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SANITA’ (DL 112/08). TAGLI AGLI OSPEDALI, AL PERSONALE E AGLI STIPENDI

Posted by irpinianelmondo su luglio 9, 2008

9.7.2008-Taglio del personale e dei posti letto negli ospedali. Ma anche l’«impegno» richiesto ai governatori ad applicare «automaticamente» i ticket – anche a carico dei non esenti – non appena i conti di Asl e ospedali rischiano di superare il budget. Il Governo prepara una vera e propria stretta nei confronti della spesa sanitaria regionale fuori controllo. Lo fa con uno degli emendamenti già messi a punto al decreto legge 112 di stabilizzazione della finanza pubblica all’esame della Camera, che in qualche modo anticipa il nuovo «Patto sulla salute» che Palazzo Chigi conta di stringere con le Regioni entro il 31 ottobre.
Ma il giro di vite alla spesa sanitaria messa a punto da Economia e Welfare va anche oltre il futuro «Patto» sulla sanità. E per l’immediato riguarda anche il superticket da 10 euro sulla specialistica sul quale è in corso un vero e proprio braccio di ferro con le Regioni. Ecco così la proposta: cancellazione in via definitiva del superticket dal 1° gennaio 2009, con l’impegno del Governo di farsi carico soltanto per 50 milioni della copertura totale di 834 milioni prevista fin dal 2007. Come dire che i restanti 784 milioni li pagheranno le Regioni. E le indicazioni per i governatori sono ancora una volta perentorie: dovranno tagliare del 20% gli emolumenti a direttori generali, amministrativi e sanitari e i compensi ai collegi sindacali di Asl e ospedali; e, ancora, ridurre gli oneri per gli «organismi politici» e per gli «apparati amministrativi» locali. Se poi, come è sicuro, queste misure non basteranno, le Regioni potranno decidere se e come graduare il ticket sulla specialistica o se aggiungere altri ticket per altre prestazioni sanitarie (farmaci e quant’altro) decise in sede locale.

L’intervento che il Governo ha in cantiere per mettere definitivamente la sordina alla spesa sanitaria, sintetizzato in un pugno di emendamenti al Dl. 112, rappresenta evidentemente la posizione più rigida e, per così dire, più “interventista” all’interno della maggioranza. Un pacchetto di misure che, tuttavia, dovrà misurarsi con le posizioni altrettanto rigide delle Regioni, comprese quelle guidate dal centro-destra. Non a caso i governatori, sia sul «Patto» che sul superticket, hanno detto più volte e ad alta voce che non accetteranno alcun diktat. Quanto al superticket, poi, le Regioni non ammettono mezze misure: gli 834 milioni deve pagarli per intero il Governo. Domani ci sarà il testa a testa in Conferenza unificata proprio sul Dl 112. E nelle ore successive, fino al prevedibile maxi-emendamento con tanto di fiducia alla Camera la prossima settimana, qualcosa potrebbe cambiare.
In attesa della (eventuale) versione finale che arriverà a Montecitorio, le novità che il Governo ha già preparato per mettere un freno alla spesa sanitaria sono pesantissime e non mancheranno di accendere altre polemiche. Anche nei confronti dei sindacati di settore, se sarà confermata la richiesta alle Regioni, col nuovo «Patto», di ridurre in modo «stabile» il personale in servizio con l’obiettivo «conseguente» di ridimensionare i fondi per la contrattazione integrativa. Obiettivo del «Patto», si afferma del resto, è di garantire un «efficientamento» del Ssn e dei suoi costi, senza scaricare «tensioni» nei «bilanci regionali extrasanitari» ed evitando, per coprire i disavanzi, di «ricorrere necessariamente all’attivazione della leva fiscale». Come accade ora con le super addizionali regionali.
Partita apertissima, insomma. Come sta avvenendo per il commissariamento della sanità laziale decisa dal Consiglio dei ministri. Il governatore e commissario in pectore, Piero Marrazzo, insiste: non accetterò alcun incarico se non saranno accolte le nostre richieste, tra cui 5 miliardi di arretrati e una spalmatura del piano di rientro. Ma fonti del Governo fanno sapere che i «12 punti» deliberati dal Consiglio dei ministri «non si toccano» e che Berlusconi firmerà l’atto al suo rientro da Tokyo. E se Marrazzo non accettasse l’incarico? «Faremo un altro commissario», è la risposta. Un’altra partita a scacchi dagli esiti imprevedibili.

 

 

SOLE24ORE

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