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INFLUENZA A/H1N1. DILAGA LA PAURA. INTERVISTA AL L’IMMUNOLOGO PROF. AIUTI : ” IL VACCINO NON E’ LA PANACEA”

Posted by irpinianelmondo su settembre 2, 2009

prof. Aiuti02.09.2009- QN -DUE NUOVI casi «seri» di influenza A sono stati accertati ieri a Napoli, mentre a Monza il ragazzo parmense ricoverato in terapia intensiva è stabile e le sue condizioni stanno evolvendo positivamente. I due ricoverati all’ospedale Cotugno del capoluogo campano sono un trentenne e cinquantenne( quest’ultimo purtroppo è deceduto in queste ore)  . Il primo, di Cava dei Tirreni, è rientrato da una vacanza in Spagna: è arrivato dall’ospedale di Vallo della Lucania con una polmonite indotta dal virus H1N1. Le cure sembrano avere avuto un esito positivo e la prognosi dovrebbe essere presto sciolta. È invece in rianimazione l’altro paziente, trasferito anch’esso d’urgenza da un ospedale della zona. È affetto da insufficienza renale e cardiomiopatia dilatativa. «L’insufficienza respiratoria — dicono i sanitari — è severa e le condizioni sono gravi». Si teme per la sua vita. Oggi, intanto, ci sarà la riunione dell’Unità di crisi al ministero della Salute coi rappresentanti delle Regioni e le associazioni di pediatri, medici di base e di Pronto soccorso. Si parlerà anche di vaccinazione. «Entro ottobre — dice Fabizio Oleari, direttore generale prevenzione e sanità del ministero — saranno disponibili 48 milioni di dosi e da metà novembre cominceranno a essere somministrate». Secondo il sottosegretario Ferruccio Fazio, entro l’anno saranno vaccinate otto milioni e mezzo di persone. «Ma i soldi deve metterceli lo Stato», dice l’assessore alla Sanità della regione Toscana, Enrico Rossi, coordinatore nazionale dei colleghi.

 

VACCINO reale o virtuale, non è questo il problema. L’errore è considerarlo una panacea. Parola del professor Fernando Aiuti — specialista in malattie infettive e cardiologia e docente di immunologia clinica —, che ammette: «Somministrato alle persone sane avrebbe un’efficacia del 50-60 per cento; nei soggetti a rischio del 30-35 per cento».
Quindi anche se effettivamente verrà testato, non possiamo stare tranquilli?
«Diciamo che permetterebbe un risparmio notevole, quantificabile in 13 milioni di infezioni».
Sulla non «virtualità» del vaccino, invece, possiamo almeno avere maggiore sicurezza?
«Il governo si sta muovendo bene come fanno gli altri Paesi. Certo, la strategia va bene organizzata e si devono prevedere varianti nel caso di complicazioni».


Tipo?

«Percorsi differenziati per chi ha complicanze, ma anche per chi soffre di patologie croniche, come cardiopatie, asma bronchiale, diabete. Lo stesso vale per immunodepressi e infezioni da Hiv. Poi si dovrà pensare alle donne incinte e ai bambini fino a 2 anni».
Per questi soggetti il rischio di effetti collaterali è più alto. Quali sono le risposte dei test?
«Quelle definitive arriveranno a metà settembre».
Perché, allora, non includere i bambini nel primo blocco di vaccinazioni, quello di metà novembre, quasi esclusivo delle categorie essenziali come forze dell’ordine e operatori sanitari?
«Il secondo gruppo di pazienti non è ancora stato stabilito, ma credo che almeno i bambini al di sotto dei 2 anni entreranno di diritto nel primo blocco».
Fabrizio Oleari, direttore generale prevenzione e sanità del ministero del Welfare, parla di 24 milioni di persone vaccinate, i primi 8 milioni entro metà novembre: le tornano come dati?
«Il dato certo è che la campagna di vaccinazione dovrebbe riguardare il 40 per cento della popolazione».
Nel caso i piccoli fra i 6 mesi e i 2 anni non finissero nel «calderone» delle prime vaccinazioni, da genitore come si comporterebbe?
«In vista di novembre, periodo clou dell’influenza, una reale precauzione sarebbe quella di vaccinare tutta la famiglia. Se avessi un figlio da 0 a 6 mesi al quale, vista l’età, non può essere somministrato il vaccino, lo farei uscire evitando luoghi affollati: no ai supermercati, ma sì ai parchi giochi».


3 Risposte a “INFLUENZA A/H1N1. DILAGA LA PAURA. INTERVISTA AL L’IMMUNOLOGO PROF. AIUTI : ” IL VACCINO NON E’ LA PANACEA””

  1. Antonio said

    Da quanto si legge in giro il vaccino usato al momento giusto sarebbe un’appena sufficiente soluzione, ancora più difficile sarà usare l’antivirale TAMIFLU entro le 24-48 ore !!!
    Trovare questo “GIUSTO MOMENTO” è quasi impossibile visti i sintomi IDENTICI alla “normale” influenza.

    Personalmente ho sempre avuto Timore dei vaccini e soprattutto delle possibili INUMANE speculazioni farmaceutiche.

    CHE MI DITE DEL VIDEO DI SEGUITO ?

    Attendo con ansia il Vs. parere, GRAZIE !!

  2. ADRIANA said

    e allora come ci si deve comportare?io ho una bambina da 2 anni che non va al asilo.cosa devo fare?la dovrei vaccina contro queste influenze?sono preocupata

  3. sonia said

    sono incinta,e’ una mia cugina ha contratto il virus.ci siamo viste 1a volta.5 girni fa’;mi devo preoccupare?

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