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AVELLINO. UN ANNO DI ATTIVITA’ DELLA GUARDIA DI FINANZA , LOTTA ALLA CRIMINALITA’ ,AL LAVORO NERO E ALL’EVASIONE FISCALE

Pubblicato da irpinianelmondo su febbraio 20, 2012

20.2.2012-L’anno 2011 è stato caratterizzato da una duplice valenza operativa: da una parte lo sviluppo di quella che potrebbe esser vista come la “classica” attività del Corpo, con un’azione a tutela del bilancio locale, caratterizzata da pazienti e lunghi accertamenti, da complesse indagini e verifiche, da accertamenti di grande respiro, e dall’altra da una dedizione a quei piccoli e grandi affanni del quotidiano che toccano direttamente il cittadino, tagliando sempre più indosso alle Fiamme Gialle un abito di garante a beneficio di chi lotta contro un sempre più diffuso senso d’ingiustizia.

Per quanto riguarda la prima faccia della medaglia, la valenza dell’azione del Corpo quale unico organismo di polizia economico-finanziaria si è esaltata nella conduzione di investigazioni ed accertamenti a tutto tondo, indagini che hanno portato il Comando Provinciale di Avellino alla ribalta nazionale ed internazionale e che hanno trovato le valenze più eclatanti nell’approfondimento dei flussi di danaro pubblico (ed altre attività sono in cantiere). Ma pur lavorando a tali importanti e complesse indagini, il Comando Provinciale di Avellino ha nel contempo cercato di essere attento alle istanze del cittadino comune, convinti anche che più che far pagare le multe occorre impegnarsi a far rispettare le regole, preferendo continuità d’azione ed assiduità nella presenza ad un blitz estemporaneo. Gli obiettivi prefissati sono stati cercati, pertanto, anche attraverso una presenza costante ed efficace sul territorio ed un’attenzione alla voce del cittadino, sempre più fruitore di quel servizio di pubblica utilità che, tramite il numero 117, mette il corpo a disposizione della cittadinanza.

L’attività operativa delle Fiamme Gialle irpine è stata indirizzata alla prevenzione, alla ricerca e alla denuncia degli illeciti finanziari sul territorio irpino mirando a colpire e reprimere i traffici illeciti posti in essere dalle associazioni criminali dedite all’evasione fiscale, alle frodi comunitarie nonché alla produzione ed alla vendita di merci contraffatte.

L’attività a tutela delle entrate erariali dello Stato, in ossequio al ruolo di polizia economico-finanziaria, è stata sviluppata in più direzioni attraverso la predisposizione di specifiche misure di contrasto alle diverse forme di evasione ed elusione fiscale e contributiva perpetrate dai contribuenti noti al Fisco e dai soggetti operanti nell’ambito dell’economia sommersa. L’attività ispettiva, svolta dai dipendenti reparti, nel peculiare settore, supportata da innovative ed inedite metodologie ha consentito di conseguire risultati di particolare rilievo. Sono state, infatti, sviluppate ben 927 verifiche fiscali ed accertamenti patrimoniali con un recupero a tassazione di circa 62 milioni di euro (suddivisi tra I.V.A. relativa, IVA dovuta ed IVA non versata) nonché, ai fini delle imposte sui redditi, di 161 milioni di euro di imponibile da recuperare a tassazione e di circa 7 milioni di euro di I.R.A.P.. Sono stati individuati, altresì, 65 evasori totali e/o paratotali che hanno portato al recupero a tassazione di circa 29 milioni di euro ai fini I.V.A. e di circa 95 milioni di euro di imponibile da recuperare a tassazione ai fini delle imposte sui redditi.

