’, e il libro di Rosaria Capacchione, ‘L’oro della camorrà: è la giornalista de ‘Il Mattino’, minacciata dai Casalesi, per il suo impegno nella cronaca del processo al clan, che da mesi vive sotto scorta.

Appeso ad una parete, vicino al letto del boss, anche un crocifisso. Nell’armadio le camicie, i pantaloni, giacche invernali ed estive del boss, computer ed altre apparecchiature elettroniche. Per ora non c’é che questo: con due lattine vuote di Coca Cola, il contenitore, vuoto anche questo, di un gioiello, e una bottiglia di profumo Cartier.

IN CELLA  FINISCE  LA MOGLIE

12.01.2009-  Campanaireport- Dopo un lungo interrogatorio nella caserma dei carabinieri di Aversa, è stata arrestata Stefania Martinelli, la moglie del super latitante dei Casalesi Giuseppe Setola, sfuggito all’arresto questa mattina a Trentola Ducenta. La donna è stata arrestata per detenzione e porto abusivo di armi. Nel covo in cui è stata trovata Martinelli, insieme al marito e a due fedelissimi del clan, sono state infatti sequestrate una pistola calibro 9×19 e numerose munizioni.

I carabinieri della compagnia di Aversa hanno rinvenuto nel rifugio di via Cottolegno anche due lattine di Coca Cola, una scatola contenente una torta già consumata, un crocifisso al muro e un libro di papa Giovanni Paolo II dal titolo “Alzatevi, andiamo”. Il covo dove si rifugiava il capo dell’ala stragista dei Casalesi è uno squallido monolocale con bagno annesso situato al piano terra, nel centro del comune dell’agro aversano. In precedenza c’era una farmacia.

I militari al momento dell’irruzione hanno trovato solo la moglie di Setola: qualche sentinella del clan, pochi minuti prima, aveva avvertito il latitante e suoi uomini che sono scappati attraverso un reticolo di cunicoli fognari. I militari hanno rinvenuto anche una bottiglia di profumo, alcuni abiti e derrate alimentari. Il covo era attrezzato con un sistema satellitare e delle telecamere che permettevano al latitante Setola di controllare le strade di davano accesso all’abitazione.

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