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AGENZIA DELLE ENTRATE. ARRESTATI TRE FUNZIONARI: CANCELLAVANO DAI SISTEMI INFORMATICI ACCERTAMENTI E IRREGOLARITA’, MA…

Posted by irpinianelmondo su ottobre 3, 2008

3.10.2008 Sole24ore-Sarà anche un caso di «corruzione sistemica» caratterizzata da «un’illiceità diffusa» e «consapevolezza di impunità» come scrive il Gip di Milano Gloria Gambitta. Certo, però, ai funzionari dell’agenzia delle Entrate di Milano 1 e Abbiategrasso arrestati ieri nella nuova tornata d’inchiesta per le fasulle regolarizzazioni delle pendenze con il Fisco non mancava una certa “etica”. Lo raccontano i pentiti interrogati nei mesi scorsi, e all’origine della nuova operazione della Guardia di finanza: se l’azzeramento del debito con l’Erario del “cliente” non andava in porto, gli impiegati raccoglievano il maltolto (tangente) e lo restituivano al corruttore, anche anni dopo averlo intascato: parola d’ordine al telefono «il vino è andato a male».
La ricostruzione dei fatti truffaldini e corruttivi avvenuti alle Entrate – almeno secondo i pm Francesco Prete e Paola Pirotta – tra intercettazioni telefoniche, chiamate di correo, riscontri informatici è in realtà molto meno goliardica. Il danno provocato all’Erario dalle iniziative di un consulente fiscale milanese – Cristiano Veronese, 48 anni, amministratore di tre società – e dai suoi terminali in Agenzia – Saverio Gerardo Campanella, Marco Olivieri, Pasquale Francesco Ricciardi – supererebbe i 7 milioni di euro, salvo qualche rivalsa che l’ufficio potrebbe ancora ottenere da centinaia di “miracolati”.
Il meccanismo scoperto dai controlli interni dell’Agenzia, e poi dettagliatamente spiegato ai magistrati dai primi arrestati, era semplice: utilizzando password di colleghi inconsapevoli, quando non di ex fidanzate d’ufficio, i funzionari infedeli entravano nelle applicazioni informatiche e cancellavano gli esiti delle irregolarità e contestazioni rilevate: da poche decine di euro di piccoli contribuenti ai 230mila richiesti a una stessa società, dall’osteria di quartiere al Comune di Besate. Rimane da chiarire la consapevolezza dei beneficiari di tanta clemenza fiscale, tutt’altro che scontata, e su cui sarà chiamato a rispondere il consulente Veronese. Tra le operazioni mal riuscite il caso di un carrozziere che, in difficoltà a pagare 60mila ero di arretrati, aveva chiesto a Campanella la rateizzazione con anticipo di 32mila, e l’anno dopo si era visto notificare una cartella esattoriale da 151mila.

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