Per quanto riguarda il rilascio di scontrini e ricevute fiscali, i controlli indirizzati verso esercizi commerciali ed artigianali, sia permanenti che ambulanti, a fronte di un totale di circa 2.600 controlli hanno consentito di rilevare contestazioni di irregolarità che si sono sostanziate in ­1.308 verbalizzazioni e la chiusura di 8 attività commerciali. Secondo la normativa attualmente vigente in materia, alla quarta contestazione per mancata emissione del documento fiscale si attiva la procedura d’ufficio per la chiusura temporanea dell’esercizio commerciale (si rammentano le undici chiusure esercizi disposte  a seguito di tale attività a fronte di altrettanti provvedimenti emessi dall’Agenzia delle Entrate). In occasione dei controlli effettuati, nell’ottica di fornire opportuni elementi reddituali, i militari hanno altresì rilevato ogni altro dato utile da comunicare alla banca dati dell’anagrafe tributaria al fine della determinazione del carico fiscale per i cosiddetti “studi di settore”.

I reparti dipendenti hanno, inoltre, polarizzato la loro attenzione al contrasto all’economia sommersa intesa nella duplice espressione di sommerso di lavoro e di sommerso d’azienda. Difatti, la specifica e capillare attività  investigativa posta in essere nei confronti di categorie economico-imprenditoriali caratterizzate dalla richiamata illecita fenomenologia, ha determinato l’effettuazione di innumerevoli controlli conclusisi con l’individuazione di 92 lavoratori completamente “in nero”, in assoluta violazione alle norme di carattere previdenziale ed assicurativo (specie nel settore edile e della ristorazione), di altri 651 lavoratori per i quali sono risultate comunque delle irregolarità e la segnalazione alla Direzione Provinciale del Lavoro per violazioni in materia lavoristica e previdenziale di 43 titolari d’impresa con la chiusura di nove esercizi commerciali.. Di grande impatto è stata la partecipazione al cosiddetto “piano straordinario di contrasto al lavoro nero ed irregolare” sviluppato nel settore dell’edilizia, al fianco di Polizia di Stato e Carabinieri, con la Direzione Provinciale del Lavoro di Avellino, premessa per l’avvio in questo scorcio di 2012 di importanti attività di collaborazione anche in altri settori d’attività economica ed imprenditoriale (operazione LAVORNERO).

Con riferimento specifico alle merci contraffatte, il discorso si sposta sull’esistenza spesso di un vero e proprio “mercato illegale” con negative ripercussioni sia per quanto attiene la concorrenza sleale operata dalle imprese “illegali” nei confronti di quelle legali che avendo riguardo al numero elevato di consumatori truffati dalla scarsa qualità del prodotto acquistato, con conseguente aumento dell’evasione non solo fiscale ma anche a carattere contributivo-previdenziale (l’impresa “illegale”, nell’esercizio della sua attività, utilizza solo ed esclusivamente lavoratori in “nero”).   

Nell’ambito della frode nell’esercizio del commercio e sicurezza dei prodotti si segnalano, a tutela del codice del consumo privi di indicazione e marchio CE, varie operazioni di servizio, che hanno portato al sequestro di 870 confezioni tra lumini, calze, accendini e capi di abbigliamento, nonché otre 65.000 confezioni tra cosmetici, profumi, bibite, materiale elettrico e giocattoli. Segnalati alle competenti autorità civili e penali 23 soggetti per violazione alle leggi n.713/86, n. 114/98 e n. 689/1981, comminate sanzioni amministrative per oltre euro 100.000. Deve sottolinearsi che in tutti i casi di sequestro vengono sempre avviati specifici accertamenti per risalire, sulla base della collaborazione con le case produttrici, la loro appartenenza a lotto per cui era stata eventualmente avanzata denuncia di furto.

In materia di leggi sanitarie, nel corso di vari controlli nei confronti di commercianti ambulanti, sono state sequestrate 173  cassette tra frutta, verdura e pesce fresco in quanto privi della certificazione sanitaria. Segnalati alle competenti autorità 2 soggetti per le violazioni alle normative di cui alla legge nr. 114/98 e comminate sanzioni amministrative per euro 15.000. Inoltre, si segnala il controllo nei confronti di un canile, terminato con il sequestrato di 149 cani con l’area (1.570 mq) ove gli stessi erano ospitati per le violazioni alla normativa regionale di cui alla legge nr. 16/2001, emanata nello specifico settore attinente la tutela degli animali, nonché nell’ambito di controlli predisposti nei confronti di commercianti ambulanti, il sequestro di kg. 290 di carne di maiale in quanto privi della certificazione sanitaria, segnalato alle competenti autorità (Regione Campania e ASL Avellino) il responsabile per violazione al D.Lgs. 193/2007 e regolamento CE 825/2004.

