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INFLUENZA A / H1N1. ROMA :TRA 10 GIORNI PRONTO DECALOCO E CALL CENTER

Posted by irpinianelmondo su settembre 5, 2009

06.09.2009– Un decalogo con le informazioni utili per i cittadini colpiti dall’influenza A o che solo sospettano di aver contratto il virus. Vi sta lavorando la commissione sanitaria ad hoc istituita dal Comune e presieduta dall’immunologo Fernando Aiuti. «Sarà pronto tra dieci giorni – annuncia l’assessore alle Politiche sociali del Comune, Sveva Belviso – per metà mese iniziamo a distribuirlo in Municipi, Poste, Anagrafe, mezzi pubblici, taxi, scuole, centri anziani, in tutti i luoghi di maggiore aggregazione. Una sezione a parte di consigli sarà per i neonati».

Prossimi incontri in programma martedì 8 e giovedì 10, i medici dei principali nosocomi della capitale sono convocati dalla commissione capitolina che fa capo ad Aiuti. In quell’occasione si valuteranno anche alcune proposte fatte dal direttore della Protezione civile comunale Aldo Aldi. Una campagna di prevenzione, informazione, pubblicità che dovrebbe coinvolgere i medici e gli infermieri della Protezione civile. Ma non solo, i volontari potrebbero essere impiegati per dei corsi nelle scuole e in un call center dedicato a dare informazioni».
Informare, informare, informare. E’ questo il leit motive delle riunioni in corso in questi giorni.

«L’avevo già detto: ora è la raccomandazione ufficiale del Governo americano – spiega Aiuti – dopo i medici, il personale sanitario, vanno vaccinati i familiari conviventi con i bambini che hanno meno di sei mesi». Il picco dell’influenza, così come poi il vaccino di massa è previsto per dicembre, massimo gennaio, tre-quattro i mesi cruciali, con l’arrivo della primavera il peggio dovrebbe esser passato. «Il caldo che persiste – sempre Aiuti – è un vantaggio, causa un ritardo nell’infezione, è tempo guadagnato in attesa del vaccino. Spero che intanto gli ospedali si stiano attrezzando con percorsi separati».

Allo Spallanzani, ambulatori ad hoc saranno allestiti entro la fine del mese. Mentre alla Regione è stato chiesta una maggiore disponibilità di personale medico e infermieristico dedicato. «Stiamo organizzando un ambulatorio dedicato e valutando altri spazi dove accogliere chi presenta una sintomatologia lieve – interviene il dottor Francesco Nicola Lauria, direttore dell’Unità di Malattie Infettive Apparato respiratorio – Negli ultimi due giorni, col rientro dalle vacanze, sono aumentati coloro che si presentano allo Spallanzani, presentando una sintomatologia riferibile all’Influenza A. Almeno 25-30 persone ogni pomeriggio, per lo più giovani, al massimo trentenni, quasi tutti rimandati a casa, semplicemente invitati ad assumere tachipirina. Una decina i ricoveri. La diagnosi ormai non si fa più col test ma su base clinica, ma penso che gli arrivi siano destinati ad aumentare: per questo bisogna attivare la medicina di famiglia».

Pierluigi Bartoletti, segretario provinciale della Federazione italiana medici di famiglia, segnala un crescente «clima di preoccupazione, ci si è messo anche un serial a puntate andato in onda nei giorni scorsi sulla pandemia di un virus che uccideva il 90 per cento della popolazione ad agitare gli animi. Telefonano e chiedono c’avrò la suina, i vaccini quando arrivano… Al di là del gossip, ieri nella riunione della commissione pandemie della Regione Lazio, so che hanno recepito quelle che erano le nostre richieste. E dunque un Numero verde accettazione, in modo che si possano dare risposte, fino a quella di chiamare un’ambulanza, a tutte le persone». La Fimmg sta lavorando con l’ospedale Tor Vergata per iniziare i protocolli d’invio. «Vorremmo creare con gli ospedali più grandi dei percorsi preferenziali in caso sia necessaria una radiografia o una analisi in tempi rapidi».

Anche al policlinico Umberto I si stanno attrezzando «l’idea è quella di realizzare un paio di ambulatori dedicati per chi presenta i sintomi influenzali riferibili alla A qui da noi – interviene il direttore del Dipartimento di Malattie Infettive e Tropicali, Vincenzo Vullo – Per fine mese, massimo i primi di ottobre sarà pronto: vi saranno indirizzati quanti presentano una sindrome influenzale non grave. Mentre al Dea andrà chi sta male, dove già al triage viene messa al paziente la mascherina e inviato nei box o nella stanza dei medici». Cominciati i lavori per le stanze a pressione negativa: «Massimo a fine dicembre saranno pronte, tanto il picco è previsto per gennaio». Spazi dedicati all’urgenza e mascherine anche al Pertini, «ma è importante non presentarsi in ospedale se non ce n’è bisogno, con i medici di base organizzeremo una campagna di informazione corretta alla popolazione».Il Messaggero.it

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