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SANITA’ MILANO: ECCO LE INTERCETTAZIONI DELLA CLINICA DEGLI ORRORI

Posted by irpinianelmondo su giugno 10, 2008

10.6.2008– Una protesi ormai non piu’ sterile, perche’ aperta per errore non si puo’ gettare, in quanto costa 455 euro piu’ iva. Cosi’ si trova il modo per reimpiantarla, meglio se su un paziente molto anziano. Anche questo avveniva nella clinica Santa Rita, secondo quanto emerge da una conversazione intercettata il 5 luglio 2007 agli atti dell’ inchiesta della Procura di Milano sui rimborsi gonfiati nella casa di cura di via Jommelli e riportata nel provvedimento del gip di Milano Micaela Curami. Il giudice citando la coversazione rileva come tale pratica sia indicativa dello ”lo scarso interesse mostrato nei confronti del paziente”.

Il colloquio e’ tra il dottor Renato Scarponi, capo equipe presso l’Unita’ Operativa di Ortopedia, e una certa Stefania. Nella telefonata si parla di un chiodo non piu’ sterile, aperto per errore durante un intervento.

Stefania: pero’ c’e’ una diatriba perche’ la sterilizzazione non lo puo’ risterilizzare perche’ arrivano in confezione sterile. La Sintes (fonetico), ci ho appena parlato, non me lo ritira….perche’ eh…. se loro dice dovessero ritirare tutti i chiodi che si aprono per sbaglio andrebbero in malora. Allora io ho gia’ parlato con Filippi. Lui mi ha anche scritto due righe dicendo che il chiodo e’ stato aperto coi guanti sterili e non e’ stato contaminato con materiale organico.
Scarponi: eh lo rimpiantiamo Stefania
Stefania: ma Battista non ve lo sterilizza, cos’e’ che rimpiantate? Volete parlare voi con Battista, io ci ho gia’ parlato.
Scarponi: beh certo, mica lo buttera’ via….sei matto… Stefania:io.. ascolti, ascolti una cosa, io ho detto solo a Filippi…L’ho chiamato per sensibilizzarlo e per dire ‘state attenti quando aprite una cosa’ perche’ costa 455 euro piu’ iva. Scarponi: senti…io se vuoi sotto la mia responsabilita’ lo reimpianto subito in qualsiasi malato…subito lo reimpianto
Stefania: ecco…magari subito quando capita la misura giusta.
Scarponi: ‘esatto pero’ te lo reimpianto subito alla prima frattura pertrocanterica …. poi per il futuro….
Stefania: ho capito ma se Battista non lo sterilizza?
Scarponi: no per il futuro….perche’ si deve opporre scusi eh. E’ come una pinza chirurgica.. .
Stefania:no, non e’ la stessa cosa perche’ questo e’ un impianto che rimane sul paziente e l’etichetta va messa in cartella clinica.
Scarponi: ecco, ma se il malato di novanta anni, novantacinque anni ha una brevissima aspettativa di vita eh….
Stefania:io ho fatto lo stesso discorso tra di me
Scarponi: eh eh
Stefania: ho detto se un paziente e’ molto anziano tutto sommato si potrebbe anche.
Scarponi: eh, novantenni ne abbiamo ogni giorno eh
Stefania: uhm, va beh eh….

  • ‘PIU’ OPERI E PIU’ TI PAGO’

Il Gip nell’ordinanza di custodia cautelare per evidenziare le responsabilita’ del notaio Francesco Paolo Pipitone ha riportato una conversazione del 9 ottobre 2007 tra l’allora direttore sanitario Luca Merlano e il primario Brega Massone.

