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SCUOLA. 30 OTTOBRE … E VENNE IL GIORNO DELLO SCIOPERO GENERALE . ECCO LE FOTO DEGLI SCONTRI DI IERI

Posted by irpinianelmondo su ottobre 30, 2008

-30.10.2008– Ansa Referendum: cala sul tappeto questa carta l’opposizione – di piazza e di aula – dopo il via libera definitivo del Senato al decreto Gelmini sulla scuola. Un sì accompagnato dentro Palazzo Madama da dichiarazioni di voto al vetriolo e fuori, in strada, dalla vivace protesta degli studenti. Hanno assediato la Camera alta del Parlamento dalle prime ore del mattino e sono stati loro a proporre l’arma del referendum ai parlamentari dell’opposizione scesi a comunicare l’esito, scontato, della votazione.

A turbare quella che per gran parte della mattinata è stata una manifestazione di pacifico dissenso, prima un’aggressione isolata partita dagli studenti di destra per guadagnare la testa del presidio, poi veri e propri scontri, con tanto di lancio di tavolini, in piazza Navona, tra studenti di estrema destra e di sinistra, davanti ai turisti impauriti e l’immediata serrata dei negozi. Bilancio della rissa 21 studenti di Blocco studentesco (associazione di destra) identificati, 4 feriti e 2 arresti. Sulla vicenda il Governo riferirà in Aula alla Camera probabilmente domani visto che il Viminale sta acquisendo i dati su quanto accaduto. Intanto nel primo pomeriggio il Pd ha convocato una conferenza stampa durante la quale Walter Veltroni ha annunciato un referendum abrogativo “della parte più estesa possibile del decreto Gelmini” lanciando un appello “al mondo politico e tutto il mondo della scuola affinché questo referendum non sia l’espressione di una iniziativa di un partito politico ma il più grande referendum partito dalla società civile”.

Appello subito raccolto dai militanti dell’Italia dei Valori che il giorno dopo la pubblicazione in Gazzetta ufficiale del provvedimento si metteranno al lavoro per raccogliere le firme. Il ministro Gelmini ha affidato il suo commento a uno scarno comunicato: “La scuola cambia. Si torna alla scuola della serietà, del merito e dell’educazione. Provvedimenti come il voto in condotta contro il bullismo, l’introduzione dell’educazione civica, dei voti al posto dei giudizi, il contenimento del costo dei libri per le famiglie e l’introduzione del maestro unico sono condivisi – ha assicurato – dalla gran parte degli italiani”. E dopo aver ringraziato governo e maggioranza parlamentare per il sostegno avuto ha annunciato che entro una settimana presenterà il piano sull’università”. Meno reticente il Presidente del consiglio. “E’ stato un voto che è andato come è logico che andasse: spiace solo – ha detto Berlusconi – vedere tanti ragazzi ingannati e presi in giro dalla sinistra”. Intanto, le proteste sono andate avanti da mattina a sera in tutta Italia, coinvolgendo – come ormai accade da giorni – atenei e scuole. Manifestazioni si sono svolte a Milano (diversi cortei hanno attraversato la città), Catanzaro, Napoli (dove è stata occupata la facoltà di lettere), Torino (con un volantinaggio degli studenti a Mirafiori), Firenze. Attività didattica sospesa all’università di Macerata, affollata assemblea a La Sapienza di Roma e anche all’università di Palermo.

E ancora lezioni all’aperto, nella Capitale (davanti a Montecitorio), a Bologna (una l’ha tenuta il politologo Gianfranco Pasquino). E ancora istituti occupati e fiaccolate in tantissime città. Nessuna voglia di rassegnazione in giro. Tanto meno alla vigilia dello sciopero generale della scuola proclamato dai sindacati di categoria. Il corteo romano sarà la sintesi del malcontento e ci si aspetta una partecipazione massiccia. Tanti i leader politici che scenderanno in piazza, Veltroni, Ferrero, Vendola, Di Pietro, accanto a insegnanti, bidelli, genitori, studenti, vera anima della contestazione. Il servizio d’ordine del sindacato,dopo gli incidenti di oggi, terrà gli occhi bene aperti – alta sarà anche la vigilanza delle forze dell’ordine – per evitare che una legittima espressione di democrazia non diventi l’occasione per alzare il livello dello scontro politico, per impedire che si ripetano episodi come quello di piazza Navona e perché il movimento di protesta resti come è nato: trasversale, pacifico e non violento.
– Referendum: cala sul tappeto questa carta l’opposizione – di piazza e di aula – dopo il via libera definitivo del Senato al decreto Gelmini sulla scuola. Un sì accompagnato dentro Palazzo Madama da dichiarazioni di voto al vetriolo e fuori, in strada, dalla vivace protesta degli studenti. Hanno assediato la Camera alta del Parlamento dalle prime ore del mattino e sono stati loro a proporre l’arma del referendum ai parlamentari dell’opposizione scesi a comunicare l’esito, scontato, della votazione.

