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BERLUSCONI: “POLIZIA NELLE SCUOLE? NON L’HO MAI DETTO, ANZI NON L’HO NEMMENO PENSATO” . LE AGITAZIONI NEGLI ATENEI

Posted by irpinianelmondo su ottobre 24, 2008

24.10.2008-Continua in tutt’Italia la rabbia degli studenti universitari e delle superiori, mentre monta la polemica sulle parole del premier riguardo all’uso della polizia negli istituti.A Roma il corteo degli universitari si è fermato qualche centinaio di metri dopo piazza Venezia, in corso Vittorio Emanuele all’altezza di piazza Sant’Andrea della Valle, un punto dal quale si accede al Senato lateralmente. La polizia blocca con tre blindati l’accesso al Senato.

Gli agenti puntano a far confluire il corteo in piazza Navona. Da lì il passaggio sull’ingresso del Senato è limitato a un vicolo di poche decine di metri, presidiato da un cordone dei carabinieri.
Al corteo degli universitari si sono uniti gli studenti delle superiori che, saputo dello stop alla manifestazione, sono tornati indietro da piazza Navona.

 

IL PREMIER: MAI DETTO NE’ PENSATO…

“Non ho mai detto nè pensato che servisse mandare la polizia nelle scuole. I titoli dei giornali che ho potuto scorrere sono lontani dalla realtà”. Così il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, da Pechino torna sulle polemiche suscitate dalle sue parole di ieri.

“Quando leggo i giornali non riesco a riconoscermi negli eventi di cui sono stato spesso pratotagonista  – continua Berlusconi – Questo è sempre accaduto e continua ad accadere: non mi riconosco nelle situazioni raccontate dai giornali, c’è un divorzio tra l’informazione e la realtà”. Sulla scuola, in particolare, Berlusconi definisce “totalmente contrari alla realtà” i titoli dei giornali rispetto a quanto affermato ieri in conferenza stampa.

 

Quanto all’accusa di soffiare sul fuoco, il premier risponde: “Direi proprio che è il contrario”. “È evidente – aggiunge Berlusconi – che le manifestazioni contro la riforma della scuola sono un pretesto della sinistra per fare una cosa contro il governo: la stessa sinistra fece la guerra quando fu abbandonato il maestro unico e questo dimostra la pretestuosità della loro azione”.

 

CONVINCIMENTO SPIRITOSO

 Se ci sara’ chi vorra’ occupare le scuole, il premier e’ pronto ad azioni di ‘’convincimento’’ che pero’ non vuole svelare ai giornalisti, durante una conferenza stampa a Pechino. ‘’Se ci sara’ chi vorra’ occupare a prescindere con opportune azioni di convincimento, e ne ho in mente qualcuna molto spiritosa, bisognera’ garantire agli altri che vogliono imparare la possibilita’ di non essere disturbati da costoro’’. Alle insistenti domande dei giornalisti su quale tipo di azioni Berlusconi abbia in mente lui risponde ‘’non le dico, altrimenti farei i titoli’’.

 

Per  Berlusconi “lo Stato deve garantire ad altri che vogliono imparare la possibilità di non essere disturbati”, ma “se a qualcuno piace andare in piazza a manifestare, scenda in piazza a farlo”.
”La scuola – ha ribadito – è stata presa a pretesto dalla sinistra per fare qualcosa contro il governo sull’università, i cartelli che ho potuto vedere sono tutti basati su false informazioni che accusano il governo di volere cose lontane dalla realtà”.
”Per l’università – ha concluso Berlusconi – non abbiamo addirittura fatto niente. Abbiamo solo dato, nella conferenza di ieri, i numeri dell’università italiana come i 5 mila corsi di laurea, alcuni dei quali con un solo studente”.
 

 

GELMINI SBAGLIA L’ACCENTO: E’  BAGARRE

 Una gaffe del ministro dell’Istruzione alimenta una vivace contestazione nell’aula del Senato: Mariastella Gelmini accusa l’opposizione di aver dimenticato il Libro bianco “scritto sotto l’egìda… del governo Prodi”.
L’accento sbagliato scatena il boato delle opposizioni, è costretto a intervenire il presidente del Senato Renato Schifani per consentire alo ministro di proseguire.
Appena la bagarre si placa, Gelmini riprende e corregge l’accento: “…scritto sotto l’ègida…”.

