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CASSAZIONE. IN AUTO NON ESISTE PRIVACY: SI PUO’ ESSERE SPIATI

Posted by irpinianelmondo su marzo 18, 2008

18.3.2008 -Tra le quattro ‘mura’ dell’auto non esiste riservatezza per le parole scambiate ‘vis a vis’: a questa conclusione è giunta la Cassazione constatando che esistono leggi che tutelano la privacy delle conversazioni telefoniche, telegrafiche, telematiche e informatiche ma nulla che possa difendere, dall’agguato delle cimici degli investigatori privati, un dialogo nell’abitacolo della propria macchina.
Per ‘colpa’ di questo vuoto normativo la Suprema Corte ha confermato il proscioglimento di ventidue persone di Brescia, tra detective privati e clienti (mogli e mariti traditi), dall’accusa di aver spiato – con apparati di intercettazione o localizzazione satellitare – il coniuge fedifrago, o presunto tale. A volte anche l’ex marito. Non ha, infatti, avuto alcun successo il ricorso presentato a Piazza Cavour dalla Procura di Brescia – titolare di questa inchiesta di “spionaggio domestico” – contro la dichiarazione di “non doversi procedere” pronunciata dal gup Lorenzo Benini che, il 13 giugno 2007, aveva prosciolto i ventidue spioni tra i quali un ‘super-tecnico’ che su commissione di sei agenzie investigative aveva messo sotto controllo diverse macchine. A volte, all’esperto in captazioni si rivolgevano direttamente le persone – indagate anch’esse – che sospettavano il tradimento del partner. E le macchine venivano non solo sottoposte ad ascolto ma anche pedinate col satellite. “Nessuna norma incriminatrice – lancia l’allarme la Quinta sezione penale della Cassazione, con la sentenza 12042 – tutela la riservatezza delle persone che si trovano in autovettura privata sulla pubblica via”: le norme sulla privacy funzionano solo per le abitazioni e per quel che si dice in conversazioni realizzate con “uno strumento per comunicare a distanza”. Dunque, non commette “interferenza illecita nella vita privata” chi spia o fa spiare quel che si dice nella macchina altrui. In alcuni casi chi veniva spiato non era nemmeno coniugato con il committente. O non lo era più. Come nel caso di una signora separata che non ha rinunciato a tampinare il marito in macchina anche quando è diventato il suo ex: solo per lei continua a rimanere aperto il processo perchè non si è limitata a fargli mettere il gps in auto ma, al pover’uomo ignaro di tanta perfidia, ha anche regalato una radiosveglia da comodino per spiarlo nella camera da letto della casa dove si era trasferito dopo la separazione. 

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