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CRISI ECONOMICA. LIBRETTI POSTALI I PIU’ SICURI, ANZI BLINDATI

Posted by irpinianelmondo su ottobre 28, 2008

28.10.2008 Sole 24 ore-La chiave di tutto, oggi, è il bisogno di sicurezza. E l’icona della sicurezza nel campo del risparmio è il caro, vecchio libretto di risparmio postale. Garantito dallo Stato italiano. Rendimenti esigui (ma in aumento), tasse al 27%, e però sicuri. Anzi blindati.
E allora vien spontaneo chiedersi la ragione di quegli incrementi a tre cifre (120%) dichiarati recentemente dall’amministratore delegato di Poste italiane, Massimo Sarmi, e di quel 13% di aumento (a ottobre su ottobre 2007) registrato dalla Cassa di depositi e prestiti (la “fabbrica prodotto” di Poste italiane) nella raccolta netta su questi strumenti. Evidenza di un fenomeno che le reti di distribuzione e il marketing della finanza avrebbero avuto tutto l’interesse a non sottovalutare: la diffidenza da parte dei risparmiatori nei confronti di chi contrabbandava per «garantiti» o «protetti» interi cataloghi di prodotti “sciarada” dai prospetti incomprensibili, indicizzati a strumenti e indici ignoti ai più.
Con i prodotti postali, quelli base, non c’è tanto da discutere: ci sono i libretti al portatore (taglio massimo 12.500 euro), e quelli nominativi intestati a nominativi identificati (nessun limite al taglio). Attualmente ci sono 78 miliardi di euro di depositi sotto questa forma. Ma a questi potrebbero presto aggiungersene altri. Quelli custoditi nei cosiddetti conti (o libretti) dormienti i cui dati le Poste, come del resto le banche, dovranno essere resi al ministero dell’Economia entro il 16 dicembre prossimo. In dettaglio i dati di Poste Italiane tempo fa prevedevano una quota di libretti “dormienti” per un controvalore compreso tra gli 800 e i 850 milioni. Ma da dati ufficiosi sembrerebbe che a essersi risvegliati da agosto a oggi siano stati dal 40 al 60 per cento.
A questi vanno aggiunti i libretti di deposito, di risparmio, accesi dal sistema bancario (68 miliardi circa). Che non sono garantiti dallo Stato italiano, ma dal Fondo di garanzia interbancario che li protegge esattamente come fossero conti correnti: sino alla soglia di 103mila euro. Si tratta di strumenti a operatività ridotta non assimilabili a rapporti di conto corrente, cui ricorrere esclusivamente per versamenti e prelievi in contante.
Alla Cassa depositi e prestiti, la “fabbrica prodotto” che rifornisce le Poste italiane, la politica è insistere migliorando, per quanto si possa, l’offerta: così tutti i prodotti di questo tipo godranno di aumenti di 20 punti base su tutta la gamma a partire dal primo novembre prossimo. In questo modo, gli ordinari avranno un rendimento variabile tra il 2,2 e il 2,7% (rispettivamente 1,61% e 1,97% netti). Mentre quelli dedicati ai minori di 18 anni saliranno al 2,85% (2,08% netto).
«Rispetto all’offerta oggi disponibile sul mercato è evidente che si tratta di rendimenti decisamente inferiori. Il vantaggio, però, è che molti dei conti o dei pronti contro termine oggi pubblicizzati, non chiariscono bene quale sia il sottostante. Oltre a questo – spiegano alla Cassa –, il libretto può essere utilizzato per operazioni accessorie: oltre all’accredito della pensione, al versamento di assegni è possibile farsi agganciare dossier titoli. Dunque non si tratta di uno strumento inerte».

Una Risposta a “CRISI ECONOMICA. LIBRETTI POSTALI I PIU’ SICURI, ANZI BLINDATI”

  1. DEMOCRAZIA TURNARIA said

    “Gli ultra ricchi, le famiglie padrone degli stati, non evadono le tasse, le riscuotono.
    Stato e fisco sono roba loro, non nostra. Lo stato non siamo noi, lo stato è contro di noi.
    Non capisco la follia di coloro che, pur rendendosi conto che lo stato è un privatissimo strumento di depredazione in mano a famiglie di scadenti potentati, vogliono conferire a questo stato-strumento più poteri, più funzioni, più tasse, più soldi, avvantaggiando le famiglie padrone e nemiche, contro gli interessi della propria famiglia. E’ come darsi la zappa sui piedi.” ( Filippo Matteucci )

    I risparmi dei cittadini sono già tassati pesantemente dall’inflazione.
    Un’ulteriore tassazione sui risparmi e/o sui proventi dei risparmi è iniqua e predatoria.
    L’inflazione è una delle tasse più pesanti, colpendo il risparmio e il potere d’acquisto dei cittadini.
    L’inflazione serve a finanziare spese pubbliche pilotate, stampando nuova carta moneta che va a inflazionare la carta moneta esistente, cioè la liquidità in mano ai cittadini. Le famiglie dei lavoratori risparmiatori vengono così impoverite, e la ricchezza loro depredata tramite l’inflazione va a arricchire le famiglie dei beneficiari della spesa pubblica, beneficiari designati arbitrariamente e clientelarmente.
    E’ invece giusto che la ricchezza che ogni famiglia deve avere venga determinata dai meriti, dalle virtù, dall’intelligenza, dall’accortezza, dalla probità di quella famiglia, e non da chi controlla lo stato, il fisco, la spesa pubblica e l’emissione di moneta.
    Una moneta d’oro o strettamente ancorata all’oro salverebbe i risparmi e il potere d’acquisto dei cittadini, dei ceti produttivi.

    Per tutto questo:

    NO ALLE TASSE SUI RISPARMI E SUI PROVENTI DEI RISPARMI (ipocritamente chiamati “rendite finanziarie” da chi vuol vivere sulle spalle altrui, da chi vuol rubare i soldi degli altri, da chi vuol rubare i soldi a chi se li è sudati).

    NO ALLA TASSAZIONE DI DEPOSITI, LIBRETTI, OBBLIGAZIONI, TITOLI DI STATO, AZIONI, INTERESSI, DIVIDENDI E CAPITAL GAINS.

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    NO TAX ON SAVINGS – NO ALLA TASSAZIONE DEL RISPARMIO
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