La prevenzione delle violazioni di carattere finanziario è stata attuata anche mediante l’esecuzione di numerosi controlli su strada in materia di documenti di trasporto a cui sono seguiti successivi riscontri volti a riscontrare la regolarità dell’emissione del documento fiscale emesso a fronte della merce oggetto della transazione commerciale.

Anche in materia di codice della strada sono stati effettuati numerosi controlli e 558 verbalizzazioni per violazioni commesse con il conseguente sequestro di 78 veicoli nonché il ritiro di  173 carte circolazione e 24 patenti di guida.

Un altro fenomeno illecito oggetto di interventi repressivi nella provincia è relativo al comparto delle accise. Frequentemente, nel corso dell’attività istituzionale svolta è stato possibile scoprire che, a fronte delle agevolazioni fiscali sugli olii minerali, alcuni prodotti sono stati fraudolentemente distratti per l’autotrazione. I vari controlli effettuati hanno permesso di rilevare diverse violazioni con la relativa denuncia a piede libero di due responsabili all’autorità giudiziaria e di sottoporre a sequestro oltre 4.000 litri tra gasolio per auto-trazione, kg. 133 di olio, due distributori carburanti, 2 pistole erogatrici ed un serbatoio. Comminate sanzioni amministrative per oltre €. 11.000.

Un altro fenomeno illecito che da sempre rappresenta un vero e proprio problema di carattere sociale, è quello della diffusione in provincia di sostanze stupefacenti a cui le Fiamme Gialle irpine hanno costantemente rivolto una efficace attenzione operativa dedicando significative risorse umane e strumentali disponibili. L’attività espletata ha determinato numerosi sequestri di sostanze stupefacenti.

Massiccia è stata l’attività del controllo nei confronti dei giovani con il sequestro di 1.000 grammi di varie sostanze stupefacenti tra le quali oltre a cocaina, eroina, hashish, marijuana e crak, di circa 1.000 tra semi di canapa, spinelli, pasticche e metadone. Nel suo complesso in tale settore di servizio sono stati segnalati alla Prefettura – Ufficio Territoriale di Governo competente di ben 46 persone ai sensi dell’articolo 75 del D.P.R. nr. 309/1990, con denuncia a piede libero di altre 11 persone per violazione all’articolo 73 del D.P.R. nr. 309/1990 (di cui quattro tratte in arresto), oltre al sequestro di due automezzi ed al ritiro di cinque patenti di guida.

Il piano d’azione della Guardia di Finanza si è estrinsecato anche nel comparto della pirateria audiovisiva, della contraffazione di brevetti ed in quello della tutela del diritto d’autore. I risultati conseguiti sono stati particolarmente importanti tanto da registrare il sequestro di circa 2.000 supporti magnetici, ottici ed informatici, di cui 1.000 DVD e  circa 800 CD musicali oltre a DVD per play station, software, programmi e giochi per PC. In tale contesto per ben 21 soggetti è scattata anche la denuncia a piede libero all’autorità giudiziaria competente.

Si è rilevato molto efficace il piano messo in piedi per contrastare il gioco d’azzardo e nello specifico quello dei VIDEOPOKER, che in questo ultimo periodo sta dilagando a macchia d’olio sull’intero territorio nazionale ed anche in quello irpino. I numerosi controlli hanno portato all’individuazione e al sequestro di 37 apparecchi da divertimento e intrattenimento di tipo VIDEOPOKER o VIDEOSLOT. Le persone segnalate alle autorità rispettivamente competenti (Questore, Sindaco, Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato) sono 31, mentre uno è il soggetto denunciato all’autorità giudiziaria; sequestrati anche circa 1.300 euro a titolo di provento rinvenuto nelle apparecchiature e comminate sanzioni amministrative complessive per 63.000 euro.

