AVELLINO . SCANDALO AL “MOSCATI ” . GLI INQUIRENTI : PROVE SCHIACCIANTI
Pubblicato da irpinianelmondo su giugno 11, 2011
10.06.2011-Alle ore 19.00 odierne il Procuratore di Avellino, dr. Angelo Di Popolo, ha raggiunto gli uffici delle Fiamme Gialle di via Pontieri per fornire, unitamente al colonnello Mario Imparato ed al Comandante del Nucleo di Polizia Tributaria, tenente colonnello Gerardo Nocera, ulteriori dettagli sulla complessa attività d’indagine confluita in quella che è stata denominata operazione WELFARE.
La complessa indagine, coordinata sin dall’inizio, si è conclusa con la denuncia di 22 soggetti per sei quali, nella notte di ieri, si è proceduto alla notifica di altrettante ordinanze di custodia cautelare (arresti domiciliari) nei confronti di dirigenti, medici e paramedici in servizio presso l’Azienda Ospedaliera “San Giuseppe Moscati”.
L’articolata attività investigativa ha avuto origine agli inizi del 2007 ed è stata originata da diversi esposti nei quali un medico dirigente, inserito nei quadri dell’importante nocosomio avellinese, aveva ipotizzato la sussistenza certificazioni ideologicamente e materialmente false.
Nel corso del tempo i finanzieri hanno proceduto all’acquisizione di diverse centinaia di prove testimoniali che, unitamente ai riscontri documentali e tecnici rilevati dall’esame di quasi 10.000 cartelle cliniche e di altra documentazione sanitaria, hanno consentito di accertare le responsabilità di alcuni dirigenti, medici e personale paramedico per le ipotesi di peculato (articolo 314 del codice penale), di falso in atto pubblico (articolo 476 del codice penale), falso ideologico (articolo 479 del codice penale), di truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche (articolo 640 bis del codice penale) e truffa ai danni dello Stato (articolo 640 del codice penale).
Allo stato, le indagini hanno consentito di accertare che sul totale delle cartelle controllate, ben 90 di esse erano riferibili a ricoveri totalmente falsi, il cui importo chiesto a rimborso alla Regione Campania, ammonta a circa 122.000 euro; 24 cartelle erano riferite ad interventi chirurgici prettamente estetici, con un costo segnalato alla Regione Campania, pari a 40.000 euro. A teli importi devono sommarsi i contributi versati all’Azienda per la totalità degli interventi (ancora in via di quantificazione) oltre all’immagine di maggiore efficienza e produttività, che veniva artatamente manifestata. E’ stato infine stato accertato che sono state formate 200 cartelle cliniche di day hospital a fronte di prestazioni ambulatoriali semplici, rispetto alle quali era dovuto, invece, un normale ticket ambulatoriale, per un importo di circa 202.000 euro.
Gli inconfutabili elementi di prova portavano alla ricostruzione di una vera e propria truffa ai danni del Servizio Sanitario Nazionale, aggravata dalla produzione di documentazione ideologicamente e materialmente falsa, con un ulteriore elemento di responsabilità era connesso alla finalità di conseguire i predeterminati obiettivi di produzione in modo da far risultare una efficienza del reparto maggiore rispetto a quella effettiva, con i conseguenti premi incentivanti.
Come anticipato nella mattinata odierna le indagini sono state corroborate nella parte più squisitamente tecnica dalle relazioni e dalle perizie di consulenti tecnici d’ufficio (appositamente nominati dall’autorità giudiziaria) ed hanno permesso di evidenziare interventi chirurgici di natura squisitamente estetica divenuti patologie cliniche di maggiore gravità (oggetto di rimborso dal servizio sanitario nazionale), con discordanze sensibili sia rispetto alla durata dei ricoveri che alla qualità degli stessi (ricoveri in regime ordinario anziché in day hospital).
Le indagini sono sfociate quindi nella configurazione, con diversa sfumatura, di condotte penalmente rilevanti per ben 22 soggetti fra dirigenti, medici e personale paramedico dell’Azienda Ospedaliera “San Giuseppe Moscati”.
Per sei di tali responsabili erano ritenuti sussistenti gli estremi per l’adozione di specifiche misure restrittive concesse dal G.I.P. di Avellino nella forma dell’ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari.
Alle ordinanze, consegnate al Nucleo di Polizia Tributaria nella giornata di ieri per l’esecuzione, erano notificate nella serata e nella notte ai sei destinatari che, in particolare, si identificano nei seguenti soggetti:
- D.M.R. (di anni 43), nato a Montoro Superiore (AV) ed ivi residente;
- I.C. (di anni 48), nato a San Leucio del Sannio (BN) ed ivi residente;
- C.V. (di anni 55), nato ad Avella (AV) e residente in Avellino;
- C.F. (di anni 61), nato a Roma ed ivi residente;
- N.C. (di anni 61), nato ad Avellino ed ivi residente;
- G.M. (di anni 63), nata ad Avellino ed ivi residente.
Nei prossimi giorni, dopo le formalità di rito connesse alla notifica dei provvedimenti restrittivi (uno dei destinatari si trovava fuori regione ed era raggiunto nella notte da una pattuglia del Nucleo Polizia Tributaria di Avellino), i sei responsabili saranno sottoposti venivano accompagnati presso i rispettivi domicili ove permanevano a disposizione ad interrogatorio da parte del G.I.P. che ha disposto la misura restrittiva.




