 

“CONVOCHERO’ GLI STUDENTI”

 “Da domani convochero’ una per una tutte le associazioni degli studenti – annuncia il ministro – degli insegnanti e dei genitori per creare un confronto pacato e sereno. Ma due sono le condizioni per questo confronto: si discuta sui fatti e non sulle falsificazioni della realta’ e che la maggioranza parlamentare decida secondo le regole parlamentari”.

 

LA RISPOSTA DEGLI STUDENTI

Il ministro Gelmini afferma di voler convocare le associazioni degli studenti a partire da domani per un confronto. La Rete degli Studenti Medi conferma la propria disponibilità a discutere con il ministro, come già annunciato in passato. La disponibilità al confronto è però legata ad una condizione: che il ministro sia disponibile a discutere su tutto l’impianto alla base dei provvedimenti e non solo su alcuni di essi».
Lo afferma la stessa ‘Rete degli Studenti Medì, in una nota.
“Lo stato di agitazione attuale è il risultato causato dalla mancanza di volontà del ministro a discutere con le organizzazioni degli studenti. Questo è l’effetto dell’uso della decretazione d’urgenza per riformare la scuola, negando il confronto. L’unica vera urgenza è discutere con le associazioni degli studenti. Le mobilitazioni non si placheranno fin quando il ministro non si fermerà ad ascoltarci, dopo aver fatto la ‘Panzer’ per 6 mesi”, conclude l’organizzazione studentesca.

 

INCONTRO UNIVERSITA’-ELEMENTARI

In nome della rivolta contro la Gelmini, gli atenei incontrano le scuole elementari:  domenica 26 ottobre, i docenti del Dipartimento di Fisica della Sapienza hanno invitato gli insegnanti e i genitori delle scuole elementari di Roma a un incontro sugli effetti della “riforma Gelmini” sul sistema scolastico pubblico.


Gli studenti e i docenti di Fisica
hanno organizzato anche esperimenti scientifici e dimostrazioni per gli alunni delle scuole elementari. L’appuntamento è per le 11, nel cortile del Dipartimento di Fisica, “Sapienza” Università di Roma, Piazza Aldo Moro 2.

 

 

IL PREFETTO MOSCA

“La nostra Costituzione prevede la libertà di riunione, la libertà di manifestazione del pensiero purchè siano attuate in modo pacifico e responsabile”: lo ha dichiarato il prefetto Mosca, a margine della cerimonia di consegna delle 47 vetture per il ‘Patto per Roma sicurà che si è svolto oggi nella sede di Palazzo Valentini alla presenza del presidente del Provincia di Roma Nicola Zingaretti.

“Queste libertà sono una garanzia costituzionale affrontata nei confronti di coloro che vivono e abitano sul territorio. Naturalmente -ha aggiunto Mosca- tutto ciò vale per i cittadini ma anche per gli studenti che liberamente possono manifestare”.


ERMELLINO IN VENDITA

“Tipico ermellino del Rettore dell’Università di Torino”. E’ il titolo di un’inserzione comparsa su eBay, con base d’asta di 1 euro, scadenza il 30 ottobre e foto del pregiato e tradizionale ‘paramentò accademico. A metterlo provocatoriamente all’asta è ‘Azione Universitarià. “Abbiamo trovato un modo per far guadagnare qualche soldino all’Ateneo”, afferma Augusta Montaruli, dell’Esecutivo Nazionale di ‘Azione Universitarià.