A turbare quella che per gran parte della mattinata è stata una manifestazione di pacifico dissenso, prima un’aggressione isolata partita dagli studenti di destra per guadagnare la testa del presidio, poi veri e propri scontri, con tanto di lancio di tavolini, in piazza Navona, tra studenti di estrema destra e di sinistra, davanti ai turisti impauriti e l’immediata serrata dei negozi. Bilancio della rissa 21 studenti di Blocco studentesco (associazione di destra) identificati, 4 feriti e 2 arresti. Sulla vicenda il Governo riferirà in Aula alla Camera probabilmente domani visto che il Viminale sta acquisendo i dati su quanto accaduto. Intanto nel primo pomeriggio il Pd ha convocato una conferenza stampa durante la quale Walter Veltroni ha annunciato un referendum abrogativo “della parte più estesa possibile del decreto Gelmini” lanciando un appello “al mondo politico e tutto il mondo della scuola affinché questo referendum non sia l’espressione di una iniziativa di un partito politico ma il più grande referendum partito dalla società civile”.

Appello subito raccolto dai militanti dell’Italia dei Valori che il giorno dopo la pubblicazione in Gazzetta ufficiale del provvedimento si metteranno al lavoro per raccogliere le firme. Il ministro Gelmini ha affidato il suo commento a uno scarno comunicato: “La scuola cambia. Si torna alla scuola della serietà, del merito e dell’educazione. Provvedimenti come il voto in condotta contro il bullismo, l’introduzione dell’educazione civica, dei voti al posto dei giudizi, il contenimento del costo dei libri per le famiglie e l’introduzione del maestro unico sono condivisi – ha assicurato – dalla gran parte degli italiani”. E dopo aver ringraziato governo e maggioranza parlamentare per il sostegno avuto ha annunciato che entro una settimana presenterà il piano sull’università”. Meno reticente il Presidente del consiglio. “E’ stato un voto che è andato come è logico che andasse: spiace solo – ha detto Berlusconi – vedere tanti ragazzi ingannati e presi in giro dalla sinistra”. Intanto, le proteste sono andate avanti da mattina a sera in tutta Italia, coinvolgendo – come ormai accade da giorni – atenei e scuole. Manifestazioni si sono svolte a Milano (diversi cortei hanno attraversato la città), Catanzaro, Napoli (dove è stata occupata la facoltà di lettere), Torino (con un volantinaggio degli studenti a Mirafiori), Firenze. Attività didattica sospesa all’università di Macerata, affollata assemblea a La Sapienza di Roma e anche all’università di Palermo.

E ancora lezioni all’aperto, nella Capitale (davanti a Montecitorio), a Bologna (una l’ha tenuta il politologo Gianfranco Pasquino). E ancora istituti occupati e fiaccolate in tantissime città. Nessuna voglia di rassegnazione in giro. Tanto meno alla vigilia dello sciopero generale della scuola proclamato dai sindacati di categoria. Il corteo romano sarà la sintesi del malcontento e ci si aspetta una partecipazione massiccia. Tanti i leader politici che scenderanno in piazza, Veltroni, Ferrero, Vendola, Di Pietro, accanto a insegnanti, bidelli, genitori, studenti, vera anima della contestazione. Il servizio d’ordine del sindacato,dopo gli incidenti di oggi, terrà gli occhi bene aperti – alta sarà anche la vigilanza delle forze dell’ordine – per evitare che una legittima espressione di democrazia non diventi l’occasione per alzare il livello dello scontro politico, per impedire che si ripetano episodi come quello di piazza Navona e perché il movimento di protesta resti come è nato: trasversale, pacifico e non violento. Clicca qui sotto  per vedere le foto ansa.
http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/photostory/visualizza_new.html_793769720.html

Una Risposta a “SCUOLA. 30 OTTOBRE … E VENNE IL GIORNO DELLO SCIOPERO GENERALE . ECCO LE FOTO DEGLI SCONTRI DI IERI”

  1. deni said

    ggg ero a Milano..abbbiamo fatto il korteo. La gelini dev piantala di kredere ke sta migliorando le skuole. Lei le sta solo riducendo alla povertà rovinandoci il nostro fututo. Noi siamo il futuro dell’Italia e noi lo porteremo avanti kn la kultura. Ma se essa skompare o peggiora e una marea di ragazzi nn frequenteranno + la skuola sarà solo grazie a questa signora.!!!!
    Abolite il decreto!!!!

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