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FORINO (AV) . LA DENUNCIA DEL CONSIGLIERE MASANIELLO : IL COMUNE VERSO IL DISSESTO, A RISCHIO IL RESTAURO DI PALAZZO CARACCIOLO. INTANTO IL SINDACO DA’ LA COLPA AL GOVERNO BERLUSCONI

Pubblicato da irpinianelmondo su luglio 18, 2011

18.07.2011-”Il Sindaco, la giunta Comunale  e  l’intera maggioranza consiliare  in maniera irresponsabile stanno portando il Comune di Forino verso il dissesto finanziario. Iniziano le difficoltà economiche dell’ente per garantire l’ordinaria gestione e le prospettive risultono totalmente negative anche per il regolare pagamento degli stipendi dei dipendenti Comunali. Una giunta responsabile in questa drammatica situazione non avrebbe esitato  ad annullare l’indennità di funzione mensile per gli assessori di € 527,09 , del vice-sindaco di € 585,66 e del Sindaco di € 1.254,99 che in aggiunta spetterà una liquidazione  di fine mandato di altri  € 6.000 circa.  I cittadini stanno rimpiangendo di aver votato una casta di politicanti con a capo il medico candidato a Sindaco definitosi in campagna elettorale “ tecnico prestato alla politica”  e rimangono amareggiati  nel constatare che nemmeno nei momenti difficili per le casse del comune, non intendono rinunziare ai loro  privilegi economici. Alquanto sconquassata inoltre è la competenza e la gestione politica delle opere pubbliche soggette a finanziamenti. E’ da meravigliarsi  come mai in assenza di copertura finanziaria per la realizzazione dei lavori di restauro di Palazzo Caracciolo, più volte verificata dall’Ente Comune presso la Regione Campania,  anziché provvedere all’immediata sospensione dei lavori,  la politica e per essa la direzione dei lavori consentono all’impresa esecutrice di operare in maniera indisturbata.

Mi chiedo? Chi pagherà lo stato d’avanzamento dei lavori, che l’impresa esecutrice può vantare nei confronti del Comune quale stazione appaltante di un’opera di circa duemilioni di euro? Eppure la gestione di questa importante “opera”  meritava oculatezza tenuto conto che su di essa insistono vaste zone d’ombre già denunciate sia per la violazione dell’articolo 91, comma 2 del D.Lgs. 12 aprile 2006 n. 163  che disciplina il conferimento degli incarichi professionali , sia per la presenza di vizi comportanti  la nullità della delibera di approvazione del progetto esecutivo. Il dissesto  finanziario dell’Ente, quindi,  può definirsi in agguato.

Sarebbe inutile e scellerata la svendita dei beni Comunali che la maggioranza intende irresponsabilmente attuare relative all’ex palazzo ECA e della Scuola Materna di Petruro  poiché  il modestissimo ricavato non coprirebbe nemmeno in parte le spese che quest’amministrazione ha  generato, né potrebbero servire minimamente al pagamento dei  lavori per il restauro di Palazzo Caracciolo che in assenza di garanzie finanziarie da parte della Regione l’amministrazione  comunale avrebbe dovuto  sospendere  in tempo come da me più volte sollecitato e auspicato.

Continua inoltre il mio impegno in merito al pagamento della tassa TARSU il cui accertamento per il calcolo della superficie tassabile eseguito sul territorio comunale dalla SOGET S.P.A. non ha rispettato quanto previsto dall’art. 1, comma 340 della legge 30 dicembre 2004, n. 311, che ha modificato il comma 3 dell’art. 70 del D. Lgs 15 novembre 1993, n. 507. La Finanziaria 2006, infatti, prevede l’attivazione di un meccanismo tecnico-burocratico per l’accertamento e l’eventuale dichiarazione, ai fini TARSU, della superficie immobiliare in misura pari o superiore all’80% della superficie catastale. L’iter procedurale prevede l’attivazione dell’Agenzia provinciale del Territorio, chiamata a fornire ai Comuni i dati delle superfici catastali; il Comune incrocia questi elementi con la sua banca dati e si rivolge ai cittadini per notificare l’errata dichiarazione o per ottenere le planimetrie mancanti; i cittadini presentano la documentazione richiesta o segnalano l’errore compiuto dall’Agenzia provinciale del Territorio. E’ questo l’ufficio che esamina l’intero fascicolo e invia al Comune gli elenchi aggiornati per il calcolo della TARSU.

L’Amministrazione comunale ha illegittimamente deciso di saltare la fase della consultazione con i cittadini facendo arrivare nelle nostre case le cartoline relative al sopralluogo per la misurazione delle superfici calpestabili  e procedere direttamente e rapidamente all’incasso di somme che in moltissimi casi non sono dovute. L’Amministrazione comunale ha il dovere di esigere il pagamento delle imposte locali, ma sempre nel rispetto dei  diritti del contribuente e la legittimità delle procedure che  in questo caso a mio parere sono stati  entrambi violati.”

IL SINDACO INCOLPA IL GOVERNO BERLUSCONI

“In una nota pubblica e mai smentita, il Sindaco, in merito al Piano di alienazione dei beni di proprietà del Comune approvato dalla maggioranza nella seduta del Consiglio Comunale del 28.06.2011, ha chiarito che la delibera consiliare è servita a dare agli uffici un quadro di riferimento dei possibili interventi di valorizzazione del patrimonio immobiliare. Ha continuato,  asserendo che la situazione economica dell’Ente è stata messa in crisi dai tagli eccessivi ai trasferimenti decisi dal Governo. È una dichiarazione legittima ma scontata per nascondere  la responsabilità di una classe dirigente che utilizza la “politica della spesa” per un tornaconto di consenso elettorale. A forza di spendere e spandere, la cassa è quasi vuota tanto che la Giunta,  in mancanza di una qualsiasi fantasia gestionale di riparo,  ha ricorso allo stupido rimedio del piano di vendita di alcuni beni di proprietà del Comune. Sull’argomento la mia opposizione è stata e sarà dura e senza sconti, soprattutto mirata a evitare la vendita per il prezzo stimato di € 224.000,00 dell’ex edificio (Ente Comunale Assistenza), opera ormai abbandonata risalente agli anni ’40, che se recuperata anche per il solo piano terra, potrebbe essere adibita a CENTRO SOCIALE  con Sala Convegni, a servizio dell’intera collettività. La Giunta Comunale, anziché continuare a garantire benefici con evitabili impegni economici, farebbe bene  a far luce sulle esose spese  più volte denunciate come “sperperi” relative  alle utenze telefoniche a carico dell’ente che per il 2010 ammontano a totali € 10.429,36, di cui per la sede Comunale € 4.787,86, per Palazzo Rossi € 329,50, per la Protezione Civile   € 625,00 e per le Scuole € 4.687,00. Per queste folli spese non controllabili, in quanto risultano totalmente prive dei tabulati telefonici e nessun documento risulta presente agli atti, sarà presentata specifica interpellanza Consiliare con l’invito al Sindaco ad una revisione contrattuale con i gestori di telefonia con la richiesta di predisposizione per ogni utenza di un registro per l’annotazione   motivata delle chiamate. Il Sindaco rimane, altresì, inerme di fronte alla spesa  di circa  € 100.000,00 relativa alla gestione dell’impianto di sollevamento alla località “Pescare” che  grava in toto sul bilancio del Comune come se fosse una tassa fissa, senza aver provveduto a presentare idonea documentazione alla Regione Campania e per essa all’Autorità di Bacino del Sarno per l’ottenimento del rimborso di  tale spesa. Sarà oggetto d’interpellanza Consiliare anche la spesa di circa € 29.000,00 per il pagamento della retta di una minore che attualmente è ancora ricoverata in maniera  stabile presso una struttura residenziale, che con provvedimento del Tribunale dei minorenni di Salerno venne affidata  a coniugi residenti in Forino. È pur vero che, ai sensi della normativa vigente, tale spesa è a carico del Comune dove la persona risiede, ma in questo caso trattandosi di un affidamento in seguito revocato, mi risulta incomprensibile che la minore sia ancora nel nucleo familiare dei coniugi affidatari residenti in questo Comune. È una procedura anomala alla quale bisogna fare chiarezza anche con domanda da presentare al Tribunale dei minorenni di Salerno  che con decreto ha disposto l’onere della retta a carico del Comune di Forino. L’elenco delle spese che si dovrebbero razionalizzare è lungo, ma occorre intervenire con tempestività, affinché i contribuenti con il pagamento delle loro tasse e tributi possano avere la garanzia di servizi efficienti. ”

 

    Il capogruppo di  minoranza consiliare

       Gerardo Masaniello

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