“ll Rettore di Torino ha lanciato l’allarme: ‘con i tagli non ci saranno più soldi per l’Università!’. Si vede -prosegue Montaruli- che a forza di inventare corsi di laurea inutili, moltiplicare le cattedre per i compagni dei compagni sono stati prosciugati i sudati proventi delle salatissime tasse universitarie. È partito quindi il carosello dei Baroni che mobilitano i ‘vassallì ricercatori e stavolta torna utile addirittura schierare qualche bel collettivo di pregiudicati dei centri sociali ma…..non c’è problema!”.
Ad aggiudicazione dell’ermellino, promette infine Montaruli “chiederemo al Rettore di consegnarcelo per inviarlo all’acquirente, girando ovviamente l’importo al Rettore stesso”.
BERSANI, IL FIGLIO MALATO E LE BASTONATE


“Ho ascoltato ieri la Gelmini che elencava
i mali dell’universita’. Si’, sono mali veri, ma lei, che e’ il ministro dell’Istruzione, li elencava con odio – è l’intervento di Pierluigi Bersani, del Pd – E’ come se uno che avesse un figlio malato pensasse di guarirlo con le bastonate. Non e’ cosi’ che si cura la nostra scuola e universita’”.
A margine di un convegno sull’energia l’esponente del Pd torna sulle polemiche innescate ieri dalle dichiarazioni di Berlusconi e sottolinea che mentre tutti protestano, i giovani, gli studenti, i ricercatori, “sembra che solo lei abbia capito tutto”.

Per Bersani, invece, il ministro “fa arroganza sul nulla e mostra una pericolosa presunzione”. Ma “non e’ bastonando cosi’- ribadisce in conclusione- che si potranno curare i mali della scuola”.

 

CAPEZZONE:GLI STUDENTI NON SI FACCIANO USARE

E’ intervenuto il portavoce di Forza Italia Daniele Capezzone, convinto che le proteste studentesche non siano spontanee ma frutto dell’organizzazione da parte di “professionistio del caos”.
”Mi auguro davvero – afferma- che tanti ragazzi e ragazze delle scuole italiane decidano di non farsi usare (e soprattutto di non farsi fregare) dai professionisti del caos e della speculazione politica.Sulla pelle dei ragazzi, infatti, e usandoli come massa di manovra, una opposizione tramortita cerca di giocare la carta della caciara, della provocazione, di un clima teso, nella speranza di creare difficoltà al Governo”.
”I ragazzi sappiano che il loro nemico non è la riforma Gelmini, che invece è una buona riforma, che va giustamente nella direzione della meritocrazia. Il loro nemico – conclude- è l’immobilismo, lo status quo, la difesa di una situazione esistente che è invece costosa, improduttiva, insostenibile. E di cui sono proprio i ragazzi a pagare il prezzo più alto”.

 

FINOCCHIARO: REGIONI ESPROPRIATE

 Il decreto legge Gelmini contiene un potenziale conflitto tra il governo e le regioni. Lo afferma la presidente dei senatori del Pd, Anna Finocchiaro che spiega: “Sei regioni italiane stanno proponendo ricorso alla Corte Costituzionale perchè ritengono che con questo decreto il governo stia espropriando le loro competenze. Addirittura proponendo di commissariare quelle regioni che non eliminano gli istituti scolastici con il minor numero di studenti entro i 31 dicembre.

Un paradosso perchè questa proposta viene dalla stessa maggioranza che fa de federalismo uno dei punti di forza della sua azione politica”

 

FRANCESCHINI: GLI STUDENTI NON SI TOCCANO

 Il Pd non permetterà che agli studenti venga impedito di manifestare, ribadisce il vicesegretario del Pd, Dario Franceschini, interpellato dai cronisti alla Camera sulle dichiarazioni del premier che ieri ha promesso di mandare la polizia nelle scuole per placare la protesta contro il decreto Gelmini.
”Non esiste un paese democratico – afferma Franceschini – in cui il premier minaccia preventivamente gli studenti per non farli manifestare. E’ una cosa oltre la fantasia, oltre l’immaginabile. Diciamo a Berlusconi che noi vigileremo affinché non venga toccato un solo capello agli studenti”. ”Sabato andiamo in piazza anche per chiedere il ritiro del decreto Gelmini”, conclude.
 

