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TORNA GELLI IL GRAN MAESTRO : FA IL TIFO PER BERLUSCONI

Posted by irpinianelmondo su novembre 1, 2008

01.11.2008– Solo nell’ultima puntata di ‘Venerabile Italia’, talk show che andrà in onda da lunedì prossimo su Odeon Tv e che lo vede protagonista, Licio Gelli sarà, per la prima volta, presente in uno studio televisivo.

Ma Gelli ha lasciato già oggi la sua villa Wanda nell’aretino per venire a Firenze, negli studi dell’emittente, per presentare il programma e rispondere come un fiume in piena alle domande dei giornalisti presenti.

Suscitando reazioni preoccupate nel mondo politico: dal capogruppo Pd al Senato, Anna Finocchiaro, che sollecita una reazione di Berlusconi, indicato da Gelli come il suo erede, al vicepresidente Pdl alla Camera, Osvaldo Napoli, che respinge un “apprezzamento che si trasforma in veleno per chi lo riceve”, fino al senatore Pd Vincenzo Vita che chiede l’intervento del Garante delle Comunicazioni perché “la P2 non può andare in onda”.

 Stessa richiesta dalla Federazione della Stampa che afferma: dargli spazio è insulto a storia italiana. Per l’Udc “i cattivi maestri in tv destabilizzano il clima del Paese.”Se un’autorità intervenisse con azioni di censura preventiva sarebbe un palese attentato alla democrazia”avverte il proprietario di Odeon Tv Raimondo Lagostena Bassi, che spiega:”Licio Gelli non sarà il conduttore di un programma, ma si è prestato a raccontare davanti alle telecamere di Odeon Tv le sue memorie, che diventeranno materiale per gli storici”.

Gelli, quasi 90 anni, completo scuro e piglio deciso, non si sottrae a domande sulla politica attuale e del passato: dalle caratteristiche principali del Piano di rinascita democratica alle stragi, dal fascismo (“sono fascista e fascista morirò”) alla massoneria, dagli aneddoti (“una volta incontrai, in un hotel a Firenze, Tina Anselmi che aveva dato ordine di cercarmi in tutto il mondo e lei non mi riconobbe, ma la foto di quell’incontro è nell’archivio di Stato coperta da segreto”) alle forze politiche attuali e alle manifestazioni studentesche. Di Berlusconi Gelli dice che sul Piano di rinascita democratica è “l’unico che può andare avanti, non perché era iscritto alla P2, ma perché ha la tempra del grande uomo che ha saputo fare, anche se ora è in momento di debolezza perché usa poco la maggioranza parlamentare”.

Poi attacca la magistratura, “potere forte e costituzionale”, e lancia un assist a Marcello Dell’Utri, che è “una bravissima persona, onesto e non mafioso” e che tra l’altro sarà ospite della prima puntata del programma. Non nasconde poi il suo disappunto per le proteste studentesche: “le manifestazioni non ci dovrebbero essere, gli studenti dovrebbero essere in aula a studiare” e approva la legge Gelmini “perché ripristina un po’ di ordine”. “Tornano i fantasmi del passato ed è inquietante che vada in onda l’autocelebrazione di Gelli e un nuovo tentativo di inquinare la vita pubblica”, afferma Rosy Bindi (Pd) vicepresidente della Camera.

Anna Finocchiaro, capogruppo Pd al Senato, e Marco Minniti, ministro ombra, si chiedono invece se “Berlusconi non abbia nulla da dire”. Il portavoce di Articolo 21 Giuseppe Giulietti ed il senatore Pd Vincenzo Vita chiedono l’intervento del Garante delle comunicazioni perché, messa fuori legge, “la P2 non può andare in onda”. Dal Pdl interviene il vicepresidente dei deputati Osvaldo Napoli che precisa come “il sostegno di Gelli al Governo non è stato da nessuno richiesto. Chi gli dà credito pesca nel torbido”. Ansa

Una Risposta a “TORNA GELLI IL GRAN MAESTRO : FA IL TIFO PER BERLUSCONI”

  1. lucyintheskywd said

    Fermo restando il degrado di questo paese, che fà passare per un portato della democrazia il dare ampio margine di espressione a personaggi che fino a poco tempo fa scontavano la reclusione per reati gravissimi, vorrei fare una riflessione: cori di sdegno si sono levati da certi ambienti del mondo politico, e, come di prassi nel nostro Paese, è iniziata la stagione delle strumentalizzazioni. Come quelle di chia voluto vedere nelle parole dell’ex venerabile un diretto ed esplicito incoraggiamento all’attuale Premier a proseguire nell’attuazione del progetto di “riforma” un tempo teorizzato. Certo, se qualcuno aveva immaginato che, uscendo dal carcere, Gelli avrebbe intonato l’inno dell’”internazionale socialista”, non c’è da stupirsi che sia rimasto deluso. Ma, per la verità, non riesco a spiegarmi come mai parte della sinistra gridi allo scandalo per l’imminente debutto televisivo, quando, (come brillantemente fatto notare qui) in molti casi, tali voci di disapprovazione provengono proprio da coloro che, anni or sono, facevano la fila davanti alla sua porta e a quella di Henry Kissinger per essere ricevuti. A meno di non ritenere che, dietro ad un apparente sdegno, si celi, in realtà, la preoccupazione che, grazie al “megafono” televisivo, Gelli possa “pestare i piedi” a qualcuno, riesumando gli innumerevoli “scheletri“ che ancora oggi affollano l’armadio della prima Repubblica.

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