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ALITALIA. MINISTRO SACCONI: ” CHI RIFIUTA LAVORO PERDE ANCHE CASSA INTEGRAZIONE “

Posted by irpinianelmondo su novembre 4, 2008

alitalia104.11.2008– ADNKrons- Il tempo per i negoziati è finito. Chi non accetta l’accordo è fuori e non avrà diritto neanche alla Cig. E’ questa in sintesi la posizione, irremovibile, del governo e della Cai sulla vicenda Alitalia. A metterlo in chiaro è stato prima il presidente della Compagnia Roberto Colaninno e poi il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi e il titolare delle Infrastrutture e Trasporti, Altero Matteoli nel corso dell’audizione alla Camera.

Il lavoratore che singolarmente o con altri viene chiamato a svolgere un lavoro equipollente anche se non con lo stesso salario, perde i diritti agli ammortizzatori sociali se non lo accetta”, ha detto Sacconi aggiungendo che ”questa non è un’opinione, non è una minaccia, non è un ricatto. Solo la non conoscenza della legge può portare ad affermazioni di questo tipo. Il rifiuto anche della partecipazione ad un corso di formazione può comportare l’esclusione dagli ammortizzatori sociali. Questa per un’evidente, elementare regola di welfare to work. Questa è la legge ed è giusto che sia fatta così”.

Il ministro del Lavoro Sacconi ha quindi commentato gli ultimi risvolti della vertenza Alitalia con il rifiuto da parte delle sigle sindacali autonome di firmare il cosiddetto ‘lodo Letta’ sottoscritto invece da Cgil, Cisl, Uil e Ugl. Nel corso di queste settimane, ha riferito Sacconi, sono emersi “dissensi insanabili in sede aziendale”. E questo perché le sigle autonome hanno rimesso in discussione gli accordi già sottoscritti. Ma non solo. Le associazioni professionali hanno accampato la “pretesa dell’esclusività della rappresentanza, escludendo le altre sigle. Ma va ricordato che 500 piloti sono rappresentati da Cgil, Cisl, Uil e Ugl che hanno firmato i contratti e sono titolari della rappresentatività”.

Respinta, dunque, la richiesta di una nuova convocazione avanzata ieri dai sindacati autonomi. E’ ”impossibile” aprire ora un nuovo negoziato con i sindacati, ha detto Matteoli che condivide la posizione di Colaninno e respinge qualsiasi ‘veto’ che qualche sigla sindacale intende porre sull’operazione. ”Qualcuno dice muoia Sansone con tutti i filistei ma questa non è la nostra filosofia. L’importante, al contrario, è andare avanti”.

Proprio questa mattina il presidente della Cai aveva dichiarato ”finito, chiuso” qualsiasi discorso su una nuova convocazione. ”Non faccio commenti su opinioni convizioni e interessi – ha detto il manager ad Hanoi a margine della visita allo stabilimento della Piaggio – che vengono gestiti da altri. Noi abbiamo un progetto che abbiamo sviluppato, abbiamo fatto un investimento e ci proponiamo di assumere 12.628 persone tra personale di terra, assistenti di volo e piloti”.

La posizione della Cai non si sposta di un millimetro e non preoccupano neppure minacce di blocchi e scioperi: ”Quando Cai sarà ufficialmente il proprietario di quei beni che abbiamo comprato da Alitalia e da Air One – dice – quelli che saranno assunti potranno manifestare i loro interessi; quelli che non lo saranno, non potranno neanche entrare. D’Altronde se uno non è assunto, cosa viene a reclamare? Andranno a reclamare in casa degli altri?”.

Il personale sarà assunto quindi spiega Colaninno ”secondo i criteri che sono stati discussi e controfirmati dalle quattro organizzazioni sindacali. Ovviamente mi è spiaciuto che questi contratti non abbiano trovato il consenso anche dagli altri rappresentati dei lavoratori di Alitalia. Ciò detto assumeremo quelli che sono interessati ad accettare di lavorare in Alitalia secondo queste condizioni. Gli altri che non accetteranno queste condizioni avranno deciso che questa offerta di lavoro non è interessante”.

”Il fatto – dice – è che noi siamo una nuova azienda che ha fatto un’offerta che ha bisogno di 12.628 persone non è che siamo responsabili della situazione precedente. Quando si acquista qualcosa ci sono condizioni e termini secondo cui uno è pronto a fare l’acquisto. Alitalia ha bisogno di personale di terra, di assistenti di volo e di piloti. Le nostre condizioni sono queste, sono state discusse e accettate e quindi ognuno sceglierà secondo i suoi criteri”. La chiamata ”sarà diretta o indiretta. Magari ci sarà qualcuno che non è di Alitalia e presenta la sua domanda, noi per esempio, potremo assumere anche i piloti di Ryanair”. ”E’, appunto vediamo chi fa le condizioni migliori”. Insomma curriculum ”anche per via e mail”.

Quanto alla scelta del patner straniero, Colaninno afferma che ”c’è da valutare quali sono gli effetti positivi delle varie combinazioni che si possono fare. Devo dire che sia Air France che Lufthansa hanno delle caratteristiche estremamente interessanti. Faremo le nostre valutazioni e insieme all’assemblea o al Consiglio di amministrazione decideremo penso entro novembre”. Entro natale si volerà con la nuova Alitalia? ”penso di sì”, conclude Colaninno.

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