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IL PAPA LEGGE LA BIBBIA IN TV “AIUTATO ” DA BENIGNI E ANDREOTTI

Posted by irpinianelmondo su ottobre 6, 2008

 6.10.2008-Ansa-L’incipit del libro, “In principio Dio creò il cielo e la terra”, è forse il più noto del mondo e anche il viso del lettore è riconosciuto ai quattro angoli del pianeta. Con voce tranquilla Benedetto XVI al secolo Joseph Ratzinger ha dato inizio, – seppure con una registrazione dal Vaticano, in piedi davanti al leggio, alle spalle un altare con tre candelabri e a sinistra una pianta di ficus – alla maratona teletrasmessa della lettura della Bibbia. Finita la lettura del brano della creazione, papa Ratzinger si è tolto gli occhiali e si è seduto in una sedia sotto al piccolo altare, per seguire la prima parte della maratona. Nella basilica di Santa Croce in Gerusalemme, dopo Benedetto XVI ha letto Hilarion, rappresentante del patriarcato ortodosso di Mosca, subito dopo l’esponente protestante Domenico Maselli, che cede il posto a Roberto Benigni.

L’attore toscano legge con forza e partecipazione, “ho provato forti emozioni – ha spiegato subito dopo – perché questo è un libro che si legge in presenza dell’autore. Tra i lettori Giulio Andreotti, – eccitato perché “questo non è il lavoro che faccio tutti i giorni e sono contento di esserci” – spiega che “il Signore può servirsi di tutti”, a chi gli obietta che leggono anche alcuni critici della Chiesa. Alla stessa obiezione il direttore dell’Osservatore romano Giovanni Maria Vian, appena lasciato i leggio, replica che la Bibbia “é di tutti, di ogni donna e di ogni uomo”.

L’arcivescovo di Cracovia Stanislao Dziwisz assicura che papa Wojtyla “apprezzerebbe questa iniziativa”. Stasera va al leggio anche una famiglia al completo, i D’Elpidio, genitori e due figli maschi, con mamma Carmela che guarda compiaciuta il più piccolo lettore. Bocelli, che ha accompagnato con il canto gli intervalli, precisa che “non è stata un’esibizione”. In basilica, dove fa abbastanza freddo, ci sono circa 350 persone, tra lettori e ascoltatori, e all’esterno circa 250, davanti a un maschischermo; maxischermo anche in chiesa, davanti all’altare, per proiettare l’intervento del Papa.

Il modo di leggere di Benedetto XVI è stato apprezzato da Vittorio Sermonti, interpellato dopo l’evento, secondo il quale Ratzinger ha letto “in modo molto naturale, connaturato alle scritture”. Critici verso l’iniziativa il regista Franco Zeffirelli, “buona intenzione, ma che noia”, e l’autore ebreo Moni Ovadia che teme si tenti il rilancio della “idea creazionista”. L’ambasciatore di Israele presso la Santa Sede, Mordecai Lewy, tra i lettori della prima serata, ritiene invece l’esperienza positiva, un “evento anche culturale che unisce ebrei e cristiani” che hanno in comune l’Antico Testamento. Diversi i motivi di chi è venuto ad ascoltare: la signora Maria Antonietta, devota di padre Pio, si vuole qui “mettere alla prova dopo un lutto grave, vedere se la Bibbia mi aiuta a trovare un minimo di serenità”. Gigliola, romana, 37 anni oggi, si è regalata questa esperienza come dono di compleanno, “una ottima occasione per accostarsi ai testi sacri”. Simon, 27 anni, sudafricana, invece è qui solo per Bocelli e Benigni. La maratona andrà avanti per sette giorni e sei notti, fino all’ultimo versetto dell’Apocalisse. Lo leggerà il segretario di Stato del Papa Tarcisio Bertone, a cui cederà il leggio Milly Carlucci.

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