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AGLI ARRESTI DOMICILIARI : ” MEGLIO IL CARCERE VERO” . ACCONTENTATO

Posted by irpinianelmondo su novembre 1, 2008

 01.11.2008-Per evitare litigi con i familiari era evaso perché voleva tornare in carcere. Risottoposto ai domiciliari, la polizia lo ha arrestato. Rispedito oggi in galera, Massimiliano Ambrosio, napoletano è riuscito a scappare dal suo vero ‘carcere’, la sua famiglia. L’uomo, 32 anni, sottoposto al regime degli arresti domiciliari, a causa di continui litigi con i familiari, aveva chiamato la polizia del commissariato di Frattamaggiore supplicando gli agenti di tornare in carcere.

Nel far rientro a casa, al termine della sua giornata di lavoro come fioraio nell’esercizio di un parente con l’autorizzazione del gip del Tribunale di Napoli, si era visto negare l’ingresso nell’abitazione dove viveva con la sorella ed il cognato. Inutile il tentativo di mediazione dei poliziotti per una riappacificazione. Ambrosio, per farsi arrestare, era uscito dalla sua abitazione di via Patricelli dirigendosi a piedi in via Pirozzi ove gli agenti erano stati costretti ad ammanettarlo per il reato di evasione.

Processato, con rito per direttissima, l’assoluzione e di nuovo ai regime degli arresti domiciliari. La Corte di Appello di Napoli, invece, ha ritenuto che comunque Ambrosio, in quella circostanza, avesse infranto le prescrizioni alle quali era sottoposto ed ha emesso, nei suoi confronti, un provvedimento di sostituzione della misura degli arresti domiciliari con, finalmente, la custodia cautelare in carcere.

PROPRIO COME IN FILM DI TOTO’
Parenti meschini e aggressivi: la storia che ha portato alla ribalta la vicenda di Massimiliano Ambrosio, il pregiudicato napoletano di 32 anni che ha fatto di tutto, riuscendovi, per tornare in carcere pur di sfuggire alla galera rappresentata dalla sua famiglia, era stata in qualche modo anticipata in un film con Toto’ protagonista, dal titolo Dov’e’ la liberta’, del 1954, con la regia di Roberto Rossellini.

La storia e’ quella di Salvatore Lojacono, un barbiere che ha scontato 20 anni di carcere per un delitto passionale, avendo ucciso l’uomo che insidiava la moglie. A casa viene accolto con affetto dai cognati che addirittura gli propongono di sposare una giovane carina, Agnesina. Tanta insistenza non insospettisce Salvatore che solo alla fine viene a sapere che la ragazza e’ incinta di uno dei due cognati che intendono risolvere con queste nozze riparatorie il pasticcio combinato. A quel punto, Toto’, di nascosto ritorna in carcere, in un mondo molto migliore di quello che ha trovato all’esterno.

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