AVELLINO.CRISI DEL TESSILE-MANIFATTURIERO. APPELLO DEI SINDACATI ALLA PROVINCIA: “CONTRO IL LAVORO NERO, SOSTEGNO ALL’OCCUPAZIONE E ALLE AZIENDE”
Pubblicato da irpinianelmondo su Luglio 14, 2009
14.07.2009- “Da anni il settore manifatturiero Avellinese soffre la crisi, tra questi in modo particolare pensiamo al confezionamento, ciò ha portato il distretto di Calitri alla sua quasi totale scomparsa essendo lo stesso legato alla CDI di Lettieri con gli attuali 250 dipendenti in Cassa, di vario tipo, da oltre 2 anni ma con una crisi che dal 2003/4 non è mai stata più superata così come è lagata agli andamenti internazionali. Oltre alla Cdi nel distretto tessile hanno problemi le aziende di confezione situate tra Andretta, Sant’andrea d.C., Bisaccia ecc.. Poche le attività di confezionamento, quasi tutte artigianali, stanno lottando per sopravvivere. Aprire un tavolo provinciale con CDI entro settembre per verificare cosa fare entro la fine della Cassa Integrazione.
Abbiamo così nell’area circa 400 addetti che sono tra cigs, Ds e mobilità. Altre aree come l’ufita e l’interland avellinese hanno delle confezioni e aziende di calzatura in cui l’attività è molto stagionalizzata e non incontra facilmente la tenuta contrattuale e legale dei rapporti di lavoro.
L’altro distretto, quello vero diciamo, della Concia di Solofra ha avuto alti e bassi e negli ultimi 10 anni ha ridimensionato le attività e le produzioni, si sono create una miriade di piccole imprese con 10- 16 addetti e un forte ricorso all’attività stagionale con contratti TD che ha nell’ultimo anno permesso di rispondere meglio alla crisi mondiale rispetto agli altri distretti. Ma la mancata patrimonializzazione delle imprese adesso comincia a comportare problemi che da finanziari diventano economici, e si corre il rischio che lo strumento della Cigo e della Cigs diventi impraticabile.
Attualmente, dopo la fine dell’Albatros, sul territorio abbiamo mediamente 20 aziende conciarie in cigo e cigs che porta ad avere oltre il 25% di attivi della concia fermi.
Mentre le aziende dei terzisti, non utilizzano gli ammortizzatori sociali, ma vanno direttamente alle sospensioni senza: retribuzione o in rari casi con ricorso alla disoccupazione; con l’abnorme utilizzo di part-time e lavoro grigio e nero c’è un ulteriore dramma sociale e di reddito.
Il settore gomme plastiche ha avuto alcuni problemi ma adesso sembra che pur con attività ridotte sia in grado di mantenere i livelli occupazionali.
La chimica/ceramica regge nei comparti farmaceutici, biochimico, mentre abbiamo una criticità nelle aziende collegate alle commesse sulle infrastrutture elettriche (Elcon Megarad) 40% di esuberi su 59 addetti e ceramiche sanitari (Incea)35% esuberi su 56 addetti.
Di fronte a questo scenario così difficile, che comporta ricadute pesanti sul sistema economico produttivo della provincia, sulla tenuta dei redditi per le famiglie dei lavoratori e pensionati, perchè dobbiamo ricordarci che molti nuclei familiari sono mono reddito ed anche nelle attività tessili con maggior occupazione femminile, che potrebbe essere del reddito aggiuntivo, è in molti casi l’unico reddito per le famiglie.
Le categorie di Femca-Filcem-Uilcem ribadiscono da anni, stando in trincea, che la mancata e fattiva partecipazione delle istituzioni e della politica provinciale e comunale, ha appesantito la situazione di crisi, ma intendiamo continuare a misurarci con proposte concrete, concentrate su alcuni punti nevralgici atti a tutelare i lavoratori ed il sistema sociale per tutto ciò avanziamo le seguenti proposte:
1. Sostegno all’occupazione
Partecipare agli ammortizzatori sociali, la sua estensione a tutti i lavoratori che attualmente non ne hanno diritto, il sostegno ai processi di formazione e riqualificazione deil lavoratori, oltre che al sostegno al reddito.
2. Sostegno alle imprese che investono e alla politica industriale
Richiediamo interventi a garanzia degli affidamenti già concessi dalle banche, prevedendo un tavolo con le agenzie di credito territoriali affinchè garantiscano il credito alle piccole e medie imprese in questa crisi, facilitando l’accesso al credito delle piccole e medie imprese distrettuali.
Sostenere Progetti di innovazione industriale, strumenti di politica industriale che vanno nella direzione di anticipare l’applicazione della normativa EU sul REACH, prevedendo anche risorse provinciali per tutelare le piccole imprese nell’attuazione del regolamento EU;
Senza dimenticarci che sul distretto solofrano è attivo un percorso di certificazione EMAS finalizzato alla tutela ambientale e territoriale, per produzioni a minor impatto ambientale, qualitativamente posizionate in fasce alte di mercato.
L’impegno che chiediamo è di sostegno, da parte della provincia, dei settori e territori manifatturieri che sono più esposti alla concorrenza internazionale. Di fatto tutelando il Made in Italy ed il Made in Irpinia.
Sviluppare tavoli di concertazione sui distretti provinciali “storici” particolarmente esposti alla crisi, coinvolgendo la CCIAA come già fatto con Emas e per relazionarsi sistematicamente cohn la regione per un corretto e adeguato utilizzo dei fonfi Europei, facendo progetti specifici validi.
Garantendo che l’azione pubblica con sgravi fiscali per le imprese che realizzano appunto piani di qualità con investimenti in innovazione, ricerca, formazione, tutela ambientale e che si impegnano a non ridurre l’occupazione.”
I segretari generali
Esposito Giovanni Fiordellisi Franco Vincenzo Flammia











