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MARCIANISE (CASERTA). IL CAPOLAVORO DELLA TRUFFA INFORMATICA: FA “ASSUMERE” VIA INTERNET 32 FALSI BIDELLI

Posted by irpinianelmondo su marzo 29, 2008

30.3.2008 -Un assistente amministrativo di una scuola di Marcianise (Caserta) aveva fatto assumere 32 falsi bidelli dalle scuole della provincia violando il sistema informatico del ministero, e da settembre scorso queste persone hanno percepito un regolare stipendio fino a quando, due giorni fa, la truffa è venuta a galla: i 32 impiegati fantasma e il funzionario infedele (T.F di 41 anni) sono stati denunciati e la truffa smascherata. Gennaio, evidentemente, deve essere stato un mese molto difficile per la sofisticata (e ritenuta collaudatissima) rete informatica del ministero. Fu allora che venne scoperto il trafugamento, attraverso vie informatiche, di 13 milioni di euro poi ritrovati su un conto in Egitto e che ora si sta cercando di recuperare. E sempre allora i dirigenti scolastici della Campania cominciarono a sentire odore di bruciato intorno alla vicenda dei falsi bidelli ora approdata all’attenzione della Procura. Un funzionario dell’amministrazione scolastica – spiegano al ministero di viale Trastevere – che lavorava presso una scuola media di Marcianise, aveva costituito una finta agenzia, in sigla Avv. Lav, che per conto della Regione Campania, gestiva – stando a quanto si faceva credere – un progetto per l’inserimento occupazionale a termine di un gruppo di 32 lavoratori in condizione di disagio sociale (disoccupati di lungo periodo, persone con problemi personali o giudiziari alle spalle, e simili). Il funzionario T.F., forzando il sistema informatico del ministero, aveva inserito i 32 partecipanti al progetto, tra gli «occupabili» presso le scuole della provincia casertana. Formalmente, la Regione gestiva il progetto di cui i 32 facevano parte, l’amministrazione scolastica li faceva lavorare e il Tesoro li pagava. Questo prevedeva il «pacchetto» confezionato dal funzionario. Forte di questo inquadramento, formalmente ineccepibile agli occhi dei presidi, T.F. si presentava nelle scuole, accompagnava i sedicenti lavoratori della cooperativa, e ne offriva le prestazioni. I presidi, sempre a corto di personale ausiliario, accettavano in genere di buon grado questo «regalo» della Regione. «Il problema – spiegano i tecnici del ministero dell’Istruzione – è che le tre reti informatiche, quella della scuola, quella della regione Campania e quella del ministero dell’Economia, non hanno adeguatamente interagito per operare i controlli del caso. E così per la scuola i finti lavoratori erano garantiti da un progetto regionale, e per il ministero dell’Economia erano accreditati, con tanto di posizione informatica registrata, dal sistema scolastico. Quindi potevano essere pagati, come in effetti è avvenuto». A gennaio però gli uffici scolastici regionali di Napoli hanno voluto guardare meglio dentro questo sedicente progetto, e la truffa è venuta a galla. La Guardia di Finanza ha quindi condotto le indagini sul sistema informatico, fino a risalire al funzionario responsabile del tutto, il quale forse (la materia è ancora da chiarire) percepiva delle provvigioni sugli stipendi procurati.

Il ministero della Pubblica Istruzione ha presentato un esposto sia alla Procura della Repubblica sia alla Corte dei Conti, e ha inoltre disposto una ispezione interna per accertare i fatti. Ma prima di tutto questo, ovviamente, ha rimesso mano al suo sistema informatico, stabilendo delle barriere di accesso per evitare che in futuro altri funzionari intraprendenti possano compiere azioni del genere. Il difficile – spiegano ancora al ministero – sarà adesso riavere indietro i soldi illecitamente percepiti perché, trattandosi di indagati certamente non abbienti, questo denaro potrebbero essere finito in generi di prima sussistenza e quindi non più esigibili.

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