”Ma e’ ovvio – dice al telefono Merlano – che scusa al momento in cui il tuo datore di lavoro ti dice piu’ operi e piu’ ti pago, cioe’ induce con la forza in modo piu’ o meno subliminale un atteggiamento aggressivo nel chirurgo (…). Cioe’ questo e’ normale cioe’ … e lui lo faceva apposta pero’, cioe’ lui che si chiama tanto fuori questa cosa qui penso che comunque la procura la capisce che, nel momento in cui lui non assume nessuno e ti lega al DRG e al fatturato, praticamente e’ ovvio che ti stimola a fatturare il piu’ possibile (…) lui alla fine non puo’ esimersi da queste cose (…). E poi te l’ho sempre detto, lui non ha mai verificato i primari sulla base di criteri di appropriatezza, protocolli, produzione scientifica… esclusivamente sulla base del fatturato”. Brega Massone in un altro colloquio telefonico con Merlano il 18 ottobre del 2007 esprime lo stesso concetto: ”… qui non e’ che vieni a fare il primario, forse non gli hanno spiegato bene, qui tu devi fare il DRG”.


  •  ‘PIPITONE SCEGLIE I PIU’ DELINQUENTI’

“Pipitone prenderà i più delinquenti del mondo che gli faranno guadagnare miliardi nel calcolo delle probabilità … se anche li cascano la colpa è dei medici e lui viene fuori pulito”. Sono le considerazioni di Arabella Galasso, medico della casa di cura santa Rita, in un dialogo intercettato nell’ambito dell’inchiesta sulla nuova sanitopoli milanese e riportato nell’ordinanza del gip Micaela Curami nel capitolo che riguarda il notaio Francesco Paolo Pipitone, titolare della clinica privata e finito agli arresti domiciliari.

Secondo il giudice Curami dalle conversazioni intercettate emerge che Pipitone non solo era a conoscenza del sistema, ma lo ispirava e lo dirigeva. Inoltre da due dialoghi della dottoressa Galasso risultano “chiarissime”le responsabilità di Pipitone. Il 18 luglio del 2007 Arabella Galasso, al telefono con una tale Clara, dice: “Questo cosa vuol dire, che Pipitone prenderà i più delinquenti del mondo che gli faranno guadagnare miliardi nel calcolo delle probabilità … se anche li cascano la colpa è dei medici e lui viene fuori pulito. Quante prob… voglio dire se prende una macchina da guerra come Scarponi… che opera anche quelli che non hanno bisogno che… che si mette a contraffare le cartelle… lui guadagna, poi dopo i Noc fanno le ispezioni a campione… non è mica detto che acchiappino Scarponi, intanto lui ha guadagnato però, capisci?”.

  • COSA FA CONCORSO IN OMICIDIO?

Nel novembre dello scorso anno le persone indagate temono che l’inchiesta abbia gli sviluppi che in effetti ha avuto e studiano la possibilità di una comune difesa. Il primario Brega Massone parla con molti suoi collaboratori, tra questi anche con Pietro Fabio Precicci dell’equipe di chirurgia toracica:
Brega: e gli altri primari prendevano meno di me, però attenzione come giustamente dicevamo ieri col notaio cioé noi dobbiamo dimostrare con gli orari e tutte le cose che noi lavoravamo di più. Chi è che andava di notte ad ogni chiamata, tu.
Presicci: Sì.
Brega: Ed io.
Presicci: Infatti, certo.
Brega: Chi è che ha operato tutto quel numero di pazienti noi.
Presicci: Certo.
Brega: Sperando poi di farci passare come quelli che operavano tutto.
Presicci: Certo.
Brega: Noi operavamo quello che era e lì dobbiamo dimostrarlo (…) è un anno e mezzo però se io fossi stato veramente il pazzo cioé quello che operava i pazienti che non dovevano essere operati voi dovevate dimettervi no?
Presicci: Certo.
Brega: Cioé non è che puoi dire no io stavo lì perché a me interessava portare a casa i soldi quello ti dice ma lei è un cretino.
Presicci: Sì.
Brega: Cioé cosa fa concorso di omicidio per portare a casa tre lire almeno se proprio lo deve fare si faccia pagare di più no”.

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