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TREMONTI. BASTA PENSIONI DI INVALIDITA’ E DI ACCOMPAGNAMENTO, E COMUNITA’ MONTANE

Posted by irpinianelmondo su giugno 16, 2008

16.6.2008.Mancano ormai poche ore al varo del massiccio pacchetto di provvedimenti da parte del Consiglio dei ministri di domani. La manovra sarà triennale, e il governo ne anticiperà una fetta consistente: energia, tasse sui petrolieri, dismissioni e liberalizzazioni, lavoro. Ma tra le novità dell’ultim’ora si fanno strada tre interventi che faranno discutere: un nuovo drastico giro di vite sulle invalidità civili, l’abolizione delle Comunità Montane, la sospensione (in vista di una riscrittura, almeno così dice l’Esecutivo) della class action. Erano almeno due-tre anni che non si tornava a mettere mano al settore delle pensioni di invalidità civile, che negli anni ‘70 e ‘80 proliferarono in modo davvero impressionante dando vita a una montagna di abusi.

Parliamo delle pensioni – di natura assistenziale, e non di origine previdenziale ed erogate dall’Inps – a cui hanno diritto i cittadini con redditi insufficienti e una riduzione della capacità di lavoro totale o parziale: ciechi, sordomuti, e così via. Un tempo queste pensioni venivano erogate senza formalità e controlli: di qui i casi di interi Comuni (soprattutto delle Regioni più povere del Sud) con il 30% (a volte più) di «invalidi civili». Di qui i casi di «mutilati» pescati a giocare a calcio, sordi trovati ad ascoltare la radio, ciechi pizzicati a consultare le pagelle delle partite di serie A. Di qui i casi di «invalidi» premiati dal prefetto – cioè dal ministero degli Interni – solo perché inseriti nelle clientele democristiane giuste. Poi le crisi di finanza pubblica imposero ripetuti giri di vite e soprattutto cambiamenti nelle procedure di assegnazione: oggi sono le Regioni a riconoscere formalmente l’invalidità, attraverso commissioni mediche presso le Asl, e poi l’Inps eroga mensilmente l’assegno.

Oltre alle invalidità, bisogna considerare altre prestazioni simili, come le indennità di accompagnamento. Non si tratta di somme imponenti: in media, gli assegni di invalidità civile ammontano a 4.333,94 euro l’anno. Soltanto che i beneficiari sono ancora moltissimi: in tutta Italia, nel 2005 erano 2.668.540 (980.000 al Nord, 520.000 al Centro, 1.168.000 al Sud e Isole). Risultato, sempre nel 2005 per questa voce sono stati spesi ben 11 miliardi e mezzo. Erano circa 6 nel 2000, dovrebbero essere cresciuti a quota 13 miliardi secondo le previsioni 2008. Il governo intende metterci le mani e – possibilmente – risparmiare, visto che c’è la convinzione che nelle pieghe del meccanismo di concessione e controllo (spezzettato tra troppe istituzioni) alla fine scappino troppi «non invalidi».

La seconda novità riguarda le Comunità Montane, le cui ore – a quanto pare – sono ormai segnate. Nel quadro di un ampio pacchetto di tagli e liberalizzazioni che investiranno gli Enti locali (a cominciare dal settore dei servizi pubblici) sembra ormai presa la decisione di cancellare del tutto – o far morire indirettamente – le aggregazioni di Comuni in montagna. Un obiettivo già perseguito dal governo Prodi, che dovette fare marcia indietro, e che però stavolta sembra alla portata. In ballo c’è un risparmio di circa 150 milioni, che potrebbe essere raggiunto in due modi. Con una secca abolizione delle Comunità Montane, che dovrebbero devolvere le loro funzioni a Consorzi o Unioni volontarie di Comuni, che le svolgerebbero «volontariamente» e senza spese di funzionamento.

Oppure, abolendo le paghe per gli amministratori delle Comunità, facendole morire per così dire per inedia. Infine, in ballo c’è la sospensione dell’entrata in azione delle class action, ovvero il sistema di cause civili collettive con cui i cittadini nei sistemi legali anglosassoni agiscono contro un’impresa. Nei palazzi di governo si afferma che in realtà l’obiettivo è quello di ridefinire una norma – quella del governo Prodi – scritta male e da rivedere, peraltro ampliandola anche al settore pubblico. Vedremo.