 


JOVANOTTI IN CAMPO

Anche Jovanotti ha commentato le frasi di Berlusconi sulla polizia ‘’mi sembrano rivolte non agli studenti, ma a chi non va a scuola e magari gli piace sentire Berlusconi che parla di polizia. Ma mi auguro che la sua sia stata solo una frase ad effetto: nelle scuole non c’e’ la volonta’ di violenza ma di esprimere un disagio e questo va ascoltato’’.
’’Se ci dovessero essere problemi di ordine pubblico – ha continuato Jovanotti – naturalmente la polizia fa il suo lavoro ma non e’ questo il caso. Quando si parla di scuola bisogna sentire i ragazzi che ci vanno tutti i giorni. Penso che tagliare fondi alla scuola sia una grande errore. Questo governo avrebbe dovuto aumentarli, in quanto la nostra scuola ha bisogno di piu’ soldi, piu’ energie, e piu’ attenzioni’’.


Per Jovanotti ‘’un ragazzo dentro la scuola
si sente tradito dalla politica che dovrebbe garantire il diritto allo studio nelle forme migliori possibili. Penso che i sentimenti dei ragazzi siano condivisibili. Evidentemente c’e’ qualcosa che non va’’.

TORINO, STUDENTI IN PIAZZA

Circa mille studenti delle scuole superiori di Torino hanno dato vita questa mattina a una manifestazione spontanea per le strade del centro storico della città. I ragazzi sono partiti alle 10 da piazza San Carlo e, in corteo, hanno percorso via Roma, via Pietro Micca e sono giunti in piazza Solferino dove si trovano al momento.
Gli studenti scandiscono slogan contro la riforma della scuola.
Intanto, continuano nel torinese le occupazioni delle scuole: da ieri sono occupati anche alcuni istituti scolastici di Pinerolo.


NAPOLI, PICCHETTI ALLE FACOLTA’

Continua la protesta anche a Napoli, con picchetti davanti alle Facolta’ napoletane, distribuzione di volantini e tentativi di blocco delle lezioni. Stamattina, dopo la prima notte di occupazione di palazzo Giusso, sede dell’universita’ l’Orientale, l’assemblea ‘Stop Gelmini’, i collettivi studenteschi sono poi partiti diversi gruppi di studenti che hanno raggiunto le sedi dell’Orientale, per cercare di bloccare la didattica, fare picchetti e distribuire volantini.
Alle 13, e’ previsto un incontro nella sede della Facolta’ di Lettere e Filosofia della Federico II in via Porta di Massa, dove gia’ da stamattina i membri dell’assemblea permanente hanno tentato di attuare il blocco dei corsi. 

 

PALERMO, LEZIONI IN PIAZZA

I futuri ingegneri hanno scelto  piazza Castelnuovo, davanti al teatro Politeama, per la loro lezione-protesta, mentre i colleghi di Lettere continuano la sospensione dell’attivita’ didattica, decisa dal Consiglio di facolta’ fino al 31 ottobre.
Un provvedimento, quest’ultimo, che ha portato la componente di destra, ‘’Azione universitaria’’, ad annunciare il ricorso alla magistratura per interruzione di pubblico servizio.
Autogestioni e assemblee in molte scuole superiori.
 

COSENZA, CASSONETTI ROVESCIATI

Stamattina centinaia di ragazzi delle superiori hanno sfilato urlando slogan contro la riforma, ma soprattutto capovolgendo cassonetti per la raccolta dei rifiuti solidi urbani e danneggiando i vetri di alcune scuole con il lancio di pietre. La manifestazione ha richiesto pure l’intervento di pattuglie dei carabinieri, che però si sono limitati a controllare evitando qualsiasi contatto. La manifestazione è tuttora in corso e gli studenti si sono concentrati dinanzi al Municipio.
L’agitazione continua anche all’Università della Calabria, dove è previsto un calendario fitto di assemblee e incontri per decidere le azioni di protesta contro la riforma del governo. Le prime tre assemblee previste sono state realizzate nelle Facoltà di Scienze matematiche, Fisiche e Naturali; di Scienze Politiche e di Economia.

Per oggi c’è grande attesa per le decisioni degli studenti della facoltà di Ingegneria dove nei giorni scorsi – aggiungono gli studenti – i docenti hanno già approvato una mozione con la quale è stato deciso lo stato di assemblea permanente. QN

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