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UNICEF CONTRO MARONI. “PREOCCUPANTE LA SCELTA DI SCHEDARE I BAMBINI ROM”

Posted by irpinianelmondo su giugno 26, 2008

26.6.2008-Piovono critiche sulla proposta del ministro dell’Interno Roberto Maroni di avviare un censimento dei bambini presenti nei campi rom mediante le impronte digitali. Dall’Unicef il presidente per l’Italia Vincenzo Spadafora esprime ”stupore e grave preoccupazione”.

Ci auguriamo – aggiunge – che si tratti di una proposta provocatoria destinata a non avere seguito. Verrebbe da proporgli, per rispettare il diritto all’uguaglianza di tutti i bambini, di schedare allo stesso modo i bimbi italiani”.

”I bambini rom – sottolinea Spadafora – non sono diversi dagli altri bambini (tra l’altro molti di loro sono cittadini italiani a tutti gli effetti), ma soprattutto – evidenzia il presidente dell’Unicef – i bambini non possono e non devono essere trattati come gli adulti”.

”Auspichiamo – afferma quindi il presidente Unicef – che il governo italiano affronti le tematiche relative alla sicurezza senza trascurare i diritti dei bambini, tra cui quelli di essere tutelati e non essere discriminati, come ricorda la Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia, ratificata dall’Italia”.

Ma il ministro dell’Interno insiste. Il governo “vuole portare fino in fondo” la propria azione e non si farà “fuorviare o impressionare dai giudizi di chi conosce poco questa terribile realtà, che fa dell’Italia, da questo punto di vista, uno dei Paesi più arretrati al mondo”.

Quindi spiega Maroni chiarendo il senso della proposta: “Io voglio affermare i diritti dell’infanzia, dei bambini di vivere una vita normale in condizioni decenti, senza essere inviati all’accattonaggio o peggio ancora. Per fare questo, come disse il ministro Rosy Bindi nel luglio 2007 occorre identificare tutti i minori anche prendendo le impronte digitale. Oggi evidentemente Rosy Bindi ha cambiato idea, io ho preso spunto da questa iniziativa per fare esattamente questo”.

“Io – aggiunge il titolare del Viminale – rifiuto l’idea che un Paese civile possa accettare di vedere minori che vivono dividendo lo spazio con i topi: questo avviene nei campi nomadi. Tutti coloro che hanno protestato dall’Unicef in giù dicano se sono d’accordo nel consentire che oggi in Italia, nei campi nomadi, i minori convivano con i topi. Sono questi i diritti dell’infanzia?”. Il ministro dell’Interno annuncia quindi l’intenzione di “continuare su questa strada perché è la strada giusta per garantire i diritti ai minori“.

Tuttavia a esprimere riserve sull’iniziativa anticipata dal titolare del Viminale è anche il Garante della privacy che in una nota fa sapere di aver ”deliberato di chiedere informazioni alle Autorità competenti” sul ”ricorso a forme di rilevazione anche biometriche (impronte digitali) estese pure ai minori, per finalità di identificazione o di censimento di comunità di nomadi, rilevando che tali modalità potrebbero coinvolgere delicati problemi di discriminazione, che possono toccare anche la dignità delle persone e specialmente dei minori”.

ADN KRONOS

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