Notevole l’impegno nel contrasto alla contraffazione di marchi di fabbrica. Sono stati sottoposti a sequestro di oltre 4.000 articoli (capi di abbigliamento, scarpe, cinture, occhiali, borse, profumi, orologi, custodie per accessori, buste, spazzolini, etichette) delle più note griffe nazionali ed internazionali operanti nei settore dell’abbigliamento. Al riguardo, sono state altresì denunciate all’autorità giudiziaria ben 29 soggetti.

Importante è stata anche l’attività svolta nel campo della tutela ambientale, soprattutto dopo le continue scoperte di discariche abusive nell’ambito del territorio della provincia dovute in particolar modo alla saturazione di siti legali ed alla conseguente individuazione di nuovi siti da utilizzare per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Tutto ciò naturalmente al fine di prevenire attività illecite che arrecano danni a volte irreversibili all’ambiente naturale. A tal proposito sono stati effettuati sei interventi che hanno portato al sequestro di 5 discariche abusive per una superficie complessiva di oltre 12.750 metri quadri, con il ritrovamento di circa 11 automezzi non circolanti, di kg. 2.500 di materiale vario tra cui rifiuti speciali ferrosi e n. 7.125 pneumatici, nonché alla denuncia all’autorità giudiziaria di sette persone in violazione articolo 256 del decreto legislativo nr. 152/2006. Nell’esecuzione di attività di polizia giudiziaria d’iniziativa e delegata, con riferimento alle violazioni al codice penale sono stati effettuati 2.852 interventi, riscontrate 2.385 violazioni, verbalizzati 3.760 soggetti, dei quali 348 denunciati a piede libero e 29 tratti in arresto.

Nel settore delle scommesse clandestine sono state sottoposte a sequestro due sale scommesse clandestine, 4 postazioni telematiche ed informatiche complete di TV, apparati-fax, stampanti per ricevute giocate, oltre alla denuncia all’autorità giudiziaria per tre persone per violazione agli articoli 718 e 719 del codice penale oltre che alla legge nr. 401/1989.

Nell’ambito del comparto dei tabacchi lavorati esteri è sempre vigile il controllo sul territorio in tale ambito e le diverse operazioni hanno portato al sequestro di kg. 2,600 di tabacchi lavorati esteri e kg. 94,000 di tabacchi lavorati nazionali con la notizia di reato all’A.G. per due soggetti e la segnalazione all’A.A.M.S. di nove soggetti. Inoltre, particolare rilievo, ha avuto l’operazione che ha portato al riscontro di irregolarità per 7 distributori automatici di sigarette che sulla base di un decreto dell’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato, a partire dal 1° novembre 2009 devono subordinare la cessione di sigarette alla preventiva verifica dell’età anagrafica dell’acquirente, che deve essere maggiore di anni16, a mezzo controllo di un documento d’identità (tessera sanitaria e/o tesserino del codice fiscale). Nella circostanza per i sette casi di riscontrata irregolarità, si procedeva anche all’inibizione dell’uso dei distributori automatici. E’ da segnalare inoltre che, dopo tre violazioni della stessa indole commesse in un biennio, quale sanzione accessoria, le disposizioni vigenti attribuiscono all’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato la facoltà di procedere alla disdetta del contratto d’appalto di rivendita di tabacchi e/o alla revoca della gestione della rivendita. Segnalati all’A.A.M.S. i titolari della rivendita per violazione alla Legge n. 1293/57 e D.P.R. n. 43/1973;

Infine, da rilevare l’intensa attività svolta dal servizio di pubblica utilità 117 il quale, sulla scia degli obiettivi prefissati, ha continuato a svolgere con costanza il compito di collaborazione diretta con i cittadini così come viene dimostrato dall’aumento delle segnalazioni (oltre 300 nell’arco dell’anno, limitatamente a quelle foriere di specifica attività operativa) pervenute allo stesso sia per specifiche richieste di intervento sia per informazioni di carattere fiscale di cui il cittadino necessita, dato il continuo evolvere della normativa fiscale.

