www.irpinianelmondo.it

politica cronaca arte cultura turismo gastronomia…. e molto altro ancora

SICUREZZA ALIMENTARE. NON SONO DANNOSI PER L’UOMO CARNE E LATTE DA ANIMALI CLONATI

Posted by irpinianelmondo su luglio 25, 2008

25.7.2008-CARNE E LATTE provenienti da animali clonati sarebbero sicuri, cioè non dannosi per l’uomo. E’ bastata questa semplice, neutrale, affermazione fatta dall’Efsa, l’authority europea per la sicurezza alimentare con sede a Parma, per accendere un nuovo caso mediatico, come se questa carne e questo latte fossero già in circolazione in Europa, o in procinto di circolare.
La miccia viene accesa da una breve dichiarazione di Vittorio Silano, presidente del Comitato scientifico dell’Efsa, secondo cui gli animali clonati presentano seri problemi di salute, mentre finora non sono emerse «chiare evidenze» che indichino differenze sostanziali tra la carne e il latte provenienti da animali clonati e gli stessi alimenti provenienti da animali nati secondo natura. Nessuna evidenza di «tossicità, allergicità e genotossicità».

INSOMMA, gli animali clonati evidenziano problemi di salute per un buon 40% — un dato, dice Efsa, «significativamente più alto» di quello della riproduzione assistita e di quella convenzionale, in cui solo il 10% mostra dei problemi — ma carne e latte da loro derivati non darebbero problemi anche se restano «alcuni dubbi generali che vorremmo vedere meglio chiariti». Sta di fatto che una volta che l’animale è clonato è indistinguibile dagli altri, per cui — spiega ancora Silano — «i motivi per preoccuparsi sono pochi. E con la progenie i problemi sono ancora meno perché riprende il ciclo naturale». Comunque, la carne di animali clonati non è in procinto di arrivare nei supermercati europei.

NEL VECCHIO continente prevale un atteggiamento generale di prudenza, a differenza di quanto fanno gli Usa dove recentemente la pur severissima Fda (Food and Drugs Administration) ha aperto all’uso di carne e latte da animali clonati. L’Europa la pensa diversamente: «Anche la salute animale è sicurezza alimentare», sottolinea John Daniel Collins, del gruppo di esperti dell’Efsa. Cautela fatta propria dalla Commissione Ue, il governo comunitario: «Il rapporto Efsa aumenta la preoccupazione per la salute e il benessere degli animali», recita una nota di Bruxelles, mentre sul versante della sicurezza alimentare «la mancanza di dati lascia aperte alcune questioni».

OLTRE ALL’ASPETTO scientifico, la Commissione ha chiesto un parere anche al Gruppo europeo sull’etica e ha lanciato un Eurobarometro per capire l’opinione del pubblico su clonazione e alimenti derivati. I risultati del sondaggio «saranno resi pubblici in autunno», assicura la commissaria alla salute Androulla Vassiliou. Ma sull’Efsa si scaricano i fulmini di Legambiente. Francesco Ferrante, responsabile agricolo, chiede all’Europa di «rivedere i meccanismi di una agenzia che si occupa di tutto tranne che di sicurezza alimentare». Altre organizzazioni se la prendono con l’Authority di Parma.

COLDIRETTI parla di parere ‘ambiguo’, che non allontana «il rischio che sulle tavole dei cittadini comunitari arrivino carne, latte e formaggi provenienti da animali clonati. Per questo occorre vigilare sulla produzione e sull’importazione». Poi l’invito ai grandi gruppi dell’industria alimentare nazionale perché si impegnino «formalmente a non utilizzare prodotti derivanti da animali clonati, mentre l’Unione Europea deve introdurre chiari vincoli per impedirne l’importazione».
Anche la Cia, Confederazione italiana agricoltori si esprime criticamente con l’Efsa che avrebbe sancito «la commestibilità delle carni clonate». Più distaccata Confagricoltura, secondo cui nel parere dell’Efsa non ci sono grandi novità: «Se non c’è alcun pericolo per la salute umana, non c’è motivo di allarmare i consumatori su un eventuale utilizzo di questi prodotti (di importazione)».
Diverso l’atteggiamento di Confagricoltura che concorda con l’Efsa sulla necessità di fare «in questa direzione ulteriori approfondimenti». L’industria alimentare si fida invece degli organismi scientifici comunitari: «Istituzioni come l’Efsa — dice Daniele Rossi, direttore generale di Federalimentare — valutano i rischi in base a criteri oggettivi».

QN

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: