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REGIONE CAMPANIA. 120 CONVENZIONI IN SEI MESI :CONSULENTI CHE CONTROLLANO I CONSULENTI.(LA SCHEDA)

Posted by irpinianelmondo su Maggio 7, 2008

 
 

7.5.2008 — Li chiamano specialisti, tecnici e professionisti di alto profilo: insomma, tanto per essere chiari, consulenti. Che non sono soltanto una prerogativa della giunta della Regione Campania e dello staff di presidenza del governatore Antonio Bassolino, ma anche del Consiglio. Che in meno di un anno ne ha indicati 152 per una spesa che sfiora il milione di euro. E soltanto negli ultimi sei mesi ne ha nominati centoventi, per un costo di oltre ottocentomila euro. In Consiglio però, a differenza di Palazzo Santa Lucia, sembra valere il massimo rispetto delle quote di rappresentanza. Perchè in ossequio alle scelte bipartisan, o magari per reverenza al manuale Cencelli, gli incaricati sono scelti sia dalla maggioranza che dall’opposizione. Talvolta addirittura dai dirigenti di settore. Il record spetta alla presidenza del Consiglio: ventidue nomine per un costo di poco superiore ai 400mila euro. Poi tocca alle Commissioni consiliari. E stavolta sono quelle cosiddette “speciali” a conquistare il maggior numero di incaricati. Non senza qualche particolarità. Come per la «Terza Commissione Speciale» presieduta dal consigliere di Forza Italia Paolo Romano. Il compito dell’organismo consiliare è chiaro: «Contro la camorra e la criminalità organizzata» è la dicitura esatta. Un po’ meno evidente è il motivo della spesa di oltre trentamila euro per otto consulenti con il compito, tra gli altri, di verificare «l’attuale normativa regionale della Campania concernente la criminalità organizzata» con un costo di 6.600 euro per l’incaricato. Oppure la nomina di due esperti, per una spesa complessiva di 5.800 euro, per chiarire l’interazione tra «i mass media e la criminalità organizzata in Campania» e individuare «le iniziative amministrative della Regione per fronteggiare la criminalità ». E che dire dell’arduo lavoro dei consulenti dell’ottava commissione, presieduta da Sebastiano Sorrentino del Pd? Qui l’area di approfondimento è vasta: «Agricoltura, caccia, pesca, risorse comunitarie e statali per lo sviluppo ».

Ed allora ecco che diventa fondamentale l’individuazione di professionisti di alto profilo, diciotto per la precisione per un esborso complessivo di quarantamila euro, che dovranno cimentarsi in relazioni approfondite. Tra queste «l’analisi delle proposte normative di prevenzione rispetto alla parassitosi delle piante da frutta» costata la modica cifra di duemila euro. Economico il costo, appena mille euro, del consulente che si deve dedicare alla «analisi delle proposte normative presentate in materia di linee guida per la nuova agenzia per lo sviluppo in Campania, in particolare per il riassetto organizzativo dell’Ersac». Sono serviti, invece, duemilacinquecento euro per analizzare le «proposte normative per l’orientamento dei consumi, per la promozione dei prodotti agroalimentari di qualità e per la qualificazione della ristorazione collettiva». Ma nella commissione presieduta da Sorrentino ci sono anche consulenze discretamente pagate.
Ad esempio i dodicimila euro versati per verificare le proposte «per il riordino delle norme per la bonifica integrale in Campania ». A servirsi di consulenti è anche il Collegio dei Revisori dei Conti. Tant’è che il suo presidente, il consigliere Michele Caiazzo del Partito democratico, a pochi giorni dal Natale 2007 ha inviato al responsabile dell’«Area generale di Coordinamento» del Consiglio regionale la nomina di dieci professionisti per una spesa complessiva di 51.500 euro. La ragione delle nomine è esplicita oltre che imprevedibile: «Allo stato, e per il periodo indicato, era indisponibile personale in possesso dei requisiti di professionalità necessari». Per le consulenze da effettuare, in questo caso, si va dalla «disamina del patto di stabilità interno, del risultato di amministrazione e delle previsioni di entrata e uscita», per un costo di settemila euro, alla stessa «analisi delle spese del Consiglio regionale» con la modica cifra di 3.800 euro per il professionista incaricato (un consulente) che dovrebbe, di fatto, verificare che gli sperperi della Regione, magari per consulenti, siano evitati.
Ma in tutto questo scenario tecnico fatto di contabilità, partite doppie e previsioni micro e macro economiche, qualche dubbio però sorge sulla nomina di un esperto in materia finanziaria e normativa. Perchè il 20 dicembre del 2007, la presidenza del Collegio dei Revisori dei Conti ha chiesto la nomina di un consulente, con un compenso di soli 1.500 euro, incaricato di svolgere un compito ben preciso. Ovvero effettuare, nel 2008, la «delineazione dello scenario economico e dello scenario normativo del 2006». Una ragione, sconosciuta a chi mastica poco di materie contabili, certamente ci sarà. O magari si tratterà, semplicemente, di un errore materiale nella scrittura della determina da parte di qualche distratto dipendente che ha sbagliato la data. Almeno si spera.
( articolo dal corriere delal sera)

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