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Al di là di un mero riepilogo numerico, le operazioni di servizio che hanno avuto maggiore risalto nell’arco dell’anno, distintamente per ciascuno dei reparti del Corpo in provincia,   sono state:

  • operazione SECURDRIVE   (aprile 2011)                                     TENENZA BAIANO

L’operazione, denominata SECURDRIVE, si è concretizzata in numerosissimi posti di blocco che, dislocati lungo le principali arterie di viabilità locale e regionale ed articolati in modo da coprire l’arco delle 24 ore, hanno portato al controllo di un numero elevatissimo di uomini e  mezzi  attuati: ben 129 sono risultati i soggetti che, nelle fasi d’identificazione, hanno evidenziato la sussistenza di specifici precedenti penali a loro carico. Il dato più rilevante, oltre alle 159 infrazioni al codice della strada che sono state rilevate nel corso dell’intera operazione SECURDRIVE (con sanzioni amministrative per un oltre 19.000 euro e l’avvio delle procedure finalizzate a ritiro delle patenti di guida per sei soggetti), è stato il sequestro di 26 automezzi in quanto risultati privi di copertura assicurativa. In un caso, infine, gli esiti di un posto di blocco si sono sostanziati anche in una denuncia penale nei confronti di un conducente di un autovettura allorquando è stato rilevato come il tagliando assicurativo del mezzo fosse stato falsificato nella data di scadenza della copertura;

  • operazione JOKER  (maggio 2011)                                 TENENZA ARIANO IRPINO

Con l’esecuzione di tre ordinanze di custodia cautelare (arresti domiciliari) emesse dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Ariano Irpino i finanzieri del Tricolle, hanno posto termine ad una truffa perpetrata in danno di tanti arianesi che si erano rivolti ad un mediatore finanziario per l’ottenimento di cospicui finanziamenti.

Le complesse indagini, condotte sotto la direzione costante della Procura della Repubblica di Ariano Irpino, si sono articolate nel concreto in delicati accertamenti presso istituti di credito e società finanziarie dell’intero territorio nazionale, nell’esame di una rilevantissima mole di documentazione bancaria, nella verifica di contratti per l’apertura di linee di credito, di finanziamento, di polizze assicurative. La meticolosa opera di ricostruzione dei flussi finanziari e di analisi delle tipologie contrattuali adottate per i finanziamenti consentivano di risalire ad un rilevare la presenza costante di un soggetto di origini foggiane che riusciva a convincere diversi soggetti bisognosi di contante a rivolgersi a lui per l’ottenimento di prestiti dai tassi agevolati (all’incirca del 3%) e dal facile iter di concessione.

L’illecito guadagno era ottenuto mediante la richiesta e l’ottenimento dalle società finanziarie di prestiti dagli importi di gran lunga superiori rispetto a quelli necessari e richiesti dai sottoscrittori del contratto di finanziamento ma anche mediante l’istruzione di pratiche di finanziamento false (almeno in parte) all’unico scopo di incassare le relative cospicue provvigioni. A tal fine, il procacciatore utilizzava la documentazione acquisita dai clienti nell’ambito di operazioni di finanziamento apponendo sui contratti le false sottoscrizioni di questi ultimi tacendo l’esistenza dell’intermediazione dei mediatori creditizi (suoi complici) e delle conseguenti spese istruttorie;

  • operazione RAMOVITA  (maggio 2011)

