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IL CASO SENA (CAPOGRUPPO PD IN REGIONE CAMPANIA MA VICINO A DE MITA ): “STO DI QUA , MA ANCHE DI LA”

Posted by irpinianelmondo su marzo 18, 2008

 18.3.2008 -Sabato sera, il capogruppo regionale Mario Sena ha partecipato a Calitri nella sede della Comunità montana a una convention di amministratori locali pro De Mita, sedendo al tavolo della presidenza dove era accomodato anche il nipote del leader di Nusco, Giuseppe. «Era una manifestazione — minimizza Sena — di area popolare che si svolgeva nella mia zona. Ero andato per ascoltare. Ciriaco, quando mi ha visto, con un cenno della mano mi ha invitato a sedere vicino a lui. Ho cercato di fargli capire che ci saremmo salutati dopo. Lui ha insistito. Cosa potevo fare?». L’approdo di Sena al tavolo della presidenza è stato sottolineato da una vera e propria ovazione. Ma è evidente che la vicenda non è passata sotto silenzio nel Pd e c’è chi già chiede la testa di Sena.

LA REPLICA DI DE MITA – «Le sollecitazioni non sono alla condivisione di un’idea, ma al ricatto del potere. Se va avanti questo tipo di discussione provochiamo macerie». Così l’onorevole Ciriaco De Mita, candidato capolista al Senato in Campania con l’Udc, risponde ai giornalisti sulla presenza del capogruppo al Consiglio regionale della Campania del Pd Mario Sena in un convegno organizzato in apertura di campagna elettorale. «Sto assistendo ad una sorta di tortura in una vicenda paradossale – aggiunge De Mita – normalmente i candidati offrivano agli elettori risposte ai problemi e loro sceglievano, siccome è impressionante la povertà del dibattito politico, diventa un gioco giornalistico la caccia alle intenzioni. Questo è il segnale più grave sul piano dei comportamenti politici». «Io sono stato democristiano da quando sono nato, ma andavo ad ascoltare tutti – conclude De Mita – L’idea che chi ascolta diventa succube di chi parla mi indigna perchè c’è discussione sulla fedeltà dove non è richiesta».

LA POLEMICA CON IL PD – «Il Pd è solo un atto di fede che ha l’unico merito di aver rotto lo schema delle coalizioni contrapposte, poi è finito». Così argomenta De Mita. «Il partito che doveva essere radicato sul territorio, capace di rappresentare gli interessi diffusi del Paese, ha compiuto un’operazione molto singolare: ha decapitato la classe dirigente che c’era e ha mandato, a parte D’Alema, persone che non comunicano – spiega De Mita – Si è ecceduto nella rappresentanza senza titolo. Il radicamento è l’identità con i problemi di una comunità, non è una questione anagrafica». «Quando si è riunita la direzione del Partito democratico, una sola volta a Roma a fine settembre, incrociai l’amico Marco Follini e gli dissi “Che hai fatto? Tu vieni e io me ne vado” – rivela De Mita sottolineando che la scelta di abbandonare il Pd è maturata prima dell’imminente scadenza elettorale – Il percorso del Pd doveva essere l’evoluzione delle storie e non la loro anticipazione. Il soggetto politico nuovo doveva recuperare motivazioni culturali e radicarsi sul territorio. L’estate scorsa facemmo un convegno a Napoli con Chiamparino che suscitò anche le polemiche della “vestale di Napoli” (il sindaco Iervolino, ndr) e spiegammo che questa novità doveva avere come punto fisso l’organizzazione federale del partito. Il risultato è stato che le primarie furono fatte per indicare un punto di riferimento, ma con un tempo lungo per l’organizzazione. Poi il governo è caduto».

RESTO COME SONO – «Io non vado nell’Udc, elettoralmente sto nell’Udc, ma io, l’Udc e altri ci muoviamo per dar vita, all’inizio dell’autunno ad un movimento politico che, recuperando le radici della tradizione dei cattolici-popolari, si organizza per affrontare il futuro». E’ l’affondo di De Mita: «Io sono quello che ero, mentre il bipolarismo perfetto non è una novità, ma una sortita di due persone – spiega De Mita – Casini ha creato una potenzialità per riprendere un discorso che può essere ripreso in maniera più comprensibile. Se avessi avuto solo il problema del seggio elettorale mi candidavo alla Camera e andavo in vacanza, mi sono candidato al Senato dove il risultato non è garantito».

Una Risposta a “IL CASO SENA (CAPOGRUPPO PD IN REGIONE CAMPANIA MA VICINO A DE MITA ): “STO DI QUA , MA ANCHE DI LA””

  1. redstraw said

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