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EMERGENZA RIFIUTI CAMPANIA. CHIAIANO: UN BUCO PROFONDO 80 METRI DA RIEMPIRE DI SPAZZATURA

Posted by irpinianelmondo su giugno 22, 2008

22.6.2008– Individuata dall’ex commissario straordinario per l’emergenza rifiuti Gianni De Gennaro, confermata dal sottosegretario Guido Bertolaso, la discarica di Chiaiano, periferia nord di Napoli, dovrebbe accogliere 700.000 tonnellate di rifiuti. Profonda 80 metri, la vecchia cava un tempo utilizzata per l’estrazione del tufo giallo e più recentemente come poligono di tiro, fa parte di un blocco di 17 cavità in un’area al confine tra Napoli e Marano e non distante dalla zona ospedaliera. Appartenente all’Arciconfraternita dei Pellegrini, la cava è stata oggetto di una procedura di esproprio. L’idoneità della cava è stata al centro delle indagini svolte negli ultimi venti giorni dai tecnici dell’Arpac e da quelli di parte nominati dai comuni interessati. Permeabilità, franosità e capienza sono stati i tre argomenti attorno ai quali si è sviluppato il confronto tecnico, prescindendo da altre motivazioni di ordine sociale ed economico alla base del no degli enti locali, come le attività agricole presenti in zona (a Chiaiano esistono vaste coltivazioni di ciliegie di qualità, per le quali è in corso l’iter per l’attribuzione dell’Igp) o il fatto che le cave rientrano nell’originale perimetrazione del “parco delle colline”, istituito dal Comune di Napoli per salvare uno degli ultimi grandi polmoni verdi esistenti in città. Ma il confronto delle ultime settimane si è basato invece sugli aspetti tecnico-geologici, analizzati attraverso carotaggi e altre verifiche. A 173 metri di profondità c’é una falda acquifera: la permeabilità della roccia ai liquidi – hanno sostenuto i tecnici contrari alla realizzazione della discarica – può comportare il pericolo di inquinamento. Altro punto dibattuto la franosità delle pareti: le cave di Chiaiano sono siti geologicamente a rischio e negli anni passati infatti sono stati luoghi di eventi franosi. Rischio smottamenti e problemi di natura idrogeologica sono altri due argomenti portati a sostegno delle ragioni del no. Sotto esame anche la capienza della cava: sempre secondo chi si oppone alla discarica, la cavità sarebbe troppo piccola per accogliere i 700 mila metri cubi di spazzatura che si vuole sversare. Le trivellazioni effettuate e gli esami sulle pareti con i laser scanner, secondo la struttura diretta da Bertolaso, scongiurano ogni pericolo garantendo l’idoneità della cava. In piedi rimane solo la questione logistica: per ora c’é una sola strada di accesso, piuttosto trafficata, e per aprire la discarica sarebbero necessari interventi di adeguamento della viabilità.

ANSA

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