        TENENZA SANT’ANGELO DEI LOMBARDI

A conclusione di un’articolata e complessa attività investigativa le Fiamme Gialle della Tenenza di Sant’Angelo dei Lombardi, sono pervenute all’accertamento di una ingente truffa orchestrata da un noto agente assicurativo della zona, originario di Lioni. L’indagine ha portato alla luce l’illecita appropriazione da parte del titolare della locale agenzia d’assicurazioni della quasi totalità dei premi assicurativi versati che ignari risparmiatori avevano invece voluto destinare a contratti di assicurazioni inerenti il ramo vita. Gli accertamenti, sviluppati attraverso acquisizione e disamina di una vasta mole di documentazione, consentivano la ricostruzione completa delle diverse operazioni illecite poste in essere dall’indagato permettendo di quantificare l’entità di quanto indebitamente percepito dallo stesso in quasi due milioni di euro. Nei confronti dell’agente assicurativo è scattata così la denuncia (a piede libero) alla Procura della Repubblica di Sant’Angelo dei Lombardi per le ipotesi criminose riconducibili ai reati di cui all’articolo 640 del codice penale (truffa), all’articolo 485 del codice penale (falsità in scrittura privata) ed all’articolo 167 del decreto legislativo nr. 196/2003 (trattamento illecito dei dati personali). Nella seconda fase dell’indagine, rilasciato da parte della competente A.G. il nulla osta per l’utilizzo ai fini fiscali dei dati emersi nel corso degli accertamenti penali, il soggetto è stato attenzionato anche sotto il profilo tributario ed i militari della Tenenza hanno proceduto al recupero a tassazione dei proventi illeciti derivanti dalla Truffa ai sensi dell’art. 14, comma 4 della L. nr. 537/93, di cui il D.L. nr. 223/2006, convertito in L. nr. 248/2006, ha fornito interpretazione autentica. Al termine dell’attività sono stati recuperanti a tassazione redditi non dichiarati per un ammontare complessivo di oltre un milione di euro con contestuale denuncia all’A.G. del responsabile per il reato di cui all’art. 4 della D.Lgs nr. 74/2000 (Dichiarazione infedele);

  • operazione TRADING (maggio 2011)                                         TENENZA SOLOFRA

A conclusione di una complessa attività di polizia tributaria i finanzieri della Tenenza di Solofra hanno accertato nei confronti di un’impresa operante nel settore del commercio di parti di ricambio per autoveicoli un’ingente evasione fiscale.

Secondo uno schema che spesso è dato rinvenire per truffe della specie (cosiddetta “frode carosello”), il titolare della società solofrana sfruttava le caratteristiche stesse dell’imposta sul valore aggiunto per far figurare come reali costi inesistenti ovvero enfatizzare abbattimenti d’I.V.A. in realtà non dovuti in quanto motivati da esportazioni solamente fittizie verso Paesi sottratti all’applicazione dell’imposta comunitaria.

Le maggiori difficoltà con cui si son dovuti confrontare le Fiamme Gialle di Solofra, sono state connesse alla cronica carenza di scritture contabili ed all’omissione delle dichiarazioni dei redditi (il soggetto oggetto degli accertamenti si è venuto a qualificare come vero e proprio “evasore totale”): la contezza dell’attività imprenditoriale effettivamente svolta si è dovuta basare pertanto solo sugli elementi informativi che di volta in volta sono stati richiesti ai colleghi stranieri.

Queste le dinamiche d’azione che hanno permesso la ricostruzione di questa rilevante truffa ai danni dell’erario, di fatto attuata secondo le logiche tipiche delle “frodi carosello” mediante la commercializzazione, completamente in evasione di autovetture e di pneumatici di origine europea.

Al termine dell’attività, di squisita natura tributaria, l’attento esame dei riscontri pervenuti dall’estero e la verifica della scarna documentazione rinvenuta all’atto dell’accesso presso la ditta ha consentito il recupero a tassazione di proventi derivanti da falsa fatturazione e la ricostruzione di proventi emersi a seguito dell’esame di risultanze bancarie per un’evasione fiscale di importo vicino ai 12 milioni  di euro.  A seguito della verifica fiscale è altresì scaturita la segnalazione all’autorità giudiziaria, di tre soggetti per i reati previsti dall’articolo 4 (“dichiarazione infedele”), dall’art. 5 (“omessa dichiarazione”) e dall’art. 8 del (“emissione di fatture per operazioni soggettivamente inesistenti”) del D. Lgs. n. 74/2000.

  • operazione WELFARE  (giugno 2011)                        NUCLEO POLIZIA TRIBUTARIA

L’articolata attività investigativa è stata originata da diversi esposti nei quali un medico dirigente, inserito nei quadri dell’importante nocosomio avellinese, aveva ipotizzato la sussistenza certificazioni ideologicamente e materialmente false. Quale atto conclusivo di una complessa indagine condotta dalle Fiamme Gialle, gli uomini del Nucleo di Polizia Tributaria hanno proceduto alla notifica di sei ordinanze di custodia cautelare nei confronti di altrettanti dirigenti, medici e paramedici in servizio presso l’Azienda Ospedaliera “San Giuseppe Moscati”. 

