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ESAMI DI MATURITA’. LO PSICOLOGO : ATTENZIONE AL “PANICO DEL NON RICORDO”

Posted by irpinianelmondo su giugno 5, 2008

5.6.2008-Ritrovarsi seduti con la penna in mano, e all’improvviso non ricordare più nulla di quello che si è studiato per un anno intero. Il sudore e il battito cardiaco aumentano, ci si sente soffocare e la memoria annaspa tra formule, date e declinazioni. Ecco i sintomi del ‘panico del non ricordo. “Un’insidia che puo’ colpire tutti gli studenti, anche quelli che hanno passato gli ultimi mesi a sudare sui libri, per prepararsi al meglio all’esame di maturità”. Parola di Paola Vinciguerra, psicoterapeuta presidente dell’Eurodap (Associazione europea disturbi attacchi di panico), presso la Clinica Paideia di Roma.

“Il problema sta in come si arriva all’esame di maturità -spiega la Vinciguerra, che collabora con la Facoltà di Neurologia dell’Universita’ La Sapienza di Roma- La maggior parte degli studenti lo affronta con grande stanchezza. Si studia, si ripassa ore ed ore davanti al computer o ai libri, fino a tardi, si dorme poco e si sta molto tempo chiusi in casa”. Una vera faticaccia. Ma è anche il peso psicologico di quello che rappresenta la maturità a creare negli studenti una serie di disturbi psicofisici.

“Moltissimi, mentre si avvicina il momento della prova, cominciano a soffrire di emicranie, mal di stomaco, insonnia, tachicardia o apatia. Il tutto accompagnato da uno stato di tensione generalizzato”, testimonia la psicoterapeuta che aggiunge: ”L’esame di maturità è la prima tappa importante della vita dei nostri ragazzi, non solo da un punto di vista reale, ma anche da quello inconscio. La sensazione è che il momento del gioco sia finito, come la protezione e la deresponsabilizzazione nei confronti della vita. La paura di questo cambiamento, da una dimensione infantile ad una adulta, è rappresentata da questa prova che ha da sempre spaventato tutti, ma che è un passaggio inevitabile se vogliamo crescere e vivere pienamente la nostra vita“.

Ma allora cosa fare per evitare il panico del non ricordo? “I ragazzi, considerando che affrontare una prova impegnativa muove comunque un’ansia da prestazione, dovrebbero cercare di vivere questo momento seguendo delle piccole regole, che pero’ daranno un grande aiuto. E permettono di combattere la tentazione di evitare il problema, che ci porta a pensare di fare domani ciò che dovremmo affrontare oggi. Quindi il consiglio -suggerisce la specialista- è quello di stilare un programma di studio ben calibrato, e non affrontare il tutto in maniera disordinata“.

Inoltre è fondamentale che ogni ragazzo utilizzi la propria razionalità. “In questo modo terrà facilmente a bada le emozioni negative che una prova come questa puo’ far emergere. Ogni studente -ammonisce- ricordi bene che l’ansia interferisce con la memoria. E’ ovvio che non la si puo’ evitare completamente, ma bisogna imparare a gestirla grazie a esercizi di respirazione profonda da ripetere durante la giornata“.

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