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LODO ALFANO. DI PIETRO PRESENTA IL TESTO PER IL REFERENDUM

Posted by irpinianelmondo su luglio 30, 2008

30.7.2008-Un referendum popolare per chiedere l’abolizione del lodo Alfano. E’ quanto chiede l’Idv che questa mattina, con il leader Antonio Di Pietro e diversi esponenti del partito, si è presentato alla Corte di Cassazione per avviare le procedure di una consultazione popolare che abroghi la norma sull’immunità per le quattro più alte cariche dello Stato.

“Volete voi – è il quesito che vuole essere sottoposto agli elettori – che sia abrogata la legge 23 luglio 2008, n. 124, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 173 del 25 luglio 2008, recante ‘Disposizioni in materia di sospensione del processo penale nei confronti delle alte cariche dello Stato?'”.

Chiediamo al Pd di avviare insieme a noi, e a tutte le associazione che hanno già aderito, la raccolta firme a sostegno del referendum abrogativo”, spiega Di Pietro. “Stamattina l’Idv ha presentato in Cassazione il quesito referendario, adesso – insiste l’ex pm – ci aspettiamo che anche il Pd ci aiuti. Il Lodo Alfano è palesemente immorale“.

L’iniziativa dell’Italia dei valori trova sponda in Arturo Parisi, del Partito democratico. “E come potrei non firmarlo? Dopo tutto quello che abbiamo detto in Parlamento contro il Lodo Alfano avrei preferito che lo avesse promosso il mio partito“.

Per Carlo Leoni, della segreteria nazionale di Sinistra democratica, ”un referendum abrogativo della legge Alfano è sicuramente necessario e Sinistra Democratica ha deciso di sostenerlo fin dal proprio congresso di Chanciano del giugno scorso”.

Per la maggioranza, invece, Giuseppe Consolo, vice presidente della Giunta per le Autorizzazioni di Montecitorio, commenta: ”La totale insensibilità di Di Pietro e soci nei confronti delle argomentazioni della Consulta, non a caso condivise dal capo dello Stato Giorgio Napolitano, è purtroppo cosa nota. Insensibili al diritto, Di Pietro e l’Idv come direbbero a Roma, comunque “nun ce vonno sta. Da parte nostra, continuiamo a cambiare l’Italia in meglio”.

Più tardi interviene lo stesso Guardasigilli, che spiega: “E’ stata una decisione presa autonomamente da Di Pietro, ci sarà prima lla valutazione della Corte Costituzionale e poi eventualmente quella del popolo italiano”.

adnk

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