Le indagini  permettevano di evidenziare come a fronte di interventi chirurgici di natura squisitamente estetica erano state fatte risultare patologie cliniche di maggiore gravità (oggetto di rimborso dal servizio sanitario nazionale), con discordanze sensibili anche rispetto alle reali durate dei ricoveri ed alla qualità degli stessi (ricoveri in regime ordinario anziché in day hospital) ovvero, in altre circostanze, con falsità attinenti la fase dell’analisi diagnostica. Gli inconfutabili elementi di prova portavano alla ricostruzione di una vera e propria truffa ai danni del Servizio Sanitario Nazionale, aggravata dalla produzione di documentazione ideologicamente e materialmente falsa.

Le indagini sono sfociate quindi nella configurazione, con diversa sfumatura, di condotte penalmente rilevanti per ben 22 soggetti fra dirigenti, medici e personale paramedico dell’Azienda Ospedaliera “San Giuseppe Moscati”. Per sei di tali responsabili erano ritenuti sussistenti gli estremi per l’adozione di specifiche misure restrittive concesse dal G.I.P. di Avellino nella forma dell’ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari.

  • operazione PC (giugno 2011)                                              COMPAGNIA AVELLINO

A seguito di una complessa verifica i militari della Compagnia di Avellino sono pervenuti alla quantificazione in quasi 12 milioni di euro di un’evasione perpetrata da una società con sede in Atripalda, operante nel settore del commercio di prodotti tecnologici ed informatici. Il brillante risultato è scaturito da un iniziale controllo finalizzato alla verifica del corretto assolvimento degli obblighi previsti in materia di I.V.A. in ambito europeo con particolare riferimento alla commercializzazione di materiale informatico acquistato da paesi comunitari ed immesso nel sistema economico nazionale.

All’atto dell’iniziale accesso presso la ditta, una società a responsabilità limitata operante nel settore la vendita di prodotti informatici, i militari constatavano come il legale rappresentante dell’impresa, non essendo in grado di esibire alcuna documentazione amministrativo-contabile, si qualificasse da un punto di vista fiscale quale un vero e proprio evasore totale.

La prima fase d’accertamento, partendo dalle comunicazioni di volta in volta inoltrate dalle ditte straniere venditrici, consentiva di quantificare tutti gli acquisti che la società aveva effettuato, pur omettendone la registrazione ai fini fiscali.

Dopo tale prima parte dell’accertamento, in relazione all’accertato status di “evasore totale”, il controllo si tramutava in vera a propria verifica ai fini fiscali, finalizzata alla ricostruzione dell’intero volume d’affari conseguito nel periodo che non era stato oggetto di dichiarane ai fini delle imposte sui redditi.

Partendo dalla constatazione dell’omessa presentazione della dichiarazione annuale, sulla base della mancata giustificazione delle movimentazioni contabili rilevate a seguito di mirati accertamenti bancari, la verifica si con la quantificazione di ricavi non contabilizzati né dichiarati per quasi 12 milioni di euro.

Quanto rilevato non poteva non far scattare anche una segnalazione all’autorità giudiziaria per la rilevanza penale, ai sensi dell’articolo 5 (primo comma) del decreto legislativo nr. 74/2000, connessa alla condotta di colui che aveva ricoperto la carica di amministratore della società nel periodo oggetto del controllo.

  • operazione GHOST (ottobre 2011)                                  TENENZA ARIANO IRPINO

A conclusione di un’articolata e complessa attività investigativa le Fiamme Gialle della Tenenza di Ariano Irpino sono pervenuti all’accertamento di una importante truffa organizzata dai beneficiari di prestazioni sociali “agevolate”. Questa volta, a cadere nella rete dei finanzieri del alcuni insospettabili cittadini che, per fruire del gratuito patrocinio a spese dello Stato in controversie giudiziarie da loro promosse presso il locale palazzo di giustizia, attestavano falsamente di possedere un reddito complessivo ben al di sotto della soglia di povertà.

