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AVELLINO . AL TEATRO GESUALDO IL GRANDE SUCCESSO DELLA ” LOCANDIERA ” DI PIETRO AULETTA

Posted by irpinianelmondo su marzo 7, 2009

locandiera07.06.2009-La valorizzazione delle potenzialità artistiche del territorio, la riflessione sulla storia e sulla cultura in cui si radica la nostra identità, la ricerca continua, per proporre spettacoli e produzioni che sappiano suscitare l’interesse del pubblico… Il teatro “Carlo Gesualdo” di Avellino da sempre sviluppa attorno a tali cardini la propria attività di produzione, che nell’allestimento de “ La Locandiera ”, di Pietro Auletta, trova un momento molto significativo grazie ad un’opera di perfetto equilibrio fra tradizione ed innovazione, in cui si presenta una straordinaria fusione tra musica e parola.

locandiera-1Prima rappresentazione moderna dell’opera buffa in due atti, ieri sera, del compositore di Sant’Angelo a Scala, al Teatro “Carlo Gesualdo” di Avellino. Applausi a scena aperta per l’opera, che ritorna alle scene dopo oltre 250 anni di oblìo, grazie alla revisione, curata del maestro Carmelo Columbro, e che ripropone all’attenzione generale lo splendore della Scuola musicale napoletana del Settecento.

Una nuova magistrale coproduzione firmata dalla due massime istituzioni culturali cittadine: teatro “Carlo Gesualdo” e conservatorio “Domenico Cimarosa” in programma anche questa sera alle 21, per far rivivere l’opera, realizzata nel 1738 per festeggiare le nozze del re Carlo con la principessa Maria Amalia di Sassonia, unica comica mai rappresentata al San Carlo. 

locandiera-3L’intera compagine orchestrale del Conservatorio sotto la direzione del maestro Columbro si avvale, inoltre, della regia e delle scene di Bruno Garofalo, dei costumi di Mariagrazia Nicotra, dei movimenti mimici di Enzo Castaldo, oltre ad un cast di assoluto rispetto perfettamente bilanciato tra voci cantanti e parti buffe: Stefano Di Fraia (Monsù Picone), Irene Tortora (Giacinta), Gianni Lamagna (Don Cola Petecchia), Lello Giulivo (Pomponio), Valeria Baiano (Clarice), Rosario Totaro (Frasia). In scena anche 15 musicisti, con 14 suonatori in buca e un clavicembalo a vista sulla scena. Una nuova magistrale produzione del teatro “Gesualdo” e del Conservatorio “Cimarosa”, che conferma il Massimo di Avellino non solo semplice polo di attrazione culturale, ma sempre più macchina produttiva di spettacoli e cultura, grazie alle migliori professionalità del settore che proprio al Gesualdo sono impegnate per la messa in scena e realizzazione delle rappresentazioni.

locandiera-4E l’allestimento della scenografia de “ La Locandiera ”, firmato da Bruno Garofano, è stato realizzato proprio dal direttore di scena Maurizio Iannino, con la collaborazione di Alessandro Limongiello e Angelo Pasquale.

 “Auletta è un autore irpino di nascita poi formatosi alle migliori scuole di musica della capitale del regno – spiega la presidente del cda del teatro Carlo Gesualdo, Maria Grazia Cataldi -. Si era formato alla rinomata scuola di Niccolò Porpora, frequentata  nello stesso periodo dal più famoso cantante evirato, Farinelli, figura quasi leggendaria, e dal poeta e drammaturgo Pietro Metastasio, autore anche dei libretti di alcune delle opere “serie” dello stesso Auletta, che a noi piace, però, qui ricordare soprattutto come compositore di musica da opera buffa, per l’importanza che questo genere riveste nell’ambito del teatro napoletano di quell’epoca, quando nasce e si sviluppa rompendo radicalmente gli schemi e i canoni tradizionali. Tra le sue opere buffe La locandiera ci è sembrata, forse anche perché più nota la storia attraverso l’omonima commedia goldoniana, che peraltro fu scritta più tardi, quella che maggiormente può suscitare ancora l’interesse e, perché no?, il sorriso, se non il riso, di un pubblico diventato, sotto certi aspetti, più esigente e disincantato”. E con l’allestimento de La Locandiera è stata proposta una nuova produzione grande formato, di alto livello culturale e musicale. Un nuovo modello produttivo che mette a punto quelle che sono le migliori risorse culturali del territorio, che proprio al teatro Gesualdo hanno garantito produzioni teatrali di alto livello musicale, spettacolare e teatrale, raccogliendo spettacolo dopo spettacolo un sempre rinnovato e accresciuto successo. Esibite al meglio le proprie potenzialità artistiche e produttive nella realizzazione di un’opera teatrale in tutte le sue componenti, dal recupero della partitura alla realizzazione delle scene, costumi e, naturalmente, agli aspetti più specificamente musicali, realizzate proprio grazie alle migliori professionalità del Gesualdo e del Cimarosa. Il lavoro di Auletta si presenta piuttosto breve, diviso in due parti, con sei personaggi più due mimi (attori muti) che interpretano la parte dei servitori; una struttura questa che sembra poggiare le sue basi sulla versione di un Intermezzo (due parti, due personaggi e un mimo)  più allargato. L’opera tutta fa largo conto della ricchezza lessicale del  testo  che, non a caso, porta la firma di Gennarantonio Federico, noto autore di opere buffe e dello straordinario intermezzo pergolesiano “ La Serva Padrona ”. Divisa in due parti, essa presenta, oltre ai recitativi, 13 pezzi vocali, con una ripartizione  non pienamente proporzionale. La prima parte assicura un’imponente presenza dei recitativi, soprattutto nel corso delle  scene iniziali (I-VI), affidando poi un’aria a ciascun personaggio, per finire l’atto con un Quartetto finale. La seconda raffina ulteriormente i contenuti tematici e musicali confermando la splendida fattura dell’opera e la sua straordinaria godibilità anche per i giorni nostri.

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