8 Risposte a “TREMONTI. BASTA PENSIONI DI INVALIDITA’ E DI ACCOMPAGNAMENTO, E COMUNITA’ MONTANE”

  1. ermy said

    è giusto verificare le pensioni di invalidità,perchè tutti purtroppo sappiamo che ci sono troppi falsi invalidi creati dai politici, i quali oggi se ne stanno tranquilli al governo dicendo che gli anni passati era cosi.certo che pagano siamo sempre noi del nord.Ma sarebbe piu giusto punire chi ha sbagliato,perchè altrimenti futuri politici continueranno a sbagliare, si perchè non vediamo mai nessuno che paga. Ed è giusto chiudere non solo le comunità montane,ci sono tanti di quei ENTI in Italia che non servono a nessuno in quanto innutili esi sapeva già dalla prima repubblica. .perchè si chiudono le porte della stalla quando i buoi sono già scappati????

  2. tiziana said

    ma la vostra politica è quella di colpire sempre i più deboli?.
    Certo, se ci sono falsi invalidi è giusto che tutto questo venga rivisto. Ma perchè non fate quello che avete detto in campagna elettorale. Diminuire gli stipendi ai parlamentari; ai dirigenti sanitari e le macchine blu ai politici che non fanno niente. Perchè gli stipendi e, dopo, le pensioni degli onorevoli devono essre cosi’ alte? Perchè vi dimenticate di tutto quersto?

  3. Agostino said

    Ecco le solite frescacce per andare a colpire i piú disgraziati. La cosa vergognosa è che verranno tolte le pensioni a persone che ne hanno realmente diritto, come è già successo in passato. Significherà che ci saranno ricorsi con lo Stato che pagherà spese, interessi e forse danni: e lo chiamano risparmio? È la classica manovra di giustizialismo sociale fatto per fingere di far del bene. A nessuno invece viene in mente che con 240 euro al mese si muore letteralmente di fame? Inoltre, il sistema di verifica dell’invalidità è a dir poco vergognoso: se ad una persona è stata diagnosticata e confermata piú volte una patologia grave a che caspita serve sottoporla nuovamente ad una visita di controllo? Inoltre, nessuno si chiede che razza di paese deve essere questo dove c’è che si finge invalido per avere quell’elemosina di 240 euro mensili? Perché, invece, non la piantamo una volta per tutte coi privilegi concessi ai politici e ai loro conviventi, tanto per dirne una? E poi, l’invalidità non viene accertata tramite autocertificazione: avete mai sentito di medici denunciati o radiati per aver certificato il falso? Col cavolo!

  4. Maria said

    A dir poco SCANDALOSO!
    Sempre a mettere le manti in tasca di chi avrebbe bisogno di più assistenza.
    Chi parla di rivedere le pensioni di accompagnamento (la somma non basta certamente a pagare una persona che si occupi di chi non è in grado di badare a se stesso), dovrebbe rivedere, meglio ancora togliere, tutti i benefici acquisiti dagli ex parlamentari.
    Non mi riferisco al diritto alla pensione con una sola legislatura, ma a tutte quelle spese che vengono rimborsate a loro e ai loro famigliari anche dopo il loro mandato.
    E non se ne vergognano….

  5. mariella olivetti said

    io sono disgustata in quanto mia mamma paralizzata da ormai 9 anni con obbligo di avere una badante fissa convivente con lei, ho appurato che viene riconosciuto questo diritto a persone che possono deambulare tranquillamente in casa senza l’appoggio di alcuna persona e non sono state richiamate ad un controllo annuale come ho dovuto subire io con mia mamma. Mi chiedo come mai? E per finire quello che percepisce mia mamma in più oltre alla sua pensione non basta per pagare la badante mentre chi ha questo accompagnamento è come se le arrivasse un part time in casa che usa in modo diverso dal mio. E’ tutto grazie a chi mi risponde

  6. Paolo said

    io ho una sorella con la sindrome di down. la pensione è in dubbio. è una cosa INAMMISSIBILE per uno stato come quello italiano, che si definisce sociale.
    poi i metodi per assegnarle sono a dir poco INAUDITI.

    “oggi sono le Regioni a riconoscere formalmente l’invalidità, attraverso commissioni mediche presso le Asl”

    un amico di famiglia che abbiamo ha un figlio autistico, sordo, senza anticorpi e quindi più incline alla malattia e con vari problemi fisici. è uno scandalo che non gli sia stata data una pensione dalla commissione medica. ha fatto ricorso, scavalcando la commissione e gli è stata nuovamente negata. quelli della commissione, sapendo che lui aveva provato a scavalcarli, se la sono pure presa! “finchè ci siamo noi in commissione (cioè sempre) te la puoi scordare la pensione”

    è assolutamente INACCATTABILE oltre che TERRIFICANTE.

  7. marco said

    ha ragione Mario Monicelli….non ci restabche fare la rivoluzione, anche da invalidi!

  8. giulia said

    Speriamo che al più presto anche loro”tutti i politici senza esclusione”possano non usufruire di una pensione di accompagnamento pur avendone bisogno.

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