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NUOVE CENTRALI NUCLEARI IN ITALIA: DOVE, COME E QUANDO

Pubblicato da irpinianelmondo su Maggio 14, 2009

14.05.2009- Il ddl Sviluppo licenziato oggi, giovedì 14 maggio, dal Senato pone le basi per il ritorno della produzione di energia nucleare in Italia. Ecco le risposte alle quattro domande più frequenti sul ritorno del nucleare.


Quando arriveranno le nuove centrali?

Obiettivo del Governo è il «riequilibrio» dell’attuale generazione elettrica italiana, ora sbilanciata sul gas, con il ricorso per il 25% al nucleare mentre una pari quota dovrebbe essere coperta con le rinnovabili e il restante 50% con le fonti fossili. Saranno necessarie tra le 10 e le 15 centrali nucleari da 1.300 megawatt ognuna. La tabella di marcia prevede la «prima pietra» di tre o quattro centrali entro fine legislatura da costruire grazie all’accordo siglato ad inizio anno tra Enel e Edf.

Quanto costeranno e chi le finanzierà?
Gli investimenti sono almeno doppi o addirittura tripli rispetto a una centrale a turbogas di pari potenza, compensati da un costo del combustibile molto più basso e un costo di generazione elettrica teoricamente competitivo. Anche per l’Italia si sta consolidando l’ipotesi di un consorzio “alla finlandese”, con un pool di produttori associati a grandi consumatori che si impegnano a ritirare l’energia con contratti di lungo periodo a prezzo prefissato.

Che tecnologia sarà impiegata?
La tecnologia francese Epr non avrà il monopolio. Un primo lotto di centrali italo-francesi potrebbe essere affiancato da impianti di tecnologia americana, canadese o russa. In ogni caso si tratterà di impianti di terza generazione e non di quarta, ancora allo studio.

Dove verranno costruite?
I siti devono ancora essere definiti. Ma gli esperti ipotizzano l’utilizzo “preferenziale” dei vecchi siti dove sorgevano le centrali nucleari italiane chiuse dopo il referendum del 1987. L’area di Montalto di Castro, dove doveva sorgere una centrale nucleare poi riconvertita a policombustibile, viene tuttora considerata «ideale».

sole 24 ore

Una Risposta a “NUOVE CENTRALI NUCLEARI IN ITALIA: DOVE, COME E QUANDO”

  1. Comunicato stampa

    Il Ddl SVILUPPO RELATIVO AL NUCLEARE APPROVATO AL SENATO E’ INCOSTITUZIONALE.

    VAS e Comitato per il “No al Nucleare” scrivono al Presidente della Repubblica chiedendo di non firmi il ddl ed ai Capigruppo PD ed Italia dei Valori per porre questione in sede votazione finale ddl.

    Il Presidente Napoletano non può firmare il ddl su Sviluppo relativo agli articoli 14-15 e 16 relativo alla delega al Governo perché chiaramente in contrasto con il titolo V, art 117, della Costituzione il quale recita: “sono materie di legislazione concorrente (Stato – Regione) quelle relative a… produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell’energia”.

    Le centrali nucleari nella infinitesima misura del loro contributo (perché tale esso resterebbe, nonostante ogni contraria ed estremamente interessata affermazione) dovrebbero servire – ribadiscono VAS e Comitato No al nucleare – a produrre energia elettrica e perciò non possono che essere costituzionalmente regolate dal predetto Art 117.

    Abbiamo riscontrato il voto contrario del PD e dell’Italia dei Valori e ne siamo felici, ma è necessario che essi chiariscano nelle dichiarazioni di voto finale la incostituzionalità del ddl e mettano il Governo Berlusconi di fronte alle responsabilità di approvare una legge chiaramente incostituzionale.

    Non sappiamo se l’approvazione del ddl porterà ingenti utili economici anche a qualcuno di quelli che voteranno a favore, ma un dato certo lo possiamo dire: il prezzo delle azioni AREVA, la società nucleare francese della tecnologia dell’eventuale nucleare in Italia, che era in caduta libera passando per far riferimento alla stessa data dal valore di 706 del 24 febbraio 2008 al valore di 321 del 24 febbraio scorso, giorno della dichiarata intesa Berlusconi – Sarkozy è aumentato dopo questa intesa fino a 420 con un valore percentuale del + 30%, con un volume di movimentazione nel giorno della dichiarazione, guarda caso, di quasi tre volte quello ordinario. (Fonte Dati: Euroinvest).

    Ciò a conferma che il nucleare è il più grande business per i prossimi decenni e ben poco ha da vedere, come abbiamo ampiamente su ogni piano spiegato, con il fabbisogno energetico del nostro Paese.

    Guido Pollice: Presidente Nazionale VAS
    Antonio D’Acunto: Comitato per il No al Nucleare

    Roma, 13 Maggio 2009

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