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SCUOLA. ORGANICI, CONTRATTI, PRECARI, TAGLI DELLA FINANZIARIA: I SINDACATI VERSO LO SCIOPERO GENERALE

Posted by irpinianelmondo su ottobre 7, 2008

7.10.2008-Parte un percorso di mobilitazione nazionale che si concluderà, in assenza di risposte, con lo sciopero generale della scuola. “Con la Cisl Scuola e lo Snals” – puntualizza Massimo Di Menna, Segretario Generale della Uil Scuola – “abbiamo individuato obiettivi chiari e concreti sui quali poggiare la nostra iniziativa di attivare le procedure previste dalla legge per la proclamazione dello sciopero.”

– Piano programmatico:
Siamo di fronte a tagli per 8 miliardi di euro in due anni scolastici e nella prospettiva di una applicazione che appare peggiore, se possibile, a quella definita nel decreto: come ad esempio la eliminazione di una giornata di tempo prolungato nella scuola media e l’aumento del tetto massimo di alunni per classe portato a oltre 30. Occorre un confronto vero sul piano che interviene sull’intero sistema scolastico.
Non si sta seguendo la lotta agli sprechi ma quella dei tagli indiscriminati, talvolta privi di senso.

– Contratto:
E’ emergenza retribuzioni, che sono ridotte del 20% e la risposta deve essere data con il rinnovo del contratto, scaduto nel dicembre 2007, e con interventi fiscali; i lavoratori della scuola non possono attendere il 2012 per il riconoscimento dell’impegno professionale.

– Precari:
I tagli agli organici porterebbero al licenziamento di persone che lavorano interrottamente da molti anni nella scuola. Questo problema deve essere affrontato anche con una politica di pensionamenti e comunque la questione deve essere assunta dal governo.

– Organici:
Occorre dare continuità alla didattica e all’organizzazione scolastica, garanzie al personale con organici funzionali stabili e valorizzando l’autonomia scolastica.

Noi vogliamo che su questi problemi si possa negoziare: non si tratta di una protesta generica ma dell’ esigenza di negoziare, come sull’assetto didattico della scuola primaria, l’organizzazione del lavoro e le ricadute sul personale.
E’ in gioco la qualità della scuola pubblica e la tutela professionale di oltre un milione di lavoratori.
Le iniziative, tutte sindacali, sono chiare: tagli e basse retribuzioni non portano alla qualità della scuola.

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