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SCUOLA. I PRECARI PROTESTANO CONTRO I TAGLI: FASCIA NERA AL BRACCIO

Posted by irpinianelmondo su settembre 2, 2008

2.9.2008-Appendere un drappo nero sul balcone o legarsi una fascia, sempre nera, al braccio: è la richiesta che i precari della scuola stanno facendo ai colleghi e a chi vuole essere solidale con loro per protestare contro la politica dei tagli al comparto istruzione messa in atto già dal governo Prodi e potenziata dall’attuale esecutivo. Il tam tam è stato avviato in questi giorni via internet su alcuni forum specializzati in tematiche scolastiche dagli stessi docenti in cerca di posto fisso (solo gli annuali sono oltre 200 mila tra docenti ed Ata): nel testo si chiede che a partire da domani venga affisso “un drappo nero sui balconi d’Italia contro i tagli alla scuola – si legge su http://www.orizzontescuola.it – : nero perchè siamo in lutto, perchè sta morendo la scuola italiana”. Ma dietro la scelta del nero non vi sarebbe alcun messaggio ideologico: quel che i precari della scuola vuole trasmettere a tutti gli utenti della scuola, studenti e genitori, ma anche a tutti coloro che operano negli istituti, è solo l’esigenza di rappresentare l’attuale stato d’animo dei precari. Fatto di “mortificazione, angoscia, frustrazione”, sostengono gli stessi docenti non di ruolo. Un’iniziativa simile è stata intrapresa anche da Franco Laratta (Pd) che ha invitato “docenti, studenti e genitori” a presentarsi a scuola almeno il “primo giorno in Calabria con la fascia nera al braccio. E con loro sindaci e istituzioni”. “Gridiamo così – ha detto Laratta – la rabbia della nostra regione che tra il 2008 e il 2009 vedrà cadere sotto la scure del ministro Tremonti, nel pieno silenzio-assenso del ministro Gelmini, centinaia di cattedre e posti di lavoro; vedrà la lenta agonia e la chiusura di centinaia di istituti scolastici che non raggiungeranno i 600 alunni. In una regione in cui l’80 percento dei comuni non supera i 5000 abitanti, questo significa la fine dell’istruzione di massa”. “Istruzione e sicurezza saranno i nodi debolissimi di una regione già fortemente penalizzata come la Calabria: avremo meno scuole, meno agenti di polizia e meno magistrati, con il risultato di una terra meno istruita e maggiormente insicura. Ma di quale federalismo fiscale stiamo parlando?”. I tagli al comparto sono derivanti sia dalle scelte fatte dall’ultimo governo Prodi (30 mila cattedre in meno in tre anni), sia, soprattutto, dalla politica intrapresa dall’attuale esecutivo: attraverso il decreto legge n. 112 è prevista una riduzione di oltre 87 mila cattedre in tre anni, a cui si va ad aggiungere il 17% del personale Ata (altri 42.500 posti). Qualora il numero di studenti non dovesse innalzarsi, il governo prevede quindi di tagliare entro il 2012 complessivamente quasi 130 mila posti (che comprendono anche quelli approvati dall’ultimo governo di centro-sinistra). apcom

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