www.irpinianelmondo.it

politica cronaca arte cultura turismo gastronomia…. e molto altro ancora

CASO ENGLARO. GIANFRANCO FINI SI SCHIERA CON NAPOLITANO

Posted by irpinianelmondo su febbraio 6, 2009

ITALY-GOVERNMENT-BERLUSCONI-NAPOLITANO06.02.2009-E’ scontro fra il premier Silvio Berlusconi e il capo dello Stato Giorgio Napolitano: nonostante il parere negativo fatto pervenire “tempestivamente” dal Quirinale, il governo vara comunque il decreto per vietare la sospensione dell’alimentazione ad Eluana Englaro e il presidente del Consiglio avverte: “Senza la possibilità di decreti, torno dal popolo per cambiare la Costituzione”. Napolitano risponde prima con una nota, ufficializzando il no al decreto in quanto “incostituzionale”.

Poi rendendo noto il testo della lettera fatta pervenire al Cdm quando ancora il decreto non era stato approvato: lettera inviata “per evitare un contrasto formale” con il governo, e in cui si sottolineava che la sentenza della Corte d’Appello su Eluana “va rispettata” e “non è impugnabile”. Annotazioni fatte avendo “come unica guida la Costituzione“.

Con il capo dello Stato si schiera il presidente della Camera Gianfranco Fini: “Preoccupa fortemente che il Cdm non abbia accolto l’invito del capo dello Stato, ampiamente motivato sotto il profilo costituzionale e giuridico”.

L’escalation in sette ore, dall’avvio della riunione di governo fino all’annuncio del Cavaliere in conferenza stampa: “Abbiamo approvato il decreto, se Napolitano non lo firma il Parlamento dovrà riunirsi ad horas e approvare in 2-3 giorni la legge che è già in itinerario legislativo”. Anche perché, aggiunge Berlusconi, una soluzione diversa significherebbe una sola cosa: “Eluana sarebbe vittima di una legge che non c’è”.

Pochissimi minuti e arriva la risposta di Napolitano, che annuncia di non essere intenzionato a firmare il decreto ed esprime “rammarico” per la decisione del Cdm. E’ proprio la scelta di Napolitano di inviare la lettera a riunione di governo in corso, mettendo nero su bianco l’intenzione di non voler firmare il decreto, a far infuriare il Cavaliere: così “si introduce una innovazione”, perché il Colle tenta di “anticipare la decisione del Cdm sulla necessità e urgenza” di un provvedimento, che per Berlusconi “è assegnata alla responsabilità del governo”. Di più: accettando il no preventivo del Colle, “avremmo trasferito la responsabilità legislativa dall’organo di governo ad altro organo, e quindi non era possibile prendere atto e accettare un intervento di questo genere”.

Berlusconi rivendica dunque la possibilità di procedere con decreto, sostenendo che “non si può governare il paese senza la decretazione d’urgenza”. E avverte: “Dico subito che se non ci fosse la possibilità di usare i decreti sotto la responsabilità del governo, io ritornerei dal popolo a chiedere il cambiamento della Costituzione e il cambiamento del governo”, perchè “si può arrivare a una scrittura più chiara della Costituzione”. Il premier sottolinea poi più volte l’assoluta convinzione di dover bloccare la procedura che porterà alla fine di Eluana, un atto dovuto: “Se non avessimo fatto ogni sforzo per evitare la morte di una persona in pericolo di vita, che ancora respira, che ha le cellule cerebrali vive, che potrebbe anche generare un figlio, che è in uno stato vegetativo che potrebbe anche cambiare, per la mia coscienza sarei stato responsabile di omissione di soccorso”. Concetto che il Cavaliere aveva già spiegato durante il Consiglio: di fronte alle perplessità espresse dal ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo, Berlusconi avrebbe insistito sulla necessità della compattezza dell’esecutivo. Di più, il premier si sarebbe spinto a chiedere un passo indietro da chi non avesse votato il decreto, riferiscono alcuni ministri. A nulla dunque è servita la missiva con la quale Napolitano chiedeva di non intraprendere la strada del decreto, richiamandosi a una serie di precedenti di decreti legge respinti da suoi predecessori perché in contrasto con sentenze passate in giudicato. Netta la replica di Berlusconi: “I formalismi sono l’ultima cosa che ci possono fermare quando si tratta di una vita umana, e non ci fermeranno”.APCOM

Annunci

Una Risposta to “CASO ENGLARO. GIANFRANCO FINI SI SCHIERA CON NAPOLITANO”

  1. Danilo Predieri said

    Un appello al presidente della camera: Aiuto………..fermiamolo con gli strumenti della democrazia,questo ci porta dritto verso un regime non democratico,una dittatura Aiuto……………………………………………………………………………………………………………………………………………………

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: