TERREMOTO ABRUZZO. BERLUSCONI:” A SETTEMBRE NESSUNO PIU’ IN TENDA”. INTANTO CONTINUANO LE SCOSSE
Pubblicato da irpinianelmondo su Luglio 3, 2009
03.07.2009-«Entro settembre non ci sarà più nessuno in una tenda»: la rassicurazione è del premier, Silvio Berlusconi, che è intervenuto stamani al workshop Ocse-ministero dell’Economia ancora in corso al ministero del Tesoro. Il premier ha ricordato che ci sono già 650 operai al lavoro e che nel giro di pochi mesi si conta di consegnare le nuove case. «C’è un clima molto positivo nelle tendopoli – dice Berlusconi – ma vogliamo che siano assolutamente provvisorie».
Per quanto riguarda le scelte urbanistiche il premier ha ricordato che si è deciso di non costruire delle new town ma di aggiungere a ciò che già esiste nuovi quartieri senza modificare ciò che già esiste. Quindi non ci sarà nessuna turbativa a quello che è già esistente«. Per quanto riguarda le nuove case Berlusconi ha ricordato che quando i cittadini torneranno nelle loro case ristrutturate le prime andranno agli studenti universitari e saranno case »dove poter portare la famiglia o la fidanzata«.
Due miliardi da Abi e Cdp
Il presidente del Consiglio ha poi plaudito all’accordo tra Abi e Cassa depositi e prestiti che mette a disposizione due miliardi di euro per la ricostruzione delle abitazioni nelle aree colpite dal terremoto in Abruzzo: «Siamo rimasti basiti dalla generosità di questa offerta», ha detto il premier.
il Presidente dell’associazione dei banchieri, Corrado Faissola, e l’amministratore delegato di Cassa depositi e prestiti (Cdp), Massimo Varazzani, hanno sottoscritto proprio in occasione in occasione del workshop Ocse-Mef «L’Aquila Earthquake – Re-launching the Economy»,una convenzione che getta le basi per la ricostruzione delle abitazioni nelle aree colpite dal recente terremoto. L’accordo definisce le regole per concedere ai proprietari di abitazioni gravemente danneggiate dal sisma finanziamenti agevolati fino a 80mila euro da utilizzare per gli interventi di riparazione.
La polemica sulla stampa catastrofista
«Ho detto agli imprenditori di aumentare la pubblicità ma, allo stesso tempo, di dire agli editori di essere anch’essi fattore di fiducia e non alimentare essi stessi la crisi». Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, punta nuovamente il dito contro la stampa, colpevole, in alcuni casi, secondo lui, di alimentare la paura verso la crisi. Intervenendo al Workshop per la ricostruzione post-terremoto in Abruzzo il premier ha sottolineato che «le imprese non devono dare pubblicità a quotidiani che aumentano la paura della crisi».
INTANTO LA TERRA TREMA ANCORA
Una forte scossa di terremoto è stata avvertita molto distintamente a L’Aquila poco dopo le 13. La gente è uscita subito dagli uffici riversandosi per le strade. Per ora non sono segnalati danni a persone o cose. La scossa è stata registrata alle 13:03 dall’Istituto nazionale di geofisica che ha rilevato una magnitudo di 4.1. L’epicentro è nella zona tra Collebrincioni e Arischia, a una una profondità di 8,8 chilometri.
Le scosse di queste ultime ore avvertite dalla popolazione e registrate dalla strumentazione nella provincia de L’Aquila rientrano, pur essendo di significativa magnitudo, in quello che i tecnici dell’Ingv (Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia) definiscono «progressivo decadimento» di un sisma forte, come quello del 6 aprile.
Quello che invece preoccupa i ricercatori è quanto sta avvenendo a nord de L’Aquila, verso la provincia reatina, in particolare nella zona compresa tra il lago di Campotosto e Amatrice: qui sono giorni ormai che le strumentazioni registrano repliche sismiche. «Stiamo seguendo il fenomeno con attenzione e preoccupazione – dice il sismologo Fabrizio Galadini, direttore della sezione milanese dell’Ingv – perchè sicuramente c’è migrazione sismica».
L’ultimo terremoto importante nella zona della Laga risale al 1639, e fu l’area di Amatrice ad essere colpita, anche se in misura non paragonabile per gravità a quella del 6 aprile scorso nell’aquilano, «ma la faglia appenninica a ridosso dei Monti della Laga e che corre lungo il versante occidentale degli stessi ha sicuramente una sismicità che si colloca su quell’area e va seguita con attenzione». Non è detto che nei prossimi giorni, in coincidenza con il G8 de L’Aquila, non possano ripetersi scosse con l’intensità di queste ultime ore, «è possibile più che probabile», precisa il sismologo
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