In molti casi i “falsi poveri”, pur beneficiando dell’esonero dalle spese di lite, risultavano vittoriosi nei giudizi promossi contro l’INPS, riuscendo ad ottenere la corresponsione di assegni di pensione o accompagnamento con tanto di arretrati. In altri casi, invece, pur soccombendo venivano esonerati tal Tribunale alla rifusione delle spese di lite a favore della controparte – il più delle volte l’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale.

Per poter beneficiare dall’esonero i ricorrenti devono sottoscrivere un’autocertificazione al Tribunale adito, da allegare – a cura dell’avvocato di fiducia – all’atto introduttivo del giudizio. Per poter beneficiare dall’esonero delle spese di lite, infatti, è necessario tener conto del reddito di tutto il nucleo familiare: solo se questo è inferiore o pari a quanto stabilito nel D. Lgs. n. 113/2002 (all’incirca 18 mila euro più 2 mila per ogni componente del nucleo familiare) è possibile fruire del beneficio.

I finanzieri del Tricolle hanno passato al vaglio numerosissime posizioni di contribuenti sospettati di aver prodotto autocertificazioni false, ricostruendo i redditi effettivamente posseduti dai loro nuclei familiari sulla base delle attività lavorative realmente svolte.

In alcuni casi i finanzieri hanno scoperto che nullatenenti, del tutto sconosciuti al fisco (da qui il nome dell’operazione “Ghost”), erano invece possessori di redditi e patrimoni immobiliari.

L’indagine è sfociata nella segnalazione alla locale Procura della Repubblica – per la violazione dell’art. 76, del D.P.R. n. 445/2000 e dell’art. 42, della legge n. 15/1968 – di ben 9 soggetti.

  • operazione COCKTAIL (agosto – settembre 2011)            COMPAGNIA AVELLINO

L’operazione, denominata COCKTAIL, concretizzata grazie ad una preliminare attività d’intelligence da parte dei militari della Compagnia di Avellino, è stata corroborata da riscontri oggettivi che hanno consentito di individuare diversi soggetti economici risultati essere, in tutto o in parte, inadempienti agli obblighi di natura fiscale e/o attinenti la normativa sui diritti d’autore, talvolta non in regola ai fini contributivi e previdenziali nei confronti dei  propri  dipendenti, spesso operanti presso strutture affatto sconosciute al catasto (ovvero ivi diversamente censite).

Spesso un vero e proprio …. cocktail di irregolarità.

Si fa riferimento ad eventi organizzati presso strutture private (c.d.” feste in villa”) per particolari ricorrenze (capodanno, carnevale, halloween, feste danzanti, eccetera), con organizzazione e gestione diretta dell’evento da parte del management della struttura mediante vendita di biglietti di ingresso (con eventuale somministrazione di pasti e bevande) ovvero con locazione della struttura per feste aziendali o private con l’eventuale offerta di servizi aggiuntivi (catering, servizio fotografico, intrattenimento  musicale, eccetera).

L’operazione ha sinora portato a due importanti risultati: in data 30.08.2011, nell’ambito di controlli a locali e ville, i finanzieri hanno fatto accesso presso una nota villa del circondario ove, sulla base dei dati rilevati pressola S.I.A.E., erano spesso organizzati eventi danzanti e/o feste private e che, a seguito dei riscontri effettuati presso la banca-dati dell’Agenzia del Territorio, forti dubbi sussistevano quanto alla regolare registrazione presso il catasto dell’immobile medesimo.

Successivamente, in data 16.09.2011, un altro intervento è stato effettuato presso un locale esercente l’attività di ristorazione (con intrattenimento): nel corso di quella che era “serata a tema”, il titolare dell’attività commerciale ha visto entrare nel locale, unitamente agli avventori, anche una pattuglia di finanzieri.

Uno tre lavoratori ivi presente è risultato “in nero” e questo ha comportato la sospensione dell’attività commerciale. Nel medesimo contesto il dispositivo ha consentito di verificare altresì delle irregolarità per quanto attiene i contributi E.N.P.A.L.S. – Ente Nazionale di Previdenza e di Assistenza per i Lavoratori dello Spettacolo per la posizione del DJ ingaggiato per la serata.

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