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CASERTA :UCCISO MICHELE ORSI INDAGATO NEL CLAN CASALESI E COLLABORATORE DI GIUSTIZIA

Posted by irpinianelmondo su giugno 2, 2008

2.6.2008- Michele Orsi, 47 anni, è stato ucciso nel corso di un agguato a Casal di Principe nel casertano. Orsi aveva collaborato con la giustizia circa tre anni fa a seguito di un arresto avvenuto nell’ambito di un’operazione anticamorra a Mondragone.

Orsi stava camminando da solo in piazza Dante, zona centrale di Casal di Principe, quando sono arrivati i sicari che hanno esploso alcuni colpi di pistola uccidendolo sul colpo.

Secondo gli investigatori il pentito era stato un affiliato al clan capeggiato da Francesco Bidognetti detto ‘Cicciotto e mezzanotte’. Sull’omicidio stanno indagando i carabinieri di Casal di Principe.

“L’ingegnere Michele Orsi non era collaboratore di giustizia, né un pentito“, ha fatto sapere il legale De Stavola, difensore dell’imprenditore ucciso nel Casertano. “Nell’ambito del procedimento che lo vedeva imputato – precisa ancora il legale – aveva reso dichiarazioni circa le richieste estorsive ai suoi danni e ai danni del fratello, poste in essere sia dai clan del Mondragonese, sia da quello dei Casalesi”.

Un delitto che, anche in considerazione dei recenti agguati e intimidazioni di cui sono state vittime i collaboratori di giustizia e i loro familiari nel Casertano, segna un momento di grave difficoltà nella lotta contro la camorra. E che sembra destinato ad alimentare accese polemiche. Il suo legale, l’avvocato Carlo Destavola, ha infatti denunciato che in questi ultimi due mesi, più volte, aveva chiesto protezione per il suo assistito, alla Dda di Napoli e ai carabinieri di Casal di Principe, segnalando i timori di possibili ritorsioni da parte della camorra.

Per Orsi non era stata disposta la protezione ma soltanto una vigilanza saltuaria. “Ora proteggete la famiglia”, è l’appello lanciato dal penalista. Durante le festività pasquali, mentre il figlio di Orsi rincasava furono esplosi alle sue spalle dei colpi di fucile, che scheggiarono il portone di casa. “Sono senza parole. Ogni volta che andavamo a questuare perché fosse attribuita una qualsiasi forma di tutela a Orsi non c’erano molte persone ad ascoltare”, ha detto l’avvocato. Orsi lascia moglie e lascia quattro figli, tra cui una bambina di 4 anni e un ragazzo con gravi disabilità. Contitolare della società mista Eco4 che opera nel settore della raccolta di rifiuti in 18 comuni della provincia di Caserta, Michele Orsi nell’aprile dello scorso anno fu coinvolto in una inchiesta della Dda di Napoli su infiltrazioni camorristiche. Aveva fatto delle ammissioni e deciso di collaborare con gli inquirenti.

La sua uccisione rappresenta un “salto di qualità della strategia dei Casalesi di attacco ai soggetti che collaborano per contrastare i clan”, ha spiegato il procuratore aggiunto di Napoli Franco Roberti , coordinatore della Direzione distrettuale antimafia. Il magistrato ha spiegato che Orsi non si può definire un pentito “in senso tecnico”, ma un imprenditore che con le sue ammissioni e le sue rivelazioni stava offrendo un importante contributo”.

Per gli inquirenti è ora più che mai necessario catturare i latitanti del clan, tra cui esponenti di primo piano come Zagaria e Iovine, ma per questo occorrono rinforzi in termini di uomini e mezzi come ha spiegato Roberti che ha detto di confidare nel sostegno del Capo dello Stato. Il delitto di oggi é l’ultimo di una serie di agguati contro testimoni e familiari di collaboratori. Appena due giorni fa è stata ferita la 25enne Francesca Carrino, nipote della pentita Anna Carrino, compagna del boss Francesco Bidognetti. E’ l’avvicinarsi della conclusione del secondo grado del processo ‘Spartacus’, il motivo per cui i casalesi “alzano il tiro” ed uccidono a ripetizione, ha spiegato al Tg1 lo scrittore Roberto Saviano, autore di ‘Gomorra’.

Una Risposta a “CASERTA :UCCISO MICHELE ORSI INDAGATO NEL CLAN CASALESI E COLLABORATORE DI GIUSTIZIA”

  1. freesud said

    Molti avranno tirato un sospiro di sollievo e ringraziato. A Casal di Principe caroselli di auto hanno festeggiato l’avvenimento. Niente scorta. Abbandonato. Chi tocca la politica o muore o viene disattivato con altri mezzi: avocazioni, trasferimenti, delegittimazioni. Per sorvegliare i pacifici cittadini di Chiaiano si impiegano centinaia di poliziotti. Per proteggere la monnezza si mobilita l’esercito. I testimoni di giustizia si lasciano ammazzare.

    http://WWW.RIBERAONLINE.BLOGSPOT.COM

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