CONGRESSO NAZIONALE PD: ECCO I CANDIDATI ALLA SEGRETERIA
Pubblicato da irpinianelmondo su Giugno 25, 2009
25.06.2009- Verso le primarie- Con i ballottaggi delle elezioni amministrative finisce la tregua interna al Pd e si apre di fatto la stagione congressuale. Tra candidature annunciate da tempo e discese in campo maturate più sull’onda dell’emotività che di vere piattaforme.
La gara per la leadership si presenta affollata già quattro mesi prima del congresso che si svolgerà l’11 ottobre per eleggere i tre candidati che, il 25 ottobre, si sottoporranno al giudizio del popolo delle primarie.
Pier Luigi Bersani
L’ex ministro e responsabile economico del Pd si candidò ufficialmente alla leadership con un annuncio che risale ai tempi della segreteria Veltroni. Al suo fianco si sono schierati Massimo D’Alema e Enrico Letta, che esclude un ticket con Bersani come Veltroni fece con Franceschini
Dario Franceschini
In vista del congresso è sceso in campo anche il segretario che ha guidato il partito dopo l’addio di Veltroni. Tra i suoi sostenitori ci sono lo stesso Walter Veltroni e Piero Fassino. A sostegno del leader democratico potrebbe anche esserci, forse come numero due nella corsa congressuale, Debora Serracchiani, l’astro nascente del partito che alle europee ha superato Silvio Berlusconi per numero di preferenze in Friuli. Ma la giovane del Pd per ora non si è ancora schierata.
Mario Adinolfi
Corre per la segreteria nazionale del Partito democratico anche Mario Adinolfi. Membro della direzione nazionale del Pd, Adinolfi s era già candidato alla guida del Pd nel 2007, alle primarie vinte da Walter Veltroni. La sua mozione si intitola “Tutti dentro” e «fa riferimento alla necessità di costruire un nuovo Pd grande e accogliente, con i confini aperti a quel 10% di elettorato che tra astensione, radicali pannelliani, verdi, ex comunisti, socialisti, cattolici impegnati, rappresenta la potenzialità immediata di crescita verso il traguardo di un grande partito di stampo anglosassone, capace di essere il primo partito del paese e, con un sistema di alleanze che dialoghi con Idv e Udc senza preconcetti, punti prima a battere la peggiore destra populista d’Europa e poi a governare l’Italia con un programma riformista solidamente concordato».
Ignazio Marino
Il senatore del Pd, salito agli onori della cronaca soprattutto per la battaglia laica sul testamento biologico, viene accreditato come «il terzo uomo», espressione più della società civile che della politica. Sul chirurgo, candidato due legislature fa da Fassino e D’Alema, c’è un pressing a candidarsi dall’area che fa capo a Goffredo Bettini, ex braccio destro di Veltroni, che ha rotto con Franceschini
Paola Binetti
La deputata teodem ha annunciato la sua discesa in campo «per la guida morale del partito» contro l’ipotesi di una candidatura di Marino.
Ermete Realacci
L’ex presidente di Legambiente e ex Dl si è detto pronto a correre. A suo favore si è espresso Francesco Rutelli, che per ora non chiarisce le sue intenzioni per il congresso ma resta critico sulla scelta del Pd di entrare nell’Alleanza progressista dei socialisti e democratici al Parlamento europeo, al punto da annunciare il “no” in direzione.
I giovani divisi
La nuova guardia del Pd coltiva da tempo ambizioni di leadership, ma al momento i “quarantenni” del partito, dirigenti e parlamentari, si presentano divisi.
Da un lato, c’è il gruppo promotore del documento “Indietro non si torna”, composta da parlamentari come Andrea Orlando, Andrea Martina, Francesco Boccia, e da segretari locali come il segretario lombardo Maurizio Martina. Da loro è partita la richiesta a Nicola Zingaretti di candidarsi al congresso ma il presidente della Provincia di Roma ha declinato l’offerta. Il 2 luglio si riuniranno a Roma alla ricerca di un nuovo aspirante leader. Al loro fianco si è schierato un gruppo di ex diessini contrari ad uno schema congressuale che prefiguri di fatto un nuovo duello tra Walter Veltroni e Massimo D’Alema ed era circolato il nome della candidatura di Anna Finocchiaro.
Dall’altro lato, c’è un secondo gruppo di “quarantenni”, composto da Debora Serracchiani, Matteo Renzi, Sandro Gozi, Paola Concia e Ivan Scalfarotto, che si sono dati appuntamento sempre il 27 giugno al Lingotto di Torino per lanciare una piattaforma congressuale in attesa di trovare il loro candidato.
La Stampa












Marco detto
Sempre e solo l’ultimo gruppo di giovani, quello voterà l’Italia i giovani non c’è nulla da dire.
Cambiamo totalmente l’Italia con gente fresca è ora gentilmente di farsi da parte con le lodi e i ringraziamenti per chi è passato di tempo OGGI LA POLITICA LA FANNO I GIOVANI, diamo l’esempio AL MONDO INTERO.
Cappelletti Sergio detto
L’unica persona che può guidare questo partito cosi’ frammentato ma allo stesso tempo cosi’ importante è e deve essere Dario Franceschini l’unico leader che può combattere questo governo che fa vergognare l’Italia e la rende ridicola al resto del mondo rivogliamo l’Italia di sempre democratica e piena di valori perchè la democrazia è un valore primario per il nostro paese.
Cappelletti Sergio
P.D. amministratore di Castel Madama RM